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lunedì 12 giugno 2017

Magnetismo personale



“Ovunque andiate, agite nella consapevolezza
di essere padroni di voi stessi.”
(Paramahansa Yogananda)

Perché quando alcuni parlano tutti ne sono affascinati, mentre altri possono trattare lo stesso argomento senza suscitare il minimo interesse? Con tutti i loro ovvi difetti, i dittatori esercitano un'influenza enorme. Qual è il segreto di questo potere? È il magnetismo. Siamo tutti divinamente dotati di un magnetismo personale. Perché, dunque, in alcuni è così evidente, mentre altri sembrano esserne privi? Perché pochissimi conoscono il modo di sviluppare il magnetismo, che nella maggior parte dei casi rimane allo stato latente.

Molte delle facoltà di cui il Signore ci ha dotati rimangono nascoste dentro di noi poiché non ne facciamo uso. Che cosa è il magnetismo? L'ipnotismo è stato definito magnetismo animale; è una specie di cloroformio mentale somministrato dall'ipnotizzatore. Il magnetismo spirituale, invece, è qualcosa di diverso: è il potere che l'anima ha di attirare o di creare ciò che le occorre per raggiungere un benessere e una felicità completi.

Il magnetismo di molti esseri umani non è molto evoluto; prevale in loro un magnetismo animale o fisico, soggetto all'ipnosi cosmica di maya, o illusione terrena, che si manifesta soprattutto sul piano materiale. Sono molteplici i fattori che influiscono sullo sviluppo del magnetismo. In primo luogo, la qualità e la quantità del cibo che ingerite. Un'alimentazione eccessiva e sbagliata nuoce allo sviluppo del potere magnetico perché ha un effetto negativo sulle energie vitali del corpo.

Ad esempio, coloro che appesantiscono l'organismo mangiando troppa carne indeboliscono il proprio magnetismo. La stessa cosa può dirsi di altri alimenti non adatti al corpo umano. Al contrario, gli alimenti puri come la frutta fresca, lo rafforzano. Per quanto concerne la quantità deve essere tale da farvi sentire un leggero appetito quando vi alzate da tavola. Non mangiate a sazietà. Appesantire lo stomaco riduce l'energia vitale con conseguente diminuzione del magnetismo.

Coloro che mangiano troppo non sono magnetici, mentre coloro che digiunano regolarmente accrescono il proprio potere magnetico. Dovete sempre dominare il corpo e non permettere mai che sia il corpo a dominarvi. Chi non è abituato a digiunare, teme che sia sufficiente rimanere un giorno senza mangiare per andare incontro a morte sicura. Invece, nel corso di un lungo digiuno scoprirete presto che la fame scompare e che non avete più voglia di mangiare.

È pericoloso digiunare a lungo se non sapete come regolarvi, ma conoscendo le modalità del digiuno, non si determina alcun problema. Un'eccessiva alimentazione rende schiave le forze vitali dell'organismo che, invece, vengono vivificate da un digiuno regolare, ad esempio da uno a tre giorni consecutivi, e accrescono il magnetismo del corpo. Voi siete l'anima, che per sua natura è di gran lunga superiore a un effimero corpo di carne.

Digiunando, scoprirete che è l'energia cosmica, o prana, a mantenere in vita il corpo. Questa energia intelligente, che si è lasciata condizionare dal cibo, impara così a fare maggiore assegnamento su se stessa. Con il digiuno educate l'organismo ad affidarsi di più all'energia cosmica. Anche Gesù ha sottolineato questa verità affermando: «Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio.»

La “bocca di Dio” è il centro sottile situato nel midollo allungato, attraverso il quale la divina energia vitale, la “parola” fluisce nel corpo dalla sorgente cosmica. Durante il digiuno attenetevi alla convinzione che non morirete di fame e che l'energia cosmica vi mantiene in vita. Vi sorprenderà constatare che l'energia fluisce nel vostro corpo naturalmente e non per mezzo del cibo. Dipendete dal cibo perché non conoscete l'esistenza del potere che costituisce il vero sostegno della vita….

Ma che cosa succede quando riempite di cibo lo stomaco di un uomo vivo? Le sostanze alimentari verranno assimilate, dimostrando così che non è il cibo a dare la vita. Il prana - la forza vitale intelligente racchiusa nel corpo che trasforma gli alimenti in energia - è stata resa schiava dalla nostra identificazione con il corpo stesso, al punto da ritenere di non essere in grado di sostenerlo senza fare ricorso al cibo.

Ma Gesù ci ha ricordato che le cose stanno diversamente. Il prana entra nel corpo insieme all'anima all'atto del concepimento, e nel corso della vita viene costantemente ricostituito attraverso la “bocca di Dio”. Il digiuno è uno dei modi in cui è possibile sviluppare l'autonomia dell'energia interiore. Il digiuno purifica il sangue e fa riposare i vostri organi; allora una nuova energia comincia ad emanare dagli occhi, dalle mani e dai piedi.

Non appena comprendete che vivete di energia cosmica e non di sostanze materiali, il corpo si magnetizza e in voi si manifesta un magnetismo di qualità diversa. Queste sono le grandi verità che cominciate a conoscere. Fra voi, il mondo che vi circonda e le persone con cui venite a contatto si determina un costante scambio di magnetismo.

Ad esempio, incontrando qualcuno, potreste avere la sensazione che vi stia accadendo qualcosa; state percependo, infatti, la sua vibrazione. Perché gli altri possano trasmettervi il proprio magnetismo debbono essere vicini a voi. Quando stringete la mano a qualcuno, si crea una sorta di magnete che determina uno scambio di magnetismo.

Se siete il più forte o il più positivo dei due trasmetterete all'altro le vostre vibrazioni; se invece siete il più debole assorbirete le sue. Ciò spiega perché alla gente piace, inconsciamente, stringere la mano a uomini e donne famosi. Ogni azione, positiva o negativa che sia, crea delle vibrazioni in tutto l'etere. Quando vi trovate nel loro raggio di azione, le vibrazioni attraversano il vostro corpo come le onde radio.

Se vivete o avete contatti con qualcuno che si comporta male, sentirete la vibrazione magnetica delle sue azioni negative, qualsiasi cosa facciate per evitarla. I deboli dovrebbero fare di tutto per sfuggire la compagnia di chiunque abbia abitudini cattive. Soltanto chi è dotato di un forte potere mentale può avere a che fare con persone del genere e aiutarle a cambiare, senza subirne l'influenza negativa. Questa è la legge.

Se una persona è dedita all'alcool e la forza magnetica della sua abitudine è più potente della vostra volontà di non bere, non frequentatela. Se avete rapporti con persone che hanno abitudini negative, dovete essere certi che il vostro magnetismo positivo sia più potente del loro magnetismo negativo. I sedicenti maestri e i cosiddetti riformatori che non si proteggono sviluppando prima un potente magnetismo spirituale, sono facili vittime delle vibrazioni negative di coloro che cercano di aiutare.

Quando stringo la mano a qualcuno, o comunque sto in compagnia di altre persone, trasmetto il mio magnetismo e, talvolta, se voglio percepisco le loro vibrazioni. Ma quando non voglio, evito di sintonizzarmi con tali vibrazioni e rimango al di là del loro raggio di azione. Poiché ho sviluppato un forte magnetismo, la mia forza magnetica è più potente, e posso quindi escludere tutte le vibrazioni indesiderate. Sono costantemente consapevole di questi misteri dell'esistenza.

E gli esseri umani pensano di essere soltanto qualche chilogrammo di carne! È stato dimostrato che vivere circondati da vibrazioni rumorose troppo elevate riduce di sei anni la durata della vita. Quando siete nervosi, manifestate una maggiore ricettività alle vibrazioni fastidiose, che turbano ulteriormente il sistema nervoso. Quando siete calmi, invece, le vibrazioni irritanti non hanno alcun effetto.

Vi disturbano quando siete nervosi e irritabili, ma non appena vi calmate e vi sentite mentalmente forti non possono più influenzarvi. Trasformate le vostre vibrazioni e rafforzatele pensando:«Sono sereno» oppure: «Sono felice». Fate questa affermazione ogni giorno, e svilupperete la forza magnetica della pace e della felicità. Se ritenete che l'ambiente in cui vivete non sia compatibile con i vostri obiettivi cercatene un altro più congeniale.

Trasferendovi nell'ambiente adatto, contribuirete a potenziare il vostro magnetismo e a migliorare voi stessi. Frequentate le persone che incarnano l'esempio di ciò che vorreste essere. Se volete avere un forte potere magnetico negli affari, frequentate gli uomini d'affari. Se volete fare lo scrittore, frequentate coloro che hanno una vibrazione letteraria. Se volete diventare santi, frequentate le persone sante. I grandi santi non perdono tempo.

Dovete convincerli dell'ardente desiderio del vostro cuore. Allora si sentiranno attirati da voi e potrete “rubare” il loro magnetismo. Quando i santi vi sono vicini, assorbirete automaticamente la loro vibrazione. Tuttavia, potrete anche percepirne il magnetismo a migliaia di chilometri di distanza, perché le vibrazioni spirituali non hanno limiti.

Io ricevo continuamente le vibrazioni del mio guru Sri Yukteswar, anche se adesso è rinato su un altro piano. Quando era ancora in vita in India, io percepivo costantemente la sua vibrazione. In questo modo compresi intuitivamente che stava per lasciare il corpo; successivamente mi scrisse per dirmi che attendeva il mio ritorno in India. Io dissi al signor Lynn che dovevo andare dal mio Gurudeva; mi aspettava da quindici anni, e sapevo che se non fossi tornato allora, non l'avrei più visto. Tre mesi dopo il mio arrivo in India il Maestro abbandonò il corpo.

Dunque è vero che i santi possono trasmettere il proprio magnetismo anche se sono molto lontani, perché la loro forza magnetica è molto potente. Se volete essere un artista, dovete frequentare gli artisti e vivere tra loro. Ma le persone spirituali possono trasmettervi il loro magnetismo qualunque sia la distanza che vi separi. Naturalmente devono essere spiritualmente molto evolute per poterlo sprigionare e voi dovete essere ricettivi, per riuscire a percepirlo.

Se volete che le persone spirituali possano trasmettervi il proprio magnetismo, dovete sentirle vicine mentre meditate e mentre pregate; la consapevolezza della loro vicinanza vi permette di percepire il magnetismo di cui sono dotate. Inoltre, se vi recate nei luoghi dove sono vissuti i maestri, le loro vibrazioni ancora presenti in quelle località favoriranno la vostra evoluzione spirituale. Questo è il valore dei pellegrinaggi nei luoghi santi.

Quando sono andato in Terra Santa ho sentito una grande ispirazione e ho percepito profondamente la presenza del Cristo. Gesù si è incarnato in quella terra martoriata in un periodo di grandi difficoltà, per dimostrare che il suo magnetismo poteva vincere ogni male. Le sue divine vibrazioni pervadono ancora quei luoghi, con la stessa forza che avevano quando il Cristo era fisicamente presente.

Cercate di fare ogni giorno qualcosa di meritevole per sentire di aver contribuito in qualche modo, per sentire che la vostra vita ha un significato. Se ogni giorno porterete a termine qualcosa che pensavate di non riuscire a fare, svilupperete un forte magnetismo. Sorvegliate i vostri pensieri che ispirano tutte le vostre esperienze e vi elevano o vi degradano. Il vostro corpo è simile a una carrozza tirata da cinque cavalli: i sensi. Voi, ossia l'anima, siete il proprietario e il cocchiere di questa carrozza.

Se non usate le redini della mente per dominare i cavalli, perderete il controllo della carrozza che precipiterà nell'abisso delle malattie, delle sofferenze e dell'ignoranza. Dovete dominare i cinque cavalli dei sensi se volete che la carrozza vi trasporti felicemente per tutta la vita fino alla vostra vera destinazione: il regno di Dio. Conseguirete allora l'auto-dominio e così la vera felicita. Perché perdete tempo? È così facile buttare il tempo! Può essere sprecata un'esistenza intera.

Voi siete i padroni di tutti gli attimi della vostra vita. Usateli saggiamente affinché vi portino la salvezza. Consumare così la vita è l'offesa peggiore che possiate fare alla vostra anima. Sprecate tanto tempo e non avete nulla in cambio. Per rilassarsi è meglio uscire, andare a passeggiare o fare qualche esercizio fisico. Se volete sviluppare il vostro potere magnetico, non parlate troppo. Non parlate in continuazione.

I discorsi inutili dissolvono il magnetismo e, inoltre, sono pericolosi perché chi parla troppo finisce sempre per dire la cosa sbagliata. Le parole sono simili a piccoli proiettili che escono dal cannone della bocca e hanno il potere di far crollare gli imperi o, se vengono pronunciate da un saggio, di portare la pace. La persona che parla troppo è superficiale e poco magnetica.

Ma quando parla un saggio di poche parole, tutti lo ascoltano. Così era il mio guru. Quando parlava, le sue parole erano piene di significato e di forza, altrimenti rimaneva in silenzio. Quando due o più persone si incontrano, ciascuna di esse vuole essere ascoltata e nessuna vuole stare ad ascoltare. Imparate ad ascoltare di più, a rimanere in silenzio e a godere la compagnia degli altri.

Edison e uno dei suoi amici avevano l'abitudine di stare insieme quasi senza parlare, e quando si lasciavano dicevano: «Arrivederci, è stata una visita molto piacevole!» Dedicate tutta la vostra attenzione alla persona con cui parlate, e dite cose sensate. Quando parlate con l'anima, tutti saranno disposti ad ascoltarvi. Il potere del mondo intero e la verità di Dio ispireranno le vostre parole. E cambierete gli altri con le vostre parole.

Il magnetismo consiste in questo. Se desiderate sviluppare il magnetismo, dovete imparare ad analizzare i vostri sentimenti e a tenere ogni giorno un diario mentale. Scoprirete con stupore che avete sprecato tanto tempo senza fare nulla. Chiunque voglia diventare “grande” dovrebbe analizzare il proprio stato d'animo. Ogni sera, sedetevi in silenzio e domandatevi: «Che cosa ho fatto oggi?».

Ciò vi aiuterà a vedere con chiarezza come potete usare più saggiamente il tempo che avete a disposizione. Se vorrete usare questo suggerimento, diventerete una persona diversa. Non appena assumerete il controllo della vostra vita e farete ciò che dovreste fare, la forza di volontà e il magnetismo cominceranno a svilupparsi. Solo la volontà ci può salvare perché è l'elemento che controlla ogni cosa in questo universo.

Se non esercitate la forza di volontà, sarete creature deboli, facilmente influenzabili dall'ambiente che vi circonda. Lo sviluppo della volontà è il segreto del magnetismo. Gli uomini di successo sono uomini molto volitivi. Quando svilupperete la volontà per quanto la vita possa abbattervi, vi risolleverete e direte: «Ho successo. Posso vincere». Usate la volontà per realizzare qualcosa. Questo è il modo di sviluppare il magnetismo. (Paramahansa Yogananda)

martedì 20 dicembre 2016

La vera natura dell'anima



“Nella coscienza ordinaria,
pensiamo di essere creature mortali,
ma quando ci liberiamo dall'ego,
ci accorgiamo di essere Spirito.”
(Paramahansa Yogananda)

“Se in questo momento riusciste a calmare completamente il corpo, i pensieri e le emozioni, diventereste immediatamente consapevoli del vostro vero Sé (L'anima), e dell'universo, il vostro immenso corpo che palpita della gioia di Dio. L'anima si "stabilirebbe nella condizione che le è propria". Non è strano che voi non riusciate a percepire la gioia di Dio che è sempre a vostra disposizione? La ragione per cui non conoscete la beatitudine di Dio è che siete intossicati dai sentimenti dell'ego (citta).

Se mi nascondo dietro uno schermo, sarò sempre qui, ma voi non mi vedrete. Se allontanate lo schermo, mi vedrete di nuovo. Ugualmente, la gioia di Dio è nascosta dallo schermo dei sentimenti che hanno origine dall'ego (ahamkara o coscienza del corpo). Allontanate lo schermo per mezzo della meditazione e contemplerete questa gioia. La vostra vera natura è la calma. Avete indossato una maschera di irrequietezza, ossia l'inquietudine della vostra coscienza, che trae origine dagli stimoli dei sentimenti.

Voi non siete la maschera, siete il puro e calmo Spirito. È arrivato il momento di ricordare chi siete: l'anima beata, un riflesso dello Spirito. Toglietevi la maschera dei sentimenti e contemplate il vostro Sé. Quando vi arrabbiate o siete travolti dall'odio, indossate la maschera del male. L'essere umano può arrabbiarsi talmente da essere capace di uccidere. Non vuole farlo veramente - ossia la sua anima non vuole - ma, poiché l'anima si è identificata con l'ira, questo sentimento può suscitare in lui il pensiero di uccidere.

Perciò non è opportuno rimanere nello stato dell'ordinaria coscienza umana, soggetto a emozioni così violente. Voi diventate schiavi dei vari stati d'animo, e questa è la causa di tutti i vostri dispiaceri. Per salvarvi, dovete eliminare i sentimenti e le emozioni legati alla coscienza del corpo. La meditazione è l'unica via di Salvezza.

Per molto tempo avete creduto di possedere alcune qualità, caratterizzate da sentimenti e da emozioni particolari. Patanjali dice che vi identificate con queste passioni e questi desideri perché l'avete già fatto nel corso di numerosissime incarnazioni e, di conseguenza, avete completamente dimenticato la vostra vera natura. Quando vi renderete conto che ogni giorno recitate una parte diversa a seconda dei vostri mutevoli sentimenti, non sarete più la stessa persona, e riuscirete a liberarvi di questi stati illusori.

Quando comprenderete che la passione e la collera non fanno parte della vostra vera natura, questi stati d'animo non avranno più alcun potere su di voi. Ogni persona è per sua natura meravigliosa; deve soltanto togliersi la maschera della coscienza dell'ego. Non lo dimenticate. Se avvicinate un diamante a un gatto nero, il diamante assumerà una sfumatura nera. Potete allora affermare che il diamante è nero?

No. Appena allontanate il gatto e lasciate che la luce illumini il diamante, il suo naturale splendore si sprigionerà completamente. Il gatto nero è la vostra irrequietezza, che offusca la coscienza con le emozioni e oscura la luce e la gioia dell'anima. La natura dell'irrequietezza è tale che nel momento stesso in cui traete piacere da una cosa, ne state già cercando un'altra; in sostanza suscita in voi una perenne insoddisfazione che, a sua volta, è provocata dai sentimenti.

Ma la beatitudine - la gioia di Dio nascosta nell'anima - è sempre nuova e sempre presente nella vostra coscienza. Poiché questa gioia appaga ogni desiderio, l'irrequietezza non avrà più ragione di esistere. Spero che comprendiate l'importanza di ciò che vi dico oggi. Sto parlando della via che porta alla liberazione da ogni dolore. Il perfetto dominio dei sensi vi rende padroni di voi stessi. Non abituatevi mai a niente, e non lasciatevi mai condizionare dalle abitudini.

Bere il caffè non significa necessariamente esserne diventati schiavi, ma se non potete farne a meno, allora vuol dire che l'abitudine vi ha resi schiavi. Non appena dite: "No, non ne ho bisogno", fate che questa affermazione ponga fine alla vostra schiavitù. Io non mi lascio mai condizionare da niente e da nessuno. Ad esempio, posso bere o mangiare qualcosa di buono, e poi eliminarne il desiderio; il ricordo sparisce in quello stesso istante.

Per prima cosa, evitate di soddisfare le simpatie e antipatie alimentari e insegnate la stessa cosa ai vostri bambini. Li viziate quando dite: "Che cosa vorresti mangiare? Vuoi gli spinaci? Non mangiarli se non ti piacciono". Se vi dimostrate così accondiscendenti renderete vostro figlio schiavo del gusto. Potreste domandarmi: "Ma se eliminiamo i sentimenti, le simpatie e le antipatie non diventeremo inerti come la materia e completamente inutili? Patanjali insegna queste cose?".

No, egli afferma che la vostra vera natura si manifesterà non appena riuscirete a dominare i sentimenti. Il vero stato del Sé, l'anima, è beatitudine, saggezza, amore, pace. Vi sentirete allora così felici da apprezzare qualsiasi cosa facciate. E tutto questo non vi sembra molto più conveniente che brancolare nel mondo, simili a demoni inquieti e sempre insoddisfatti?

Quando siete concentrati sul vostro vero Sé, riuscite a compiere ogni vostro dovere e a godere di tutte le cose buone del mondo pervasi dalla gioia di Dio. Permeati della sua inebriante beatitudine eseguirete ogni azione gioiosamente. Molti pensano che gli induisti insegnino una sorta di annichilimento mentale, il presunto risultato cui porterebbe l'assenza del desiderio. Invece, l'obiettivo della filosofia induista è la felicità permanente.

Non c'è libertà né felicità nel cessare di esistere. Il solo pensiero di questa eventualità è doloroso. Voi desiderate una felicità senza fine e questo è ciò che potrete avere, come afferma Patanjali, se dimorerete nella vera natura della vostra anima. Come possiamo essere veramente interessati a qualcosa se annulliamo i desideri e i sentimenti?

Avrete visto coloro che lavorano senza provare nessun interesse per quello che fanno; il loro lavoro e il loro comportamento lo dimostrano chiaramente. Non si curano dei risultati fino a quando possono dire che, comunque, lavorano. Ma l'innamorato lavora con impegno e scrupolo per la persona amata; farà molto di più per lei, che per se stesso. Questo è il modo di servire Dio e questo è il sentimento che proviamo quando amiamo Dio. Lavoreremo per lui con gioia.

Ad un estremo troviamo persone convinte che per farsi strada nella vita si debba lavorare senza sosta, come automi. Ma all'estremo opposto, ugualmente errato, troviamo persone che non appena provano un interesse per la spiritualità, diventano indifferenti a tutte le altre cose. Questo modo di pensare è sbagliato. È una delle ragioni per cui l'India ha perduto la libertà in quanto ha male interpretato la dottrina del distacco.

Ad esempio: "Che cosa importa se nell'eremitaggio si accumula la sporcizia? Non fa niente. Perché preoccuparsene? Darsi da fare richiede troppa concentrazione sugli aspetti materiali della vita. Siate distaccati. Rinunciate il più possibile alle attività pratiche". In questo modo di pensare si nasconde, ammantata di falsa spiritualità, la pigrizia mentale.

Mi sono reso conto che i maestri veramente grandi si interessano molto al mondo, ma senza provare nessun senso di attaccamento. Quando il mio maestro, lo Swami Sri Yukteswar, riceveva un bel regalo, se ne prendeva scrupolosamente cura. Ma se si rompeva si limitava a ridere: "La mia responsabilità è finita. Mi è costata molta attenzione".

Era veramente distaccato dalle cose. Anche io la penso allo stesso modo. Apprezzo tutto ciò che Dio mi dà, ma non ne sento la mancanza quando scompare. Una volta mi regalarono un cappotto e un cappello elegantissimi, un completo molto costoso. A quel punto iniziarono le mie preoccupazioni. Dovevo stare attento a non strapparlo e a non sporcarlo e la cosa mi metteva a disagio. Così pensai: "Signore, perché mi hai dato questa seccatura?".

Un giorno dovevo tenere una conferenza alla Trinity Hall qui, a Los Angeles. Quando raggiunsi la sala e stavo per togliermi il cappotto, il Signore mi disse: "Togli dalle tasche tutte le tue cose". Ubbidii. Quando tornai al guardaroba dopo la conferenza il cappotto non c'era più. Mi irritai, e qualcuno disse: "Non importa, faremo in modo di procurargliene un altro". Risposi: "Non sono arrabbiato perché ho perso il cappotto, ma perché chiunque lo abbia preso non ha portato via anche il cappello che lo accompagna!"

Non fatevi dominare dai sentimenti. Come potete essere felici se vi preoccupate continuamente dei vestiti o di tutte le altre cose che vi appartengono? Indossate abiti semplici e ordinati e poi non pensateci più; pulite la casa e poi dimenticatela. Una volta sono stato invitato a un ricevimento molto elegante. Il pranzo era ottimo, ma i nostri ospiti erano talmente innervositi dalla paura che qualcosa non andasse bene, da rovinare tutto.

Le persone sensibili avvertono il vostro nervosismo. Perché vi preoccupate? Fate del vostro meglio e poi rilassatevi. Lasciate che le cose si svolgano naturalmente, senza sforzo. Allora, anche coloro che vi stanno accanto si rilasseranno. Attività non è la vita, è l'espressione della vita. Ma alcune persone sono sempre talmente indaffarate da rendersi insopportabile l'esistenza perché sono sempre sull'orlo di una crisi emotiva.

In genere, l'essere umano è simile al pendolo, e oscilla da un estremo all'altro, sempre in movimento, sempre inquieto. Questo comportamento è di poco superiore a quello degli animali. Invece lo yogi è sempre calmo, concentrato sulla propria vera natura, simile a un pendolo immobile.

Quando è attivo può essere molto veloce, ma quando si ferma è nuovamente concentrato sulla calma interiore ed esteriore. Dobbiamo imparare a lavorare con interesse, mantenendoci tuttavia rilassati e distaccati. Non so come potrei lavorare senza provare un entusiasmo gioioso. È naturale sentirsi interessati perché diversamente le nostre motivazioni non avrebbero alcun incentivo.

Fate ogni cosa per Dio, con il massimo interesse. Amatelo al punto tale che il vostro piacere più grande sia quello di lavorare e di fare progetti per lui. Lavorare per Dio è un'esperienza molto personale, molto appagante. Io provo una grande gioia nel restaurare per lui questo edificio. Ma quando qualcosa non va per il suo verso, non me ne preoccupo minimamente. Perché dovrei?

Ho fatto del mio meglio. Certo, proverò a fare ancora meglio, ma non permetterò che un contrattempo turbi la mia tranquillità. Non è un pensiero meraviglioso? Perché no? Non siete stati voi a creare il mondo. È stato Dio. Perché dovreste pensare di vivere in questo mondo soltanto per soddisfare voi stessi? Vivere per se stessi è la fonte di ogni infelicità.

Ci fu un tempo
In cui guardando il fiore,
Ne godevo il profumo,
Per me e i miei cari.
Udivo il richiamo del ruscello,
Rivolto a me e ai miei cari.
Mi sono risvegliato da quel sogno
E ora sento: Era solo per te e i tuoi cari.

Lo yogi pensa costantemente: "Per te e per i tuoi cari". Egli dice: " Sono qui in questo mondo solo per poco tempo. Perché dovrei crearmi forti attaccamenti? Non so perché mi trovo qui, ma Dio lo sa. Lavorerò per lui. Cercherò di fare la volontà di Dio e non la mia". È stato questo completo abbandono alla più sublime saggezza a dare a Gesù la forza di dire: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però sia fatta non la mia, ma la tua volontà."

Per questo motivo molti credono che l'essere umano non debba servirsi della propria volontà. Ma se non usaste la vostra volontà morireste, perché è il potere della volontà a mettere in moto ogni processo fisico e mentale. È giusto servirsi della volontà, ma lasciandosi consigliare dalla saggezza e dai suggerimenti di Dio; altrimenti, commetterete degli errori e ne pagherete le conseguenze.

Krishna ha detto: "Coloro che hanno dominato la mente dimorano nella saggezza infinita. Rinunciano al desiderio di concentrarsi sul frutto delle azioni. Ciò assicura la liberazione... e permette loro di raggiungere quello stato che è al di là del male, causa di ogni infelicità."

Esaminate il movente di ogni vostra azione. Sia l'ingordo sia lo yogi mangiano, ma direste che mangiare è un peccato perché il cibo viene spesso associato all'idea dell'ingordigia? No. Il peccato sta nel pensiero, nel movente. Il materialista mangia per soddisfare la propria avidità, mentre lo yogi per mantenere il corpo in buona salute. C'è una bella differenza.

Analogamente, un uomo commette un assassinio e viene impiccato; un altro, invece, uccide molti uomini sul campo di battaglia per difendere il suo paese e riceve una medaglia al valore. Anche in questo caso è il movente a creare la differenza. I moralisti stabiliscono regole indiscutibili, mentre io vi faccio degli esempi per mostrarvi come potete vivere in questo mondo di relatività controllando i sentimenti senza trasformarvi in un automa.

Il mio maestro faceva, di solito, questo esempio: "Supponete che una persona mi chieda in prestito il mio bel binocolo, assicurandomi che lo riporterà entro quindici giorni. Ma alla fine del periodo stabilito non lo restituisce. E quando chiedo notizie del binocolo mi risponda: 'Lei è un maestro, eppure è molto attaccato al suo binocolo!'; ebbene non glielo presterei una seconda volta.

Supponete ancora che un'altra persona mi chieda di darle in prestito il binocolo promettendo che me lo restituirà in perfetto ordine. È gentile, premurosa e attenta, e lo riporta puntualmente. A questa persona presterei di nuovo il binocolo in qualsiasi momento. Non mi importa molto del binocolo in se stesso, ma, se una cosa mi appartiene, devo prendermene cura per mantenerla in perfetto ordine.

La seconda persona ha capito che volevo riavere il binocolo perché potesse servire anche ad altri oltre che a lei. La prima non ha capito il mio movente, così, non solo privava me del binocolo, ma anche tutti gli altri che avrebbero potuto servirsene. Io non volevo il binocolo per me; pensavo a tutti gli altri".

Il distacco dalle cose suscita un senso di grande libertà interiore e di felicità. Io ho regalato tutte le cose che mi erano più care. Ne ho goduto attraverso la gioia degli altri. La felicità che provo in tutto ciò che faccio è impersonale e disinteressata perché nasce dalla gioia di Dio e dal desiderio di rendere felici gli altri.

Quando vivevo in India avevo una motocicletta che usavo per scorrazzare dovunque, ma soprattutto per andare a trovare il mio maestro nel suo eremitaggio di Serampore. Mi piaceva moltissimo. Così, un giorno chiesi al Maestro: "Sono attaccato alla motocicletta?" Egli conosceva ogni più piccola sfumatura dei miei pensieri e della mia coscienza.

"Certamente no", rispose. Poco tempo dopo, regalai la motocicletta a un amico che la desiderava molto, e non ne ho mai sentito la mancanza. Questo è il genere di libertà che Patanjali vi insegna a conquistare, affinché possiate sempre essere, come un dio, sovrani assoluti del regno della vostra coscienza. Non lasciate che le forze oscure penetrino nel vostro paradiso portatile. "Tra le sbarre di ferro della mia mente, il male non osa penetrare."

Quando raggiungerete la libertà dalla schiavitù dei sentimenti diventerete spiritualmente sensibili, ma non sarete più ipersensibili alla materia. Sentirete il dolore, ma rimarrete imperturbabili. Vedrete questo mondo, ma saprete che non è la realtà ultima. Vivrete al di sopra di ogni limitazione fisica e mentale, concentrati nella tranquilla natura della vostra anima.

Ma potete ben vedere quale scarsa educazione ci offre il mondo! Forse il padre è arrabbiato e si sfoga con i figli o la madre li rimprovera senza motivo. Che esempio per i giovani! È meglio non mettere al mondo figli, se non siete disposti a educarli correttamente. Se negate loro la disciplina giusta ne fate degli infelici per tutta la vita. Prendono delle abitudini che impediscono loro di essere se stessi, di essere il vero Sé.

Naturalmente le buone abitudini sono amici che ci aiutano, mentre quelle cattive ci spingono a diventare dei diavoli. Nella stessa famiglia potete trovare una persona che sopporta tutto con calma, e un'altra che freme sempre di rabbia, di gelosia e di altre emozioni sgradevoli. Non è forse meglio riuscire a rimanere sempre calmi?

Pensate che fine farebbe il mondo se Dio perdesse la pazienza! Fortunatamente per noi, Dio è sempre calmo e controlla perfettamente le emozioni. Una parte di lui, la sua natura assoluta, non è mai irrequieta, anche se, come Creatore, Dio sa tutto ciò che accade sulla terra perché è in tutte le cose. Perciò dovremmo rimanere sempre calmi, concentrati nella nostra natura spirituale, anche se siamo circondati da una grande confusione.

Quando qualcuno viene da me in uno stato d'animo aggressivo, tremante di rabbia, mi rendo conto che sta soffrendo. Qualunque cosa gli dicessi non capirebbe perché è agitato. Ma se mi mantengo tranquillo, posso assecondarlo finché non riesco a calmarlo e indurlo a ragionare. Io non ho mai perduto la calma della mia anima. Se fosse successo, a prescindere dalle giustificazioni che la mente avrebbe potuto addurre, avrei perduto di fronte a Dio.

È il favore di Dio che dovete conquistare. Interiormente dovreste essere sempre immersi nella calma perfetta. Quando qualcuno viene da voi stravolto dall'ira, mantenete la calma. "Non voglio perdere la pazienza. Voglio continuare a rimanere calmo finché il suo stato d'animo non cambierà". Allora dimostrate di saper dominare perfettamente citta.

Mantenersi calmi non significa sorridere sempre e andare d'accordo con tutti qualsiasi cosa dicano, pur conoscendo la verità e non volendo imporla a nessuno. Questo è eccessivo. Coloro che cercano di compiacere il prossimo solo perché desiderano essere lodati per il buon carattere non hanno necessariamente il dominio dei propri sentimenti.

È giusto mostrarsi simpatici e piacevoli se il vostro comportamento è sincero, ma essere sempre d'accordo con gli altri perché avete paura di dire la verità, per non rendervi antipatici, non significa avere il dominio dei sentimenti. Chiunque sappia controllare i propri sentimenti segue la verità, condivide la verità quando è possibile ed evita di irritare senza necessità chi non sarebbe ricettivo comunque.

Sa quando parlare e quando tacere, ma non transige sui propri ideali e non compromette la pace interiore. Un uomo di tale levatura rappresenta un grande aiuto per il bene del mondo. In verità rassomigliamo tutti al proverbiale figliol prodigo. Ci siamo perduti nei vicoli bui delle cattive abitudini e non sappiamo più conservare nel cuore la gioia di Dio. Quando l'anima non è nella sua condizione naturale, si identifica con gli stati d'animo suscitati dai sentimenti umani.

Ma se impariamo a rimanere in comunione con il Divino, vivremo e lavoreremo nello stato beato della nostra vera natura. Nella coscienza ordinaria, pensiamo di essere creature mortali, ma quando ci liberiamo dall'ego, ci accorgiamo di essere Spirito. L'illusione ci costringe a pensare alle malattie, alle paure, e a tutte le altre limitanti condizioni del corpo e della mente.

Riuscite a immaginare di non essere un uomo o una donna? Eppure questa è la verità. Nella divina gioia dell'anima la coscienza del proprio sesso si perde completamente. Anche da bambino mi vedevo spesso separato dal corpo. Ricordo che un giorno ero in questo stato di estasi e uscii dall'acqua completamente nudo. Quando mi vide la zia, mi dette uno schiaffo. Non capii perché mi picchiasse, finché non mi fece notare aspramente che avevo dimenticato di mettermi il dhoti.

Nessuna delle cose che Dio ha creato è peccaminosa. L'uomo ha inventato il peccato con il suo modo sbagliato di pensare e perché ha abusato delle potenzialità di cui Dio lo ha dotato. Generalmente l'essere umano pensa: "Io e il mio corpo siamo una cosa sola. Io sono un corpo, cui si aggiungono le sensazioni e i sentimenti". Invece l'uomo divino pensa: "Io e il Padre mio siamo una cosa sola."

Egli vede il suo corpo come se fosse un'immagine cinematografica. Il fotogramma è proiettato sullo schermo da un raggio di luce che passa attraverso una pellicola. Così l'uomo divino vede il proprio corpo come una proiezione della luce creatrice di Dio che passa attraverso la pellicola di maya o illusione. Egli sa di non essere il corpo, sa di essere una cosa sola con la luce di Dio.

Un attore dimentica che sta recitando e comincia a immedesimarsi nella parte. Anche noi abbiamo dimenticato chi siamo e che stiamo solo recitando una parte sulla terra. Quando l'essere umano dimentica il suo beato Sé onnipresente, si identifica con i sentimenti e pensa di essere una creatura umana, circoscritta al corpo e soggetta alle sue sofferenze e alla morte. Vedete che terribile trasformazione!

E per tutta la vita continua a cercare la felicità di quel Sé beato che già gli appartiene. L'uomo materialista è talmente inquieto che non cerca mai di meditare, di analizzare i propri sentimenti e di conoscere se stesso. È molto meglio coltivare la mente che limitarsi a lavorare, mangiare e dormire, come fanno gli animali.

Ma rimanere per sempre sul piano intellettuale è un peccato contro il vostro vero Sé; infatti, benché possiate raggiungere la porta della realizzazione del Sé tramite l'intelletto, non fate però il passo successivo per aprirla. Lo sviluppo spirituale va oltre l'intelletto. Potete aprire la porta della realizzazione solo attraverso la profonda meditazione quotidiana. Dovete conservare per sempre ciò che percepite durante la meditazione.

Troppo spesso si medita senza molto entusiasmo, per abitudine; e appena la meditazione è finita, si torna allo stato d'animo consueto. Dovete immergervi nella pace e nella gioia della meditazione, e poi conservare la calma che ne deriva. Soltanto allora riuscirete a cambiare voi stessi. Il corpo reagisce ai quattro periodi di transizione del giorno: mattina (verso l'alba), mezzogiorno, sera (verso il tramonto), e notte (tra le nove e le ventiquattro). Questi periodi sono molto favorevoli alla meditazione.

La meditazione profonda e il perfetto dominio dei sentimenti, raggiunto mantenendo la calma che deriva dalla meditazione, portano al samadhi, l'estasi della realizzazione del Sé e dell'identità con Dio. Tuttavia, l'estasi del savikalpa samadhi, in cui godete la beatitudine interiore, ma perdete la consapevolezza del corpo e del mondo esterno, non è sufficiente.

Ciò che desiderate è il nirvikalpa samadhi, o estasi cosciente. Questo è lo stato più alto, lo stato in cui siete esternamente coscienti e attivi e internamente consapevoli della vostra completa unione con Dio. Io ho impiegato molto tempo per raggiungere questo supremo stato di coscienza nel quale Lahiri Mahasaya e il Maestro dimoravano costantemente.

Nel nirvikalpa samadhi potete compiere tutti i vostri doveri e affrontare tutte le prove della vita, senza mai esserne turbati. Così, solo perfezionando la meditazione si può scoprire come è possibile superare la natura umana affinché l'anima possa stabilirsi nella condizione che le è propria, libera dai turbamenti dei sentimenti creati dall'ego, sempre concentrata sulla beatitudine.” (Paramahansa Yogananda, Lezione sugli Yoga Sutra di Patanjali, 22 marzo 1942)

sabato 17 settembre 2016

Il noto e l'ignoto



“Se la vita fosse prevedibile cesserebbe
di essere la vita, e sarebbe senza sapore.”
(Eleanor Roosevelt)

“Dopo aver conosciuto e apprezzato tutte le possibilità che offrono le cose note, ce ne stanchiamo e ci rivolgiamo all'esplorazione dell'ignoto, perché ciò che conosciamo non ci appaga permanentemente. Se ci avesse soddisfatto, non saremmo vissuti così a lungo su questo pianeta. Se gli esseri umani si fossero sentiti completamente appagati dalle cose conosciute, senza avere alcuna aspirazione per il futuro, senza fare uno sforzo per migliorare, senza provare il bisogno di esplorare e di sentirsi spinti a capire, la razza umana si sarebbe fossilizzata e di conseguenza estinta.

I termini ‘noto’ e ‘ignoto’ sono relativi; ciò che è ignoto ai selvaggi è noto a noi. Sono entrambi un anello della catena della vita. Quando l'anello è nascosto, perché la catena è ancora arrotolata, corrisponde all'ignoto. Quando l'anello appare, perché la catena si srotola, corrisponde a ciò che è noto. Le cose sconosciute a un bambino, saranno conosciute dall'uomo che il bambino diventerà crescendo. Ciò che era ignoto ai comuni esseri umani di venti secoli fa è noto al cittadino medio di oggi.

L'uomo può continuare ad ampliare le sue conoscenze, perché rimane sempre qualcosa di ignoto malgrado i passi compiuti. Se non ci fosse più niente da scoprire, l'espressione ‘conoscenza progressiva’ sarebbe una contraddizione nei termini. Pensate alle profondità apparentemente incommensurabili della personalità umana. Come bollicine, le molteplici sfaccettature del nostro essere salgono alla superficie da qualche sconosciuta profondità. Un bambino di un anno coordina con difficoltà il movimento delle dita; però se in seguito studierà il violino per molto tempo potrà trasformarsi in un Kreisler.

Chiunque può diventare un Kreisler se gli vengono offerte le stesse opportunità? Sì e no. Sì, in quanto tutti gli esseri umani sono fondamentalmente uguali e possono perfezionarsi come ciascun altro. Le infinite potenzialità dell'anima sono identiche in tutti? No, in quanto le potenzialità hanno bisogno di tempo per concretizzarsi. Se dopo anni di studio qualcuno sa appena strimpellare il violino, probabilmente avrà bisogno di numerose incarnazioni per diventare un Kreisler.

Il talento è quella parte sconosciuta della personalità che nasce con la persona stessa e che al momento della nascita può essere ancora incompleta. L'esercizio sviluppa il talento che già possediamo e che non potrebbe crescere se i suoi semi non fossero già insiti in noi. L'esercizio non solo stimola il seme a trasformarsi nella pianta, ma ha anche il merito di migliorarne la qualità. Perciò, quando il talento viene perfezionato dall'esercizio, genera altre qualità.

Il fatto che il talento possa essere valorizzato dimostra da un lato le sue potenzialità, e dall'altro l'importanza dell'esercizio che gli permette di manifestarsi appieno. Il talento, pertanto, passa attraverso varie fasi che si possono osservare nello sviluppo di una personalità, fino a quando non raggiunge l'espressione completa in quel particolare essere umano. Alla nascita, gli uomini sono dotati di una mappa approssimativa della propria vita, che completeranno gradualmente durante la permanenza sulla terra.

Le autostrade e alcune strade secondarie sono già tracciate sulla mappa sin dall'inizio e costituiscono i tratti distintivi che l'essere umano porta con sé dalle incarnazioni precedenti e che accetta come propria natura fondamentale. In un secondo tempo le collega con opportuni raccordi e traccia ulteriori vie secondarie. Se l'uomo possiede un vero e potente dinamismo, a volte prolunga le autostrade oltre i loro limiti originari.

Se invece ne è privo, si sposta più che altro nel dedalo delle strade segnate sulla mappa sin dalla nascita e lungo i pochi nuovi sentieri che traccia in questa vita. Non si spinge oltre essendo una persona comune. Ma l'uomo non può rimanere per sempre così circoscritto. Non può restare per sempre una persona comune; dovrà espandersi, dovrà muoversi verso nuovi orizzonti. La legge cosmica dell'evoluzione non gli permetterà di fermarsi. Potrà rimanere inattivo per un certo periodo di tempo, ma la legge del progresso spirituale agisce continuamente.

Dio è sempre all'opera, la sua inattività o il suo sonno condannerebbero a morte l'universo. Per mezzo delle sue leggi, Dio predisporrà quelle circostanze che in un primo tempo convinceranno l'individuo apatico a volgersi nella giusta direzione e ad andare avanti compiendo azioni concrete. Ma se l'uomo non presta attenzione, Dio lo lascerà vagare nel ripugnante cimitero delle umane follie, finché non sarà disposto a dare la vita pur di uscire dalla sua spaventosa condizione, e non seguiràrisolutamente la strada giusta che conduce al progresso e alla vera felicità.

"Sopra ogni altra cosa, sii sincero con te stesso". Questa affermazione è il punto culminante della famosa serie di consigli dati da Polonio nell'Amleto di Shakespeare. In senso stretto significa essere onesti con voi stessi e non fare una cosa se interiormente sapete che è sbagliata. In verità, stare in pace con la nostra coscienza anche se il mondo intero dubita di noi, è una gioia e una forza degna di tutti i tesori dell'universo. Ma le parole di Polonio hanno un significato molto più profondo di questo.

La coscienza non è il solo compagno di cui dobbiamo prenderci cura. Ne abbiamo anche molti altri: è una folla composta di aspirazioni più o meno latenti, di tendenze più o meno sopite, di intensi desideri. Per essere sinceri con noi stessi non possiamo trascurare questi compagni di viaggio con i quali siamo nati. Dobbiamo prestare attenzione anche a loro, se non vogliamo perdere nel gioco della vita. Alcuni, ad esempio gli appetiti e le gelosie, e altri capaci di soffocare la nostra crescita o di nuocere ad altre persone, devono essere dominati.

Alcuni, come i desideri egoistici, necessitano di dosi massicce di consigli e di cure. Altri ancora, ad esempio l'istinto di conservazione o l'istinto sociale, sono abbastanza innocui e, quindi, possiamo fidarcene o almeno tollerarli. Uno speciale gruppetto deve essere spronato accuratamente: si tratta dell'inclinazione alla comprensione, al rispetto, alla disponibilità verso gli altri, all'amore per la verità. Dobbiamo prenderci cura di ciascuna delle nostre tendenze nel modo più consono. Questa è la maniera corretta di educare l'essere interiore.

In altre parole, dobbiamo essere sinceri con noi stessi, non giustificando tutte le nostre tendenze, comprese le peggiori, ma riconoscendo la loro giusta collocazione nello schema della nostra vita e cercando di controllare, di dominare, di guidare e dirigere ciascuna di esse, in modo tale che ognuna contribuisca al benessere e alla felicità generale. Abbiamo parlato in senso lato di alcune tendenze che costituiscono soltanto una piccola parte della potenziale moltitudine di inclinazioni da cui ciascun essere umano ha tratto le proprie caratteristiche.

Durante l'infanzia lo sconosciuto patrimonio di tendenze resta sullo sfondo della personalità. La progressiva espressione del carattere è il risultato del fatto che tali tendenze si rivelano, vengono acquisite o eliminate durante la vita. Di conseguenza ogni individuo è una creatura a sé stante. Sebbene ciascuno di noi sia un essere umano, nessuno assomiglia a un altro più di quanto l'abito di un birmano non assomigli a quello di un occidentale. Il tessuto può anche essere lo stesso, perché ambedue sono fatti di stoffa, ma la linea e lo stile sono profondamente diversi.” (Paramahansa Yogananda)

martedì 16 agosto 2016

L'uomo invisibile



“Dentro al corpo fisico, seppure invisibile agli occhi fisici,
c'è un identico corpo di luce, il guscio astrale dell'anima.”
(Paramahansa Yogananda)

“Sembra assurdo pensare all'uomo come invisibile. Noi siamo visibili a noi stessi, ogni giorno, come corpo fisico. Ma ci sono molti modi in cui manifestiamo la nostra essenziale invisibilità. Per esempio, chiudete gli occhi. La vostra forma è invisibile per voi; come sapete, allora, di esistere? Siete consci del peso del corpo; potete udire, odorare, gustare e toccare. Tuttavia siete reale a voi stesso solo in termini d'idee. Siete un nucleo invisibile intorno al quale girano molti pensieri. Adesso aprite gli occhi. Siete la forma che vedete, oppure quel essere interiore di cui eravate coscienti un attimo fa ad occhi chiusi?

L'uomo visibile ha poca importanza, il sé invisibile, l'anima, ha la massima importanza. Durante il sonno non siete coscienti dell'uomo visibile, ma siete consapevoli di voi stessi, perché quando vi svegliate, sapete se avete dormito bene o male. Il vostro sé invisibile, dunque, è reale. Togliete quello, e la vostra visibilità esteriore è senza senso. Senza il sé invisibile, il corpo sarebbe inutile quanto un cadavere. L'uomo invisibile interiore è quello vero; ma, strano a dirsi, l'uomo non tenta di analizzare che cos'è quel sé invisibile.

È così interessato alla forma che è in grado di vedere, e pensa con tanta costanza al proprio aspetto e al benessere fisici, che non si ferma a riflettere su cosa sia in realtà quel invisibile io interiore. Dentro al corpo fisico, seppure invisibile agli occhi fisici, c'è un identico corpo di luce, il guscio astrale dell'anima. Se una delle vostre dita venisse recisa, voi avreste ancora la sensazione di avere quel dito. Chiunque abbia perduto un arto conosce questa sensazione. C'è un'invisibile controparte astrale per tutte le parti del corpo.

Dietro il vostro cuore fisico c'è un cuore invisibile. Senza di esso, il vostro cuore visibile non batterebbe. Avete organi invisibili della vista e dell'udito, un cervello invisibile, ossa e nervi invisibili. Queste parti, costituite da luce ed energia, formano il corpo astrale dell'uomo invisibile. Il corpo astrale ha, esattamente, l'aspetto di quello visibile, ma la sua forma, essendo fatta di luce e d'energia, è estremamente sottile. Se avete delle afflizioni fisiche, non dovete dire “Non ho più la vista” oppure “Ho perduto una mano.” I vostri occhi e la vostra mano invisibili ci sono ancora.

Benché il vostro braccio fisico possa essere paralizzato, il vostro braccio invisibile non è stato reso inabile. Non crediate mai che gli organi invisibili siano in qualche modo compromessi dalla malattia degli organi fisici, perché il vostro pensiero negativo ostacolerebbe l'afflusso di energia vitale intelligente nelle parti del corpo fisico. Le correnti elettriche vengono fatte passare lungo un filo metallico. Che cosa è più importante, il filo o l'elettricità? Il filo esiste soltanto per la conduzione dell'elettricità; l'elettricità non esiste per il filo. Allo stesso modo, il corpo esiste in funzione dell'uomo invisibile, l'anima, e non l'anima per il corpo. Tuttavia il corpo fisico deve essere in determinate condizioni perché l'uomo invisibile possa rimanervi.

Che peccato che questo uomo invisibile sia legato al corpo! Se così non fosse, noi potremmo camminare sull'acqua, volare nel cielo e poi ritornare nel corpo fisico. Il corpo astrale dell'io invisibile ha percezioni sensorie assai maggiori di quelle della sua controparte fisica. L'uomo ha inventato macchine che in un certo senso sono migliori del corpo fisico dalle molte limitazioni. Ma quando avrete sviluppato la vostra consapevolezza dell'invisibile corpo astrale, realizzerete che esso può udire ciò che le orecchie fisiche non odono, e vedere cose che gli occhi fisici non vedono.

Può anche odorare, gustare e toccare oggetti che si trovano ben oltre la portata dei sensi fisici. Inoltre voi potete rendere quel corpo astrale grande o piccolo a volontà, proprio come le immagini su uno schermo cinematografico possono essere rese grandi o piccole dall'operatore nella cabina di proiezione. Voi vi preoccupate sempre della lampadina del corpo fisico. Non avete mai pensato quanto sarebbe meraviglioso esaminare l'elettricità che illumina la lampadina?

L'uomo visibile si compone fondamentalmente di sedici elementi, sostanze chimiche che si possono comprare in un negozio. Il vostro corpo vale circa novanta centesimi di dollaro, e in tempi di depressione anche meno! Perché non cercare di conoscere meglio l'uomo invisibile? È lui che ha facoltà, amici e amore. Senza di lui, l'uomo visibile non possiede che le sostanze delle quali è fatto. Rivolgete il faro della vostra attenzione all'interno, distoglietelo dal limitato uomo visibile. Il corpo fisico ha male di schiena e di stomaco, si deteriora con la vecchiaia; è il più antipatico piccolo animale, che sempre grida e si lamenta per qualcosa!

L'uomo visibile non può sopportare una brutta caduta, e talvolta indietreggia anche davanti a una puntura di spillo. L'uomo invisibile non può essere ferito da alcuna cosa. E' libero e può allontanare da sé tutti i mali del corpo fisico. L'uomo invisibile dentro di voi è ciò che siete. “L'Uno che pervade tutte le cose è imperituro. Nessuna cosa ha il potere di distruggere questo Spirito Immutabile.” (Bhagavad Gita II, 17).Voi credete d'essere il corpo, ma non lo siete. Un pezzo di ghiaccio si può fondere e rendere liquido, e poi può esser fatto sparire con l'evaporazione. Questo processo può essere invertito condensando il vapore in acqua e congelando il liquido di nuovo nella solida forma di ghiaccio.

L'uomo comune non ha ancora imparato a compiere simili trasformazioni con gli atomi del proprio corpo, ma il Cristo ha dimostrato che ciò può esser fatto. Il corpo umano di 16 elementi materiali non è altro che un'ombra dell'uomo invisibile, che ha due corpi: una forma astrale fatta di correnti elettriche e una forma causale fatta di idee. La vostra forma astrale di luce consiste di 19 elementi, e la vostra invisibile forma causale è fatta di 35 pensieri: le 19 idee che produssero i 19 elementi elettrici del vostro corpo astrale e le 16 idee che produssero i 16 densi elementi materiali del vostro corpo fisico.

Dio creò dapprima il ferro, il potassio e gli altri elementi chimici in idea, poi li materializzò per fare il vostro corpo fisico. Il vostro vero io è invisibile, perché anche il vostro corpo fisico, come ogni altra cosa nella creazione, fu prima concepito nel pensiero. Perciò il vostro corpo è essenzialmente una forma causale di 35 idee entro un corpo astrale di 19 elementi di luce e d'energia, il quale a sua volta è racchiuso in un corpo fisico di 16 sostanze chimiche. Quando morirete, il visibile corpo fisico sparirà, ma il corpo astrale dell'io invisibile sarà reale per voi, sarete conscio della vostra forma astrale.

Con l'avanzamento spirituale superiore vedrete che il vostro corpo astrale sottile può essere ridotto a 35 idee, e che la coscienza dietro quelle 35 idee è la Realtà, perché la vostra coscienza, l'anima, è una scintilla della Coscienza Cosmica di Dio. Quando guardate un film, vedete molte figure sullo schermo; ma se alzate lo sguardo, vedete soltanto un raggio di luce che proietta quelle immagini. Similmente, fluiscono dal cervello cinque correnti di energia, gli elementi vibratori creativi di terra, acqua, fuoco, aria ed etere che si condensano per materializzare questo corpo fisico sullo schermo della creazione.

La vibrazione cosmica, l'Om, struttura tutta la creazione fisica, incluso il corpo umano, attraverso la manifestazione di 5 tattwa (elementi): terra, acqua, fuoco, aria ed etere. Queste sono forze vibratorie intelligenti. Senza l'elemento terra non ci sarebbe alcuna materia solida, senza l'elemento acqua non ci sarebbe lo stato liquido; senza l'elemento aria non ci sarebbe stato gassoso e senza l'elemento fuoco non ci sarebbe calore. Senza l'elemento etere non esisterebbe lo sfondo sul quale produrre lo spettacolo cosmico.

La vibrazione cosmica creativa entra nel corpo dell’uomo attraverso il midollo allungato e da qui si divide nelle 5 correnti elementali per azione dei 5 chakra, o centri, inferiori: coccigeo (terra), sacrale (acqua), lombare (fuoco), dorsale (aria) e cervicale (etere). I film una volta erano muti; ora c'è il suono, e si stanno facendo esperimenti con gli odori in modo che, quando vedrete un giardino sullo schermo, sentirete anche il profumo dei fiori.

Quando quelle forme prodotte dalla luce potranno essere rese reali anche al tatto e al gusto avrete prodotto i quintuplici aspetti della creazione di Dio. I cinque sensi per i quali l'uomo ha conoscenza del creato, hanno le loro corrispondenze nelle cinque elettricità elementali: etere (suono), aria (tatto), fuoco (vista), acqua (gusto) e terra (odorato), dalle quali fu materializzata la creazione. Un giorno tutto il mondo vi apparirà come una specie di film: forme di luce reali alle cinque percezioni sensorie.

Le cose terribili che succedono oggi nel mondo sono tremendamente reali; ma se siete capaci di vederle come creazione di luci e d'ombre, comprenderete ch'esse sono soltanto spettacolo, una parte del gioco di Dio. Voi state solo sognando di avere un corpo di carne. Il vostro vero sé è luce e coscienza. Non siete il corpo fisico. La visibilità del corpo trae in inganno la nostra coscienza materiale. Se coltivate la super-coscienza, la consapevolezza del vostro vero sé, cioè dell'anima, realizzerete che il corpo è semplicemente una proiezione di quel invisibile sé interiore. Allora potrete fare del corpo qualsiasi cosa. Ma non tentate di camminare sull'acqua per il momento!

Al cinematografo vi lasciate affascinare dalle immagini che vedete sullo schermo. Sembrano così reali! Non siete consci della luce sopra le vostre teste, per mezzo della quale vengono proiettate quelle immagini. Ma se alzate gli occhi, potete vedere che il visibile procede dall'invisibile, le forme sullo schermo escono tutte da quell'unica luce proveniente dalla cabina di proiezione. Qual è la differenza tra la luce e le immagini? Se non ci fosse la luce, potrebbero le immagini materializzarsi? Analogamente, se non ci fosse l'uomo invisibile, non ci sarebbe alcun uomo visibile.

Quando l'uomo invisibile lascia il corpo, la forma fisica si disintegra. Coloro che capiscono il sottile rapporto fra l'uomo visibile e l'uomo invisibile possono smaterializzare e rimaterializzare il corpo fisico a volontà. I grandi Maestri che hanno raggiunto la realizzazione di Dio sono in grado di organizzare gli atomi a volontà per creare qualsiasi forma desiderino. Noi ci avviciniamo a quel periodo evolutivo in cui realizzeremo in modo sempre maggiore che siamo in realtà esseri invisibili, cioè anime. Vivere unicamente nella coscienza di questo visibile corpo di carne ritarda l'evoluzione dello spirito, perché il corpo è soggetto alle sofferenze di malattie, incidenti, povertà, inedia e morte.

Non dovremmo desiderare di considerare noi stessi come questo corpo visibile, vulnerabile e distruttibile. L'uomo invisibile in noi non può essere ferito o ucciso. Non dovremmo, allora, sforzarci maggiormente, per realizzare la nostra natura immortale sconosciuta? Sviluppando la conoscenza di questo io invisibile saremo in grado di controllare l'uomo visibile, come fanno i grandi Maestri. Anche quando l'uomo visibile è nei guai, colui che è consapevole dei suoi divini poteri quale uomo invisibile interiore, può rimanere distaccato dalla sofferenza fisica. Come acquisterete questo controllo?

Dovete imparare, per prima cosa, a vivere maggiormente in silenzio; dovete imparare a meditare. In principio può sembrare una cosa poco interessante; siete stati in contatto così stretto con questo corpo visibile che avete difficoltà, ora, a pensare a qualcosa che non siano i suoi continui mali, desideri, esigenze. Ma fate lo sforzo. Tenendo gli occhi chiusi, ripetete in continuazione: “Sono fatto a immagine di Dio. La mia vita non può essere distrutta in alcun modo. Sono l'uomo invisibile eterno.”

Quel uomo invisibile è fatto a immagine di Dio, libero com'è libero lo Spirito. Nell'uomo visibile stanno tutti i guai e tutte le limitazioni del mondo. Ogni volta che siamo consci del nostro corpo siamo legati alle sue limitazioni. Perciò i grandi Maestri ci insegnano a chiudere gli occhi e a ricordarci, con la meditazione sul sé invisibile, che non siamo limitati a ciò che può fare il corpo fisico. Io ero solito affermare con profonda convinzione: “Non sono limitato da questo mio corpo fisico. Dovunque io voglia andare, sono istantaneamente là.”

Potrete dire: “Questo è soltanto un pensiero.” Bene, ma che cos'è il pensiero? Tutto ciò che vedete è il risultato di un pensiero. Voi non potreste visualizzare nulla senza il pensiero. Il pensiero invisibile conferisce a tutte le cose la loro realtà. Perciò, se potete controllare i processi del vostro pensiero, potete rendere visibile qualsiasi cosa; potete materializzarla col potere della vostra concentrazione. Supponete di stare seduti in silenzio e che io vi chieda di concentrarvi su questo tempio nel quale siamo raccolti.

Voi continuerete a tentare di concentrarvi, finché la vostra mente non sarà entrata nel più profondo; allora vedrete il tempio esattamente qual esso appare ora ai vostri occhi fisici. Pensieri invisibili possono essere materializzati in esperienze visive. Se chiudete gli occhi, non potete vedere il vostro corpo, eppure esso è reale per voi. Perché pensare che l'io invisibile sia irreale, solo per il fatto che non potete vederlo? Nella meditazione voi penetrate nel buio dietro gli occhi chiusi e fate convergere l'attenzione sull'anima, l'io invisibile dentro di voi.

Imparando a controllare i vostri pensieri e a interiorizzare la mente mediante tecniche scientifiche di meditazione datevi dal Guru, gradatamente vi evolverete spiritualmente: le vostre meditazioni si approfondiranno e il vostro sé invisibile, l'immagine animica di Dio in voi, diverrà reale per voi. In questo gioioso risveglio della realizzazione del Sé la limitata coscienza del corpo che appariva così reale diviene irreale, e voi sapete di aver trovato il vostro vero, invincibile sé e la sua unità con Dio.

Comprenderete anche come l'uomo invisibile sia “legato” al corpo fisico: mediante gli attaccamenti, cioè, i legami mentali ed emotivi dei desideri per certe esperienze sul piano fisico. Quando con la meditazione più profonda riuscite a sciogliere quei legami, l'uomo invisibile sarà libero e voi saprete di essere una vera immagine di Dio. Cercate di scoprire quel uomo invisibile tenuto in cattività nella giungla delle sensazioni fisiche e della materia.

Se una volta comprendeste l'uomo invisibile e il miracolo del suo corpo fisico esteriore, del suo secondo corpo di luce e del suo corpo interiore fatto di idee, vi rendereste conto di quale meravigliosa creazione siete! Concentratevi su quel invisibile sé. L'uomo visibile è un'illusione; l'uomo invisibile interiore è reale. Quando saprete questo, saprete che non siete carne e ossa; siete l'indistruttibile uomo invisibile. Non potete morire! Non soffermatevi più sul pensiero di invecchiare e di essere pronti per la tomba. Vi state preparando unicamente per lo stato d'immortalità! Nulla muore. Il modello ideazionale del vostro corpo è sempre presente nell'etere.

Vi formate il concetto che i vostri cari, dopo la morte, siano scomparsi per sempre, solo perché non avete il potere di concentrazione necessario per poterli vedere nelle loro forme sottili nel mondo astrale, là dove si trovano. Fissate la mente su questa verità, e ogni volta che avete un momento tranquillo, ripetete a voi stessi: “Sono un'immagine del pensiero di Dio. Sono eterno, da sempre libero di spaziare nel regno di Dio”. Voi siete quel uomo invisibile che non conosce morte e mai la conoscerà. Perché non realizzare adesso la vostra immortalità?

I vostri due occhi fisici vi inducono erroneamente a pensare che questo mondo di dualità sia reale. Aprite il vostro occhio spirituale e vedete la vostra forma invisibile. Se, nel silenzio interiore, il vostro occhio spirituale è aperto, l'invisibile diviene visibile. Ogni volta che pensate, sognate, o vi concentrate profondamente, siete quel uomo invisibile. Egli è reale, l'uomo visibile è un'ombra. Dimenticate l'ombra e rammentate il reale. Siate uno con l'uomo invisibile, il riflesso di Dio.” (Paramahansa Yogananda)

lunedì 27 giugno 2016

Come viviamo questa vita?



"Ci è stato dato il potere di scoprire mediante il ragionamento dove andiamo e da dove siamo venuti. Ma non ci diamo abbastanza da fare per analizzare noi stessi e la nostra vita. Se lo facessimo, il nostro buon senso ci direbbe che il nostro carattere di adesso continuerà ad essere lo stesso dopo la morte... solo, forse, un po' migliore o un po' peggiore, a seconda di quanti sforzi facciamo per migliorare. Voi andate avanti per 365 giorni all'anno, un anno dopo l'altro, e forse qualche progresso lo avete fatto; ma la vostra natura sarà la stessa, prima e dopo la morte.

Non diverrete un angelo solo perché siete morto. Solo il corpo cambia. Per il resto, la morte non fa differenza. La morte è come un cancello che oltrepasserete. Il vostro corpo non ci sarà più, ma riguardo a tutto il resto sarete lo stesso. Se avete un carattere violento, non lo lascerete indietro insieme al corpo fisico, quando morirete. Il vostro temperamento violento rimarrà con voi finché non lo avrete vinto. Se nella vita presente avrete osservato le regole del viver sano, nella prossima incarnazione avrete un corpo sano.

L'ultima parte della vita è più importante della prima, perché ciò che sarete alla fine di questa vita, lo sarete all'inizio della prossima. Di solito, la prima parte della vita viene sprecata stupidamente, in unaspecie di confuso torpore. Poi viene l'amore, e infine la malattia e la vecchiaia; incomincia la lotta col corpo. Io ho coniato una frase: "Vivere a rattoppi", per descrivere come dobbiamo continuare a porre toppe e rammendi al corpo per farlo funzionare.

Per la maggior parte del tempo il corpo è un nido di guai: manca una "candela" o le "gomme" si afflosciano; avete mal di testa o un raffreddore, o lo stomaco funziona male; avete dei guai con i denti, e così via. Sempre grane, sempre guai! Per questo è così importante, per la vostra felicità, realizzare che non siete il corpo con tutti i suoi mali e i suoi dolori, ma un'anima immortale. Io non prendo la vita affatto sul serio. Dico: "Signore, in qualsiasi momento Tu voglia togliere all'anima questo corpo, per me va bene. Fino a che mi tieni qui, bene; ma se devo essere libero dal corpo, anche questo va bene". 

Non è necessario morire per riconquistare la libertà dall'attaccamento al corpo. Se comunicate con Dio, vedrete che siete già libero. Non siete il corpo. Siete l'eterno Spirito. C'è qualche modo di scoprire cosa eravamo nella nostra ultima incarnazione? Sicuramente possiamo trovare tendenze fondamentali di pensiero e capacità, analizzando quello che siamo adesso. Le Scritture indù dicono che occorre un milione d'anni di vite armoniche, prive di malattie, perché l'anima possa liberarsi. Perciò, da una vita all'altra, possiamo aspettarci di riscontrare nell'uomo cambiamenti relativamente minimi. 

Ma l'evoluzione spirituale può essere notevolmente affrettata mediante il deciso sforzo di vivere nella maniera giusta e con l'aiuto di un vero Guru. I saggi dell'India hanno analizzato l'umanità suddividendola in quattro tipi base: i Sudra, capaci di offrire il loro servizio alla società col lavoro fisico; i Vaisya, che servono con la mente, l'abilità, l'agricoltura, il commercio e, in generale, la vita degli affari, gli Kshatriya, che hanno attitudine amministrativa, esecutiva e capacità di difendere e che comprendono dirigenti e guerrieri; e i Brahmini, dalla natura contemplativa, che sono spiritualmente ispirati e ispiratori.

Come caratteristica, i Sudra sono coloro che non vedono nella vita alcuno scopo maggiore di quello che dà la soddisfazione dei bisogni e dei desideri del corpo; tali persone mangiano, dormono, lavorano, si riproducono e infine muoiono. Milioni di persone vivono oggi nello stato Sudra, o dei "lavoratori" interessati solo al conforto e al piacere del corpo. L'uomo nello stato Vaisya, che lavora con la mente, è sempre occupato a fare qualcosa. Alcune persone appartenenti a questa classe non pensano ad altro che agli affari; vivono soltanto per guadagnare quel denaro, che di solito sprecano nel godimento dei sensi. Il tipo migliore di uomo d'affari Vaisya è, però, assai più evoluto e di natura creativa.

La terza classe, Kshatriya, comprende coloro che, dopo avere avuto l'esperienza del guadagno e della creatività nella linea degli affari, cominciano a capire il senso della vita; essi cercano mediante l'autocontrollo di vincere la battaglia coi sensi. L'uomo Vaisya non s'impegna in tale sforzo per l'evoluzione interiore. Si limita a guadagnare denaro e a generare figli, e raramente pensa al significato della vita, se non in termini di affari. Ma la terza classe, quella degli Kshatriya, prende la vita più sul serio. Un tale uomo si chiede: "Non dovrei combattere e distruggere le mie cattive abitudini?" Egli prova il desiderio di superare le cattive tendenze e di fare ciò che è giusto.

Per ricapitolare, ecco i quattro tipi fondamentali di coscienza nell'uomo: Sudra è lo stato di esistenza legato ai sensi; Vaisya è lo stato di chi si dedica agli affari o alla creatività. Kshatriya è lo stato del guerriero, quando l'uomo desidera dar battaglia ai propri sensi e vincere l'attaccamento ad essi. Brahmin è lo stato di saggezza, raggiunto dall'uomo che ha superato ogni attaccamento ai sensi e che rimane coscientemente immerso in Brahma, o Dio. Ogni essere umano si adatta ad una di queste quattro categorie, e se vi analizzate, potrete scoprire qual è la vostra. Esaminate la vostra vita dai giorni dell'infanzia in poi e cercate di pensare a quale dei quattro tipi appartenete. 

Riflettete se siete vissuti per i piaceri dei sensi, provvedendo solo ai sensi e al guadagno, o forse solo lavorando senza pensare o agire creativamente. Analizzatevi e vedete se siete stati creativi fin dall'infanzia. Alcuni bambini, per esempio, pensano assai presto in termini di meccanica, e vogliono aprire e scomporre gli oggetti per poterli rimettere insieme. Altri dimostrano di provare il massimo piacere disegnando, oppure suonando o ascoltando musica. Non è necessario essere un virtuoso o una prima donna per considerare di avere manifestato segni di creatività in questa vita. Perfino una canzone sciocca come "Yes, We Have No Bananas", "Sì, non abbiamo banane", è il prodotto di una mente creativa.

Qualunque cosa si crei, che sia fatta da esperto oppure no, è l'espressione di un talento creativo. Un'inclinazione a scrivere romanzi, a recitare, intagliare, dipingere o far della musica, oppure a occuparsi di meccanica, se manifestata presto nella vita, indica che nella vita passata appartenevate probabilmente allo stato Vaisya. Mariti e mogli non dovrebbero ridicolizzarsi a vicenda, o prendere in giro i loro figli, per le loro tendenze creative. 

E' un peccato contro il processo evolutivo istituito da Dio, quello di cercar di sopprimere lo spirito creativo di un'altra persona. Chiedetevi se, fin dall'infanzia, avete sempre cercato di compiere azioni in accordo con la guida della vostra coscienza. Osservavate costantemente i vostri atti cercando di correggervi quando sbagliavate? Avevate questa lotta interiore da bambini? Questo riflette il terzo stato, lo stato Kshatriya. Ma se, fin dall'infanzia, i vostri pensieri erano sempre rivolti a Dio, siete entrati nel quarto stadio, quello spirituale del Brahmin. Il riconoscere di appartenere a uno dei meno progrediti di questi quattro tipi di attitudine mentale non deve scoraggiarvi, deve, anzi deve incoraggiarvi. 

Se, con l'autoanalisi, scoprite di non aver ancora raggiunto lo stato più alto, non consideratevi sfortunati in modo irrimediabile. Il concetto è questo: se non siete ancora cambiati, ora è giunto il momento di farlo. Altrimenti vi trascinerete dietro il vostro stato attuale anche nella prossima vita. Quando giungerà la morte, vorrete sentire di aver superato quel particolare "grado" di vita e che ora siete libero di procedere verso gradi superiori. Perciò dovete cambiare la vostra vita adesso. Analizzatevi e imparate a capire cosa eravate prima. Allora potrete cominciare a rimodellare più idealmente la vostra vita. 

Imparate a controllare i vostri stati d'animo. I sentimenti violenti che, magari, avete ora, sono stati tutti creati nel passato. Se non fosse così, perché alcuni bambini sarebbero gelosi fin dall'inizio, mentre altri, della stessa famiglia, sono calmi e affettuosi? Ci sono bambini che vi picchierebbero se diceste loro di non fare una cosa, altri invece, sono obbedienti e tranquilli. Un altro bambino, magari ruba. Perché? Questi tratti di carattere non sono che affioramenti di tendenze prenatali create in vite precedenti...

Quelli che nutrono pregiudizi verso l'Oriente non provengono da lì in epoche recenti, ma quelli che si sentono attratti dall'Oriente sono probabilmente nati là in una recente vita passata. Mediante tali indicazioni si possono distinguere le anime orientali da quelle occidentali. Vi piacevano sin dall'infanzia il profumo d'incenso, le storie e le immagini orientali? Tali inclinazioni indicherebbero che siete stati in contatto con l'Oriente in tempi molto recenti. Molte anime provenienti dall'Est si sono reincarnate ora in America. Desiderose di perfezione materiale, sono nate qui per esaudire quel desiderio e per contribuire a incoraggiare gli ideali spirituali americani. 

Così, molte anime che, prima, erano nate in America, si sono ora reincarnate in India per trarre beneficio dalla sua ricchezza spirituale e per aiutare l'India a sviluppare il lato materiale della sua civiltà. Io spero che molti di voi vadano là per aiutare l'India, e che molti dall'India vengano qui per servire l'America. Questo mondo è la famiglia di Dio. Egli cerca di far progredire tutte le nazioni. Non ha preferenze per l'una o per l'altra. Un'altra prova del vostro passato è la vostra preferenza per certe sensazioni. 

Alcune persone amano stare sempre al caldo. Sono state abituate ai climi caldi in altre vite. Altri preferiscono il freddo, il che dimostra che precedentemente erano nati in climi freddi. Se avete sempre avuto una predilezione per le montagne, o per il mare, potete essere certi che avete portato quell'attaccamento da un'altra vita. Ci sono persone che sentono la solitudine stando fuori città e non possono sopportare i luoghi tranquilli. Anche questa attitudine è stata coltivata nel passato. Coloro che, in tutta la loro vita, sono stati spinti dall'ambizione sono stati, prima, persone importanti.

Avere quella tendenza e non svilupparla significa sopprimere se stessi. Nell'ambiente adatto, tale persona potrebbe diventare un grand'uomo. Ci sono altri, invece, che non hanno mai successo, qualunque cosa facciano per farsi strada. Questo indica che si sono portati dietro dal passato una tendenza all'insuccesso. Ma non dovrebbero rinunciare alla lotta per vincere questa tendenza. Tali persone devono vincere le loro tendenze negative adesso, altrimenti manifesteranno gli stessi difetti anche nella prossima incarnazione. (Paramahansa Yogananda)