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giovedì 20 ottobre 2016

Nutrimento



“Compi tutti i tipi di azioni,
e riceverai ogni tipo di ricompensa,
mangia tutti i tipi di cibo
e riceverai tutti i tipi di malanno.”
(Proverbio tibetano)

“La vita altro non è che uno scambio ininterrotto fra l’universo e quel piccolo atomo che ognuno di noi rappresenta nel mondo. La vita cosmica entra nell’uomo il quale, dopo averla impregnata delle sue emanazioni, la restituisce all’universo. Poi l’uomo torna a riassorbire quella vita e di nuovo la rinvia. È uno scambio continuo fra l’uomo e l’universo che si chiama nutrizione, che si chiama respirazione e che si chiama pure amore.

La vita è uno scambio tra due mondi, e colui che non fa nessuno scambio muore. Bisogna fare degli scambi con la terra per vivere sul piano fisico; bisogna fare degli scambi con l’acqua per vivere sul piano astrale, il cuore; bisogna fare degli scambi con l’aria per vivere nel piano mentale, l’intelletto; bisogna fare degli scambi con il calore e la luce per poter vivere nell’anima e nello spirito.

Mi domando se riuscite a immaginare che cosa rappresenti il processo della nutrizione esteso a tutto il cosmo; l’uomo trova nei vari livelli dello spazio il nutrimento che si addice ai suoi diversi corpi. Cercate di capire, e comincerete a sentire il suono dell’universo come un’immensa sinfonia. Non bisogna limitare la funzione dell’alimentazione al solo piano fisico. Non è sufficiente mangiare!

Sì, la nutrizione deve occupare il primo posto, ma su tutti i piani: fare degli scambi non soltanto con l’aspetto denso, ma anche con quello più sottile dell’universo. Per fare in modo che tali scambi possano avvenire, le vie di comunicazione devono essere libere; se sono ostruite, la circolazione avviene faticosamente e subentrano disturbi di vario genere. È come quando i canali sono intasati; bisogna liberarli. Ma come? Mediante la purificazione.

Sul piano fisico in questi casi si digiuna, si prendono dei purganti o si fanno clisteri. Nei piani psichici si rimedia invece mediante la purificazione. La preghiera, la meditazione e l’estasi rappresentano pure un modo di nutrirsi. Esse consentono di gustare un cibo celeste, l’ambrosia, il nutrimento dell’immortalità. Si tratta di un elemento immateriale, sebbene per gli alchimisti esistesse anche sul piano fisico; per questo l’hanno chiamato l’elisir di vita immortale.

Infatti, si può affermare che tale elisir esiste sul piano fisico sparso in tutta la natura, ed è il sole che lo distribuisce. Se in primavera e in estate andiamo ogni mattina al sorgere del sole, lo facciamo proprio per bere quella quintessenza di vita, quell’ambrosia che il sole diffonde in tutto l’universo e di cui le rocce, le piante, gli animali, oltre che gli uomini, ricevono delle particelle.

Ma tutte quelle particelle che gli esseri umani captano inconsciamente, l’uomo dovrebbe imparare a captarle in modo cosciente da quel fluido che è il fuoco, cioè la luce del sole. Nella nuova era che si sta avvicinando gli uomini impareranno a nutrirsi di quelle particelle sottili. So che molti di voi saranno sorpresi nell’udire cose simili, eppure questo nuovo modo di nutrirsi rientra nell’ordine naturale delle cose.

Non ci si deve accontentare di cibi densi, poiché generano sempre molte scorie, e queste finiscono per ostruire e intossicare l’organismo. se invece ci si alimenta di luce, non ci saranno scorie; infatti la luce è la sola che non ne lascia in quanto è pura. Quando vi scaldate con una stufa a legna o carbone, prima di riaccendere il fuoco dovete levare la cenere. La stessa cosa accade per il nostro organismo… la malattia ha origine appunto da certi rifiuti che non sono stati espulsi. Infatti si potrebbe definire la malattia come un insieme di materiali che l’organismo non ha potuto eliminare.

La salute invece è il risultato di trasformazioni talmente rapide e sottili che nell’organismo non rimane più nulla di impuro. Quando sarete capaci di assorbire quella quintessenza purissima diffusa dal sole, sentirete la vostra salute migliorare, la vostra intelligenza schiarirsi, il vostro cuore dilatarsi e la vostra volontà rinforzarsi. Ogni qualvolta riuscirete ad attingere un sorso da quella sorgente inesauribile che è il sole, sentirete verificarsi in voi grandi cambiamenti.” (Omraam Mikhaël Aïvanhov)

martedì 30 giugno 2015

Il crogiuolo interno



“All’interno vi è un vero fuoco naturale,
che brilla luminoso nella fornace
di un rosso sempre vivo.”
(Chang Po-Tuan, Wu Zhen Pian)

Steiner dice che, se un antico saggio orientale potesse osservare lo sviluppo dell’uomo occidentale, direbbe che la nostra civiltà si basa interamente sulla paura. Quel saggio vedrebbe che la nostra anima è interamente dominata dalla paura, perciò direbbe che l’odio svolge un ruolo centrale nella nostra civiltà. Questo fatto lo stupirebbe molto, perché la sua civiltà aveva un rapporto con il mondo che si basava sulla gioia, sull’amore e sulla dedizione alla vita.

L’amore era la forza che stava alla base di quella civiltà perciò, agli uomini dei suoi tempi, non era richiesto di dover conoscere se stessi. L'antica civiltà orientale aveva disposizioni dell’anima molto diverse dalle nostre, perché le condizioni terrestri erano diverse. Nell’antichità, in Oriente, lo sguardo interiore veniva catturato dall’ambiente esterno, e l’uomo si donava completamente e con fiducia al mondo esterno.

La loro conoscenza del mondo si basava sull’interpretazione del mondo che veniva tramandata dall’antica saggezza, perciò nelle religioni dei misteri non si incitava al “Conosci te stesso!” L’attenzione dell’uomo orientale di quei tempi era rivolta al mondo, e si cercava di scoprire ciò che si nascondeva dietro l’apparenza del mondo: questa era la richiesta più sentita dell'antichità.

Quando le religioni misteriche orientali si diffusero verso l'Occidente, l’attenzione dei maestri e dei discepoli si rivolse verso l’interno dell’uomo. Quando sorsero i centri dei misteri in Egitto e, successivamente anche in Europa, sorsero delle esigenze diverse. Le diverse condizioni geografiche dei paesi occidentali e la diversa conformazione degli uomini occidentali imposero la necessità di conoscere se stessi e la visione diretta del mondo interiore.

Però, grazie alle conoscenze delle essenze spirituali che sono alla base del mondo, i maestri riuscirono ad esaminare l’interiorità umana. In un certo senso, senza quelle precedenti conoscenze, il loro sguardo sarebbe restato paralizzato dalla visione. La civiltà occidentale divenne cosciente della propria essenza interiore quando vennero fondati i centri misterici in Occidente, anche se la loro origine è orientale.

Si può immaginare facilmente l’impressione che l’auto-conoscenza produsse sui maestri e sui discepoli orientali quando, per la prima volta, gli venne rivolto il monito di sviluppare lo sguardo interiore. Alcuni maestri già possedevano lo sguardo interiore, perciò per loro tramite si ottenne la spiegazione sul percorso necessario, e le nozioni su quale fosse la condizione per conseguire l’auto-conoscenza.

L’adepto era ammonito e veniva avvertito delle esperienze interiori che avrebbe incontrato, però solo gli iniziati erano a conoscenza dei segreti dell’interiorità umana. Infatti molti misteri potevano essere diffusi solo all’interno della cerchia più segreta degli adepti, a pena dell’ignominia per chi l’avesse riferiti agli estranei di quei culti.

Ma, dalla metà del 15° secolo, la costituzione umana è cambiata, avvisa Steiner. Oggi è diventato necessario comprendere quale fosse la conoscenza dell’uomo che veniva tramandata in quei centri. L’uomo normale di oggi conosce il mondo esterno per mezzo dei sensi, poi mischia quello che vede con l’intelletto e, contemporaneamente, guarda dentro se stesso.

Le impressioni esterne sviluppano i pensieri e, interiormente, quei pensieri diventano sentimenti. E tutto ciò che viene elaboato internamente per mezzo dei sentimenti e della volontà, si conserva sotto forma di ricordi, si riverbera nella coscienza e costituisce il contenuto della nostra anima. Esso diventa il contenuto della vita nella quale l’uomo vive e dalla quale prende le sue attitudini.

Perciò se guardiamo all’interno della coscienza, dice Steiner, non troviamo altro che il riflesso dell'esterno. E anche se le impressioni esterne vengono colorate dal nostro sentimento e dalla nostra volontà ci illudiamo di osservare ciò che viene conservato interiormente, ma non vediamo altro che una distorsione del mondo esterno.

Spesso si crede di interpretare il mondo interno ma ci si illude, perché ciò che l’uomo chiama auto-conoscenza, non è altro che un riflesso del mondo trasformato dalla coscienza, perciò esso è solo una deformazione. Se potessimo vederci all'interno vedremmo che siamo fatti come uno specchio, e che lo specchio interno è permeato di ricordi, mentre il mondo esterno vi si riflette in modo distorto.

La nostra coscienza abituale non ci permette di penetrare oltre quello specchio, e non possiamo vedere oltre se non agiamo affinché lo specchio venga infranto. Gli antichi maestri e anche i loro discepoli sapevano guardare acutamente nell'interiorità e vedevano oltre quella barriera. Poi, sulla base di quello che vedevano, dicevano parole che facevano capire come prepararsi per indagare all’interno. Che cosa vedevano?

Essi videro che il pensiero e la percezione si trasformano in uno specchio di ricordi, perciò andarono oltre quello specchio. Videro che i pensieri agiscono alla base del corpo eterico che regge la crescita,e agiscono anche sull’origine delle forze di volontà. Quando si guarda nel mondo esterno, si vede che una parte delle impressioni sensoriali si trasformano in ricordi, mentre un’altra parte ci compenetra, ci rafforza, ci nutre e ci arricchisce interiormente.

Le forze del nostro pensiero penetrano nel nostro corpo eterico e si riversano sul nostro corpo fisico, perciò vi possono agire in modo peculiare. Da tutto quello che filtra nel corpo eterico, ne deriva la completa trasformazione dell’esistenza materiale del corpo fisico. La fisica ci insegna che, in nessuna realtà del mondo fisico, la materia viene distrutta.

Ma, la legge della conservazione della materia è valida solo nel mondo esterno. Nel mondo interno la materia viene sempre trasformata in nulla, perciò la materia viene distrutta completamente nella sua essenza. Il mondo interno distrugge e trasforma la materia, perciò la natura umana si basa sul fatto che possiamo, con la maggiore o la minore forza che noi possediamo, di poter respingere la materia nel caos perciò di poterla distruggerla completamente.

A questo processo interiore di distruzione della materia veniva guidato anche il discepolo dei misteri antichi. Negli antichi misteri si insegnava che dentro di noi, sotto lo specchio dei ricordi, in quanto uomini portiamo qualcosa che è destinato alla distruzione. Ma, se non lo avessimo non potremmo sviluppare il pensiero, perché il pensiero si sviluppa quando le forze si diffondono nel corpo eterico.

E il pensiero compenetrato di forze eteriche, agisce sul corpo fisico in modo che respinga la materia nel caos e riesca a distruggerla. Se l’uomo guarda nella sua interiorità con lo sguardo della coscienza comune vede solo un luogo di distruzione e di caos. Tutti possediamo lo specchio di ricordi necessario a sviluppare la capacità di pensiero dell’io, perciò abbiamo una smania di distruzione, una smania di annullare ogni materia.

Non esiste una forma di auto-conoscenza che non richiami l’attenzione su questo fatto, e non avverta dell'esistenza del nucleo distruttivo. Ogni uomo che nutre interesse allo sviluppo dello spirito sa che lo spirito continua ad esistere anche se la materia viene dissolta. Oggi è diventato ancora più urgente fare attenzione a questa realtà per non cadere nel pericolo di continuare a crederci qualcosa di diverso da ciò che siamo.

Dobbiamo sapere che ognuno di noi è l’involucro di un nucleo distruttivo, perciò solo se siamo consapevoli possiamo trasformare le forze di distruzione e decadenza, in forze di crescita. Sappiamo che questo nucleo agire all’interno dell’uomo, perché deve restare nel luogo giusto per lavorare su ciò che va distrutto e trasformato. Quello che esiste all’interno deve restare internamente, perché quello è l’unico luogo dove la materia può essere respinta e trasformata.

Ma non accade sempre così, perciò il male che andrebbe elaborato esce verso l’esterno diffondendo i suoi impulsi distruttivi nel mondo. Questo sta diventando la civiltà in Occidente e lo sarà in tutto il mondo, perciò vediamo all’azione tante forze distruttive. Questo furore distruttivo si diffonde sempre verso l’esterno e, in futuro, dovremo difenderci da tutto quello che nasce dagli istinti peggiori, e dovremo saperlo rimettere al posto che gli spetta.

Se subentrerà la vera auto-conoscenza dell’uomo sapremo fare attenzione al nostro nucleo distruttivo senza il quale nessuna capacità di pensiero è possibile. Se la forza del pensiero messo davanti allo specchio dei ricordi non permetterà al pensiero di vivere correttamente nel corpo eterico, il corpo eterico sarà permeato di pensieri distruttivi che si riverseranno, distruttivamente sull’uomo.

Esiste un nucleo distruttivo nell’uomo, però è peggio se esso può agire in modo inconsapevole. Invece è meglio se l’uomo è consapevole e, in piena coscienza, lo impara a conoscere e partecipa attivamente allo sviluppo della civiltà moderna. Le nostre paure sono le stesse che provarono i discepoli dei misteri antichi mentre sentivano il racconto di questi segreti.

Mentre indagarono con scrupolo nella loro interiorità essi sentivano paura, ma la vinsero con la consapevolezza. Quando l’intellettualismo si diffuse, quella paura venne negata perciò diventò inconscia e cominciò ad agire nella vita esterna con abili camuffamenti. Il trionfo dell’intellettualismo ha offuscato lo sguardo interiore ma non ha saputo eliminare la paura, perciò l’uomo vive sempre con una paura inconscia.

L'uomo si continua a ripetere che non esiste nulla dopo la morte così come non esiste nulla nell’uomo. Sente la paura di guardare al di là dei ricordi, al di là del comune mondo di pensare che è diventato normale nella normalità che vive tra la nascita e la morte. L’uomo ha tanta paura di ammettere l’esistenza dell’anima, perciò dice che dopo la morte non c'è nulla.

Il materialismo è nato dalla paura perciò la sua visioneè fondata sulla paura che è affine all’odio. Gli uomini di oggi vivono nella paura, fondano sulla paura tutti i loro ordinamenti sociali, coltivano le loro arti nella paura. La paura è sempre presente nelle azioni umane, infatti la paura regge la nostra organizzazione sociale, e si mostra sempre più evidente nel divenire della storia fin dalla metà del 15° secolo.

Dalla metà del 19° secolo, la paura si è incarnata nella visione materialistica del mondo. Oggi l’umanità deve sapere che il pensiero razionale non potrebbe esistere se non nascesse dal nostro nucleo distruttivo. Si deve sapere che l'uomo forma il suo io immergendosi nella distruzione, e che lo plasma nel crogiolo che scioglie la materia, nel fuoco che tempra perché l'io si forma nella fornace interna che forma l'egoità.

L’io che viene rafforzato nel focolaio del male interiore non riesce ad andare oltre la percezione sensoriale. E questo fatto ci fa comprendere perché i maestri predicano la dedizione, l’amore e l’annullamento dell’io, come unica via per penetrare oltre la realtà dei sensi, e per giungere dove l’esistenza esterna viene spazzata via cioè nel nirvana.

Buona erranza
Sharatan

martedì 17 marzo 2015

Tigre e Dragone



Nell’antica Cina i matrimoni venivano combinati dalle famiglie perciò gli interessati non potevano esprimere la loro volontà. I matrimoni erano dettati dalla convenienza e la possibilità di scegliere un buon partito era legata alle possibilità economiche della famiglia. Perciò la bella Tai Yin Nu quando fu arrivata a diciassette anni fu costretta ad accettare il matrimonio con un uomo scelto dalla famiglia.

La scelta dei genitori era caduta sul ricco ma volgare bettoliere del paese che, Tai Yin Nu accettò in marito obbligata dalla pietà filiale. D'altro conto, disse sua madre, come poteva sperare di meglio? Era una ragazza bella ma molto povera. La madre cercava di consolarla dicendole che la ricchezza del marito l’avrebbe confortata meglio dell'amore.

Non le sarebbe mancato mai nulla, anzi avrebbe avuto il benessere e forse l’amore sarebbe arrivato con il tempo. E se non fosse nata la passione, con il tempo, sarebbe nato l'affetto. Ma il matrimonio si rivelò un completo disastro, e il tempo non portò miglioramenti. All'inizio il bettoliere fu ammaliato dalla sposa. Nei primi mesi non faceva che seguirla e tenderle agguati amorosi e non perdeva occasione per buttarsi addosso alla bella moglie.

Ma lei non riuscì mai ad amarlo e neppure lui seppe darle l'affetto che aveva auspicato sua madre. Tai Yin Nu aveva fatto un matrimonio molto infelice. Nel giro di pochi mesi il marito fu assorbito di nuovo dalla sua attività e la trascurava. Si tratteneva fino a tardi nella sua taverna, ma gestiva gli affari con disinteresse. Essendo sempre svogliato e annoiato esagerava nel bere.

Una volta che si era ubriacato andava a sfogarsi a casa, sulla giovane moglie, e la maltrattava. Il suo amore, se mai c'era stato dell'amore da parte sua, si era completamente dissolto. Il desiderio o il capriccio si erano raffreddati subito dopo la nascita di loro figlio. Il bimbo era l’unica gioia di Tai Yin Nu. Era la cosa più bella che suo marito gli avesse mai dato perciò adorava il suo bambino.

Invece il bambino era una seccatura per il padre che se ne disinteressava, e poi l'uomo morì. Erano ormai sposati da sette anni quando l'uomo fu ucciso da una cirrosi dovuta alle sue sbronze. La povera vedova non potè far altro che prendere in mano la situazione e mettersi alla guida dell’attività di famiglia. Fu così che scoprì che il morto, durante la malattia che l'aveva condotto alla tomba, aveva trascurato troppo i suoi affari.

Alla fine le risultarono molti debiti da pagare. Nella taverna molti uomini gli ronzavano intorno, ma lei era fredda e insensibile con tutti i suoi corteggiatori. Non voleva più avere a che fare con gli uomini: un marito le era stato sufficiente! Ora Tai Yin Nu voleva badare solo agli affari. Il suo fascino rendeva bene, e la cassa della taverna era sempre ben piena.

Gestire l'attività si rivelò impegnativo e lei si ritrovò molto indaffarata in tante cose. Impiegava tutte le sue energie nel lavoro e trascurava il resto, compreso suo figlio. La stanchezza la rendeva brusca e troppo distratta, quasi sbrigativa con il figlio che si sentiva trascurato dalla madre. Il bambino soffriva perché la vedeva troppo poco.

La bella vedova lavorava sodo per saldare i debiti. Lavorava senza nessun aiuto per risparmiare e saldare le cose più urgenti, perciò lasciava il figlio con sua madre. La madre l'aiutava perciò Tai Yin Nu saldò tutti i suoi conti ma, poco dopo, il figlio si ammalò. Furono chiamati i medici migliori della provincia ma nessuno sembrò capirci nulla mentre il piccolo si aggravava.

Il suo male sembrava misterioso, e l'infelice madre era disperata perciò andò dall'indovino per avere un consulto. L’indovino disse che il bambino non era posseduto da nessuno spirito malvagio, ma il suo male era grave e si rischiava l'esito più fatale. L’uomo usò l’oracolo dello Yi Jing e ne ricavò un responso che raccomandava di trovare un veloce rimedio e che si doveva fare molto presto.

La donna si dichiarò disposta a fare anche l'impossibile senza badare a spese. L’indovino, allora le consigliò di andare a consultare Tai Xuan Nu, la Dama dei Grandi Misteri. La grande maestra Immortale viveva sulla montagna insieme ai suoi discepoli perciò Tai Yin Nu chiuse la locanda, affidò il figlio alla madre e prese la via delle nuvole.

L’immortale la ricevette nel suo santuario scavato nella roccia, nel cuore della montagna, proprio nel salone dove preparava i suoi adepti alla rinascita spirituale. La Dama dei Grandi Misteri la fissò con i suoi occhi penetranti e poi le disse: ”Ti ho preparato l’intruglio di erbe che può fermare il male di tuo figlio. Ma il bimbo non guarirà finché la madre non avrà riconquistato l’armonia interiore.”

La invitò a restare qualche giorno con lei a parlare del Tao e avere dei consigli pratici su come coltivarlo. Quindi le offrì uno strano intruglio di piante per facilitare l’armonia e le donò una copia del "Trattato dei Cinque Gioielli". Passarono insieme alcuni giorni poi la bella vedova si congedò dalla grande Immortale che la incoraggiò a seguire i suoi insegnamenti. La Dama la invitò a tornare a trovarla per avere altre istruzioni.

Fu così che la nuova adepta del Tao recuperò la pace interiore e che suo figlio ritrovò la salute. Ma la donna aveva imparato bene quella lezione, infatti assunse una serva per farsi aiutare nella gestione della taverna. Dedicò una parte del suo tempo ai suoi studi, continuò a praticare gli esercizi taoisti e si impegnò a studiare il libro senza dimenticarsi di accudire anche suo figlio.

Le cose andavano molto bene. Lei ritornò molte volte da Tai Xuan Nu, la Dama dei Grandi Misteri e studiò sotto la sua guida. Approfondì la via finché la via diventò una sola cosa con lei. Ma un giorno, mentre si congedava dalla sua maestra, l'Immortale le disse: “Non è necessario che ritorni la prossima volta. Ormai le nostre strade si dividono qui. Presto io lascerò questo mondo e tu troverai un nuovo maestro.”

Due giorni dopo, uno strano personaggio entrò nella sua taverna. Le sue vesti erano vecchie e scolorite, ma i suoi tratti raffinati e la sua gestualità molto aggraziata tradivano la buona origine e la natura del letterato. L’uomo era restato seduto al tavolo, in silenzio completo mentre centellinava il liquore più pregiato della sua taverna.

Mentre sorseggiava il liquore prelibato, lo sconosciuto la occhieggiava di nascosto. Non smetteva di guardarla di nascosto, perciò l’affascinante padrona di casa si era accorta dello sguardo insistente. Ma anche lei era restata ammaliata dalla brillante luce nera degli occhi dello sconosciuto. Come mai quell'uomo sembrava così diverso? Forse era anche lui un adepto del Tao, ma lei come poteva scoprirlo?

La donna voleva conoscere l’identità del viaggiatore sconosciuto. E quando lui chiese di pagare il conto andò, di persona, al tavolo e gli chiese 5 monete di rame. Certamente quel prezzo era esagerato per un bicchiere di liquore seppure pregiato. Ma lo sconosciuto non protestò e restò imperturbabile. Trasse una borsa di pelle e mise 5 monete di rame sul tavolo e davanti a lei formò il diagramma dei Cinque Elementi.

La donna chiese se sapesse contare quelle monete. L’uomo sorrise e disse: “Ecco il nord, l’Acqua e fa uno, poi il sud, il Fuoco e fanno due. C'è l’est, il Legno e fanno tre, poi l’Ovest, il Metallo e fanno quattro. Infine il centro, la Terra e fanno cinque.” Allo strano conteggio, la bella taverniera aveva sorriso dicendo: “Sapete contare molto bene. Quale cammino seguite?”

Lui rispose: “Sono sulle tracce della Tigre Bianca. E voi?” Lei gli disse: “Sono alla ricerca del Dragone di Giada.” Lo sconosciuto sorrise mentre diceva: “Allora ci siamo finalmente trovati! Voi come vi chiamate?” Lei rispose: “Mi chiamo Tai Yin Nu, la Dama del Grande Yin. E voi?” Lo sconosciuto disse: “Io sono Tai Yang Zi, il Maestro del Grande Yang.”

Dopo quella bella presentazione entrambi risero insieme di molto gusto. Poi Tai Yin Nu lo invitò nella Camera delle meditazioni dove trovarono molte cose belle da dirsi. Seppero così di aver trovato reciprocamente il proprio maestro. Restarono sempre insieme e condivisero i più reconditi segreti della via, e si aiutarono reciprocamente nella loro ricerca.

Si dedicarono molto spesso al gioco dello Stelo di Giada e del Loto Rosso e praticarono la condensazione del Soffio del Dragone. I taoisti credono che due fornelli che si collegano uno all’altro attivano una trasmutazione alchemica che rende Immortali. Ma anche se non crediamo alle loro idee, dobbiamo credere che i due si amarono molto perché l’Amore non è forse il Tao dell’eterna giovinezza e della felicità?

Buona erranza
Sharatan

lunedì 24 marzo 2014

Le forze della trasformazione



“Cielo e terra sono come un forno di fusione.
Le forze del naturale mutamento sono gli operai.
Lo yin e lo yang sono il propellente. Le miriadi di cose
sono il metallo. Nella migliaia di trasformazioni
non vi è mai una fine e un inizio.”
(Chu Ci, 2° sec. d.C. )

La separazione tra corpo e mente è un problemache riguarda le persone, e il problema si unisce all'incapacità di sentirsi parte del mondo. Ma in realtà, il problema è sempre esistito e la cura del disagio interiore è contenuta in tradizioni antiche soprattutto nell’induismo e nel buddismo, in cui l’unione tra corpo e mente è chiamato Grande Unificazione. Nella pratica buddista di scuola Vajrayana si parla di una fase evolutiva a cui si giunge con una lunga pratica disciplinata, e che consente lo sviluppo del “corpo dell’arcobaleno.”

Lo stato supremo dell'unificazione era contenuto anche nelle tradizioni sciamaniche in cui si credeva che fosse possibile raggiungerlo dopo aver percorso un sentiero spirituale molto rigoroso. Il taoismo tratta questo problema in modo particolare, infatti pensa che non avere consapevolezza e energia, cioè non avere coscienza del corpo sia impossibile, perciò dedica molto tempo a porvi rimedio. La tradizione del taoismo possiede due poli d'azione, cioè la consapevolezza/coscienza e il corpo/energia, perché i taoisti credono che questi due poli devono funzionare in sincronia per stare bene.

L'origine delle pratiche del taoismo risale ai tempi degli sciamani avvolti in pelli di orso con copricapo ornati di corna animali. Gli sciamani cantavano con il viso nascosto da maschere ornate con becchi di aquile, e si muovevano con i passi lenti e pesanti dell’orso. Emettevano urla per invocare il Grande Spirito e usavano dei canti accompagnati dal suono di flauti fatti con le ossa degli animali.

Da queste pratiche nascono i suoni terapeutici del taoismo che derivano dai canti selvaggi e mistici degli sciamani antichi. Tutte le pratiche del Tao curativo vengono da quei tempi lontani in cui lo sciamano emetteva dei canti per alleviare la sofferenza degli uomini. La loro cura prevedeva un contatto totale che portava allo scambio di energie tra lo sciamano e l’uomo che chiedeva il suo aiuto. Ancora oggi tutto questo avviene tra chi pratica l’agopuntura e chi si sottopone a questa terapia.

Nel taoismo si ricercava la completa armonia in cui finiscono conflitti e tensioni, ma senza sforzare nessuno cioè in modo spontaneo e naturale. Il Tao contiene il principio curativo della vita, perché si basa sui principi dello spirito universale. Gli alchimisti cinesi scoprirono che il modo più efficace per conoscere i processi sottili dell’ordine cosmico e la natura interna degli uomini fosse la meditazione. La meditazione gli permise di scoprire l’esistenza del chi cioè della forza magnetica che scorre nel corpo e si muove lungo i canali energetici.

Svilupparono un’elevata conoscenza del corpo umano e credettero che le 3 parti di fisico, anima e spirito fossero un’unità indissolubile. Quindi trovarono la via per salire nei regni spirituali ed essere attivi in modo creativo nella concreta via quotidiana. L'adepto delle tecniche iniziava a fare pratica di esercizi che sviluppano un corpo sano ed efficiente che è capace di vivere in pace con se stesso e con il mondo, e che vive senza tensioni pure nella vita quotidiana.

Con il primo livello si sviluppa l’auto-consapevolezza del corpo, e del suo rapporto con l’ambiente e con le persone. In questo modo ci si cura da soli imparando a percepire e indirizzare la circolazione del chi nei meridiani del corpo. Così si impara a fare la Circolazione Microcosmica. La pratica di autocoscienza sviluppa una condizione di energia positiva in cui l’amore e il rispetto per gli altri si irradia spontaneamente da chi pratica.

Più il corpo è sano e più facilmente sa trasformare il chi in forza spirituale, perciò diamo più forza a noi stessi, eleviamo l’anima e lo spirito e usiamo al meglio le nostre energie. Dare vita all’io, secondo i taoisti, è il fine di ogni meditazione, perché consiste nel risvegliare la parte del sé che percepisce e agisce libera da ogni condizionamento ambientale e culturale.

Meditare significa calmare la mente, perciò le tecniche che sanno dare la pace interiore furono molte. Nel “Tso-wang-lun” cioè nel “Trattato di sedersi nell’oblio” si parla di “kuan” cioè di contemplazione per indicare il corrispettivo del pali “vipassana.” Il termine indicava una tecnica molto diffusa del Piccolo Veicolo che è molto simile a quella del “Tso-wang-lu.” In entrambi i casi si tratta della capacità di osservare con distacco e con tranquillità tutto quello che viene nella mente.

L’espressione “sedersi nell’oblio” fu usata inizialmente da Chang-tzu senza segnalare un metodo preciso e, probabilmente, fu condizionata dal buddismo Ch’an dove si usa la posizione seduta per meditare. Nell’opera si danno una serie di istruzioni per raggiungere l’immortalità con un percorso di 5 fasi, di cui la meditazione da seduti era solo il primo. Alla meditazione sono correlate anche le due condizioni di osservare la gradualità del metodo e di avere fede nella reincarnazione.

Comunque, sia l’addestramento psicofisico buddista che quello taoista ponevano l’accento soprattutto sul respiro. Il buddismo si limitava a osservarlo, mentre i taoisti insistevano sulla necessità di controllarlo. Vi era poi anche una meditazione che veniva abbinata ai mantra in cui la mente era calmata per mezzo del suono e con la visualizzazione di immagini spirituali.

Dopo migliaia di ripetizioni, il corpo iniziava a vibrare con una frequenza superiore alla normale, perciò il meditante percepiva le energie superiori che agivano dietro la percezione ordinaria. La meditazione taoista è particolare perché non vuole bloccare il flusso del pensiero, ma vuole controllare il chi del corpo. La forza chi è detta anche prana, energia calda o kundalini diretta ai centri energetici dei chakra.

Le tecniche che i cinesi tramandano a questo riguardo sono antiche di millenni, perché credevano che il controllo della circolazione delle energie influisca sulla salute e sulla durata della vita. Il chi è la forza vitale primordiale che inizia a prodursi con la fusione dell'ovulo e dello spermatozoo con cui si crea il nuovo essere complesso.

Il chi è l'energia vitale che scorre nei tessuti e negli organi che fu scoperta studiando la vita dei feti. Il feto si sviluppa nel ventre della madre assorbendo nutrimento dal cordone ombelicale, perciò l’ombelico è il luogo da cui l’energia inizia a fluire. Nell’adulto, l’ombelico diventa il punto in cui il chi si può accumulare. Con la meditazione si attiva l’energia risanatrice che permette di ritornare a questo stato beato, perché si ripristina la circolazione dinamica che caratterizza la vita del feto.

Per tanti motivi, la meditazione taoista è considerata un processo di rinascita e un ritorno al proprio sé originario: la nascita ci fa perdere il perfetto equilibrio della vita prenatale. Nel feto l’energia fredda yin e quella calda yang sono in equilibrio perché fanno una miscela perfetta di tipo caldo-tiepida. Ma, con la nascita, l’energia interna diventa calda oppure fredda. L’energia calda yang sale verso la parte alta del corpo in cui sono cuore, fegato, polmoni e cervello, mentre l’energia fredda scende verso la parte inferiore del corpo cioè verso gambe, organi sessuali, reni e addome.

Con il progredire dell’età, le vie energetiche vengono bloccate da tensioni fisiche e psichiche, perciò si crea un deperimento energetico e la cattiva salute. Se i canali sono liberi, il chi scorre senza sforzo perciò gli organi sono ben nutriti e non si ammalano. Se sappiamo come equilibrare le componenti yin e yang anche gli organi riprendono a funzionare. Noi ritroviamo la salute perché la forza risanante del chi scorre, e il sistema nervoso sa inviare l’energia laddove c’è bisogno di risanare.

Gli antichi scoprirono che l’energia corre con vigore in due canali principali: il Vaso Servo e il Vaso Guida. I 2 canali salgono entrambi dalla zona del perineo, ma uno sale lungo la via dorsale mentre l’altro sale attraversando la parte anteriore finché arrivano entrambi al palato. La lingua è l'interruttore che collega le due vie, perciò se viene spinta verso il palato attua un collegamento delle due vie.

Perciò formiamo un circuito elettrico che possiede il movimento circolare che i cinesi chiamano il Piccolo Ciclo Celeste o Piccolo Circolo Energetico. Le due vie di scorrimento energetico del corpo si devono pensare come un circuito elettrico, perciò immaginiamo un cavo che arriva fino al quadro di distribuzione della corrente. Il quadro è fornito di fusibili che fanno da valvole di sicurezza e che proteggono l’impianto dagli sbalzi di tensione elettrica.

L’impianto ha degli interruttori che regolano la distribuzione di corrente nelle stanze. Poi ci sono i cavi che passano dentro le pareti che sono i 6 canali particolari che partono dal Microcircolo Energetico, ma vengono usati solo nelle fasi avanzate della meditazione. Nelle fasi avanzate sono usati anche altri cavi, cioè altre vie che sanno assorbire le forme di energia intensa che, in condizioni normali, possono distruggere chi la riceve.

Una di queste vie speciali è quella del Vaso Ascendente che sale lungo la linea centrale del corpo. Quando tutti i cavi elettrici sono collegati tra loro, e sono state prese tutte le precauzioni opportune, siamo pronti per allacciarci all’alimentatore. Così assorbiamo la corrente elettrica senza avere dei danni, perché sappiamo condurre sia l’energia che sale verso l’alto che quella che scende in basso.

Aprire i canali energetici significa eliminare gli ostacoli che bloccano la forza del chi. I blocchi sono prodotti da tensioni fisiche, psichiche ed emozionali, ma tutte le correnti di energia che attraversano il corpo hanno origine da forze superiori all'uomo e possiedono l’armonia di quelle forze. Il flusso di quelle forze elimina i blocchi e le tensioni, perciò ripristina il flusso originale e risveglia le forze risanatrici che sono presenti in noi.

L'energia della linea anteriore del corpo è quella del Vaso Servo dalla natura fredda o yin, mentre la circolazione della linea dorsale ha natura calda o yang. I piedi sono il centro attraverso cui l’energia si scarica a terra, e attraverso i quali assorbiamo l’energia negativa che sale dalla Terra. Il vertice del capo è come un cavo che collega l’uomo con il Cielo, perciò è il polo positivo che attira l’energia del Cielo, delle stelle e soprattutto la forza del Sole.

Se queste vie sono collegate e fluide si riempiono di forza, perché avviene la circolazione di positivo e negativo. Abbiamo collegato al Microcosmo Energetico tutti gli organi del nostro corpo. A questo punto sarà sufficiente aprire le due vie principali per avere il processo di perfetta miscelatura di caldo e freddo ossia di forze yin e yang, perciò l’energia di Cielo e Terra circolano insieme. In questo modo il nostro Io fisico, emozionale e spirituale si rinnovano e possono ritrovano l'equilibrio dello stato naturale.

Ma ora è necessaria una parola in più sul ruolo dello spirito, infatti “shen” è la forza divina e soprannaturale che risiede nel corpo umano. Lo spirito è anche la forza dell’inconscio collettivo, perciò è il modo per avere accesso al serbatoio infinito. Un cercatore di immortalità non può non avere il desiderio di ridestare questa forza di enorme potenza. Così egli trova la pietra filosofale al suo interno e beve l’elisir di lunga vita che è lo sviluppo della sua individualità.

A questo punto l’adepto diventa come le “diecimila cose” assumendone tutte le forme e le caratteristiche, ma senza perdere il senso della sua individualità. Con tutte queste operazioni l’alchimista diventa il padrone del suo mondo, perché ha vinto i suoi opposti, lo yin e lo yang, il femminile e il maschile, l’ombra e la luce, il positivo e il negativo.

In lui avviene la trasformazione che è una completa metamorfosi. Tutta la sua materia grossolana si raffina e si sublima, finché l'adepto diventa un puro soffio, perciò l'adepto diventa come il chi. E poi si concretizza un'ulteriore volatilizzazione e avviene una coagulazione che è resa possibile dall'azione dello spirito, shen. Da questo momento in poi c'è la coincidenza degli opposti, e ogni propria attività sembrerà il frutto di forze superiori.

Buona erranza
Sharatan

giovedì 20 marzo 2014

L’essenza più raffinata



“Puoi unire il tuo spirito all’Uno
e lasciare che non si allontani?”
(Tao te Ching)

I taoisti credono che l’energia del corpo sia un’unità totale. Credono che un individuo giovane ricava il 100% dell’energia e che ne spende il 60-70% per le attività utili alla vita restando con un residuo che si può immaginare come un credito bancario che aumenta sempre più. Con l’invecchiamento del corpo abbiamo sempre meno la capacità di produrre energie sebbene il corpo possa avere il medesimo regime di consumo e di attività. Questo avviene sempre più perciò, con il tempo, si inizia sempre più ad attingere alla nostra riserva.

Le risorse a cui attingiamo sono ricavate dai nostri organi vitali ossia dai reni, dal fegato, dalla milza, dai polmoni, dal cuore, dal pancreas, dalle ghiandole e dal cervello. Secondo i taoisti il maggior consumo di energie avviene con l’eiaculazione nell’uomo e con il flusso mestruale nelle donne, perché ogni volta che questi fatti avvengono viene espulsa l’enorme forza creativa che è contenuta negli spermatozoi e negli ovuli.

Se, invece, viene conservata la loro forza creativa perciò se gli ovuli e gli spermatozoi non sono eliminati non verrà neppure perduta questa dose di energia vitale che potrà essere usata per arricchire gli organi fisici, e potrà essere trasformata in energia spirituale. Ognuno di noi nasce con una grande quantità di energia primaria detta “jing” e nelle donne questa energia generativa e creativa è necessaria per produrre l’ovulo, gli ormoni e l’energia che rende la donna sessualmente attiva.

Questa forza integrata con quella presente nell’aria che respiriamo e con il cibo che mangiamo permette alla donna di essere riproduttiva e di trasmettere questa capacità ai suoi figli. La jing si trasforma in forza maschile cioè in “chi” che è l’energia attiva e rigenerativa che favorisce una vita più sana e più lunga. Se il chi è trasformato diventa un’energia detta “shen” che rappresenta l’energia spirituale.

Perciò la jing è l’energia generativa e creativa cioé è l’essenza più raffinata di cui siamo fatti, ed è l’energia primaria che alimenta le forze del corpo. Tutte le altre energie dipendono da questa energia primaria che si trasforma in “chi” cioè in forza riproduttiva quando interagisce con gli organi vitali, perciò la base di tutte le tecniche taoiste è la conservazione e l’incremento dell’energia della “jing.”

Quando siamo giovani consumiamo liberamente l’energia primaria cioè la jing e, inoltre, nel taoismo si crede che ognuno nasca dotato delle virtù della cortesia, della gentilezza, del rispetto, dell’onore, della bontà e della rettitudine. Però, nel tempo, a causa delle influenze sociali, culturali e personali tutte le virtù si alterano sempre più e poi decadono gradualmente.

L’uomo vive nello stress perciò ha paura della vita veloce e insicura che vive. La paura, l’ansia e le emozioni negative aumentano sempre più mentre diminuisce con il tempo l’energia creativa che abbiamo. I taoisti credono che le emozioni negative prosciugano tutte le energie vitali, infatti dicono che l’ira e le preoccupazioni ci fanno perdere dal 10% al 60% delle nostre capacità.

Più l’energia è negativa e più aumenta il consumo di energia vitale che, invece, dovremmo usare per nutrire il corpo, l’anima e lo spirito. L’esplosione dell'energia negativa della rabbia lascia stremati e con poche energie su cui far conto. La gente crede erroneamente che le energie negative siano forze in avanzo che vanno scaricate e disperse. Ma è falso perché, secondo il taoisti, anche le energie negative sono parte del nostro patrimonio di forze vitali perciò queste energie non vanno mai sprecate.

I taoisti pensano che, per far fronte ai bisogni dell’organismo, attingiamo dall’energia primaria, perciò con il trascorrere del tempo si causa una perdita del nostro potenziale di accumulare l’energia che il corpo deve usare perciò si finisce per attivare sempre meno energie. In accordo con la legge della fisica sappiamo che l’energia non viene distrutta ma trasformata, perciò lo spreco dell’energia negativa presume due condizioni.

Nella prima condizione si presume che si possa avere il lusso di sprecare energie, e la seconda considerazione presume il fatto che altri possano prendere quello che abbiamo lasciato andare. Quando si esplode per l’impulso dell’ira ci liberiamo dell’energia negativa che è scaricata su altri. E se questi non possono sfogarsi contro di noi, troveranno altri contro cui sfogarsi con più facilità.

Ma la fisica dice che l’azione ritorna con una reazione all’origine dell’azione. Ciò che torna avrà tutto il negativo che si è aggiunto alla carica energetica rilasciata nella fase iniziale, perché quella polarità era negativa. Tutto quello che ritorna ha lo stesso segno dell’energia che ha avviato il processo di azione/reazione, ma ciò che torna indietro è molto più intenso di ciò che si era espresso all’inizio.

Da questo di vede per quale motivo i taoisti preferivano limitare lo scarico delle energie legate agli stati emotivi, e il discorso iniziò con le energie emotive negative ma poi si estese al controllo di tutte le emozioni e forze vitali. Poiché i taoisti erano concreti preferirono fermare ogni perdita di energie, perciò preferirono trasformare l’energia negativa in positiva con la Fusione dei 5 Elementi.

Il Tao è curativo perché insegna come armonizzare tutti i tipi di energia che il corpo filtra e che vanno a sovraccaricare gli organi. Le energie negative che restano intrappolate negli organi se non sono trasformate diventano tensioni e malattie, perciò si deve annullare la loro carica negativa e si deve armonizzare e trasformare quella energia in sana forza vitale.

I taoisti pensano che il chi sia il segreto della buona salute, perciò usano dei metodi per concentrarlo e trasformarlo in una energia più elevata. Essi credono che sia necessario accumulare e concentrare sempre più energia vitale per creare e nutrire la cosa più importante che abbiamo cioè la nostra anima immortale. Con il tipo di vita ordinaria che facciamo non disponiamo di scorte extra di energie da dedicare a questo scopo.

Per aumentare l’energia vitale raccomandano l’agopuntura, il massaggio, il tai chi chuan, il chi kung, il cibo sano, le erbe, la meditazione e così via: e tutto mira al fatto che il chi divenga energia spirituale. Praticare la virtù positiva è la chiave del Tao curativo, e questo sistema dipende dall’energia dell’amore, della gioia, della gentilezza, della cortesia, dell’onestà e del rispetto.

Nel Tao curativo si crede che l’indole buona sia basilare per gli uomini, ma non per paura dell’inferno o della punizione, ma perché credono che fare del bene agli altri sia sicuramente un beneficio per se stessi. Il concetto è semplice e si basa sulla legge fisica dell’azione e reazione, perciò fare del bene attiva la gentilezza che è collocata nel fegato. Il fegato si irrobustisce se facciamo del bene perché accumula più forza vitale.

La pratica curativa restituisce il flusso dell’energia che circola negli organi, perciò il corpo fisico si rinforza se era indebolito e aumenta la sua robustezza. Lo sviluppo di una maggiore forza vitale di segno positivo favorisce la trasformazione della paura, della rabbia e della tristezza in cose positive di segno opposto come gioia, allegria, forza e creatività. I taoisti dicono che molti provano un intenso piacere a sprecare le loro energie, perché amano l’intenso eccitamento sentendolo come un fuoco che brucia velocemente e che si estingue altrettanto veloce.

Molti piaceri umani si basano sull’eccitazione intensa che brucia e consuma prosciugando le energie se questo si protrae a lungo. Dobbiamo tener conto che, se un’attività richiede una dose eccessiva di attenzione l'energia vitale è totalmente indirizzata verso quell'attività anche se non ce ne accorgiamo, ma i nostri organi non la pensano così!

Quando siamo catturati dalle cose siamo rilassati e sentiamo la liberazione perché diminuisce lo stress. Ma, in realtà, l’energia vitale viene sottratta dagli organi che non lavorano, perciò si produce lo squilibrio energetico. La tensione produce una concentrazione di polarità negativa per gli organi e se l’energia non è trasformata in positiva si accumula troppa tensione di forze. Ogni volta che andiamo alla ricerca di cose nuove per rilassarci e per star bene avviene che la nostra ricerca frenetica d’armonia ci fa metter un’attenzione eccessiva per quella ricerca.

Trovare nuovi interessi non darà mai una soddisfazione piena alle nostre esigenze perciò le cose nuove accresceranno il bisogno di novità. Più cerchiamo di accontentare uno dei nostri sensi e più accresciamo lo stato di bisogno che sente il senso che non viene appagato da nessuna attività. Le esigenze che possono accrescere il godimento dei sensi sono immense, infatti la nostra società ha creato un’immensa industria che crea il divertimento. Ma se la società creasse dei divertimenti che durano e che fossero veramente appaganti tutte quelle industrie fallirebbero.

I taoisti dicono che i nostri organi sono i genitori e che i sensi sono i loro figli, perciò l’armonia familiare è garantita dalla loro concordia. Se si separano finisce ogni armonia e iniziano le discordie, le liti e le assenze. Quando si crede di trovare la pace all’esterno e non dentro di noi si presta un’attenzione maggiore ai desideri del corpo piuttosto che alla pace della mente, dell’anima e dello spirito.

Più si cerca e più cresce il bisogno di ciò che mai avremo, perché quello che cerchiamo è causato dalla insaziabilità del deterioramento interno. La vera felicità, la vera gioia e il vero appagamento nascono solo dalla pace interna. Se volgiamo l’energia verso l’interno non la disperdiamo, ma ricarichiamo l’arricchimento interno con nuove risorse. Se siamo più ricchi interiormente anche gli organi sono più sani e forti, perciò abbiamo equilibrato il corpo, l'anima e lo spirito.

Buona erranza
Sharatan

domenica 16 marzo 2014

La Via per una vita felice



“L’uomo superiore pensa alla via e non al nutrimento.”
(Confucio)

Gli antichi taoisti per più di 5.000 anni hanno studiato la via che conduce a una vita più lunga e felice. Con i loro sforzi svilupparono i metodi dell’Alchimia esterna che comprendono la preparazione della Pillola dell'Immortalità, l'uso di pozioni magiche, di cristalli, di essenze dei cristalli, di aromi profumati, di pietre preziose e di altre cose simili. Come tutti i maestri dell'antichità anche i cinesi facevano un grande uso dei poteri della natura e delle virtù curative dei minerali, dei vegetali, degli animali e delle posizioni astrali.

Ma tutte le pratiche dell’alchimia esterna avevano il limite di dare un aiuto limitato nel tempo e l'inconveniente che gli adepti delle ricerche alchemiche erano dipendenti da sostanze costose e di difficile reperibilità. L’alchimia cinese cercava una fonte di energia illimitata e duratura, perciò tutte le difficoltà che incontrarono li spinsero a cercare verso l'interno. Mentre erano impegnati a scoprire la chiave per controllare le forze vitali fecero molte importanti scoperte sull'interiorità umana, e scoprirono che il mondo interno è vasto e misterioso come quello esterno.

Essi videro che quel mondo ospitava una forza prodigiosa, e capirono che controllando l’interno anche l’esterno migliorava. Videro che gli uomini che controllano il corpo e il loro mondo interiore vivono più armoniosamente con gli altri uomini. Perciò vollero conoscere come avviene il flusso dell’energia che chiamarono "chi" che avevano sentito scorrere nel loro corpo. Videro che quella energia scorre con un moto circolare che chiamarono l’Orbita Microcosmica, perché credevano che l'uomo fosse come un piccolo mondo che è inserito all'interno di un mondo maggiore.

Videro il "chi" salire lungo la linea dorsale e passare nella parte anteriore mettendo in circolo l'essenza distillata di tutte le energie. Essi scoprirono che il flusso delle energie mette in comunicazione i 3 corpi, perché nutre il fisico, l'anima e lo spirito. Questi corpi esistono in tutti gli uomini, perché devono consentire la formazione dell’unico corpo perfetto e immortale che fu l’idea da cui ebbe origine l'alchimia interna. Perciò i maestri taoisti seppero dell’esistenza di un profondo legame tra il mondo esterno e il mondo interno.

Ma la scoperta più geniale che fecero fu che ogni vita che si manifesta in forma umana è determinata, plasmata e influenzata da un gruppo di stelle, pianeti e particelle cosmiche che sono incluse in una configurazione stellare. Infatti scoprirono che le forze cosmiche controllano la vita, la buona o la cattiva sorte, e persino l'inizio e la fine della vita umana. Perciò, a causa di questo legame con il cielo, l'uomo sente la quotidiana necessità di assorbire l'energia delle stelle, dei pianeti e delle particelle cosmiche. Per vedere tutte le relazioni tra gli uomini e le stelle svilupparono una conoscenza molto avanzata dell'astrologia, e questo gli fece scoprire che sull'umanità si riflette l'influsso del Cielo e della Terra che agiscono insieme.

Un altro settore fu lo studio delle vie di scorrimento della forza vitale, da cui appresero che le forze vitali nutrono il sistema nervoso, gli organi, le ghiandole e gli umori, i sensi, l'anima e lo spirito. Ma per capire le energie della vita dovettero dividerle in 3 classificazioni, perciò dissero che la prima forza è la Grande Forza Universale, la Forza Originale o l’Energia del Cielo. Questa forza immensa è la stessa che muove le stelle, i pianeti e le galassie, perciò è la forza che tutto pervade e nutre ed è come una grande madre dell’universo. Questa forza viene attratta verso il singolo essere umano in virtù della relazione unica che esiste tra la Terra e la Luna, in cui il destino dell’uomo è coinvolto.

Impararono che le forze della Terra e della Luna si assommano e producono una potente corrente magnetica che attrae e che riflette sulla Terra tutte le energie irradiate dal cosmo. Perciò immaginarono che l'uomo fosse impresso sulla Terra come un sigillo impresso dalle forze celesti. Tutte queste forze generano e dominano gli uomini, perché esse plasmano uno stampo in cui fondono il singolo uomo. Perciò trovarono la seconda forza, cioè la Forza delle Particelle Cosmiche o l'Energia del Piano Umano.

I taoisti credevano che le Particelle Cosmiche fossero parte della Forza Originaria che si era dispersa nel cosmo. Le Particelle erano il pulviscolo prodotto dalle esplosioni delle stelle che avevano concluso il ciclo vitale, perciò essendo giunte alla maturazione finale erano esplose. Le polveri delle esplosioni vengono attratte dal magnetismo esistente tra Terra e Luna. Perciò restavano imprigionate nel magnete restando sospese nell'atmosfera, finché si condensavano diventando materia.

La carne degli uomini era polvere cosmica caduta sulla Terra, perciò le ceneri nutrono l'essenza degli organi, delle ghiandole e dei sensi umani. Gli uomini sono la più alta manifestazione della condensazione della Forza delle Particelle Cosmiche, perciò con la meditazione si possono raccogliere le forze cosmiche nel corpo per inviarle verso la Forza Originale. La terza forza che conobbero pensando questo fu quella della natura ossia la Forza della Terra che include le piante, le pietre, le erbe, le piante, gli animali, l'acqua, il fuoco e tutta la natura.

Erano degli acuti osservatori della natura che amavano guardare come si comportano le piante e gli alberi per facilitare la loro crescita. Le piante si stendono e allargano per assorbire l'energia necessaria per fiorire. Quando le piante si allungano verso il sole, le stelle e verso le forze cosmiche che sovrastano la terra, lo fanno perché sanno che le energie del cielo sono le migliori per fiorire. Gli animali che mangiano le piante traggono il beneficio delle energie che le piante hanno preso, perciò il nutrimento che esse hanno elaborato aiuta gli animali ad assorbire le energie cosmiche che, da soli, non sono in grado di catturare.

Anche gli uomini mangiano per trarre dai cibi il nutrimento che proviene dalle energie cosmiche. Perciò i cinesi dissero che l'unione delle 3 forze, del Cielo, dell'Uomo e della Terra sintetizzate con l'armonia sono la condizione per vivere bene nel mondo. Chiamarono le energie, i Tre Reggitori delle Forze ossia i Tre Puri, perché le 3 forze erano le stesse che generò dal Grande Vuoto, Wu Chi. I Tre Puri sono tradizionalmente rappresentati come 3 Imperatori che risiedono in 3 Palazzi o 3 Centri del Corpo detti: Tan Tien Superiore, Medio e Inferiore.

I 3 Imperatori governano lo sviluppo dei 3 corpi dell'uomo, perché influenzano il fisico, l'anima e lo spirito e li sente manifestarsi come Ching, Chi e Shen. Originariamente gli uomini sono creati con cellule che si nutrono per il 90% delle energie della luce e delle forze cosmiche, ma poi esse perdono dal 5 al 10% della capacità di consumo e di assorbimento. La riduzione delle capacità naturali è dovuta allo sviluppo che fa disperdere molte energie, nel vivere e quando viviamo un'attività sessuale che non è sana. i vegetali e gli animali non affrontano questi problemi, perché non si distaccano mai dalla beata condizione originaria.

Perciò quelle forme di vita mantengono intatte le loro capacità di consumo e di assorbimento che per l'80% è garantito dalla luce e dalle forze cosmiche. Il residuo delle energie è dato dall'acqua e dai minerali contenuti nel terreno. Anche se non lo sanno, gli uomini ricevono in modo automatico solo l’energia che è strettamente necessaria alla vita.

Nulla di superfluo è mai concesso, perciò se vogliamo accumulare le energie necessarie per lo spirito dobbiamo fare molti sforzi. E il fatto riguarda soprattutto l’influsso della Forza della Terra che impone una polarità energetica Yin e Yang a tutto quello che filtra energie. Perciò il nostro corpo può usare il negativo o il positivo quando capta l’Energia Universale che circola negli organi, nelle ghiandole e nei sensi, e che aiuta lo sviluppo degli organi sessuali e la capacità di riprodursi.

Secondo i maestri cinesi, le cellule del corpo non sono capaci di assorbire, direttamente e totalmente, l'Energia Universale, le Particelle Cosmiche e la Terra. Per questo non ci nutriamo più con il cibo del Cielo e siamo costretti a mangiare i frutti della Terra. I vegetali, gli animale e i minerali sono il nostro cibo, perché essi estraggono ed elaborano al nostro posto. I taoisti furono anche grandi esperti di dietetica, infatti usavano i cibi a fini curativi. Collegarono l’assorbimento e il consumo del cibo al moto della Terra intorno al Sole, e dissero che le stagioni influenzano il cibo che consumiamo e consigliarono cibi diversi a seconda delle stagioni.

Gli alchimisti cinesi idearono la Fusione dei 5 Elementi con cui ritrovarono la Fonte Originale. Trovarono la pratica per governare l'energia interna che diventò un modo veloce e diretto per assorbire e metabolizzare tutti i tipi di cibo. Da questa tecnica ricavarono la riduzione della dipendenza dai cibi terreni. Tutte le cose furono classificate in 5 Elementi, in 5 Fasi o in 5 forze che agiscono sempre mescolate insieme, perché le 5 forze derivano dalle 3 Forze Originarie.

I taoisti credevano che i 5 Elementi fossero 5 stelle immense nate dai Tre Grandi Puri generati dal Grande Vuoto, Wu Chi. Quelle stelle crearono l'universo con bilioni di stelle e crearono le 5 Costellazioni maggiori da cui nacquero i 5 pianeti compresa la Terra. Poi scoprirono che le 5 Costellazioni sono legate ai 5 pianeti, alle 5 stagioni, alle 5 direzioni della Terra e ai 5 principali organi del corpo umano, perciò le chiamarono con 5 nomi diversi per distinguerle meglio.

La Grande Forza dell'Acqua è quella che creò la Costellazione Settentrionale e il pianeta Mercurio. Essa rappresenta il settentrionale e l'inverno, perciò è la liquida forza di reni e vescica ed è la forza che ha la qualità di raccogliersi e comprimersi all'interno. La Grande Forza del Fuoco è quella che creò la Costellazione Meridionale e il pianeta Marte perciò rappresenta il meridione e l'estate. Rappresenta l'ignea forza di cuore e intestino tenue che ha la qualità dell'espansione e dello sviluppo.

La Grande Forza del Legno è quella che creò la Costellazione Orientale e il pianeta Giove, perciò è la direzione orientale e la primavera. Corrisponde alla forza lignea di fegato e cistifellea, perciò la sua energia ha l'azione generativa. La Grande Forza del Metallo è quella che creò la Costellazione Occidentale e il pianeta Venere, perciò è la direzione occidentale e l'autunno. Corrisponde alla forza metallica di polmoni e intestino crasso, perciò la sua energia ha la qualità della contrazione.

La Grande Forza della Terra è quella che creò la Costellazione Centrale e il pianeta Saturno, perciò è il centro nell'asse terrestre e l'estate di San Martino. Corrisponde alla forza terrena di milza, stomaco e pancreas, perciò ha l'energia con l'azione stabilizzante. Gli antichi compresero che l'impasto degli elementi permette la nascita delle cose sia interne che esterne. Perciò capirono che saper fondere ogni tipo di materia che incontriamo può risolvere tutte le disarmonie.

La procedura iniziale della tecnica prevedeva una comprensione preliminare delle dinamiche dell'universo, del pianeta Terra e del corpo umano quando vengono messi in relazione con il resto: e questo fu l'inizio dell’Alchimia interna che si concentra sulle corrispondenze e sulle correlazioni simboliche degli elementi. L'obiettivo finale è ottenere la trasformazione dell’adepto che genera l’individuo completo e armonioso che possiede solo energie di elevata qualità.

Durante il processo alchemico, l'essenza della forza vitale che scorre negli organi, nelle ghiandole e nei sensi è raffinata, condensata e mescolata con la Grande Forza Universale. E l’energia spirituale che si ottiene dopo il raffinamento può attuare la trasformazione che si estenderà apportando dei benefici all'anima, allo spirito e anche al corpo fisico del praticante.

Per ottenere il risultato, gli alchimisti esaminarono principalmente le qualità negative, perché sapevano che i difetti insegnano a trasformare le debolezze in punti di forza. Le debolezze vanno cercate mettendo a fuoco l'azione delle 5 forze ossia studiando le armonie e le disarmonie dei 3 corpi. I taoisti credevano che tutte le azioni dei 5 principi primari andassero valutati vedendo i due cicli naturali. Infatti la natura affronta due diversi momenti, perché c'è il momento del Ciclo Creativo, ma c'è anche il momento del Ciclo di Controllo e Neutralizzazione in cui si equilibra meglio ciò che abbiamo fatto.

Le due fasi sono essenziali alla vita, perché l'attività va sempre bilanciata con una fase di riposo. Tutte le cose si vedono meglio in relazione alla fase in cui si trovano, perciò l'espansione e la recessione danno tante opportunità utili a comprendere. In ogni caso, i pregi e i difetti vanno affrontati per superare meglio le situazioni. La Fusione portò le intuizioni del 1° ciclo di azione che fu quello della neutralizzazione o del controllo delle emozioni negative.

Cercheremo il punto debole non per sottoporre a sforzo la predisposizione al negativo, ma per rinforzare le risorse al positivo che tolgono l'infelicità. Il metodo insegna a vedere la debolezza e la forza con occhi diversi, perché usano delle associazioni che collegano al corpo e all’emozione. Una comprensione maggiore mostra che anche il cosmo affronta le trasformazioni, perciò il corso del tempo può mutare anche l’influenza delle stelle e può mutarle al meglio.

Nulla resta invariato, perciò anche le stelle possono influenzarci in modo diverso. Anche le stelle ostili possono cambiare, perciò guardandole capiremo che una condizione negativa si può limitare preparando le mosse che minimizzano o neutralizzano il colpo. Nella 2° Fase della Fusione approfondiremo la ricerca cosciente di stelle e di pianeti più felici. Così impareremo a usare bene tutti i cicli cosmici, perché li useremo per trovare più forza e per avere le risorse adatte a sanare le debolezze.

Le emozioni negative verranno estratte dagli organi in cui si annidano e sono trasformate in energia neutra. Questo è il processo di "ristabilimento delle condizioni meteorologiche" cioè è la fase iniziale della fusione di tutte le forze del corpo. Avere energia neutra è bene perché si può mescolare a tutto. E sarà mescolata alle emozioni positive facendo in modo che tutto l'energia divenga una forza vitale di qualità elevata.

Se fondiamo le parti migliori diventiamo leghe pure, perché diventiamo esseri di prima qualità. La qualità dei composti è sempre condizionata dai materiali iniziali, ed essi condizionano anche il nucleo che formiamo. Il residuo della fusione diventa una polvere che si sparge lontano dal nucleo. Una pratica ben eseguita porta a cristallizzare una sfera detta "la perla" che brilla come il diamante. Formare la perla è fare il primo gradino dell’ascesa che porta al trasferimento della coscienza in un nuovo mondo, e in un nuovo regno.

Buona Erranza
Sharatan