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mercoledì 11 gennaio 2017

Marracash & Tiziano Ferro - Senza un posto nel mondo




Odio questa città
Sappiamo che la vera vita è altrove
Tu fai progetti ne hai una lista
Poi la vita fa quello che vuole
C'è qualcosa che non va in me
È proprio come fossi due persone
E ognuno odia l'altro suo sé
Ma hanno in comune soltanto il dottore.

Cose noiose ti scoccia che te ne parlo
Vorresti essere a un tavolo con la boccia nel ghiaccio
Tutti che fanno Jersey Shore tutti così estroversi
Poi dove conta più esserci, che divertirsi tanto
Cercando un punto fermo
Qualcosa che sia per sempre
Siamo pieni di tutto però non lasciamo niente
Non sarei così noioso se non mi sentissi così solo
Che ci faccio qui cosa c'entro con loro

Mi chiamano lacrima per ciò che ho insegnato
Mi chiamano fuoco per il vuoto che ho lasciato
Perché amo amo amo
Perché odio odio odio
Perché dedico alla vita solo il meglio di me.

Balliamo intorno alle bugie
Viviamo tra le rovine
Passiamo vite
Sperando il meglio debba ancora avvenire
Insostenibile pesantezza dell'apparire
Materialismo, nel rap ne siamo le cheerleader
Dai dimmi ancora che sono pesante
Quando inizio con ‘sti discorsi che chi se ne sbatte
Da dove vengo è più importante saper incassare che darle
Io preferisco incassare ed andarmene

Mentre certi personaggi
Esseri umani marci
Dio lo preferisco quando fa i paesaggi
Dentro lucide macchine
Queste luci dei palchi
Che fanno splendere me
Ma mettono in ombra gli altri
Asseconda i tuoi amici vedi dove ti porta
Io già vedo che fingi che ti accontenti per forza
Non sarei così noioso se non mi sentissi così solo
Che ci faccio qui cosa c'entro con loro

Mi chiamano lacrima per ciò che ho insegnato
Mi chiamano fuoco per il vuoto che ho lasciato
Perché amo amo amo
Perché odio odio odio
Perché dedico alla vita solo il meglio di me

Non c'è vita dopo la morte
Ma a volte nemmeno prima
Fortuna che c'ho ancora l'ironia, Mina
Cos'è questa noia guardaci siamo tristi
Tu che fai una foto che testimonia che esisti
Questo Range Sport ci pesa più stare in fila
Tu sull' iPhone china presa da chi c'è in linea
E la vista mi sembra nuova ora che sono in cima
Ora che non si muore più di fame ma d'invidia e provi
la convivenza, la convenienza

Però si inizia sempre con e si finisce senza
Restare grigio in auto qui o una nuova partenza
Ho avuto già due vite ora ne inizio una terza
Sono stanco di parlare di com'è, di com'è con te
Vorrei parlare di come potrebbe essere
Non essere noioso, non sentirmi più solo
Stare bene così senza un posto nel mondo

Mi chiamano lacrima per ciò che ho insegnato
Mi chiamano fuoco per il vuoto che ho lasciato
Perché io amo amo amo
Perché io odio odio odio
Perché dedico alla vita solo il meglio di me, il meglio di me
'Cause I love you, love you, love you
And I hate you, hate you, hate you
And you always, always, always have the best of me.

(Scritta da Marracash &Tiziano Ferro)

sabato 5 marzo 2016

Assalti frontali - Profondo rosso - Lampedusa lo sa




Benvenuti i rifugiati,
Benvenuti gli immigrati,
Benvenuti!

Benvenuti gli immigrati,
Benvenuti i rifugiati,
Benvenuti!

Andiamo a Lampedusa

La la Lampedusa lo sa
Oh, Lampedusa lo sa
La la Lampedusa lo sa
Oh, Lampedusa lo sa
Qual è la sua verità
Qual è la sua dignità

Porta della vita, porta dell'Europa
Lampedusa ad aprile era vuota, solitaria e remota
Noi sull'isola in cento
Come un unico gruppo cantavamo nel vento
La libertà è tutto

E non si deve sapere, non si può raccontare
La dignità è in cammino e oggi viene dal mare
C'è stato un naufragio nel viaggio
Ma non lo diresti
Ci sono gli extracomunitari
E gli extraterrestri

C'era il sole e i gabbiani, c'erano i pescecani
C'eravamo anche noi, migranti e lampedusani
Stessa felpa nera col cappuccio a salutare
Una sorella che era una pantera nera del suo cruccio
23 aprile su quel pontile, da poco ripartito il mercantile
Pinar
Ora so, a Lampedusa è crudele il destino
Qui è un mare bellissimo, ma anche un mare assassino

Ma quanta umanità tra le onde del mar
Oh, Lampedusa lo sa
Quanta verità dalla nave Pinar
Oh, Lampedusa lo sa
Quanta dignità, Lampedusa lo sa
Che frega un cazzo agli italiani da qua

La la Lampedusa lo sa
Oh, Lampedusa lo sa
La la Lampedusa lo sa
Oh, Lampedusa lo sa
Qual è la sua verità
Qual è la sua dignità

Lampedusa lo sa, si spezza il pane non si lascia annegare,
non si lascia una barca quattro giorni in mezzo al mare,
bloccata lì da una corvetta militare
tredici soldati italianissimi ma senza un cuore per parlare
mentre tutti e tredici i marinai
si lanciavano in soccorso e hanno avuto dietro solo guai,
gettato le scialuppe davanti a onde altissime

la nave Lavinia gli puntava contro un missile
bloccava tutti i porti, tutti gli imbocchi
per respingerli in Libia con la paura negli occhi,
Lampedusa lo sa, non è un reato migrare
stasera sarà un ponte non una barriera esemplare,
migrano balene e gli uccelli migratori,
migrano gli esseri umani e io non calmo i miei bollori,
saliti a bordo, saliti nell'inferno,
il più assassino di tutti è senza dubbio il governo!

Ma quanta umanità tra le onde del mar
Oh, Lampedusa lo sa
Quanta verità dalla nave Pinar
Oh, Lampedusa lo sa
Quanta dignità, Lampedusa lo sa
che frega un cazzo agli italiani da qua

La, la, Lampedusa lo sa
Oh, Lampedusa lo sa
La, la, Lampedusa lo sa
Oh, Lampedusa lo sa
qual'è la sua verità
qual'è la sua dignità.

Le nostre braccia aperte come finestre,
questa canzone la dedichiamo ad Ester,
a un funerale pieno di Digos
ma anche di fratelli con cui condivido il grido
perché questo è un mondo assurdo,
senti sulle coste l'onda d'urto.
Puoi capire che mi ci catapulto
e mi suona nella testa come un antifurto,
quante volte questa porta è stata chiusa
e quante tombe senza nome a Lampedusa
quante volte questa porta è stata chiusa
e quante tombe senza nome a Lampedusa

Benvenuti i rifugiati,
Benvenuti gli immigrati,
Benvenuti !

Benvenuti gli immigrati,
Benvenuti i rifugiati,
Benvenuti!

Tous les jours qui passent les familles ont de l'espoir
de voir un jour leur rêves se faire réels,
mais personne ne les informe de cette tragédie noire
Que tous les jours il y a des morts dans le désert,
hé mais pas de dignité ni de sensibilité
derrière ceux qu'on a fait murer
Lampedusa le sait
l'occident le sait
La Libye le sait,
Andiamo a Lampedusa

Lampedusa le sait
Lampedusa le sait
l'occident le sait,
la Libye le sait.
Et tout le monde le sait
Oh Lampedusa lo sa
Qual è la sua dignità...

domenica 28 febbraio 2016

Assalti Frontali - Spugne




Le spugne galleggiano un po’,
assorbono assorbono
ma tutto ciò che assorbe
affonda e io affonderò

Prendo un po’ di calma,
voglio stare a galla
come quella volta
alla porta di Ramallah
ho chiuso gli occhi,

ho aperto il mio cuore
perché ogni giorno
qualche cosa nasce
e qualche cosa muore,
e porto con me
il dolore che viene da lontano,
lontano è un richiamo

Le spugne galleggiano un po’
assorbono assorbono
ma tutto ciò che assorbe
affonda ed io affonderò

prendo un po’ di calma,
voglio stare a galla
come quella volta
alla porta di Ramallah
ho chiuso gli occhi,

ho aperto il mio cuore
perché ogni giorno
qualche cosa nasce
e qualche cosa muore,
e porto con me
il dolore che viene da lontano,

lontano è un richiamo.
io tornavo a casa già distrutto,
ripensavo a tutto
canticchiavo il brutto il bello
e il bello e il brutto

elaboravo in lutto
di quello che ora è andato
e quello che ho perduto,
perché non siamo niente

 io sono un sopravvissuto
ma il cuore va il cervello va
vanno i nervi e i muscoli
siamo cosi forti,
fragili e minuscoli

e non importa se avrò vinto o perso
io sono diverso, accendo il fuoco
ho visto loco anche se scherzo
e qualcosa dentro è morto,
e prende lo sconforto,

il sogno è già finito ed era cosi corto,
dove volevo andare? cose volevo fare?
dovevo perderlo il mio sguardo
e poi dimenticare,

ma resto ancora qui,
tra l'esplosione e il fumo
se non la faccio io 'sta strada
non la fa nessuno,

un pezzettino vero
delle mie poesie in questa città
ci manca molta fantasia
per sopportare la realtà


Le spugne galleggiano un po’
assorbono assorbono
ma tutto ciò che assorbe
affonda ed io affonderò

prendo un po’ di calma,
voglio stare a galla
come quella volta
alla porta di Ramallah
ho chiuso gli occhi,

ho aperto il mio cuore
perché ogni giorno
qualche cosa nasce
e qualche cosa muore,
e porto con me
il dolore che viene da lontano,
lontano è un richiamo.

Ora Assalti che dice che dice?
e Militant-A che dice?
io senza lotta non so essere felice
e a Roma che si dice? (che si dice)
la vita che dice?
Ho un segno in faccia
che non è una ruga è una cicatrice,

e credo ancora credo
sempre credo a tutto,
come un neonato,
qualcosa è morto ma qualcosa è anche nato,

e torno a casa nel macello
canticchiando il bello il brutto
il brutto e il bello dentro al mio cervello,
accarezzando un coltello
che ho sempre in mezzo ai denti,
non lo cambiamo il mondo
lo lasciamo tutto come ai mezzi eventi,
tra palazzine affari
e luci delle insegne, chi vedo?

Vedo i miei, le persone degne
e lascio i dubbi filosofici
ho la mia disciplina
faccio i miei gesti meccanici
parlo con la rima con una voce
dentro dagli abissi del vento,
qualcuno da laggiù mi ha lasciato un testamento

E resto ancora qui,
tra l'esplosione e il fumo
se non la faccio io
‘sta strada non la fa nessuno,
un pezzettino vero
della mia poesia in questa città
ci manca molta fantasia
per sopportare la realtà

Le spugne galleggiano un po’
assorbono assorbono
ma tutto ciò che assorbe
affonda ed io affonderò

prendo un po’ di calma,
voglio stare a galla
come quella volta
alla porta di Ramallah
ho chiuso gli occhi,

ho aperto il mio cuore
perché ogni giorno
qualche cosa nasce
e qualche cosa muore,
e porto con me
il dolore che viene da lontano,
lontano è un richiamo.


mercoledì 11 marzo 2015

Io se fossi Dio




Io se fossi Dio
(e io potrei anche esserlo, sennò non vedo chi!)
Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente:
non sarei mica un dilettante!
Sarei sempre presente.
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o, meglio ancora, a criticare, appunto...
cosa fa la gente.

Per esempio il piccolo borghese, com'è noioso!
Non commette mai peccati grossi!
Non è mai intensamente peccaminoso!
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sweda
lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.

Per questo io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.

Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero e molto distaccato
come dovreste essere voi!

Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare:
avrei fatto un uomo migliore.
Sì vabbe', lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!

Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio
e sull'amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po' meglio!
Infatti non è mica normale che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c'ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna!
Che viene da dire:
Ma dopo come fa a essere così carogna?

Io se fossi Dio
non sarei ridotto come voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante!
Purtroppo l'occasione di morire simpaticamente
non capita sempre
e anche l'avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.

Io se fossi Dio
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l'Asia e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri, gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Finora abbiamo scherzato,
ma va a finire che uno prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio
tira fuori tutto quello che gli sembra giusto.

E a te ragazza che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese è solo un po' coglione,
che quell'uomo è proprio un delinquente, un mascalzone,
un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia...

Io come Dio inventato, come Dio fittizio,
prendo coraggio e sparo il mio giudizio
e dico: Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo, cara figlia!
così per i giornali diventa un bravo padre di famiglia.

Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti e specialmente... tutti.
Che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti, avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete:
avete ancora la libertà di pensare,
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare.

Immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento!
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti!
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano!

Sì vabbe', lo ammetto:
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia...
ma io se fossi Dio
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!

Ma io non sono ancora del regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente:
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le palle,
perché la politica è schifosa e fa male alla pelle!
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forze, ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo...
E tutti quelli che fanno questo gioco
c'hanno certe facce che a vederle fanno schifo,
che siano untuosi democristiani
o grigi compagni del piccì.
Sono nati proprio brutti o, per lo meno, tutti
finiscono così.

Io se fossi Dio,
dall'alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare a Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione;
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra... o non lo vuole.

Compagno radicale,
la parola "compagno" non so chi te l'ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata.
Compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
e dall'altra si riempiono le galere
di gente che non c'entra un cazzo...

Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili e di idiozia
che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov'è che i cani devono pisciare!

Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi!
Compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro!...
Compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti!
Fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe per il Giudizio universale!
Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale:
perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti, i giovani drogati
e per le bombe.
Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.

Io come Dio, non è che non ne ho voglia.
Io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili!
Ma come uomo, come sono e fui,
ho parlato di noi, comuni mortali:
quegli altri non li capisco, mi spavento,
non mi sembrano uguali.

Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere.
Di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l'immagine del grande smarrimento.

Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

Ecco la differenza che c'è tra noi e "gli innominabili":
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento.
Ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.

Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politici
sarei severo come all'inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politicante qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l'unico statista!

Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!

Ma in fondo tutto questo è stupido perché, logicamente...
io se fossi Dio,
la terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi in questo scontro quotidiano.

Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta e neanche di perdono
perché la lontananza è l'unica vendetta
è l'unico perdono!

E allora va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io...

(Giorgio Gaber & Sandro Luporini)