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martedì 27 gennaio 2009

Il risveglio dello sciamano



Le esperienze sciamaniche come i risvegli spirituali, sono spesso preannunciate da intense esperienze interiori, da chiamate costituite da malattie gravi, da esperienze di pre-morte, da periodi di quasi insanità o da sogni di grandi figure spirituali. I nostri problemi più grossi sembrano essere designati per interrompere la nostra vita e risvegliarci alla nostra capacità completa, allo spirito del guerriero e alla morte, per porre fine alla nostra precedente personalità e per trovare la via del cuore.

Secondo Don Juan, lo spirito determina il modo in cui ci identifichiamo, cioè se resteremo una persona media, se diventeremo visionari o se diventeremo guerrieri capaci di sentire e di seguire i segnali ed il potere della terra.
Le abilità sciamaniche iniziano quando si inizia a credere alla realtà dello spirito: in quel momento si trasforma qualcosa e sviluppiamo un’attenzione profonda, una concentrazione sugli eventi che è senza dubbio eccezionale e che gli sciamani chiamano l'attività del corpo che sogna. Questo strumento sciamanico di base è l’attenzione al processo del sognare che sposta l’attenzione alla nostra vita interiore e che attiva la trasformazione personale.

Ma questo non dipende dalla volontà, perché si può lavorare per rendere la nostra vita interiore più ricca ed intensa, ma il sapere usare con successo la propria attenzione è una benedizione che non ha nulla a che vedere con la volontà: è un talento personale.
I maestri interiori ed esteriori possono spingere e pungolare come vogliono, ma è necessaria la scelta dello spirito per cambiare i propri nessi con la realtà. Questi nessi sono quelli che costituiscono le nostre certezze e sono:

• il modo in cui ci identifichiamo
• il modo in cui facciamo comunicare le nostre varie parti
• il modo con cui ci comportiamo
• il nostro senso della realtà

Se tutti hanno delle doti sciamaniche ed intuitive, non tutti sono in grado di usare tali capacità a loro comando, perché l’abilità sciamanica è un talento di cui non si può disporre a proprio volere. Secondo gli aborigeni australiani, le abilità sciamaniche appartengono alla gente e al mondo, infatti “sogniamo come individui solo perché sogniamo tutti insieme.”
Così la sciamana guarisce senza identificarsi come guaritrice, come il maestro di arti marziali lotta senza farsi coinvolgere emotivamente nel combattimento.

L’idea di base è che l’identità sia un processo momentaneo ed il modo con cui ci si identifica, sia un processo dinamico che cambia continuamente. Il lavoro sciamanico consiste, non tanto nel fare cambiare ulteriormente l’ego, bensì nello sviluppare una consapevolezza del cambiamento.
Lo scopo a cui tende un guerriero sciamano è sviluppare la seconda attenzione perché ciò porta a vivere il corpo che sogna e a trovare un sentiero del cuore. I guaritori ed i ricercatori spirituali usano molti nomi per sperimentare un senso di benessere ma gli sciamani usano il termine corpo che sogna per indicare un senso di potere. La cadute al mondo e le ascese ai cieli sono compiute vivendo nel corpo che sogna, e costituiscono le forme più arcaiche di spiritualità.

Imparare la percezione sciamanica della realtà significa lavorare su due livelli di attenzione, infatti gli sciamani devono vivere sia la loro vita quotidiana, che don Juan chiama la “prima attenzione” ma anche a tutti gli aspetti insoliti che si celano dietro gli aspetti ordinari di coscienza, cioè ad una “seconda attenzione” che percepisce il sogno, o meglio i sogni che le persone vivono.
Quindi la prima attenzione è necessaria per vivere nel mondo in cui si deve apparire, mentre la seconda attenzione si focalizza sulle cose che comunemente si trascurano, sulle esperienze interiori, su cose soggettive, su cose apparentemente irrazionali. E’ la seconda attenzione che apre la porta al mondo del sogno, alle coincidenze, agli incidenti ed ai lapsus che avvengono durante il giorno.

Il compito dei guerrieri sciamani è di seguire, sentire ed analizzare queste sensazioni e di girovagare lungo sentieri simili a quelli dei sogni notturni; per questo prima di essere guerrieri è necessario diventare cacciatori, cioè essere capaci di capire, seguire ed analizzare le tracce e le impronte del tempo del sogno nel nostro mondo.
Un cacciatore è colui che capisce la realtà e che nota quando dei processi inusuali stanno per accadere, ma il processo di individuazione e di consapevolezza crea il guerriero. In quanto guerrieri si può usare la seconda attenzione, si può uscire dal tempo e uscire dalla ruota della vita e della morte: il passo successivo è l’insegnamento della via del cuore.

Dopo essere divenuti guerrieri sciamani, saranno i segnali ed i fenomeni secondari che ci accadranno continuamente e che si manifesteranno sotto forma di incidenti, lapsus e sincronicità. Tutti questi elementi si manifesteranno senza che ci sia l’apporto della volontà personale e le persone noteranno le nostre trasformazioni perché saremo divenuti strani, impossibili, incomprensibili o stravaganti agli occhi degli altri.

Le sciamane si specializzano nella guarigione quando sviluppano la seconda attenzione per guarire ed aiutare gli altri, oppure diventano sciamane guerriere che sviluppano abilità per l’autoconoscenza e per lavorare su sè stesse, e che così cercano la chiave del potere e della liberazione: vi sono quindi sciamane guaritrici e sciamane guerriere.

Questi poteri di medicina o di visione parapsicologiche, sono considerati però di secondaria importanza nelle tradizioni guerriere poiché tali tradizioni considerano primario lo sviluppo di un individuo visionario, etereo e flessibile, il cui scopo è abbracciare un sentiero spirituale: i nativi americani chiamano questo lavoro il “sentiero rosso.”
Buona erranza
Sharatan

sabato 17 gennaio 2009

Lo sciamano è un viaggiatore cosmico


I segreti sono soltanto cose nascoste alla vista superficiale, ma si rivelano chiaramente quando l’Umano inizia a cercarle, e allora cosa insegna l’iniziazione sciamanica? Quali utili messaggi ci rivela e quali strade ci indica?

Nelle iniziazioni sciamaniche, il simbolismo del Viaggio nel Mondo Inferiore è la trasposizione della ricerca interiore, della discesa fino al nucleo più profondo ed autentico di noi stessi. Sembrerebbe un duro viaggio, compiuto in territori insidiosi, luoghi inferi ed oscuri, in cui combattere contro le forze nemiche delle magie avversarie, i luoghi in cui affrontare una cruenta battaglia contro le nostre paure più profonde.

Sono i luoghi dell’irreversibilità iniziatica, luoghi da cui non si potrebbe non ritornare indietro, luoghi in cui si deve morire, sia pure simbolicamente, e luoghi da cui si ritorna come in una rinascita alla vita. Ma l’immersione in noi stessi ci terrorizza, come un salto nell’abisso dell’essere, al cui bordo ci affacciamo, terrorizzati dalla vertigine della profondità.

Il salto si compie verso un fondo abissale, come diceva Heidegger, perché è un salto connesso all’origine, allo sconosciuto fondamento di noi stessi, ma è anche un salto in avanti, verso le potenzialità a-venire dell’essere consapevole. Questa è la grande verità della resistenza a compiere il salto, del rifiuto della discesa al centro dell’essere: è avere il coraggio di essere disponibili ad una condizione incerta di ”…non più.. ma non ancora…”

Il taoismo esprime con l’espressione poetica “Egli è lo stesso di prima, ma diverso” il cambiamento avvenuto in colui che ha affrontato il viaggio verso l’ignoto, ed è un’espressione di straordinaria bellezza, che esprime perfettamente le sensazioni di coloro che hanno avuto “impatti spirituali” di grande profondità.

Ma qui il salto è fatto, mentre invece non si può negare il forte disagio di dover pensare ad un “essere” sospeso tra passato e futuro, padrone ed artefice del solo presente, ed estraneo alle categorie di tempo lineare ed ordinato, in “...quell’ Aperto in cui esso stesso trema” dice Heidegger, nella “fondazione dell’Essere da parte dell’uomo,” in una nuova esperienza che ha come prima conseguenza, un profondo cambiamento dell’essenza dell’uomo. In questo senso è un vero “catastrofico” andare verso il fondo, un tramontare che è anche preludio dell’alba di un nuovo mondo. Per rifondare questo nuovo essere, per rifondarsi al nostro vero essere, è necessario un salto nell’abisso senza fondo.

E l’essenza interna, cioè le qualità e le caratteristiche del nostro essere, hanno bisogno di potenti energie vitali per venire alla luce; queste potenti energie sono fornite da uno specifico animale-totem, ed è interessante notare come, ad alcuni sciamani, giunge un animale-totem che è di opposte qualità alle sue caratteristiche, con una sorta di conciliazione degli opposti. Per l’antropologia, il totem è un'entità naturale o soprannaturale, che ha un significato simbolico particolare per un’individuo, un clan o una tribù, e al quale ci si sente legati per tutta la vita: il termine deriva dalla parola ototeman, usata dai nativi americani Ojibway, cioè “ciò che ci è familiare.”

Si usava “evocare” dentro di sé il Totem di un animale, al fine di incorporarne le sue caratteristiche salienti e tipiche.
L’animale-totem è collegato al tipo di energia e di livello energetico a cui si è assonanti, è un potere rivelato in forma istintiva e spontanea. L’animale che giunge, è richiamato dall’evocazione della canzone di potere dello sciamano: la forma animale totemica è riconosciuta e viene abbracciata dallo sciamano, come espressione di una risonanza interiore con l’animale che è accorso, richiamato e fascinato dalla musica sciamanica. Potenza della magia evocatoria, che è in grado di magnetizzare solo ciò che ci assomiglia intimamente!

L’origine mistica della musica, viene spiegata dall’ebraismo cabalista, che considera il canto come lo strumento principe della comunicazione interiore. I maestri della Cabalà, osservano che la prima parola della Torah, “bereshit,” in principio, contiene uno straordinario anagramma: “taev shir” voluttà di un canto. Perciò il mondo è stato creato per la voluttà di un canto, ed anche l’ultima parola del Pentateuco, “israel”, contiene un ulteriore potente anagramma: “shir el” cioè canto a Dio.

Anche nella tradizione dello yoga, si afferma che Om sia il suono puro da ascoltare e contemplare, con lo scopo di rimuovere l’attenzione dalle condizioni esterne e risvegliarsi alla conoscenza del Sé.
Lo Yoga Sutra di Patanjali recita: “La prova dell’aspetto espressivo della Realtà suprema è Om. La meditazione su Om culmina nella conoscenza del suo significato e nella realizzazione del Sé. ” (1:27,28)
Negli yoga Sutra si usa la parola sanscrita “ishwara” per indicare l'espressione della Coscienza Suprema che governa o regola i processi cosmici,di cui la vibrazione Om è la caratteristica evidente.

Con la concentrazione sul suono è possibile stabilizzare la mente ed entrare in una dimensione di quiete, ed i suoni hanno anche un aspetto terapeutico nella medicina tradizionale cinese e nella pratica taoista qi gong - che è l’antica tecnica per coltivare e sviluppare l'energia vitale - in cui i suoni a differente intensità, sono utilizzati per influenzare il funzionamento dei vari organi umani.

Lo sciamano, fin dal momento dell’iniziazione è attore musicante attivo, padrone del proprio ingresso in trance e non dipendente da altri partecipanti che suonano o cantano per lui. La musica dello sciamano si prefigge, portata al massimo delle sue manifestazioni, di “trasformare” il mondo, di modificare il corso naturale delle cose; da qui l’aspetto magico che si “incarna” nel suono incantatorio della sua musica.

Una delle etimologie proposte per il termine sciamano deriva dalla radice tungusa “Sa” che significa appunto "conoscere". Il viaggio estatico è una tecnica di comunicazione fra i diversi sistemi dell'ordinamento del cosmo, ed il rituale estatico è un processo di reintegrazione all'interno di un ordine più vasto. Quindi l'estasi è una forma di conoscenza e gli sciamani sono “persone di conoscenza.”

Tramite l'estasi, lo sciamano viaggia fra i diversi sistemi della struttura dell'universo e così può integrare l’ordine all'interno del sistema individuale sociale, per assimilazione osmotica dal più vasto ordine cosmico: è un viaggiatore dei due mondi. Lo sciamano non compie alcun salto verso un fondo abissale, lo sciamano è un viaggiatore cosmico.

Buona erranza
Sharatan