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lunedì 21 novembre 2016

Come funamboli…



“La mia casa mi dice: «Non lasciarmi,
perché è qui che dimora il tuo passato.»
E la strada mi dice: «Alzati e seguimi,
giacché io sono il tuo futuro.»
E io dico alla casa e alla strada:
«Non ho passato e non ho neppure futuro.
Se resto qui, vi è un andar nel mio restare fermo;
se vado, resto fermo anche andando.
Solo amore e morte trasmutano ogni cosa.»
(Kahlil Gibran)

Più sei attaccato al passato, o più hai investito nei risultati futuri, più ti sarà difficile accettare “ciò che è” e lavorare con questo. Quello che è accaduto in passato ti può influenzare nei confronti del presente. Può impedirti di aprirti pienamente al presente. Per esempio, se in passato sei stato ferito da qualcuno, potresti aver paura di entrare di nuovo in una relazione.

Alcune cose appartengono al futuro, non al presente. Per esempio, potresti avere in mente di sposarti in futuro. Ma se vedi la tua relazione attuale solo come un potenziale matrimonio, potresti non lasciarle l’opportunità di svilupparsi in modo naturale. La verità è che non sai bene cosa accadrà in futuro. Potresti avere una sensazione generale riguardo al futuro basata su quello che sta avvenendo nel presente.

Potresti sapere quale sarà il passo successivo, ma ora come ora non puoi saperne di più. Per essere nel presente hai bisogno di rimanere centrato in quello che sai, accantonando passato e futuro. Se continui a ritornare al passato, o cerchi di pianificare il futuro, ti troverai indietro o avanti rispetto a te stesso. Seminerai semi di conflitto dentro e fuori.

Quindi questa è un’azione equilibratrice. Devi camminare sulla fune tesa tra passato e futuro. Non puoi aspettarti di camminare senza inclinarti da un lato o dall’altro. Ma quando lo fai, devi controbilanciarti, in modo da poter ritornare al centro. Centrarsi significa essere presente, significa stare con ciò che si sa e lasciar perdere quello che non si sa.

Non sai che il passato ripeterà se stesso. Non sai che l’esperienza presente si estenderà nel futuro. Le cose potrebbero cambiare o rimanere uguali. Vecchie strutture potrebbero di dissolversi o riapparire; non sai nulla di queste cose. Sai solo come ti senti riguardo a ciò che sta avvenendo ora.

Se riesci a rimanere qui e ora, allora puoi essere onesto con te stesso e con gli altri riguardo la tua esperienza. Puoi dire su cosa puoi prenderti un impegno e su cosa no. In futuro le cose potrebbero cambiare, ma non puoi vivere adesso nella speranza che cambieranno. Devi essere dove sei, non dove vorresti essere. È un lavoro difficile.

Il passato ti dice: «Non aprirti. Fa troppa paura. Non ti ricordi cosa è successo quando…?» e il futuro dice: «Ci stai mettendo troppo. Perché non fai un bel salto e lo fai?». Il passato cerca di trattenerti e il futuro di spingerti, un dilemma interessante, non credi? La verità è che devi ascoltare le due voci e rassicurarle del fatto che le hai sentite. Poi puoi ritrovare l’equilibrio e ritornare al centro.

E solo dopo puoi trovare il ritmo giusto per te, qui e ora. È esattamente questo che deve fare un funambolo. Non può preoccuparsi di aver perso l’equilibrio in passato. Non può sognare di fare una prestazione perfetta in futuro. Deve concentrarsi su quello che succede adesso. Deve mettere un piede davanti all’altro, e ogni passo è un atto di equilibrio, ogni passo è un atto spirituale. (Paul Ferrini, Io sono la porta, Macro ed.)

martedì 4 ottobre 2016

Il paradiso è ora!



“Una sola idea falsa può condurre
alla disperazione la mente che la pensa.
Ma una sola idea vera restaura il regno.”
(Paul Ferrini)

“Tu perdoni non per guadagnarti la salvezza futura, ma per farne l’esperienza qui e ora. Tutta la tua spiritualità viene vissuta solo in questo momento. Non ha nulla a che vedere con qualcosa che hai pensato o che hai sentito in passato. Accade proprio ora, nelle circostanze che ti trovi davanti. Se riuscissi a vivere fuori dal tempo per un singolo istante, comprenderesti cos’è la salvezza.

In quel momento fuori dal tempo nulla che hai detto o fatto ha più alcun significato. In quel momento non c’è nulla da possedere: né passato, né futuro, né identità. C’è solo il momento, puro essere, il momento che vivi sempre senza saperlo. Immagina: sei già in paradiso, ma non lo sai. Sei in paradiso, ma il paradiso non è per te accettabile. 

Il paradiso non nutre l’ego, i tuoi schemi, i tuoi sogni. Il paradiso non ti sostiene nella tua ricerca del potere, nei conflitti, nelle lezioni che ricevi e neppure nel processo di perdono. Il paradiso non nutre il tuo dramma personale di delitto e castigo, peccato e salvezza. In paradiso non c’è nulla fa correggere. Ricordalo, e sei nel Regno dei cieli. 

È solo quando trovi difetti nella situazione che ti si presenta nel momento che fai l’esperienza di oscurità e penuria. Quando vedi la situazione e provi gratitudine, conosci solo la beatitudine. Non cercare di uscire dal buio. Non cercare di entrare nella beatitudine. Rimani dove sei, disposto ad amare e accettare quello che c’è. La felicità accade solo nel presente. Se ti chiedi se sarai felice domani, o anche tra cinque minuti, non potrai essere felice adesso. 

I tuoi piani e i tuoi sogni ti allontanano dalla felicità attuale. Fai un bel respiro e ritorna al tuo cuore. Il caos e la confusione nella tua mente possono essere superati attraverso la semplice decisione di essere totalmente presente e attento proprio ora. Questa è la miracolosa verità. Pensi forse che da qualche parte, lungo la linea, si sia rotto qualcosa e che ti manchi qualche parte. Invece non hai parti mancanti o rotte. Se presente qui e ora nella tua completezza.” (Paul Ferrini)

martedì 5 gennaio 2016

Pensare pensieri amorevoli



“È importante che tu osservi i tuoi stati mentali negativi per poterli riconoscere. Ognuno deve imparare a vedere come crea la sua sofferenza personale mantenendo un atteggiamento negativo nei confronti degli eventi e delle circostanze della vita. Se non riesci a vedere come fai, lo farai inconsciamente. E così non capirai perché la tua vita è difficile. Attribuirai agli altri la colpa dei tuoi problemi: ai genitori, al tuo partner, ai tuoi figli, al tuo principale, magari persino a Dio.

Ti chiedo di prenderti la responsabilità non solo delle tue azioni, ma anche dei tuoi pensieri di creare stati emotivi negativi, da cui derivano le azioni considerate malvagie. Guarda come il pensiero: “Nessuno mi ama” porta allo stato di sentirsi non amabile, sconnesso, invidioso degli altri nelle cui vite sembra esserci amore. Guarda come il pensiero e lo stato emotivo che da esso deriva produce delle azioni ostili che allontanano gli altri. Il pensiero “Nessuno mi ama” diventa una profezia che si auto-realizza.

Pensando questo pensiero, sentendosi non amato e agendo con ostilità nei confronti degli altri ti separi proprio dall’amore che vorresti. La prossima volta che il pensiero “Nessuno mi ama” si presenta alla tua mente, ti prego di prenderne coscienza. Se senti che stai diventando depresso, ti prego di prenderne coscienza. Se le tue parole o le tue azioni mirano a separarti dagli altri, ti prego di prenderne coscienza. Non giudicarti e non cercare di cambiare nulla.

Limitati a portare la tua consapevolezza all’intero ciclo drammatico di pensiero in azione. Prendi coscienza di come i tuoi stati emotivi negativi creano sofferenza nella tua vita. Osserva come la tua negatività diventa una profezia auto-realizzante. Ogni volta che riesci a separarti dagli altri, convalidi la tua convinzione che nessuno ti ami. Ma, in verità, questa esperienza è una tua creazione personale. La verità è che tu non ti senti amato.

Mentre osservi lo svolgersi del tuo dramma, ti diventa più facile assumertene la responsabilità. Comincerai allora a dirti la verità. Quando il pensiero “Nessuno mi ama” si affaccerà alla tua mente, lo riconoscerai e lo riformulerai in modo più veritiero e responsabile: “Vedo che, in questo momento, non mi sento amato”. Invece di tentare di attribuire agli “altri” la responsabilità del tuo non sentirti amato, te la assumerai pienamente.

Questo semplice spostamento della responsabilità dei tuoi stati emotivi negativi dagli “altri” a te stesso è l’inizio della guarigione e della correzione. Quando sai di non sentirti amato, ti chiedi naturalmente: “Come posso sentirmi amato ora?” Ciò di cui ti renderai conto esaminando questa importante domanda è che l’unico modo in cui puoi “sentirti” amato è quello di “pensare” un pensiero d’amore. I pensieri d’amore portano allo stato emotivo di sentirsi amati.

E da questo stato emotivo positivo scaturiscono azioni che ti connettono agli altri. Ora, non importa se questo pensiero d’amore riguarda te o qualcun altro. Ogni pensiero amorevole andrà bene. L’amore è completamente altruista e non selettivo. Puoi amare chi vuoi. Quando offri amore ad un’altra persona lo stai offrendo anche a te. Quando nella tua psiche sorgono il dubbio e la paura, puoi decidere se nutrirli o meno.

Se li nutri, finirai per credere che la responsabilità della tua infelicità sia qualcun altro e sentirai di non essere in grado di cambiarla. Se non nutri i pensieri negativi quando ti si presentano, continuerai a ricordarti che sei responsabile di ogni cosa che pensi, senti e provi. Se vuoi un’esperienza diversa, devi scegliere un pensiero diverso. Devi sostituire un pensiero d’amore ad uno di paura.

Il motivo per cui cerchi sempre amore dagli altri è che non ti rendi conto che l’amore proviene solo dalla tua coscienza. Non ha niente a che fare con nessun altro. L’amore viene dalla tua disponibilità a pensare pensieri amorevoli, a provare sentimenti d’amore e ad agire in modo fiducioso e ispirato dall’amore. Se sarai disponibile a fare questo, la tua coppa traboccherà. Avrai costantemente l’amore di cui hai bisogno e proverai piacere nell’offrirlo agli altri.

L’origine dell’amore è nel tuo cuore. Non aspettarti che siano gli altri a procurarti l’amore di cui hai bisogno. Non prendertela con gli altri se ti negano il loro amore. Tu non hai bisogno del loro amore. Tu hai bisogno del tuo amore. L’amore è l’unico dono che ti puoi fare. Donatelo, e l’universo risuonerà con un grande “Sì!” Negatelo, e continuerai a giocare a nascondino “cercando l’amore in tutti i posti sbagliati.” C’è un solo posto dove puoi cercare l’amore e trovarlo. Nessuno che l’abbia cercato lì è rimasto deluso.” (Paul Ferrini, Il miracolo dell’amore, Macro ed.)

domenica 23 agosto 2015

La sorgente



“Il motivo che ti spinge a cercare l’amore negli altri è la tua incapacità di vedere che l’amore proviene solo dalla tua consapevolezza. Non ha nulla a che vedere con un’altra persona. L’amore arriva con la tua disponibilità a pensare pensieri amorevoli, a vivere emozioni amorevoli, ad agire con fiducia, ispirato dall’amore.

Se sei disposto a vivere così, la tua coppa traboccherà. Avrai sempre tutto l’amore di cui hai bisogno, e proverai gioia nel condividerlo con gli altri. La sorgente dell’amore è nel tuo cuore. Non aspettarti dagli altri l’amore di cui hai bisogno. Non accusare gli altri di non darti amore. Tu non hai bisogno del loro amore. Hai bisogno del tuo. L’amore è l’unico dono che puoi dare a te stesso. Se lo fai, l’universo risuonerà con un grande “Si!”

Se lo trattieni, continuerai a giocare a nascondino: cerchi l’amore nei posti sbagliati. Finché negherai il Sé cercandolo attraverso gli altri, conoscerai violenza e abuso. Se desideri l’amore, porta amore nei luoghi del tuo essere che si sentono non amati. Se vuoi la luce, portala nei luoghi oscuri della tua mente. Nella paura e nella vergogna, nella tristezza, nella sensazione dell’insignificanza della vita, nella mancanza di speranza.

La luce è dentro di te. Non è separata dal buio. È una qualità del buio. Quando arrivi al buio più fitto, lì troverai l’illuminazione. Il nero più nero diventa luminoso. La tristezza si tramuta in gioia indicibile. La disperazione in speranza illimitata. In una polarità trovi l’altra.

L’unico modo per evitare la co-dipendenza nelle relazioni sta nell’amare e onorare il Sé. Allora si può costruire una relazione sulla verità della coerenza interiore. Questo è il nuovo paradigma della relazione. Nel vecchio paradigma l’impegno con se stessi è viziato dall’impegno con l’altro. Nel tentativo di compiacere l’altro, si abbandona se stessi.

E poiché un sé abbandonato non è in grado di amare, si crea un circolo vizioso di attrazione e repulsione. Prima si esclude il sé, poi si esclude l’altro. Tutte le relazioni genuine devono fondarsi sull’accettazione e sull’amore per se stessi. È l’assunto fondamentale, quello che apre la porta al potenziale dell’intimità.” (Paul Ferrini)

giovedì 16 aprile 2015

Altre dimensioni



“Ma l’illusione più pericolosa
è che esista soltanto un’unica realtà.”
(Paul Watzlawick)

“La tua non è l’unica dimensione dell’esperienza: ci sono molte altre aule, ciascuna con il proprio programma. Nella tua classe la materia principale è l’uguaglianza, sei qui per imparare che tutti gli esseri sono uguali indipendentemente dalle apparenze e dalle circostanze. Uomini e donne, bianche e neri, cattolici e indù hanno tutti lo stesso valore esperienziale. Tutte le disuguaglianze sono una tua creazione e devono essere abolite. Alcuni di voi lavorano a questo programma da tanto tempo. Non vi dirò da quanto!

Avete sviluppato modi molto ingegnosi per distorcere la vostra eguaglianza spirituale con gli altri. alcuni di voi vivono in condizioni di povertà, altri possiedono varie tenute; alcuni hanno troppo da mangiare ed altri non ne hanno abbastanza. Per favore, cerca di capire che, se tu avessi completato il programma, queste condizioni d’ineguaglianza non esisterebbero. Tu sei qui, quindi, per superare la convinzione radicata che alcuni esseri viventi siano più degni di altri. come puoi riuscirci?

Per prima cosa devi accettare il principio di uguaglianza per te stesso. Se ti senti superiore o inferiore anche ad una sola persona, non hai accettato la verità nei confronti della tua identità spirituale. In secondo luogo, devi accettare l’uguaglianza di chi ti circonda. Accettare la loro uguaglianza significa che, se hai più di loro, sei disposto a condividerlo, se hai di meno, sei disposto a chiedere il loro aiuto.

Sei qui anche per imparare a rispettare il diritto di ognuno a decidere per se stesso. Se decidi al posto di un altro, o lo lasci decidere per te, non accetti la vostra scambievole uguaglianza. L’offendersi a vicenda sembra darti il permesso di rendere tuo fratello responsabile delle decisioni che hai preso o che hai rifiutato di prendere, ma è un permesso falso. Ti renderai conto in tempo di poter ferire o aiutare una sola persona, e cioè te stesso, finché non imparerai a prenderti la responsabilità delle tue decisioni dando a tuo fratello lo spazio per fare lo stesso.

Quando lascerai il corpo continuerai ad imparare in un’aula non fisica nella quale l’apprendimento sarà accelerato perché il tempo e lo spazio non moduleranno l’effetto creativo del pensiero. Nel tuo mondo ci vuole tempo perché i pensieri abbiano effetti visibili. Nelle dimensioni non fisiche questo processo avviene all’istante.

Alcuni di voi hanno esperienza di comunicazione con esseri che risiedono in dimensioni non fisiche. Ovviamente, questa comunicazione ha luogo solo attraverso il pensiero. La comunicazione fra dimensioni è difficile, ma non è impossibile… le possibilità creative sono infinite. La scuola terrena allora diventa un ambiente in cui mettere alla prova le capacità che sviluppi nelle aule non fisiche finché non mostri padronanza del programma.

Tutti gli esseri lo sanno perciò sono ansiosi di incarnarsi in corpi fisici per dimostrare di avere imparato le loro lezioni. È difficile impadronirsi della condizione di densità dell’esperienza fisica. Ci vuole tempo per svilupparsi fisicamente. Bisogna riconoscere che, per qualcuno abituato ad un ambiente non fisico, nel quale gli effetti dei pensieri sono immediati. Tutto questo è una tortura vera e propria.

Nel tempo, la coscienza si contrae e si sposta ad abitare più completamente il corpo fisico, perdendo la consapevolezza di altre dimensioni e delle loro possibilità creative. Più semplicemente, la coscienza viene assorbita dalla densità dell’ambiente fisico nel quale si sente intrappolata e vittima; non ricorda il suo stato meno limitato; non ricorda di non essere un corpo.

In qualche raro caso, la coscienza non si contrae completamente quando entra nell’aula fisica. Queste persone abitano il corpo però ricordano ancora la dimensione non fisica. Sanno di non essere limitati al corpo, di non essere vittime di pensieri o azioni altrui e di poter creare la realtà con il potere del loro pensiero.

Queste persone sono i maestri spirituali che si sono incarnati nel livello fisico per aiutare i fratelli e le sorelle a ricordare la loro vera identità non fisica. Senza la presenza di questi maestri, la densità dell’ambiente terreno nasconderebbe la coscienza collettiva e ostruirebbe i collegamenti verso la conoscenza spirituale.

Il tempo che tu stai vivendo nella tua aula fisica è un tempo di transizione. Tecnologicamente tu hai la capacità di distruggere l’ambiente fisico del pianeta tutte le volte che vuoi. Eppure c’è più luce disponibile adesso sul pianeta, di quanta ce ne sia stata in altri tempi della storia.

A questo punto la maggior parte di voi dovrebbe conoscere la natura di questa trasformazione. siete qui per superare il vostro vittimismo, per accettare di avere un potere creativo capace di stabilire la vostra realtà e siete qui per aiutare il prossimo ad abbracciare il suo potere creativo. Siete pronti per farlo in massa, ed io sono qui per aiutarvi. Attraverso la vostra comunione non fisica con me e altri maestri, imparerete a lasciar andare tutte le condizioni che rafforzano la vostra sofferenza e vi risveglierete alla vostra Dinività.” (Paul Ferrini)

domenica 8 febbraio 2015

Nessuno



“Ti chiedo di ricordare che nessuno ha qualcosa da dare che tu non possiedi già. Dimentica maestri e guru, dimentica le conoscenze secolari e ristrette delle sette. Dimentica i dogmi, l’esoterismo, la metafisica. Nessuna di queste cose ti libererà dalla sofferenza e dal dolore, anzi, aumenterà il carico che hai già sulle spalle. Sii realistico riguardo la tua esperienza qui. C’è solo una persona che deve svegliarsi, e quella se tu. Chi ha un dono da darti non te lo negherà. Quelli che ti negano informazioni o amore, non hanno doni per te.

Guardati da quelli che ti fanno fare un sacco di cose o stare in coda. Si stanno solo riempiendo le tasche a spese tue. Non tollerare l’idea che la salvezza stia altrove. Non è così. Se glielo permetti, le persone saranno fin troppo contente di darti prescrizioni o di toglierti la libertà. Non vivere secondo le regole di qualcun altro. Vivi secondo le regole divine. Tieni in altissima considerazione il tuo sé. È e deve rimanere inviolabile. Tieni in altissima considerazione gli altri. Devono essere rispettati e lasciati liberi.

Ma con chiarezza e spirito lascia andare le relazioni con persone che ti dicono cosa pensare e cosa fare. Non credere all’idea che là fuori ci sia qualcosa da raggiungere se solo tu ti comportassi meglio, fossi migliore, più spirituale, più intelligente… finisci tu la frase. Non riempire le tasche di chi ti fa vuote promesse, qualunque cosa ti prometta: più sicurezza, più soldi, più pace mentale, più illuminazione.

Amico mio, tu sei già illuminato. Sei già completamente al sicuro. Hai già la pace mentale e tutte le risorse necessarie per compiere il tuo scopo creativo. C’è solo una cosa che non hai: la consapevolezza che tutto questo sia vero. E nessuno ti può dare questa consapevolezza. Non io, non qualche venditore di auto usate, non uno swami che vende samadhi porta a porta. Se qualcuno ti dice che lo può fare, è il momento giusto per farti una bella risata…

Nessuno ti può dare la consapevolezza! La consapevolezza non è un dono, ma un’azione del sé, un movimento energetico a essere presenti e abbracciare la vita. La consapevolezza esiste a priori da tutti gli esseri. Ti basta desiderare di essere consapevole ed ecco la consapevolezza. Viene e va insieme al respiro. Se vuoi essere consapevole, respira!

Inspira per abbracciare il momento presente. Respira per rilasciarlo. Respira, respira, respira. Ogni respiro è un atto di consapevolezza. Se venissi a casa tua e ti dicessi che vendo respiri a 5 milioni di dollari al pezzo, troveresti la cosa piuttosto divertente, non è così? Mi diresti: “Fantastico, amico, ma io ho già tutti i respiri che mi servono.” È ovvio che li hai. Ma continui a dimenticarli di averli.

Continui a comprare assicurazioni, a innamorarti di principi o principesse azzurri, a dare la caccia al medico che ti farà star bene o allo swami che ha capito tutto e te lo vende per cinquanta dollari. Sai, quelli che hanno quei nomi lunghissimi che si fa fatica a pronunciare. Respira, amico mio. Proprio così, fai un bel respiro. Nessuno ha quello che ti serve. Mi hai sentito? Nessuno!

Vedi, siete davvero tutti soli qui. Ma non è problematico come pensi, perché non ti manca nulla. Se rimani con te stesso abbastanza a lungo, senza demandare il tuo potere a qualcun altro, riuscirai a rimettere insieme tutti i pezzi frammentati e dispersi di te stesso per il semplice motivo che non sono mai andati perduti. Erano solo stati coperti durante la tua corsa verso l’uscita.

‘Rimani con te stesso e ci riuscirai!’ Un gran bel consiglio da parte di un sant’uomo, ti pare? ‘Faremmo meglio a mandarlo a qualche corso di imprenditoria su spiritualità e business, altrimenti come farà a campare?’ Ho una bella notizia per voi, amici. Non devo fare nulla per campare. Sto già vivendo. Come lo state facendo voi. Rimanete con voi stessi e l’otterrete, perché non l’avete mai perso.

Un momento eri pienamente presente, il successivo il tuo corpo era lì, ma la tua mente era in vacanza alle Bahamas. Ora, dopo trent’anni o dopo chissà quanto, puoi ritornare a te stesso, rivendicare il tuo corpo ed essere presente nel prossimo momento. Puoi credere che siano passati trent’anni tra un respiro e l’altro?

Per quanto strano ti possa sembrare, è un’esperienza comune. Non devi sentirti imbarazzato. Quanti respiri hai fatto in piena consapevolezza? Non badare al passato. Comincia adesso. Respira e riprenditi la tua vita. Respira e lascia andare tutte le stampelle mentali ed emozionali che hai usato. Respira e liberati da tutte le parole che ti hanno detto figure autorevoli. Respira e rilassati. Respira e diventa forte. Respira e sii. Sei autentico. Sei intatto. Sei figlio del Grande Spirito che anima tutti noi.” (Paul Ferrini)

martedì 23 dicembre 2014

Una minuscola scintilla



“La scintilla originaria della Creazione è viva in questo momento nel tuo cuore e nella tua mente. Ti appartiene e non se ne andrà mai, ovunque ti conduca la vita. Per quanto ti allontani dalla retta via non potrai spegnere la scintilla del divino che brilla nella tua consapevolezza. Era ed è il dono che Dio ti ha dato. Puoi dimenticarlo, ma non puoi restituirlo. Puoi ignorarlo o negarlo, ma non puoi distruggerlo.

Più densa è l’oscurità in cui ti addentri, più diventa visibile la minuscola scintilla. Ti richiama, simile a un faro, alla tua essenza e al luogo di origine. Quando la riconosci e la alimenti, la luce al tuo interno cresce. Più attenzione le dai, più si espanderà, finché il tuo essere sarà completamente circondato di luce. Persino dei perfetti estranei si sentiranno toccati dal raggio del tuo amore. E allora anche tu diventerai l’Amico, il Cristo, il Buddha, il Compassionevole.

L’Amico è il Cristo dentro di te. Il nome che gli o le dai non ha importanza. L’Amico è colui che ha a cuore anche il bene supremo degli altri. L’Amico è colui che è libero dal giudizio, che accetta te e ogni altro incondizionatamente. Questo Amico è presente in ciascun cuore e in ciascuna mente. L’Amico è l’incarnazione dell’amore. Ha molti nomi e molti volti. Dio e Amico sono sempre una cosa sola. Quando ti avvicini all’Amico dentro di te, Dio sente il rumore dei tuoi passi.” (Paul Ferrini, Io sono la porta, Macro ed.)


domenica 21 dicembre 2014

Esercitarsi




“In cosa vorresti esercitarti se non in quello che già conosci? E cosa conosci al di fuori del senso di colpa, l’aggressività e la paura? Naturalmente nessuno vuole continuare a mettere in pratica quello che porta alla sofferenza! Allora in cosa devi esercitarti?

Magari potresti cominciare con la consapevolezza. Esercitati diventando consapevole del tuo senso di colpa, della paura e dell’aggressività; non nasconderli, non negarli e non proiettarli sugli altri, ma osserva questi fenomeni mentre insorgono nella tua coscienza.

Quando sei arrabbiato o depresso, chiediti semplicemente: “Perché sono arrabbiato? Perché sento il bisogno di difendermi? Di cosa ho paura?” Continua a porti queste domande finché comincerai a vedere la fonte della tua rabbia e della tua paura. Dopo che hai attraversato questi stati di emozione, chiediti: “Cosa c’entra qui il mio senso di colpa?”

Di quale colpa mi stai parlando? Tutte le emozioni negative della tua vita sorgono dal tuo inconscio senso di colpa/vergogna che deve diventare cosciente, devi diventarne consapevole, così che tu possa liberartene.

Le sensazioni di inadeguatezza e di indegnità creano la paura di essere punito. Se credi che ci sia qualcosa di sbagliato in te o di aver commesso un errore, avrai paura di essere punito.

Se hai paura di essere punito, ti difenderai da qualsiasi aggressione immaginaria: ogni volta che credi che qualcuno stia mettendo in dubbio il tuo valore, sarai pronto a premere il grilletto. Avrai questa scena, però si sta svolgendo solo nella tua mente.

Se la proietti, ci entreranno altre persone con cui dovrai poi sbrogliartela, cosa improbabile, visto che le cose non si risolvono senza la consapevolezza della propria complicità all’evento.

Meglio cominciare diventando consapevole dei tuoi pensieri non solo per scoprire che il senso di colpa è la radice di ogni sofferenza, ma che l’unico modo di liberarsi consiste nel perdonarsi. Anche il dramma della redenzione sta avvenendo solo nella tua mente.

È lì che stabilisci la tua innocenza e le tue colpe. Non importa quanti hanno abusato di te. Accusarli non ti aiuterà dato che sei tu il giudice che pronuncia la sentenza, e finché accuserai gli altri dei tuoi problemi, rifiuterai il perdono a te stesso. Giudice e giuria vivono nei tuoi pensieri.

Così come hai stabilito le tue colpe ora devi dissolverle: finché non lo farai, non troverai la tua innocenza. Ed è questo l’obiettivo del perdono, che non ha nulla a che fare con il perdonare gli altri; riguarda il perdonare te stesso per aver creato il senso di colpa.

Ecco l’ambito dell’esercitazione. Non esiste situazione in cui non lo si possa applicare perché l’intero scenario della tua vita costituisce terreno di ricerca. Diventa consapevole di ogni pensiero ed emozione.

E troverai presto l’origine del tuo senso di colpa e della sofferenza che ne consegue. Nessuno può sfuggire a questo lavoro, che è una parte essenziale del curriculum del risveglio. Prima lo realizzerai, più ti sarà facile.” (Paul Ferrini, Amare senza condizioni, Macro ed.)

martedì 11 novembre 2014

L'Amore Divino



“Dio ti tiene sempre nel suo cuore. Questa è una cosa che devi sapere, e se non la sai, devi impararla. Dio ti ama come sei, non ti chiede di essere migliore o più saggio di come sei, non vuole che tu sia uguale a qualcun altro. Dio ti ama e ti accetta senza condizioni. Dice: “Ti amo, figlio o figlia. Resta sicuro di questo amore e sappi che sono con te.”

Se non hai questa consapevolezza del divino, devi coltivarla. Devi entrare nel tempio interiore almeno una volta al giorno. Non farlo per chiedere favori oppure oggetti materiali, chiedi invece di sentire il Suo amore nel profondo del tuo cuore. È questo amore incondizionato, che abbraccia tutto, che ti sosterrà per tutto il giorno.

È per questo che preghi: “Signore, chiedo la Tua presenza nella mia vita oggi. Possa io sentire il Tuo amore e sapere che sei con me in tutto ciò che penso, tutto ciò che dico e tutto ciò che faccio.”

Dal momento che chiedi, Egli verrà. Dal momento che Gli crei spazio nel tuo cuore, sarà con te. Dal momento che chiedi aiuto, ti guiderà. Sarà con te perché ti sei dato il tempo di stare con Lui, perché anche questo fa parte del tuo patto con Lui. Il tuo rapporto con Dio non richiede qualcosa solo da Lui. Richiede qualcosa anche da te. Non è un rapporto a senso unico.

Anche se Dio è sempre con te, non puoi sentire la Sua presenza tranne quando lo chiedi. Se tu non ti fai vedere, se non chiedi, Dio non può mostrarti a te. Conoscerlo ed essere con Lui sono una cosa sola. Non puoi conoscere Dio senza essere presente con Lui. Ecco perché ci diamo il tempo di meditare, contemplare e pregare.

Ecco perché ogni giorno, tutte le volte in cui è necessario nel corso della giornata, invitiamo Dio nella nostra mente e nel nostro cuore. San Francesco pregava: “Signore, rendimi uno strumento della Tua pace.” Non possiamo essere strumenti della pace di Dio se non ci diamo il tempo di fare esperienza di quella pace. Dobbiamo provarla innanzitutto nel nostro cuore, se vogliamo essere in grado di estenderla agli altri.

Chi cerca di guarire gli altri prima di essere guarito egli stesso è un guaritore ferito che creerà problemi a non finire a se stesso e agli altri. Non puoi dare ciò che non hai. Non fare come Don Chisciotte che cavalca il suo cavallo bianco per cercare di salvare il mondo.

Prima salva te stesso. Stabilisci prima il regno nel tuo cuore e, automaticamente, si estenderà agli altri. Allora, ovunque andrai, l’amore di Dio sarà con te e gli altri lo sentiranno e saranno attratti verso di te. Questa è la legge dell’attrazione.

La gente è attratta dalle vibrazioni dell’amore perché l’amore è ciò che desidera. Naturalmente questo non ha nulla a che fare con te come personalità o come ego. Ha a che fare con l’amore che tu incarni. Tu sei solo uno strumento.

Non è lo strumento che ha importanza, ma la musica che produce. Non sei tu o io, o san Francesco o persino Gesù a contare. È l’amore che incarniamo. Cristo è l’espressione dell’amore di Dio nel mondo. È la presenza viva in mezzo a noi. È le mani e i piedi di Dio. È la voce di Dio. È la volontà di Dio che è resa manifesta per nostro tramite.

Quindi dobbiamo essere umili. Dobbiamo attribuire il merito a Dio. Non siamo noi a guarire o consolare. È lo spirito di Dio che si muove tra di noi che guarisce e consola. Non puoi servire Dio e nutrire il tuo ego. Non puoi essere gretto o egoista ed esprimere l’amore di Dio.

Ciò di cui ha bisogno l’ego e ciò di cui ha bisogno Dio sono due cose completamente diverse. L’ego ha bisogno di apprezzamento, approvazione, lode, riconoscimento, fama e gloria. Vuole essere gonfiato perché non conosce il suo vero valore. A Dio non serve nessuna di queste cose, né esse servono al nucleo dell’essere, l'essenza presente in tutti noi che è connessa a Dio.

Il nucleo dell’essere è lo strumento puro. Gli basta essere espressione del divino in ogni momento, non ha bisogno di approvazione o di riconoscimento. La sua gioia sta nel trasmettere amore, perché capisce che dare amore vuol dire riceverlo. Di conseguenza, dare è un atto estatico e una continua benedizione per se stessi e per gli altri.

Vivere nel nucleo dell’essere vuol dire rinforzare il nucleo dell’essere negli altri. Incarnare l’amore vuol dire risvegliare la connessione con l’amore nel cuore degli altri. Ecco perché lo strumento è necessario. Non per richiamare l’attenzione su di sé, ma per annunciare la realtà sempre presente dell’amore.

Questa è la melodia che ascoltiamo e la connessione ritmica che proviamo alla presenza di un maestro spirituale. Il maestro emana amore puro. Vibra di pura gioia. Abbraccia tutti gli esseri nella sua accettazione incondizionata. Nel suo abbraccio siamo in pace. Ci sentiamo connessi al nucleo del Sé e alla nostra origine.” (Paul Ferrini, L’amore è il mio vangelo, Macro ed.)

martedì 21 ottobre 2014

Essere nel corpo



“Essere nel corpo è sia un privilegio che una fatica. Molte lezioni vengono imparate grazie alle occasioni fornite dal corpo. E tuttavia devi ricordarti che tutto ciò che il corpo può fare per te, un giorno, verrà disfatto. I piaceri della tavola, del sesso, del sonno, del divertimento, che significato avranno quando il corpo non ci sarà più?

Venerare il corpo è altrettanto inutile quanto umiliarlo. Il corpo è un mezzo. È un veicolo per collezionare esperienze. Ha uno scopo. Nessuno entra in un corpo senza provare l’estasi e il dolore, l’amore e la morte. Il corpo è un veicolo. È uno strumento per apprendere.

Ti prego di non disprezzarlo e di non umiliarlo. Ti prego di non renderlo un dio a cui offrire la tua adorazione. Non renderlo né più né meno importante di quello che è. Quando godi del tuo corpo e te ne prendi cura, esso può servirti meglio. Ma nessun corpo è perfetto. Tutti i corpi finiscono per decomporsi. I corpi non sono destinati a durare per sempre, e neppure alla risurrezione. Quelli che parlano di ascensione fisica o di immortalità fisica non hanno capito niente. Ogni cosa, nell’esperienza fisica, è limitata per natura.

Diventa fisica in virtù dei limiti che la definiscono. Togli le caratteristiche che la definiscono, e non ci sarà più nessun corpo fisico. Togli la personalità e, come sai, non ci sarà più la mente. Più definizioni hai, più diventi fisico. Ciò che ha molta definizione è denso. L’egocentrismo è denso. L’egoismo e l’avidità sono densi. La dipendenza dalle sostanze o dalle situazioni è densa.

Denso significa limitato e con poche possibilità di scelta. Se hai una dipendenza dall’alcool o dalle droghe, quante alternative hai? Se sei un ladro o un assassino, quante alternative hai?

Denso vuol dire che il tuo comportamento è ripetitivo, prevedibile. Tutti gli stati dell’ego sono densi. Se vuoi che qualcosa sia in un certo modo e rifiuti ogni compromesso o di guardare le cose da un punto di vista diverso, non hai molte scelte. Stai assumendo una posizione limitata. Le tue convinzioni mancano di intuizione, flessibilità o compassione.

E soprattutto i tuoi pensieri, sentimenti e azioni sono timorosi. Quando hai paura, ti raggomitoli e irrigidisci gambe e piedi. Ti contrai. Chi agisce in modo nocivo nei propri confronti o in quelli degli altri non è malvagio di per sé. È timoroso, contratto. Riparare il proprio comportamento nocivo significa adottare una posizione più flessibile e aperta.

E per farlo bisogna prima sentirsi al sicuro. Le persone che si sentono insicure agiscono in modo rigido, auto protettivo, anche quando non sono minacciate. È vero a tanti livelli. Per esempio, a livello intellettuale, la presunzione o la superbia provengono dall’insicurezza.

Le persone che ritengono di sapere tutto, di solito, si sentono profondamente insicure nei confronti dei loro valori e delle loro convinzioni. Assumono una posizione rigida e ostile. L’errore non è innato nell’uomo. È qualcosa che si impara. Prendete un neonato qualunque e amatelo, nutritelo e mettetegli le ali. Diventerà un faro d’amore.

Ma prendete lo stesso neonato e negategli l’amore e rifiutatevi di incoraggiarlo. Ben presto seminerà scontento. Non c’è nessun peccato originale. Non c’è nessuna densità originale. La densità è la creazione della paura, e la paura si apprende.

La realtà fisica sembra essere terribilmente restrittiva, ma non deve essere così. Una volta vi ho chiesto di essere nel mondo, ma non del mondo. Vi ho suggerito di stare nel corpo, di onorarlo e di usarlo come veicolo per diffondere l’amore e l’accettazione, senza però provare attaccamento.

Vi ho chiesto di non costruire la vostra casa sulla sabbia, dove ogni tempesta esige il suo tributo devastante. Alcune cose sono temporanee e temporali, altre sono eterne. Il corpo non è eterno. Il meglio che può essere è diventare un servitore volenteroso.” (Paul Ferrini, Il miracolo dell’amore, Macro edizioni)

lunedì 29 settembre 2014

Ministri d’amore



“Quando impari ad amare te stesso, non puoi fare a meno di amare anche gli altri. Non ti risulta difficile. Quando ami, il tuo amore non ha limiti. L’amore non è qualcosa che fai. L’amore è la tua essenza. Tu, in questo momento, sei l’incarnazione dell’amore, nulla di meno.

Ovunque vai, l’amore è con te. L’amore cammina con le tue gambe, tocca con le tue mani, parla con la tua voce e vede con i tuoi occhi. Grazie a te l’amore è dappertutto. Senza di te sarebbe invisibile. Per questo sei necessario. Non per predicare o fare proseliti, ma per ascoltare, per confortare, per voler bene.

Nel tuo silenzio si sente la presenza dell’amore. Nella tua accettazione si vive la compassione dell’amore, nel tuo sorriso si manifesta la delizia dell’amore. Ciò che si esprime attraverso di te è la presenza di Cristo, l’incarnazione dell’amore divino. Io non sono l’unico Cristo. Quando ho sentito la sua chiamata ho risposto. Ora anche tu la senti e rispondi seguendo un semplice insegnamento:

“Ogni azione non amorevole deve essere perdonata, e tutto ciò che viene perdonato diventa la paziente benedizione dell’amore su un mondo imperfetto”

Siamo tutti canali attraverso i quali l’amore divino può scorrere verso gli altri. Non ci sono misteri. Non appena fai spazio al divino dentro il tuo cuore, Dio conduce qualcuno alla tua porta. Non appena fai spazio al divino nella tua comunità, Egli conduce i reietti e gli esclusi nel rifugio della tua chiesa. Tale è la via dello Spirito.

Quando offri amore, coloro che hanno bisogno di quell’amore ti troveranno. È a Dio che vengono condotti attraverso la tua presenza amorevole. C’era un tempo in cui mi sono offerto di essere una porta per te. Ora anche tu devi diventare una porta.” (Paul Ferrini, Io sono la porta, Macro)

martedì 8 luglio 2014

Un percorso di guarigione



“Il dolore è un messaggero. Porta consapevolezza. Ti dice dove e come hai tradito te stesso. Ciò è molto importante. Finché non ti rendi conto del male che ti sei fatto, il viaggio di guarigione non può avere inizio. Il dolore non è una punizione; è un richiamo a diventare consapevoli, a portare la sofferenza nascosta al livello della coscienza.

Non è facile riconoscere il proprio dolore e la richiesta di amore che vi sta dietro. Ma è così che si guarisce. Diventi consapevole degli aspetti oscuri e reietti del tuo sé e li porti al livello della consapevolezza. Li redimi. Porti il buio verso la luce.

La maggior parte di voi proietta quello che non gli piace o teme sugli altri. Se hai paura del tuo potere, lo proietti su qualche potente figura carismatica attraverso la quale cerchi di vivere. Quando quella persona si approfitta di te o ti tradisce, dimentichi che sei stato tu a rinunciare al tuo potere per darlo a lei.

Rivendicare tutto di te significa affrontare le parti di te di cui hai paura o ti vergogni. Gli altri che incarnano queste qualità si limitano ad aiutarti a scoprirle in te stesso. Per questo la relazione è uno strumento così importante nel lavoro verso l’integrazione interiore.

Accusare gli altri ti impedisce di guarire. Se vuoi guarire, prenditi la responsabilità del tuo comportamento e riconosci la struttura di abuso in cui sei occupato. Arriva a comprendere il modo in cui la tua scarsa autostima invita la violazione e impara a valutare e apprezzare te stesso.

Ricorda, ogni relazione malata ti offre l’opportunità di dire no a ogni mancanza di rispetto. Dire no a un’altra persona, naturalmente, implica la consapevolezza di avere avuto la tendenza a dire “sì” nel passato. Sei tu che crei le condizioni per l’abuso accettando un amore condizionato. Dici di sì alla denigrazione di te stesso in cambio della sicurezza e dell’approvazione che desideri. Dici di sì alla paura in cambio dell’amore. Ora sai che non funzionerà.

L’amore non può diventare una merce di scambio. Quando l’amore ti viene dato senza condizioni, lo sai. Non ti chiede più di quello che puoi dare. Non manipola né ha pretese. Ti accetta come sei e ti benedice. Se non se capace di creare questa benedizione per te stesso, come puoi riceverla dagli altri?

Mettila in pratica. Pratica l’accettazione di te stesso per come sei. Solo dopo saprai cos’è l’amore e lo riconoscerai quando entrerà nella tua vita. Se ti ami senza condizioni, attirerai altri nella tua vita che faranno lo stesso. Non puoi ricevere dagli altri quello che non sei capace o non sei disposto a concedere a te stesso. […]

Rifiuta tutte le condizioni con cui ti offrono amore e attenzione. Aggrappati alla verità del tuo cuore, e non accettare mai meno di quello che ti sei promesso. Con il tempo arriverà, perché sei rimasto fedele a te stesso. Dato che hai ascoltato il richiamo del tuo cuore, l’amato apparirà senza farsi annunciare alla tua porta.

Questa non è una formula magica, ma il frutto di una pratica spirituale consapevole. Agli occhi dello Spirito tutte le persone sono uguali. Il ricco non ha più felicità del povero. Il dolore è un grande uguagliatore. Ti mette in ginocchio. Ti rende più umile e sensibile ai bisogni degli altri. Erode tutte le gerarchie.

Se hai toccato il dolore nel profondo, lo sai. Provi compassione nel vedere gli altri che soffrono. Non hai bisogno di spingerli via e neppure di tentare di salvarli. Puoi limitarti a tenerli nel tuo cuore. Offri loro un abbraccio e parole di incoraggiamento, sai cosa stanno passando.

Se non sei entrato in contatto con il tuo dolore, stai solo rimandando l’inevitabile; è solo questione di tempo prima che tu debba riconoscere con te stesso, se non con gli altri la tua biancheria sporca: i tuoi giudizi, le tue paure, il tuo bisogno degli altri, i tuoi pensieri suicidi.

Per molte persone è più facile lasciare che gli altri vedano la maschera che si sono appiccicate addosso piuttosto che il volto contorto che essa nasconde. Sono orgogliose dell’adulto spirituale, ma si vergognano del bambino ferito. Tuttavia, quelli che hanno il coraggio di affrontare la loro paura si tirano giù la maschera. Si danno il permesso di essere autentici e di crescere. La loro disponibilità a essere presenti alle emozioni con quello che sentono apre un passaggio sacro.

Cuori chiusi cominciano a battere, i corpi a respirare e le energie bloccate vengono liberate. Questo è il primo passo nel processo di guarigione. Altri passi seguiranno, perché la guarigione significa movimento. Non significa innamorarsi del dolore, aggrapparvisi o costruirci intorno la propria identità.

Il dolore è il grande uguagliatore. Ti permette di essere onesto e autentico. Ti dà la forza di chiedere amore incondizionato e sostegno dagli altri, e la volontà di offrire lo stesso in cambio. Ti mette in contatto con la comunità guaritrice degli esseri umani il cui guscio di negazione si sta spaccando.

L’attaccamento al dolore è malato quanto la sua negazione. Eppure alcune persone vedono che il loro dolore procura loro attenzione. Costruiscono tutta a loro identità attorno al loro essere vittime. Tuttavia, la persona autentica non è un affabulatore professionista. E non è un artista della confessione. Non ha bisogno di essere al centro dell’attenzione per sentirsi bene con se stesso.

La persona autentica racconta la sua storia perché il raccontarla è un atto di guarigione. La racconta e arriva a una comprensione più profonda e ad un’accettazione di quanto è avvenuto. Mentre guarisce, con lui guariscono anche gli altri. Nel momento in cui hai integrato la tua esperienza non hai più bisogno di raccontare la tua storia.

Se insisti nel farlo, essa diventa una stampella su cui appoggiarsi, anche se le tue gambe sono guarite. L’accettazione del dolore genera un movimento di allontanamento dal disagio verso un maggiore agio. Ti permette di fare il prossimo passo del tuo viaggio. Mentre il dolore e la sofferenza sono fenomeni universali, essi sono tuttavia temporanei.

Toccano ogni vita prima o poi, ma non sono compagni costanti, sono messaggeri. Dire che il messaggero non c’è quando sta davanti alla tua porta, è vera stupidità. Devi aprire la porta e sentire quello che ha da dirti. Ma, dopo che il messaggio si è sentito, il messaggero se ne può andare. Il suo lavoro è finito.” (Paul Ferrini - Io sono la porta – Macro ed.)

martedì 24 giugno 2014

I blocchi dell'ego



“L’energia della creazione è interpersonale e transpersonale. Passa da te agli altri e dagli altri a te. Mentre questa energia ti sostiene in modo essenziale, non è possibile possederla a livello personale. Nessuno ha una connessione speciale all’energia. Non appena qualcuno pretende di possederla, la sua connessione all’energia subisce dei disturbi.

In un rapporto di fiducia e di rispetto reciproci, crei una connessione sostenuta dall’energia d’amore dell’universo. […] Per allinearti con l’energia della creazione devi abbandonare i programmi del tuo io. I programmi del tuo io agiscono in base alla convinzione che tu possa manipolare le persone e gli eventi per ottenere i risultati che vuoi. I programmi del tuo io sono egoisti e miopi. Non tengono in considerazione il bene degli altri, e pertanto non tengono in considerazione neppure il tuo, nonostante tu sia convinto del contrario.

Quando defraudi qualcuno di qualcosa che si merita, non solo perdi ciò che pensi di guadagnare se avessi agito in modo meno egoistico. Ogni tentativo di guadagnare in modo egoistico finisce per portare a una perdita e a una sconfitta, poiché le azioni egoistiche non vengono sostenute dall’universo. Coloro i quali traggono vantaggi dagli altri possono essere dotati di grande determinazione e notevoli abilità, ma non possono compensare la perdita della loro connessione all’energia della creazione.

Altri individui ugualmente determinati si uniranno e, sorretti da forze invisibili, finiranno per sconfiggerli, poiché Davide sconfigge sempre Golia. Non perché sia più grande o più forte, ma perché le sue intenzioni sono chiare e nel suo cuore c’è amore. Mentre, a volte, può sembrare che la paura schieri un maggior numero di forze al suo fianco di quante ne schieri l’amore, ma essa non potrà mai tenerle unite. Le forze timorose tendono sempre a staccarsi.

Quando le aspettative egoistiche di un gruppo non vengono più soddisfatte, esso diserta o passa dall’altra parte. L’amore ha una forza di sostegno molto maggiore della paura, perché è calmo e paziente. Quando non attrae l’aiuto direttamente non si dispera, ma trova fede e conforto nella sua forza e nella chiarezza di cui già dispone.

Quelli che cercano di trarre vantaggio dagli altri cadono vittime delle loro azioni sbagliate. È la natura del percorso karmico. Ogni volta che cerchi di ferire un altro, in realtà ferisci te stesso. Perché ogni cosa che pensi o fai agli altri finisce per ritornare a te. Solo chi perdona veramente e si astiene dalla vendetta rompe il circolo vizioso egoico della violenza.

Se vuoi aprirti all’abbondanza della tua vita, devi abbandonare l’idea di poter guadagnare grazie al fatto che ci sia qualcuno che perde. Questo è il pensiero spaventoso della mente egoica che devi riconoscere e rifiutare se vuoi mettere in moto nuovi modelli nella tua vita.

Fortunatamente esiste un altro modo, un modo che comincia quando riconosci che il tuo bene e quello di tuo fratello o di tua sorella è lo stesso. Quando accetti di essere uguale agli altri ti riconnetti all’energia della creazione, e questa energia ti sostiene. Grazie a questo supporto non ti affatichi invano. I risultati giungono spontaneamente e secondo la loro tabella di marcia.

Ma a te viene sempre richiesto di abbandonare le tue aspettative di modo che l’opera possa muoversi con te e attraverso di te. Mentre puoi avere padronanza della tua area di lavoro, non avrai mai la proprietà esclusiva dell’intero lavoro. Questo perché il lavoro della creazione è essenzialmente collaborativo. Non può essere svolto senza il contributo di molte persone.

La tua tessera deve adattarsi alle altre, altrimenti l’integrità dell’opera verrà compromessa. Le richieste di questa via sono grandi quanto quelle della via egoica della manipolazione e della lotta. Ma le ricompense della via dello Spirito sono molto più grandi, perché chi segue questa via trova la vera felicità. Poiché serve gli altri, l’amore lo serve.

Poiché dà senza aspettarsi niente in cambio, l’universo gli porta doni inaspettati. Poiché vive con gioia nel presente, il futuro gli si presenta pieno di grazia. Quando giungono le sfide, si alza per affrontarle. Quando sorge la delusione, vi guarda dentro e abbandona le barriere all’amore che impediscono di sentirne la presenza nella propria vita.” (Paul Ferrini, Il miracolo dell’amore, Macro)

martedì 10 giugno 2014

Nel santuario interiore



Quando mente e cuore sono in pace, sei sensibile alla verità e puoi riconoscerla facilmente. Quando la mente è divisa o confusa e sei sconvolto o sotto il dominio di un’emozione, sarà quasi impossibile per te distinguere la verità o sentire la presenza energetica dell’amore nella tua vita. Questo ci porta a una constatazione semplice ma importante.

Quando vuoi entrare in comunione con Dio o con la Verità, devi ritirarti da dramma della vita quotidiana ed entrare nel santuario interiore. Lì potrai respirare, rilassarti, mettere da parte pensieri ed emozioni e stabilire una vibrazione d’amore e di fiducia nella mente e nel cuore. Questa vibrazione è la porta del tempio interiore. È lì che vai per incontrare Dio, per sentire il Suo amore e ascoltare la Sua guida.

Il tempio non è tanto un luogo fisico, quanto un luogo creato dalla mente, un posto di pace, riposo, nutrimento, accettazione e amore. Il tempio non viene da te. Sei tu che devi andare al tempio. Devi spostare la consapevolezza dall’agitazione alla pace, dalla paura all’amore. Quando lo fai, risiedi con Dio e puoi sentire la Sua presenza e il Suo amore per te. Questa è la pratica fondamentale… è una pratica quotidiana.

Almeno una volta al giorno devi passare del tempo in comunione con Dio attraverso la tua essenza spirituale. Almeno una volta al giorno ti si chiede di lasciarti il mondo alle spalle ed entrare nel santuario interiore. Se non dedichi tempo a Dio in questo modo, come puoi comprendere qual è la sua volontà per te e sentire il Suo amore e la Sua presenza mentre compi il tuo cammino di vita?

Il tempo che dedichi a Dio è anche tempo che dedichi a te stesso. Non c’è dono più grande che puoi dare a te stesso o a chiunque altro del tempo che passi in comunione con Dio nel silenzio del tuo cuore. Gesù ci ha detto: “Ama il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, tutta la tua anima e tutta la tua mente. Questo è il primo comandamento e il più grande.” (Matteo 22:37-38)

Ogni giorno, nel corso della vita, la mente è confusa e il cuore turbato. Ecco perché durante la giornata dobbiamo imparare a prendere un bel respiro, mettere da parte preoccupazioni e paure, e liberare uno spazio per Dio. Gesù ci ha ricordato: “L’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che viene dalla bocca di Dio.” (Matteo 4:4 e Deuteronomio 8:3) Questo è il vero pane della vita. Questa è l’autentica comunione.” (Paul Ferrini, L’amore è il mio vangelo, Macro ed,., 2007)

lunedì 5 maggio 2014

Mente aperta, cuore aperto



"Una comunità si può dire genuina solo se nutre menti aperte e cuori aperti. Non puoi nutrire una mente aperta se insegni dogmi. Fornire risposte alle persone è manipolazione e controllo. Aiutale piuttosto ad articolare le loro domande e ad avviare la ricerca personale delle risposte.

Non puoi favorire l'apertura del cuore se escludi qualcuno dalla comunità o riservi trattamenti di favore ad altri. Le persone aprono il cuore quando si sentono accolte e trattate in maniera equanime. Nulla fa chiudere un cuore così in fretta come la competizione per amore e attenzione. Per tale motivo il punto focale di una comunità deve essere la creazione di chiari confini e l'avvio di un sano processo di gruppo.

A ogni persona deve essere offerta l'opportunità di essere ascoltata e incoraggiata a comunicare senza sacrificare gli altri. Quando si crea uno spazio sicuro in cui si possono esprimere le emozioni senza essere attaccati dagli altri, fraintendimenti, giudizi e proiezioni si possono dissolvere. Le persone possono tornare al proprio cuore e la fiducia può essere ristabilita.

Nel confessare paure e giudizi agli altri, contribuisci alla creazione di una cultura di gruppo che esprime compassione e perdono. Né tu, né gli altri dovete sentirvi in colpa quando sorgono paure e giudizi.

Quando l'ego viene trattato con compassione, non è più l'ego ad agire, ma qualcos'altro più gentile e affettuoso, che sa cosa sono la premura, l'accettazione e il perdono. Non importa come lo chiamate. Nessuno è più spirituale di un altro. Ogni persona ha giudizi e desideri di liberarsene. Quando una persona riconosce un proprio errore, gli altri pensano "adesso tocca a me, non sono diverso da mio fratello."

Nessuno finge di essere spirituale, né desidera essere perfetto o si vergogna delle proprie imperfezioni. C'è solo l'accettazione dell'ego nei suoi movimenti di ascesa e discesa. Ci sono pazienza e compassione. In tal modo lo spazio diventa sempre più sicuro.

Una comunità di tal fatta offre benedizioni incondizionate e perdono. E' uno spazio sicuro dove l'ego si manifesta senza essere condannato, uno spazio sacro dove ogni contrazione, ogni movimento di paura, viene riconosciuto con dolcezza e rilasciato. E' un rifugio in cui cuore e mente si chiudono solo per aprirsi di più alla presenza dell'amore." (Paul Ferrini, Io sono la porta, Macro ed., 2009)

giovedì 24 aprile 2014

L'energia creativa



“Tutta l'energia è potenzialmente creativa. Quel potenziale creativo assume dei limiti quando l'energia si esprime in una forma. E' la natura della forma a imporre dei limiti e delle costrizioni. Limitando il suo potenziale creativo, la forma incanala e dirige l'energia in modi specifici.

La forma limita certi potenziali d'energia, consentendo ad altri di esprimersi nella realtà tridimensionale. La forma opera delle scelte. Enfatizza certi aspetti e ne sminuisce altri. Stabilisce delle priorità. Compone un'immagine. Senza forma non ci sarebbero opere d'arte. L'energia sarebbe ovunque, e quindi invisibile o incapace di manifestarsi.

La manifestazione è un impegno d'energia verso una certa direzione o un certo obiettivo. E' il movimento dall'illimitato al limitato, dall'astratto al concreto, dal non visto al visto. Tutta la creatività manifesta è un dialogo fra energia e forma. Sul vostro piano di realtà non ha senso parlare di energia senza parlare anche di forma. Non ha senso parlare dell'espressione della vostra energia creativa senza parlare anche delle scelte che operate nella vostra vita.

Ciò che mangiate, ciò che bevete, il modo in cui respirate e parlate, tutto questo determina la maniera in cui l'energia si esprime attraverso il veicolo del vostro corpo/mente. Ogni scelta che fate nella vita ha un impatto sul vostro modo di dare o ricevere energia. Voi siete una forma animata, un corpo energetico.

La vostra coscienza corporea e mentale è un contenitore provvisorio per l'energia universale della creazione. Questa energia si esprime attraverso di voi in modo unico, sia mediante i vostri geni e cromosomi che per mezzo della struttura della personalità. A mano a mano che la vostra coscienza mentale/corporea si espande con l'amore, diventate più aperti a dare e a ricevere l'energia universale della creazione.

Viceversa, quando vi contraete nella paura, diventate meno capaci di dare e ricevere l'energia creativa. L'espansione è nella natura dell'energia. La contrazione è nella natura della forma. E' uno degli inevitabili paradossi con cui dovete convivere. L'energia della creazione vuole che vi apriate e la struttura della vostra mente e del vostro corpo oppone resistenza a questa espansione.

L'importante è capire che ogni struttura appartiene al passato, mentre l'energia esiste solo nell'attimo. E' come l'acqua che vi scorre accanto quando guardate dalla riva di un fiume. Non è mai la stessa acqua quella che vedete. Allo stesso modo, l'energia dentro di voi non è mai la stessa di cinque minuti fa. E' sempre nuova. In effetti è una fortuna, perchè vuol dire che non siete mai limitati al passato.

Ogni adattamento al presente fatto in coscienza ha una ripercussione immediata sull'energia in grado di attraversarvi. A mano a mano che il vostro corpo fisico diventa più sano e la struttura della vostra personalità diviene più flessibile e integrata, voi diventate sempre più in grado di dare e ricevere energia, fisicamente, emotivamente, mentalmente e spiritualmente.

Siete un dialogo costante tra energia e forma. Quando siete spaventati, vi contraete ad ogni livello del vostre essere. L'energia rimane intrappolata nel vostro corpo/mente e voi provate tensione fisica o dolore, confusione emotiva e angoscia mentale. Questi sintomi, se non vengono incanalati, possono portare ad altri più gravi: malattie fisiche, la rottura di una relazione, problemi di lavoro o economici.

Dall'altra parte, quando sentite che amate, l'energia fluisce senza difficoltà attraverso il vostro corpo /mente. Vi sentite bene fisicamente, forti e flessibili a livello emotivo e mentalmente aperti e vigili. Provate gratitudine per quanto c'è ora nella vostra vita e apertura verso le nuove opportunità.

Un atteggiamento pauroso nei confronti della vita conduce a comportamenti difensivi e di controllo che allontanano da voi l'amore e l'abbondanza. Un atteggiamento amorevole porta ad un comportamento fiducioso che onora gli altri e li stimola ad occuparsi di voi e aiutarvi.

L'amore apre la coscienza mentale/corporea al suo massimo potenziale energetico, permettendo agli altri di "sentire" l'energia di accettazione, gratitudine e gentilezza fluire direttamente verso di loro. Ciò apre i loro cuori e le loro menti al loro potenziale e dà loro la forza di condividere con gli altri i propri talenti creativi. E' così che si genera l'abbondanza nel mondo.” (Paul Ferrini, Il miracolo dell'amore, Macro)