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giovedì 16 gennaio 2014

Sostanze impalpabili



"Gli occhi di un uomo possono svolgere due funzioni:
la prima è vedere l’energia così come fluisce nell’universo
e la seconda è ‘guardare' le cose di questo mondo.
L’una non è migliore dell’altra, ma addestrare gli occhi
solamente a guardare è una rinuncia inutile e disonorevole."
(Don Juan Matus)

I maestri del Pranayama cioè dello Yoga che controlla il prana insegnano che questa energia è mutevole, e che il prana usa mezzi diversi per muoversi. Se lo immaginiamo come una corrente elettrica, vediamola scorrere dentro diversi tipi di conduttori perciò vediamola circolare in fili di ferro, di rame o in altri metalli.

Così avviene con il flusso del prana che circola nel sangue, si muove nel respiro e pulsa nei canali nervosi. Perciò dobbiamo immaginare che, un prana molto concentrato possa circolare senza avere bisogno di nessun mezzo di conduzione, perciò che quel tipo di prana possa muoversi nello spazio cosmico.

Il prana non è solo la forza che scorre nel sangue, nei canali energetici e nelle condutture nervose ma, principalmente, è la forza primaria della vita universale. Il prana del respiro è l'energia più semplice da osservare, perché è la forza vitale che percepiamo meglio.

Il tantra insegna a gestire le energie del corpo, perché esse governano tutto l'equilibrio dell'organismo. Secondo queste dottrine, riconoscendo le energie più grossolane possiamo aumentare la nostra sensibilità, perciò possiamo accedere a forme di energia sempre più raffinate.

Perciò dobbiamo sapere che il prana non è solo la forza del sangue, l'energia del corpo e la forza dei nervi, ma che è una forma di energia molto più complessa. E il rapporto tra i canali dei nervi, i vasi sanguigni e il collegamento con i chakra confermano il perfetto intreccio tra funzioni organiche, psichiche e spirituali.

Questi concetti sono espressi nella dottrina delle 5 guaine dove viene detto che siamo formati da 5 involucri di densità sempre crescente. Tutte le guaine tendono a cristallizzarsi intorno al nucleo interno. Verso il centro convergono tutte le forze interiori, perché lo spazio interno è privo di oggetto e qualificazioni perciò è incommensurabile.

La prima guaina, perciò la più esterna e densa è il corpo fisico costruito con il cibo. Questo involucro è contenuto da una guaina più sottile e delicata che è nutrita dall'aria del respiro. L'impalpabile involucro è fatto di prana e aderisce al corpo formando un corpo eterico che ha la stessa forma del corpo fisico a cui aderisce.

La terza guaina è fatta di una sostanza ancora più impalpabile, perché è il corpo di pensiero che è strutturato dalla nostra personalità, perciò è l'involucro che viene formato e nutrito dal pensiero attivo. La quarta guaina è quella del corpo che viene formato dal corpo della coscienza potenziale che si estende oltre il pensiero attivo per abbracciare la totalità delle nostre capacità spirituali.

L’ultimo involucro è un corpo che contiene tutte le guaine precedenti, infatti è il corpo della suprema e universale coscienza. Questo corpo elevato è nutrito e rinforzato solo dalla gioia esultante, perciò è un corpo che viene percepito solo nello stato di illuminazione e nella meditazione più elevata.

Tutte queste guaine non sono corpi distinti, ma vanno pensati come corpi uno racchiuso nell’altro per proteggere un denso nucleo centrale. Le guaine sono conduttori di energie che si compenetrano e si intrecciano. Nella natura vediamo tutte le sfumature delle composite forme di coscienza, perciò vediamo le coscienze raffinate e le coscienze dense e materialistiche legate alla semplice percezione materiale.

Queste cinque guaine si compenetrano, infatti le guaine sottili contengono le più dense, perciò le guaine più impalpabili contengono un nucleo molto solido. Così come vediamo che il corpo fisico si rinforza con il cibo, così il prana aumenta con la forza del pensiero fino ad influire e condizionare la forma materiale del corpo.

Il pensiero, il respiro e il corpo fisico sono sostenuti dal corpo che contiene la profonda coscienza delle esperienze passate. Nel corpo mentale è raccolto e conservato tutto il materiale da cui il pensiero attinge per trovare la sostanza che usa per le sue creazioni. La coscienza profonda va pensata come lo spazio della subcoscienza o dell'inconscio.

Negli stati avanzati di meditazione, le funzioni subconscie, funzioni sottili e fisiche vengono penetrate e trasformate dalla fiamma dell’ispirazione e dalla gioia spirituale. Questo stato di beatitudine è la vera natura dell'uomo ed è la base della coscienza. Su questi concetti si basa lo Yoga del Fuoco Interiore che, in tibetano, è chiamato gtum-mo.

Solo il corpo spirituale che nasce dall’ispirazione più elevata può armonizzare queste guaine. Lo sviluppo del corpo di materia spiritualizzata sarà l’involucro dell'essere integrato e armonioso del futuro. In futuro avremo l’immortalità fisica che oggi è negata, perché siamo troppo identificati con i valori inferiori delle nostre parti parziali e incomplete. Finché non andremo oltre queste limitazioni saremo soggetti alla sofferenza, alla malattia e alla morte.

E' un errore pensare che la vita umana sia una condizione negativa, perché è una benedizione. Non dobbiamo sprecare l’occasione di vivere nel prezioso corpo umano, e dobbiamo amare il corpo sostenuto dal cibo terreno, perché un corpo così limitato è avvolto e protetto da corpi più spirituali e perfetti.

Il corpo umano vive tra il cielo e la terra proprio per essere il campo in cui si svolge il dramma psico-cosmico. I maestri orientali lo sapevano perciò insegnarono a essere consapevoli del respiro, perché l'elevazione inizia con la spiritualizzazione della materia.

L’attenzione concentrata sul respiro conduce al punto che segna il confine tra il lato conscio e l'inconscio, tra la materia grezza e quella raffinata, tra le funzioni volontarie e quelle automatiche. E la possibilità di accrescere la coscienza è la perfetta natura dell’uomo.

La meditazione inizia controllando il respiro, perché l’evoluzione è la trasformazione delle funzioni automatiche in funzioni coscienti. È la coscienza che permette di essere lo strumento delle forze spirituali, infatti il livello della coscienza condiziona la qualità del prana che si riesce a gestire.

Lo Yoga del respiro insegna che il respiro è la prima forma di energia, perché entra in noi fin dalla nascita, perciò è il collegamento tra corpo e spirito. Secondo gli insegnamenti dzogchen nella tradizione bon, tutti gli elementi cosmici creano e mantengono, continuamente, il microcosmo dell'organismo umano.

Originariamente, nello spazio primordiale, si manifestarono cinque luci che sono 5 aspetti limitati dell'immensa luminosità primordiale. Esse sono le cinque pure luci del livello più sottile degli elementi, perciò sono le prime energie da cui derivano tutte le altre forme di energia, compresa quella della luce.

Le 5 luci divennero poi elementi grezzi, naturali e fisici che, nel microcosmo umano, sono ancora presenti come energie che agiscono nella materia. Nell'uomo, la carne viene associata alla terra, il sangue all’acqua, il calore metabolico al fuoco, il respiro all’aria, e la coscienza allo spazio. Tutto il nostro organismo è creato e sostenuto da 5 energie che svolgono azioni e funzioni diverse.

C’è il prana ascendente che è collegato alla terra, il prana della forza vitale che è collegato allo spazio, il prana sottile simile al fuoco che è collegato al fuoco, il prana diffuso che è collegato all’aria, e il prana discendente che è collegato all’acqua. Un tipo di prana può prevalere o essere carente, perciò può avere una forma più "sottile” oppure più “grossolana.”

L'azione del prana può essere ridotta oppure amplificata con un addestramento specifico, perciò quelle caratteristiche saranno rese più evidenti dalle tendenze che mostriamo. Ogni tipo di prana governa specifici organi fisici e le loro funzioni, ma esso agisce anche nell'aspetto emotivo, mentale e spirituale dell'intero organismo.

Il prana ascendente è quello che attiva l’acutezza dei sensi, che sostiene il pensiero e che aumenta la conoscenza. Questo prana è collegato alla terra, perché sostiene l’attività del cervello che è la funzione più terrena dei sensi e della conoscenza. Il prana vitale è quello che rafforza la vitalità dell’organismo ed è concentrato nel cuore, perché il cuore e la forza procedono sempre insieme.

Il prana che aumenta la vitalità è l'energia che rende più acuta la nostra percezione e tutte le funzioni cognitive. Il prana simile al fuoco è quello dell'energia che governa il metabolismo e la digestione. Esso viene rafforzato da ciò che mangiamo, perché è il prana che regola la temperatura del corpo. Questo è il prana che è sviluppato nello Yoga del Fuoco Interiore. Il prana simile al fuoco è il tipo di energia che va purificata per accendere il fuoco psichico interno, che è il fuoco che permette la beatitudine.

Il prana diffuso che viene associato all’aria è l'energia che fluisce in tutto il corpo e che collega tutte le nostre parti energetiche. Il fatto che il nutrimento entra negli intestini e nutre il sangue, mentre i nervi portano le informazioni sensoriali, mentre il corpo svolge altre attività complesse, avviene per merito dell'azione di questo prana.

Il prana discendente è l'energia che governa le attività escretorie e offre la capacità di godere del sesso, perché è il prana che scorre nel chakra segreto localizzato dietro gli organi sessuali. Secondo i maestri dzogchen, tutto il corpo umano è percorso da luci sfavillanti di colori diversi e queste cellule luminose vengono percorse dal "vento" delle energie.

Forse non è importante studiare tutte le sfumature con cui le nostre funzioni si intrecciano in ambiti fisici e psicologici, individuali e universali, materiali e spirituali. L'essenziale è amare la perfezione della vita e la complessa struttura umana. Così vediamo che le energie non sono basate solo sulla materia grezza, perché il corpo di carne e sangue che indossiamo è il prodotto del linga sarira ossia del corpo eterico, da cui il nostro involucro più denso è emerso.

Buona erranza
Sharatan

venerdì 21 giugno 2013

La luce della materia



"Voi siete la luce del mondo ...
così risplenda la vostra luce davanti agli uomini,
perché essi ve­dano le vostre opere buone
e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli."
(Matteo 5, 15-16)

L'essenza della vita e della vitalità dell'organismo si vedono nell'aura che esso irradia, perché la sua aura diffonde la ricchezza delle sue qualità, e mostra concretamente queste qualità nelle sue opere. Ogni manifestazione di vita è sempre collegata ai movimenti di espansione e di irradiamento dei corpi, perciò l'aura si mostra come l'alone più o meno luminoso che circonda i viventi.

La luce che emaniamo esprime la qualità del mondo che ospitiamo internamente, perciò risolve il mistero della qualità dell'essere, in quanto si emana la luce della materia che prevale maggiormente nell'organismo. Dicendo "aura" indichiamo dei corpi diversi, perché non c'è un solo tipo di aura, ma ne esistono diverse aure prodotte dai vari corpi che ci compongono.

Le aure si compenetrano e si contengono reciprocamente, e appaiono simili a strati di cipolla che si contengono uno nell'altro formando il bulbo dell'ortaggio. Il corpo emette vari tipi di radiazioni che hanno colore diverso e con uno spessore che è più o meno sottile a seconda della sua distanza dal corpo materiale.

Ognuno possiede diversi livelli di vita che si mostrano come emanazione di radiazioni correlate alla qualità delle energie che circolano nell'organismo. Va saputo che, oltre al corpo fisico, esistono altri 6 livelli energetici, perciò ogni corpo riflette un diverso livello, perciò la nostra costituzione si esprime con 7 livelli di vita e di energia diversi.

L'aura più densa è l'aura vitale o eterica che è situata in vicinanza del corpo materiale e che mostra il livello di vitalità fisica che l'organismo possiede. Le informazioni che questa aura trasmette - in relazione al corpo stesso - sono di tipo strutturale e funzionale, infatti essa mostra la qualità del circuito elettrico, sebbene la dimostrazione venga espressa a livello extracorporeo.

L'aura eterica contiene il corpo fisico così come un guanto contiene la mano, perciò comunemente anche la sua luminosità si propaga a pochi centimetri dal corpo. La sua luce appare come un esile filo di fumo grigio, perciò la sua opacità è grigio-azzurrina con sfumature argentate.

L'aura astrale è l'emanazione che viene dalle nostre emozioni, perciò è un tipo di materia molto fluidificata che ingloba e che contiene il corpo fisico. La sua radianza si estende per circa 1 metro e mezzo dal corpo fisico e la sua forma è molto mobile e sfumata, perché essa rispecchia le emozioni e muta seguendo le passioni dell'uomo.

L'aura eterica riflette l'ego inferiore nelle qualità della personalità dell'individuo, perciò è l'aura più tumultuosa. Ogni vibrazione emozionale diventa come una tempesta nella natura affettiva interiore, perciò può esprimersi come una bufera di passioni tumultuose.

Questa aura dell'impermanenza e della trasformazione segue il ritmo delle emozioni sottili che percepiamo. Sebbene essa presenti una forma che somiglia alla sagoma del corpo, la sua forma può avere sgradevoli escrescenze e protuberanze che sono causate dal turbamento prodotto dalle emozioni negative.

Salendo vediamo l'aura mentale che riflette il nostro livello esistenziale, perciò questa guaina avvolge le guaine precedenti e il guscio dell'aura mentale si estende circa per 2 metri dal corpo. La sua forma è umanoide soprattutto nella parte superiore, perciò una disarmonia delle sue proporzioni ci mostra che esiste una tendenza disarmonica nell'essere.

Quest'aura ha un colore giallastro più o meno intenso che è correlato all'intelligenza posseduta,infatti mostra la qualità dei ragionamenti e dei processi mentali. E poi abbiamo l'aura causale che mostra la qualità del rapporto che abbiamo con il mondo delle cause, perciò essa ci mostra anche la qualità dei nostri affetti. Questo è il livello della causa prima dell'essere.

E'in questo livello che si mostra la caratteristica e la nota dominante dell'essere, infatti qui vediamo anche disarmonie o patologie specifiche che possono affliggere l'individuo. Questo livello è collegato alla realtà karmica e al bagaglio di esperienze che ci portiamo dietro dalle vite precedenti, perciò a questo livello l'energia vive l'aspetto più inconscio.

Qui sono conservate le nostra più antiche e profonde acquisizioni, infatti vi sono conservate le tendenze e le capacità con le quali o contro le quali dobbiamo agire per proseguire il nostro cammino evolutivo. In questo luogo non troviamo alcuna energia di cui si possa dire che venga subìta come fatalità, perché qui si vedono quali passi o quali punti di riferimento dobbiamo acquisire per fare i salti epocali dell'evoluzione personale.

L'aura causale ingloba tutte le altre emanazioni, perciò la sua estensione è di 2-3 metri oltre il corpo fisico. La sua forma è mobile a somiglia a quella del trapezio col lato inferiore per base, perciò la sua sagoma è una figura umana dalle spalle possenti. Con questo 5° livello energetico finisce il livello dei corpi collegati alle energie dell'ego inferiore, e inizia un progresso che supera lo stadio umano e che ascende al livello semidivino.

I livelli di radianza superiore sono mostrati da 2 aure che risultano come emanazioni di straordinaria energia d'amore, di abnegazione e che si esprimono in una volontà assoluta di amare: queste 2 aure sono l'inizio dell'ascesa nella Coscienza Buddhica o Cristica. Il livello di questa 7° aura è come l'ingresso in una immensa luce bianca percepita come un flusso costante e pulsante di benefica pioggia d'oro.

Tutte le guaine che formano l'uovo aurico sono necessarie all'uomo, infatti abbiamo bisogno di avere una solida base che gli permetta di penetrare meglio nel suolo. L'uomo deve avere solide radici che lo tengono collegano alla terra per poter gestire bene le energie che scorrono nel suolo.

Dobbiamo conoscere e saper gestire tutte le forme di energia per trovar un equilibrio interno, e per vivere in armonia con l'esterno. La radianza umana è come una emanazione che penetra nella materia e che la attraversa, perciò immaginiamo l'onda sonora che penetra e che percorre lo spazio. Da questo che si è detto, si comprende perché alcuni facilitano e altri ostacolano il flusso delle onde.

Non dobbiamo credere che sia necessario perdere il senso di noi stessi per avere un rapporto armonico con l'esterno, perché le emanazioni delle sostanze interne in continua mutazione si intrecciano all'ambiente. Tutti gli elementi che ci formano si compenetrano tra loro, e creano i nostri diversi livelli espressivi, perciò attivano le diverse modalità dell'essere.

Il mondo interiore e personale che creiamo si manifesta con una diversa luminosità, perché i legami delle guaine sottili è sempre diverso e molto personale. La qualità del dinamismo delle guaine sottili subisce un dinamismo incessante, perciò i vari strati che ci compongono mutano continuamente.

Le conoscenze spirituali dicono che l'aura non è l'elemento che costituisce l'anima o lo spirito, ma è la manifestazione dei corpi sottili che abbiamo sviluppato. L'aura è il soffio dei nostri corpi sottili, ed essa mostra il livello delle dimensioni che abbiamo creato. La cosa più importante da sapere è che i corpi sottili diventano sempre più piccoli man mano che si raffinano, perciò il corpo astrale o emozionale è più piccolo del corpo fisico che lo contiene.

Similmente, il corpo mentale è più piccolo del corpo astrale, perciò il "Corpo di Spirito Divino" è ancora più minuscolo e denso, perché la radianza del corpo è sempre inversamente proporzionale alla sua grandezza. Il ritorno verso l'interno è l'accesso agli strati o gusci che formano l'essere, perciò il nucleo profondo è il corpo più piccolo e denso.

L'accesso nei corpi o serbatoi energetici interni rivela il livello di coscienza e la radianza della materia, e mostra la realtà di coscienza che l'essere rispecchia. Ogni corpo sottile mostra una diversa parte, perciò si può gestire al meglio o al peggio le energie che ci aiutano a sviluppare una forma di coscienza che ci è propria.

L'evoluzione individuale è sempre collegata al predominio di una situazione o di una tendenza che preferiamo rispetto ad altre. L'aura mostra il livello di vita più profondo e più amato, e lo mostra in modo molto oggettivo e imparziale. Molti amano il livello astrale, perciò vivono sottoposti agli impulsi e alle emozioni senza sapersi distanziare per riflettere sulla qualità degli eventi.

Questo stato di cose crea l'umanità che vive come un bimbo capriccioso o come un adolescente egocentrico, perciò incontrare aure diverse è diventato un fatto raro. Trovare una radianza di aure mentali e causali è un caso raro, infatti vediamo sviluppi molto embrionali anche negli esseri adulti.

Durante la crescita, secondo le teorie tradizionali, ogni 7 anni sviluppiamo un'aura diversa, perciò la radianza mentale matura dovrebbe essere acquisita verso il 21° anno di età. Dalla nascita ai 7 anni, insieme al corpo fisico sviluppiamo il corpo eterico, e dai 7 ai 14 anni sviluppiamo il corpo astrale, ma gli altri corpi sottili sono forniti solo a livello potenziale.

Mentre alcuni corpo sono sviluppati naturalmente, per altri corpo dipende dalla volontà individuale il fatto che siano sviluppati o meno. Lo sviluppo delle aure e la percezione di vari livelli di coscienza sono correlati e in rapporto con lo sviluppo dei chakra, infatti ogni centro energetico che è posto lungo la colonna vertebrale è connesso in modo primariato con un corpo diverso.

E questo non significa che i chakra siano autonomi tra loro, perché la radianza dell'essere è sempre connesse al loro sviluppo complessivo. La gerarchia dei chakra governa anche le nostre energie sottili che riflettono questo, perciò non esiste una forma di energia che sia migliore o peggiore.

Ogni centro e forma di energia è utile e sacra allo stesso modo, perciò dobbiamo conoscere tutto quello che si trova nella Creazione solo per il fatto che esiste. Tutto ci deve essere utile e sacro, perché tutto ci fa partecipare alla sacralità della vita. In tutto quello che esiste c'è il medesimo Soffio di Principio di Vita, perciò questo soffio comune rende fratelli tutti gli esseri viventi.

Tutta la materia possiede lo stesso soffio vitale e nessuna materia ne è priva anche se ci sembra inanimata. La vita umana è troppo breve per diventare il termine di paragone dell'intera evoluzione. Per questo non vediamo la vita che scorre nelle pietre e nei sassi, perciò l'occhio umano non sa vedere diversamente da come è abituato. Ogni materia ha l'aura, perciò il modo di vedere e il concetto di rispetto della vita andrebbe totalmente mutato.

Chiaramente la vita fluisce diversamente attraverso le varie materie, perciò la luce del minerale, del vegetale, dell'animale e dell'uomo è diversa. Ogni regno naturale ha la sua percezione, ogni regno ha la sua emanazione e sperimenta una diversa forma di coscienza, perciò anche lo stadio umano non è il punto di arrivo finale, ma è solo un'ulteriore tappa del nostro cammino evolutivo.

Buona erranza
Sharatan

domenica 11 novembre 2012

Il riequilibrio della polarità



"Se conosci il trucco, c'è felicità anche all'inferno"
(Proverbio tibetano)

I tibetani insegnano che un Buddha può apparire in ogni regno dell'esistenza anche nei regni infernali, infatti possiamo trovare la chiara natura del Buddha in ogni forma di esperienza, perché questa condizione è insita anche nella negatività dell'odio e dell'avidità. Il tantra afferma che la realtà è ciò che appare nel risultato della interazione degli elementi, perciò comprendere il meccanismo della realtà può modificare la qualità della vita.

Se riusciamo a cambiare la percezione del mondo possiamo cambiare anche la realtà che vi è collegata: se il nostro mondo interiore nasce dal flusso dei fenomeni possiamo imparare ad annullare i flussi negativi per valorizzare quelli positivi. Per fare questo processo dobbiamo ipotizzare che ciò che pensiamo come mondo reale potrebbe non essere tale, infatti molte cose del mondo sembrano vere ma sono false. Tanti insegnamenti dicono che la vita va vissuta vedendo l'aspetto migliore che essa possiede e rifiutandone il lato peggiore, perché la felicità appartiene a chi sa gustare e valorizzare il meglio di ciò che possiede.

La vita viene paragonata alla partecipazione a un banchetto in cui non è bene mangiare tutto quello che è stato imbandito, perché alcuni cibi offerti sono indigesti, dei cibi sono nocivi e altri sono inadatti al nostro palato, perciò questo banchetto prevede una selezione delle pietanze. Se la nostra percezione della qualità diventa adeguata è evidente che anche il nostro vivere diventa un buon mangiare, in quanto impariamo a cercare i cibi migliori.

Una buona pratica spirituale è la migliore difesa contro la negatività, infatti il bon e il buddismo tibetano insegnano che tutti i 6 regni dell'esistenza ciclica esistono negli uomini. Al nostro interno sono depositati tutti i semi che si possono creare, e le varie forme di esistenza che è possibile sperimentare. Tutti i tipi di semi esistono come potenzialità, perché le tracce karmiche delle vite passate ci hanno lasciato delle tracce che possiamo reiterare o meno. Le nostre energie sono state strutturate dal nostro passato atavico causando una abitudine preferenziale ad attivare una determinata polarità dei chakra, perciò dobbiamo imparare a coltivare le nostre caratteristiche innate modificando al meglio la nostra polarità interiore.

Per evitare il perpetuarsi della negatività dei nostri depositi karmici ci sono pratiche per purificare le tracce e per impedire la rinascita infelice nei regni inferiori. Le pratiche tantriche insegnano a purificare le emozioni negative e a valorizzare il nostro aspetto positivo, perché ogni chakra può funzionare sul polo positivo oppure su quello negativo. Nei chakra abbiamo la capacità di attivare il tipo di esperienza desiderata se impariamo a fissare l'attenzione sull'esperienza relativa, infatti l'attenzione e la concentrazione hanno la capacità di caricarci magneticamente come dimostra la pratica yoga.

Molte tecniche yogiche evocano le qualità che sostengono un determinato aspetto mentale del soggetto se la sua coscienza è concentrata su un punto specifico, infatti essa rinforza quelle tipiche sfumature. Noi facciamo esperienza dei due poli opposti dell'esistenza, cioè del lato positivo o negativo della vita quando sentiamo le percezioni del corpo, poiché le sensazioni corporee sono condizionate dai sentimenti. Seppure la mente non venga determinata solo dalla percezione del corpo è pur vero che ogni cambiamento della nostra condizione mentale si ripercuote sempre sul corpo.

Non si tratta di imparare solo a fare spazio all'esperienza interiore ridestata dall'attivazione dei chakra, ma si tratta di trasferire l'esperienza percettiva sul polo positivo dei chakra perché essi sono dei trasformatori, perciò dobbiamo farli funzionare attivando il polo positivo piuttosto che il negativo. Questo spiega perché la mente che viene continuamente concentrata sulla positività trova delle forze che sostengono la gioia di vivere, mentre quella attratta dal negativo subisce l'influsso della negatività.

Gli insegnamenti dicono che la mente viene protetta se è concentrata su cose belle o sacre, perché le immagini sacre, i mandala e le preghiere sono considerate delle potenti forme di protezione mentale. Secondo tante concezioni, il Bello e il sacro sostengono la bellezza della vita, mentre il dolore e la paura deprimono le forze fisiche e le risorse interiori. Sebbene il dolore sia una condizione inevitabile del vivere non dobbiamo essere addolorati più del tempo necessario, infatti non dobbiamo indugiare nel dolore. Anche per la morte di una persona cara dobbiamo mantenere il lutto solo per il tempo di superare il trauma, ma il crogiolarsi nel dolore alimenta la negatività.

Anche l'amore per la violenza e per la cronaca nera non fa che aumentare il gusto per la parte peggiore dell'indole umana. E' evidente che non possiamo essere indifferenti agli scandali, alla corruzione, ai delitti e alle guerre, perché non possiamo essere ciechi davanti alla bruttezza del male. Ma il rischio da evitare è quello di credere normale la condizione del male e la bruttezza, perché questo guasta la sensibilità rendendola grossolana, perciò arriviamo a credere come normali e umane delle azioni molto spregevoli.

Guardando il male ricordiamo che viviamo nel Samsara, perciò vediamo il male come l'elemento del regno del dolore e dell'imperfezione in cui viviamo, ma dobbiamo rinforzare solo la positività della nostra indole e la nostra gioia di vivere. La mente deve sentire la bellezza di vivere se vuole avere la forza di superare tutto il negativo del mondo. Solo la mente che viene continuamente rinforzata dalla gioia può annullare l'amarezza, infatti la mente che non crede nella bellezza di vivere diventa una mente debole e confusa, perciò diventa più indifesa davanti alla negatività.

Le energie vengono attratte dai chakra che assomigliano a ruote con raggi formati dai petali del fiore di loto, perciò la condizione di apertura e la qualità energetica che i chakra sanno captare influisce sulla qualità delle nostre esperienze, infatti i chakra sanno captare tutte le esperienze dei 6 regni dell'esistenza. Molte pratiche insegnano ad agire sui canali in cui circola il prana per stimolare la circolazione di un certo tipo di energia, perciò insegnano ad attivare uno specifico funzionamento che è finalizzato ad attirare le qualità positive per sfuggire a quelle negative.

Sappiamo che la negatività si ripete ogni volta che ci colleghiamo ai simboli e alle immagini negative che ci allontanano dal contatto con la mente naturale, in quanto la mente funziona come un magnete che attira la qualità della sua medesima polarità: il polo positivo attira il positivo, mentre il polo negativo attira la negatività. E' chiaro che la vita migliore è quella che piace, ma se non c'è scelta dobbiamo imparare a trasformandolo la vita in senso positivo. Molti credono che coltivare la positività sia vedere il bello anche dove non c'è, ma questo pensiero sarebbe un sintomo di idiozia e non di spiritualità.

Dobbiamo comprendere che essere fragili interiormente ci rende indifesi davanti alle cattiverie, perciò diventiamo recettivi alla rabbia o dell'angoscia: questo è il significato dell'essere vittime della negatività. Quando questo accade si diventa più vulnerabili alla malattia, alla depressione e alla distruttività, perché un prana che si è indebolito rende fragile il corpo e la mente. Quando la mente resta a rimuginare sul lato peggiore della vita diventa una mente che affoga nella negatività e nel rancore dei torti ricevuti: questo è il significato di reiterare la negatività.

Il maestri insegnano che il regno infernale dell'odio e della rabbia è collegato al chakra del centro del piede, il regno degli spiriti affamati nasce dall'avidità che è collegata al chakra segreto che si trova dietro ai genitali, il regno animale nasce nell'ignoranza collegata al lato negativo del chakra dell'ombelico. Il lato negativo del regno umano è la gelosia collegata allo sviluppo malsano del chakra del cuore, mentre il regno dei semidei o asura malvagi viene nell'orgoglio e nell'arroganza collegata allo squilibrio del chakra della gola, e il regno degli dei malvagi che amano la distrazione piacevole è collegato allo squilibrio del chakra della corona.

Le pratiche tantriche insegnano a concentrare l'attenzione sui chakra per rinforzarne le caratteristiche migliori poiché il prana e la mente si muovono assieme, perciò si dice che orientando l'attenzione in una direzione, si dirige e orienta in quella direzione anche l'energia. I maestri tantrici dicono che la realtà diventa la fusione perfetta dei due opposti di forma e vacuità, di beatitudine e di vacuità, di consapevolezza e di vacuità quando la nostra percezione filtra equilibrata nel canale centrale e rappresenta la nostra esperienza usando i due aspetti del vivere che sembrano in opposizione, ma che sono due aspetti inseparabili della vita.

Solitamente il prana scorre vigoroso in entrambi i canali laterali, e questo flusso trasporta un prana karmico che può avere la connotazione neutra, positiva o negativa: questo è il prana indifferenziato che forma il substrato di tutte le esperienze dualistiche percepite. In questo modo abbiamo la possibilità di fare esperienze che possiedono una connotazione neutra, positiva o negativa, perché nel canale centrale, che è molto sottile, scorre il prana indifferenziato che sa usare la consapevolezza non duale o "rigpa."

Nelle pratiche dei venti e dei canali sottili si impara ad aprire i chakra principali per portare la circolazione del prana dai canali laterali fino a quello centrale, in modo che le esperienze energetiche possano circolare in modo equilibrato. Ma, per fare la modifica della circolazione pranica è necessario essere disposti a rinunciare alla nostra abituale concezione duale, perciò è necessario imparare a dimorare nella mente che possiede la consapevolezza non duale del rigpa.

E' nel livello corporeo che il prana viene avvertito per il suo movimento e per gli effetti che produce, perciò questo è il livello in cui il tantra lavora maggiormente per renderci sensibili al prana, perciò il tantra usa la mente, l'immaginazione, la postura, il respiro e il movimento. Se sappiamo orientare le energie grossolane verso le dimensioni più raffinate possiamo apprezzare i livelli sottili delle esperienze, perché accrescendo la sensibilità percettiva sperimentiamo il livello di una vita migliore.

Riequilibrando il lato negativo del chakra della corona passiamo dalla distrazione piacevole alla compassione, uscendo dal negativo del chakra della gola cioè dall'orgoglio andiamo nella mitezza e nell'umiltà. Dal lato negativo del chakra del cuore cioè dalla gelosia passiamo all'apertura e alla disponibilità verso tutti gli esseri, perciò eliminando il negativo del chakra dell'ombelico cioé l'ignoranza si acquisisce la saggezza e la giusta discriminazione.

Dal negativo del chakra segreto, cioé dall'avidità passiamo alla generosità, come dal negativo del chakra della pianta dei piedi cioè dall'odio e dalla rabbia passiamo all'amore. Trovando l'amore evitiamo l'inferno, coltivando la generosità evitiamo la fame insaziabile, e acquisendo saggezza e discriminazione fuggiamo dal regno animale. Se sentiamo l'apertura dell'amore per tutti gli esseri viventi possiamo definirci dei veri esseri umano, se diventiamo umili e miti diventiamo semidei che ascendono tra gli asura, perciò provando la compassione siamo deva, cioè diventiamo come gli dei.

Questa è la correlazione tra la polarità giusta dei chakra e la qualità della vita, ma la modifica non è possibile con la sola comprensione mentale di un modo di essere e sentire. La rispondenza piena si ottiene solo se la consapevolezza e la presenza mentale all'obiettivo sono indissolubili, infatti la condizione deve essere una condizione totale e costante. La verità di questi obiettivi deve essere fusa con la base dell'essere e con la nostra mente affinché la finalità divenga indissolubile, e il lato negativo non abbia più il sopravvento.

E' necessario che il rapporto con l'idea divenga una costante idealità mentale, e l'esperienza positiva sia una condizione sostenuta anche quando le esperienze della vita la potrebbero far vacillare. L'immaginazione va collegata all'esperienza, perciò può avvenire che giungano delle emozioni negative ma non vanno negate o combattute, perché vanno accettate per quello che sono, cioè come stati momentanei e transitori che vanno lasciati svanire.

Una metafora dice che le emozioni sono come gli uccelli che si posano sugli alberi, perché sono come le creature che volano nel cielo e vengono per dirci ciò che non va, infatti le emozioni devono essere solo dei messaggeri. Non è necessario reprimere le emozioni, perché quando esse si dissolvono lascia uno spazio vuoto maggiore. Se guardiamo ciò che resta dopo che l'emozione è passata troviamo uno spazio che deve ospitare una consapevolezza maggiore. Ciò che resta dopo è solo un vuoto destinato a ospitare qualcosa di maggiore, cioè un vuoto adatto a contenere una maggiore consapevolezza.

Ogni cosa che segue un ciclo cosmico prevede uno vuoto in cui sorge l'essenza, infatti esiste sempre un spazio vuoto che è destinato ad ospitare delle nuove forme di vita: questa essenza è la base dell'esistenza cosmica. La base essenziale del vivere è riconoscere che lo spazio interiore e la maggiore consapevolezza sono due realtà inseparabili che devono essere integrabili tra loro. Ma lo impariamo solo se siamo persuasi che la nostra unica possibilità evolutiva sia nel trovare uno spazio e le strategie migliori per coltivare le qualità migliori della nostra essenza.

Buona erranza
Sharatan


giovedì 25 ottobre 2012

Tra cielo e terra



"Non cercare fuori di te, il paradiso è dentro."
(Mary Lou Cook)

Tutte le energie sottili sono attratte dai chakra e percorrono il corpo energetico umano, ma i chakra non sono solo dei centri in cui si smistano le energie, ma sono anche delle porte di consapevolezza, perciò i chakra ci permettono di sperimentare dei tipi diversi di coscienza. Comunemente si parla di 7 chakra, ma gli sciamani moderni dicono che i chakra attivi attualmente sono di più, perché veniamo esposti a delle forze cosmiche che attivano le funzioni evolutive che sono necessarie nel momento più opportuno per servirsene.

Nei tempi antichi affermare queste verità era un fatto naturale, mentre oggi dire cose di questo genere equivale a dire delle cose inconcepibili o strane. Nel corso dell'ultimo secolo è avvenuto il risveglio di alcuni chakra addizionali che furono latenti a lungo, ma essi oggi si sono risvegliati e hanno ripreso a funzionare. perciò attualmente abbiamo 10 chakra attivi, ma non tutti sono presenti nel corpo fisico bensì alcuni sono collocati in una dimensione estranea allo spazio fisico. L'orientamento delle energie che circolano nei chakra punta verso due punti estremi, di cui l’inferiore è posto sotto ai piedi e il superiore è posto al di sopra del capo.

Le due direzioni opposte mostrano la nostra realtà energetica dimostrando il livello intermedio in cui viviamo, infatti noi uomini siamo collocati tra il cosmo e la materia vivendo nello spazio che esiste tra il cielo e la terra. I cabalisti dicono che il chakra del capo è sulla nostra testa come una corona regale perché l'uomo è il re del creato, mentre il chakra dei piedi costituisce la nostra radice, infatti ci radica al terreno poiché la terra è il fondamento della nostra vita.

In questa realtà energetica si sono ridestati 3 centri energetici addizionali che devono donarci nuove capacità e nuove consapevolezze. Uno dei centri ridestati si colloca tra le caviglie, poiché esso è associato al movimento e alla rapidità, in quanto la velocità e l’accellerazione sono le caratteristiche più evidenti della modernità. Un secondo centro si è ridestato alla base cerebrale essendo un centro che è collegato al potere, infatti oggi l'uomo ha più potere sul mondo rispetto al passato.

Questa maggiore potenzialità di estendere il nostro dominio sul mondo proviene dalla comunicazione, e dalla crescente tecnologia di cui disponiamo e che aumenta sempre più queste nostre potenzialità. Un centro ulteriore si è riattivato sotto i piedi essendo collegato al cibo e all'alimentazione, poiché i paesi più sviluppati devono imparare ad avere una maggiore compassione per i paesi più poveri. Si deve diventare più rispettosi della vita e delle necessità delle persone deboli, perciò la lotta contro la fame e la carestia sarà una delle guerre più dure del futuro.

Questi chakra sono sempre esistiti e furono attivi nel passato, ma poi divennero latenti a causa della variazione dell'orbita terrestre intorno al sole, e per la mutazione dell'inclinazione dell'asse polare. Gli sciamani narrano che le antiche civiltà di Mu e di Atlantide furono distrutte dalle mutazioni dell'equilibrio energetico ed ecologico della terra. Queste antiche civiltà sono ricordate nelle tradizioni sciamaniche come leggende, miti e nei rituali, infatti vediamo gli 8 chakra dell'armonia cosmica come fulcro della Ruota della Medicina dei nativi del Nord America, e il mandala a 8 raggi della mistica orientale come dei residui di conoscenze delle civiltà scomparse.

Le ondate energetiche del cosmo sono attratte nei chakra come onde di filamenti verticali. In India chiamano nadi le colonne energetiche circolanti nel corpo, infatti un nadi centrale scorre nella colonna e collega il chakra della testa a quello che è collocato sotto i piedi. Poi ci sono 2 nadi laterali posti a fianco del centrale in cui scorrono due flussi di corrente positiva e negativa che s'intrecciano co quello del centro e formano una figura a forma di otto che vediamo intorno ai chakra ruotanti.

Così avviene l'alternanza tra le due correnti energetiche opposte che scorrono nel corpo, e ciascun centro energetico ruota in direzione opposta a quello direttamente superiore e inferiore. I chakra forniscono le energie sottili necessarie al corpo fisico e agli organi vitali, perciò il sistema endocrino si deve considerare come l'estensione fisica del sistema dei chakra, e il sistema nervoso parasimpatico come l'estensione dei nadi.

Nel corpo energetico i chakra si localizzano nei punti in cui si fondono e si incontrano i vari livelli del nostro Sé totale, infatti essi sono gli indicatori energetici del nostro intero essere. La loro conoscenza è molto utile per capire la nostra costituzione, in quanto ogni chakra possiede un'essenza e una finalità diverse, perciò ognuno ci dona una diversa coscienza.

Il chakra della radice si trova sotto la superficie plantare e ci radica alla terra, infatti ci aiuta a camminare su di essa: questo chakra ci ricorda che siamo i figli della terra e che la terra ci nutre e sostiene come una madre benefica. Il chakra della radice ci tiene ancorati alla realtà, perché la spiritualità si deve esprimere nella condizione di esseri materiali inseriti nella fisicità mortale. Le caratteristiche che dona sono la stabilità, l'appoggio, la crescita e lo sviluppo secondo le leggi naturali, e se non ci fosse saremmo privi di praticità, di stabilità e di solido fondamento sulla terra.

Non saper stare "con i piedi per terra" è una metafora che esprime il suo sviluppo inadeguato a offrire un solido fondamento nel vivere concreto. Vivendo una vita solo mentale siamo esseri squilibrati, perché si diventa spirituali non sapendo fare del bene in modo concreto, e questo è un grave difetto. Il significato fondamentale del chakra è quello di conferire radici, nutrimento e fondamento al vivere materiale.

Il chakra del piede è collocato all'altezza delle caviglie, e la sua funzione principale è quella di offrire la mobilità, infatti il movimento equilibrato consente di esplorare la realtà fisica in modo libero, pur restando saldamente ancorati alla terra. Il chakra del piede ci aiuta a vivere la vita non tanto come una marcia, ma come una danza cioè come una coreografia di movimenti energetici che sono colmi di gioia. Il chakra basale è posto alla base della colonna vertebrale, perciò è posto tra l'ano e i genitali, e viene associato alla forza di gravità che ci trascina verso il basso e la solidità.

E' il chakra di sostegno del fisico, perché è posto nell'area che sostiene il corpo seduto, viene collegato al sistema scheletrico, a quello muscolare e all'intestino crasso dove transitano le scorie dei cibi solidi. Fisicamente corrisponde alle ghiandole surrenali che immettono l’adrenalina nel sangue quando abbiamo bisogno di un surplus di energia per affrontare le emergenze. E' correlato alla sopravvivenza, all'istinto di conservazione e alla materialità più tangibile: infonde l’energia al nervo sciatico che è il nervo più lungo del corpo, e che collega il sistema nervoso alla terra. Il suo significato funzionale è collegato al conservare e all'eliminazione, perciò obesità, stipsi, malformazioni della colonna e sciatiche sono dovute al suo cattivo funzionamento.

Il chakra sacrale è localizzato a livello addominale, tre dita sotto l’ombelico e si manifesta fisicamente nelle gonadi, nelle ovaie e nei testicoli: viene riconosciuto come centro della riproduzione e della motivazione. Esso influisce sulle funzioni liquide del corpo, perciò sulla circolazione, sulla minzione e sulla riproduzione. Viene associato alle emozioni, ai desideri, e alle passioni, cioè a tutti i piaceri e alle sensazioni “viscerali”. I desideri ci fanno entrare in contatto con le nostre esigenze, e da questo incontro nascono le motivazioni che diventano la garanzia di poter realizzare i cambiamenti e lo sviluppo ulteriore.

A differenza della passione che è un’emozione potente, il piacere è l’esperienza gioiosa del vivere anche se molti condannano il piacere per colpa di un senso religioso che si è deviato. Per questo motivo la donna è ritenuta ingannevole e tentatrice e il desiderio diventa un impulso negativo, perciò la vita è vista come una condizione penosa da subire e sopportare piuttosto che come un’esperienza in cui gioire e di cui avere piacere.

Questo pensiero malsano ci impedisce di conoscere delle forme di energie più sottili e delicate, ci impedisce di godere delle bellezze dell’esistenza terrena, e non ci fa apprezzare il contatto benefico con la natura e la terra. Al chakra sacrale sono collegate le motivazioni e la riproduzione, perciò il suo malfunzionamento causa i disturbi del sistema circolatorio, renale e vescicale, e tutti i fenomeni d’impotenza e di frigidità sessuale.

Il chakra del plesso solare si trova tra l’ombelico e il punto in cui le costole si fondono nello sterno, e coincide fisicamente con il pancreas. E' il chakra che regola il metabolismo del corpo fisico, perciò il suo significato funzionale è collegato al controllo, alla crescita e allo sviluppo adeguato del corpo: è considerato il centro del sole del corpo, perciò è detto il Chakra del Fuoco. Viene associato al fuoco dell’azione, perché promuove la fortificazione personale e perché stimola il desiderio di “alzarsi e andare.”

E' il chakra che sprigiona la trasformazione essendo collegato all’orientamento e all’utilizzo delle energie avendo il potere di saper orientare e impiegare bene le energie. L’azione è la capacità di assumersi la responsabilità delle conseguenze di ciò che si è avviato, infatti le conseguenze delle nostre azioni sono collegate al plesso solare, e dal suo malfunzionamento sorgono i disturbi della digestione, le ulcere e il diabete.

Il chakra del cuore è al centro del torace e si manifesta nel timo, infatti è localizzato dove la forza dei legami è più forte, e viene associato all’amore e alla compassione. La forza dell'affinità è una delle 4 forze vincolanti universali assieme alla vita, alla luce e alla legge, infatti la forza del legame d'affinità rientra tra le 4 forze naturali che sono intolleranti delle limitazioni e delle restrizioni. L’amore è una forza di questo tipo, perciò richiede il fondersi delle energie e il ritrovarsi nell’armonia totale con le cose o le persone amate.

L’amore vero è incondizionato perché non chiede, non pretende, non vuole dominare, non vuole controllare, non persegue nessun vantaggio personale, ma vuole solo l’armonia con il suo prossimo. Questo chakra è connesso ai rapporti e al raggiungimento dell’equilibrio tra ciò che è immesso e quello che viene emesso, perciò anche delle parti che sono rinfrescate e alimentate. Il vero senso funzionale del chakra è rappresentato dall’amore e dalla compassione, perciò il suo malfunzionamento causa disturbi cardiaci e polmonari, asma e pressione alta.

Il chakra della gola è localizzato al centro del collo e si manifesta nella tiroide, perciò è associato alla comunicazione ossia alla trasmissione e ricezione delle informazioni che giungono sotto forma di energie da interpretare e da codificare a livello mentale. Questo chakra è un centro del suono, infatti invia e riceve i movimenti vibratori, ed è deputato allo sviluppo della facoltà di collegamento: viene associato a collo, spalle, braccia, mani e orecchie, cioè alle parti del corpo fisico coinvolte nella espressione e nella comunicazione. Il suo malfunzionamento causa laringiti, raffreddori, torcicollo e disturbi dell’udito.

Il chakra della base cerebrale si trova al centro del capo in corrispondenza del dorso nasale, e fisicamente si manifesta nell'epifisi che è l'orologio dell'organismo posto nel retro del cervello, all'altezza del dorso nasale. E' il Chakra della Luce, poiché regola le funzioni che consentono alla mente di vedere, infatti esso attiva "l'occhio della mente." Malgrado il mondo sia visto con gli occhi fisici, in realtà gli occhi vedono il movimento delle vibrazioni luminose riflesse dagli oggetti e il vuoto esistente nel corpo e tra i vari corpi.

I raggi luminosi si imprimono nella retina e attraverso il nervo ottico inviano i messaggi visivi fino al cervello dove sono codificati negli schemi strutturali forniti di significato. Questo chakra gestisce l'accesso ai sistemi di recupero dell'informazione esterna, infatti esso custodisce le forme e gli schemi di cui abbiamo fatto esperienza in passato. Esso permette che i modelli interni siano proiettati nello schermo mentale sotto forma di immagini. Questo chakra è la sede dell'immaginazione e del processo di rafforzamento che consente di trasformare l'impossibile in possibile, perciò tutti i disturbi oculari dimostrano il suo malfunzionamento.

Il chakra del sopracciglio è posto dietro la fronte, nell'arcata sopraccigliare e si manifesta fisicamente nell'ipofisi che è la ghiandola che regola tutto il sistema endocrino: per questo è detto il Controllore. L'ipofisi è alla base del cervello, essa è sopra la volta del palato cioè vicino al palato molle. Questo chakra viene associato all'intuito e all'intenzione, controlla la percezione e la sua attività, e la facoltà di dare un significato alla realtà materiale, perciò il malfunzionamento causa incertezza, confusione e indecisione.

Il chakra della corona è l'apice del sistema energetico ed è collocato sul capo agendo sull'epifisi, poiché è connesso alle facoltà superiori e all'orientamento nella vita che dimostra l'Anima, perciò è il chakra che è direttamente connesso con essa. Questo chakra è chiamato il "Loto dai Mille Petali" perchè come il loto nasce dal fango per fiorire nelle dimensioni superiori che offrono delle potenzialità illimitate: il suo malfunzionamento causa depressione, fastidio e apatia.

Quando il chakra della corona, quello del sopracciglio e quello della base cerebrale iniziano a funzionare all'unisono formano un vortice energetico che forma un ulteriore organo percettivo, cioè quello che viene detto il "terzo occhio" che anticamente veniva raffigurato come un occhio inscritto in un triangolo. Quando il corpo fisico entra in perfetta armonia con i corpi sottili, allora si raggiunge un livello di integrazione che permette questo sviluppo naturale.

Nonostante i chakra siano collegati con l'ipofisi e l'epifisi, il terzo occhio non è collegato alle ghiandole. Esso è un organo del corpo energetico che diventa operante quando si armonizza con i corpi sottili e si realizza l'integrazione totale. Più che uno sviluppo spirituale avviene un'integrazione totale che fonde parte fisica, mentale, emozionale e spirituale esistenti all'interno dell'uomo. L'attivazione del terzo occhio conferisce il potere della vista superiore e permette di vedere con un livello di consapevolezza molto più elevato di quello della realtà ordinaria e della consueta visione esistente nella consueta ecologia mentale.

Non è possibile che qualcuno possa stimolare lo sviluppo della visione superiore, dicono gli sciamani, perché il suo sviluppo avviene in modo naturale avanzando mentre procede l'integrazione dei corpi sottili. Un tale sviluppo può essere facilitato, ma non può essere forzato in alcun modo, perciò qualsiasi tentativo esterno di agire su queste facoltà può solo bloccarle o inibirle per il futuro. Molti vorrebbero avere questa facoltà per sfruttare le sue facoltà superiori e trarre dei vantaggi materiali dal loro controllo, ma i tentativi di farne un uso disonesto sono puniti e portano più danni che vantaggi, perché non si può mai abusare impunemente di queste facoltà.

Buona erranza
Sharatan