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venerdì 8 agosto 2014

De-formazioni mentali



"Coloro che non si adeguano sono il sale della terra,
il colore della vita, condannano sé stessi all'infelicità,
ma sono la nostra felicità."
(Elias Canetti)

La globalizzazione ha trasformato la mente perché ci ha inculcato il messaggio che, nel mondo globale, si devono accettare delle condizioni che superano la volontà del singolo. La volontà nazionale e gli ideali individuali sono passati in secondo piano, perché sono meno importanti della volontà globalizzata. Questo pensiero ha infuso un sentimento d’impotenza ai popoli e alle nazioni. I popoli sono considerati meno importanti rispetto all'interesse "globale." Ma il confronto non paritario con i livelli sovra-nazionali che guidano il mondo, ha favorito la nascita di forze che si oppongono a questa tendenza.

Sono riusciti a convincerci che siamo senza scelta, perciò hanno confermato la visione del mondo diffusa da Margaret Thatcher e riassunta in: TNA ossia There Is No Alternative. Con questa logica hanno iniziato a creare una mente perversa che ci ha costretto ad accettare gli interventi militari che nessuno vuole, ma che sono attuati. Accettiamo anche l’attuale crisi economica causata da un gruppo di persone senza scrupoli che hanno speculato con titoli e fondi di investimento "gonfiati" rovinando milioni di persone. Quel fallimento lo stiamo ancora pagando!

Accettiamo anche le scelte suicide in campo economico, politico e il disastro ecologico, perché gli interessi di gruppi che controllano le fonti di energia tradizionali sono molto più forti di energia pulite che non conoscono padroni. La cosa peggiore, a sentire i sociologi, è quella che abbiamo accettato come giusto il fatto paradossale che, un colpevole non sia costretto a pagare per i suoi reati e misfatti.

Le ingiustizie vengono tollerate con facilità, perché ci siamo stati convinti che questo sia il corso del “progresso,” della “società globale” e che “fanno così nelle civiltà evolute.” La tolleranza davanti a tante follie e illogicità non ci infastidisce più. La nostra tolleranza davanti per queste follie dimostra che, non solo è stata modificata la mente ma che è stato sovvertito anche il nostro senso etico. La prova della creazione di una mente perversa è data dal fatto che percepiamo normale l’impunità dei criminali. E molto pochi sospettano che il thatcherismo si sia limitato a modificare solo l'aspetto politico del mondo.

La perversione mentale è iniziata quando accettammo come giusta una differenza dei diritti dei popoli e delle persone. E, in seguito, abbiamo accettato anche una differenza tra persone, e una conseguente limitazione della loro possibilità di scelta. Abbiamo creduto come giusta quella che era solo l'affermazione del pensiero del più forte ripristinando il mondo dei padroni e degli schiavi. Il concetto aberrante è stato recuperato dalla politica che non ha voluto punire un atto di forza che era privo di giustificazioni legali. L'abbiamo accettato come fatto inesorabile!

Davanti alle ingiustizie abbiamo preso l’abitudine di voltare la testa altrove pensando di essere troppo impotenti per fare qualcosa. La cultura delle emozioni è stata modificata e la deformazione si è estesa facendoci accettare il rovesciamento di significato della giustizia. Davanti alle ingiustizie siamo impotenti e seppure un fatto sia ingiusto, sentiamo che l’ingiustizia è inevitabile, perché tutto è ormai senza ritorno.

I vicoli ciechi del punto di non-ritorno sono diventati normali nella vita politica e finanziaria globale degli ultimi anni. In questi anni molti hanno lavorato per modificare la nostra mente e per orientarla verso una logica di dicotomie e di opposizioni. Questo pensiero di stampo cartesiano si basa sul fatto che il pensiero usa i confronti tra cose di qualità opposte. La mente pensa solo se può fare dei confronti e delle dicotomie.

Ci hanno abituato a pensare in termini di: buono/cattivo, bello/brutto, amico/nemico, conosciuto/sconosciuto, etc. e questo fatto è il motivo per cui siamo arrivati al punto a cui siamo. La nostra percezione è stata sempre più orientata sulla funzione meccanica del pensiero che ci rende degli esseri meccanici. Le società primitive usavano una clava per risolvere i loro conflitti, ma le società moderne disdegnano questi metodi brutali.

Massimo Piattelli Palmerini dice che la persuasione nasce con lo scopo di limitare la mediazione incivile di quelli che usano la forza della clava. Perciò la persuasione non è sempre una cosa negativa, perché nasce con lo scopo di avere una convivenza pacifica tra persone e per limitare la violenza. Ogni tipo di comunicazione cerca di fare una mediazione tra le opinioni delle persone, perciò la comunicazione ha il fine di convincere l'altro della bontà delle nostre idee.

Se vogliamo che una volontà, un'opinione oppure una decisione passino da una coscienza all’altra dobbiamo usare deii meccanismi che danno la convergenza della mente. L'uso delle tecniche specifiche è necessario per ottimizzare la vita sociale e impedire che si torni alla clava. La persuasione è l'opzione che il potere usa per non usare la violenza, infatti viene usata da chi possiede il potere quando sa di ottenere così quello che la forza non potrebbe dare.

Si persuade perché quella è l'alternativa alla forza. Ma voler persuadere non fa escludere che la forza venga usata… qualora la persuasione fosse infruttuosa. La persuasione non fa escludere l'uso della minaccia e del ricatto. E non fa escludere neppure l'uso della lusinga e dell'adulazione che sono usate come leve per rinforzare la pressione. La persuasione non è un atto di convinzione, perché chi viene persuaso non viene forzato ma è predisposto a credere nei valori veicolati.

La persuasione mira ad imporre una direzione precisa al pensiero altrui, perciò la psicologia sociale studia da molto questo fenomeno. Conosciamo le regole che creano il messaggio persuasivo, ma ricordiamo che c'è sempre la predisposizione a voler essere convinti. La persuasione ama i temi emotivi e affettivi e odia la ragione e la logica, perché deve condizionare l’azione e la libera scelta. Se dobbiamo persuadere dobbiamo dissimulare e agire in modo indiretto rispetto all'effetto che ricerchiamo.

La migliore condizione è suscitare l’interesse e avere una base favorevole. Siamo manipolati con più efficacia se usano metodi inconsapevoli, e riescono così a creare persone automatiche dalla mente condizionata. Le menti amate dalla pubblicità, dall'informazione e dalla politica sono di genere gregario. In questi contesti cercano di modificare la condotta e l'atteggiamento mentale delle persone per farle aderire alle loro finalità. Costoro conoscono e sanno usare le tecniche migliori per vincere le resistenze psicologiche all'addestramento.

Gli esperti di tecniche persuasive sanno che la condizione della massa è diversa da quella del singolo preso singolarmente. La massa crea una condizione ottimale per addomesticare la mente. L’agire della massa elimina la responsabilità personale del singolo, perciò un linciaggio di massa diventa un omicidio senza assassino. La massa crea un’entità collettiva che non conosce confini, perciò tutte le emozioni sono condivise e divise dai molti che formano quella massa. La massa è sensibile al contagio di un messaggio che lavora a livello emotivo, perché l'emozione parla alla parte più antica del cervello.

La massa può fare follie che sono impossibili al singolo, può fare stragi e può creare dei regimi totalitari che sono sempre sostenuti dal favore di masse entusiaste che li sostenevano. I regimi totalitari usano gli esperti di tecniche di comunicazione persuasiva che propagandano il regime. Essi riducono il pensiero politico a poche frasi a effetto che infiammano la massa. Le ripetizioni ossessive dei messaggi sono efficaci che orientare la volontà della mente collettiva.

Fin dall'antichità si preoccuparono d'insegnare l'oratoria più efficace per infiammare i popoli. La creazione del leader segue la medesima logica, perché il capo somma tutte le caratteristiche che il corpo sociale vuole. L'identificazione è un meccanismo efficace, perché è lo schema arcaico con cui si educano gli uomini. Agiscono con maggiore efficacia perché usano le strutture primitive che sviluppano l'intelligenza deputata alle funzioni sensoriali e motorie. Una mente collettiva è molto più vicina al livello istintivo perciò odia riflettere, infatti agisce velocemente e pensa con difficoltà.

La massa non ama pensare, perciò si accontenta di ridere e pensare facile e semplice senza perdere tempo con troppe sfumature. Meglio se le idee semplici vengono sentite da esperti o persone autorevoli e importanti. La massa grida gli slogan, e li ripete spesso per ricordarli meglio. L’opinione pubblica forma una corrente mentale dotata di un enorme forza magnetica che il potere vuole usare a suo capriccio.

Questo avvenne nei totalitarismi che usano quel potere godendo del favore delle masse. Nei tempi di crisi aumenta il rischio di venire manipolati per creare un pensiero dominante che unisce i simili, ed esclude diversi e dissidenti. La figura del leader svolge un ruolo che forma l'unione, perciò le masse amano e innalzano figure simili a Mussolini, Hitler, Mao o Stalin pensando che quei tiranni li possano salvare dalle incertezze.

Freud che osservò il fenomeno, dovette concludere che un leader sta sempre in bilico sul confine che separa la sua nevrosi e la sublimazione del suo io malato. Il rapporto tra un popolo e il suo capo rischia sempre di avere dei risvolti patologici. Come può essere sano chi cerca un padre punitivo e tirannico? Freud concluse che si fa quando l'io si sente troppo debole perciò deve cercare la forza identificandosi con una figura esterna forte, perciò il leader nasce se c'è questa necessità!

Il leader ricerca una massa sottomessa ma deve avere anche dei tempi che rendono più facile l'ascesa. I tempi difficili creano persone deluse e depresse, perciò le crisi politiche ed economiche creano il clima più favorevole alla nascita del leader che sostiene e conforta. Le crisi e le difficoltà uccidono la sicurezza dell'io. Nei momenti più duri siamo tutti fragili, perché l'io collettivo perde la sicurezza e cerca un conforto.

I meccanismi di consenso e sottomissione devono fruttano l'identificazione perciò enfatizzano il narcisismo personale. Il consenso va rinforzato, perciò il leader deve avere anche un trasfert erotico e affettivo, perché la massa è una femmina che va sedotta. Un leader deve dimostrare l'amore che nutre per la massa a cui concede tutto se stesso. La relazione a cui si allude non sarà personale ma sarà collettiva, ma è presentata come un amore esclusivo.

Il leader diventa seduttivo e si adatta a sembrare ciò che l'altro vuole. Lui vuole solo quello che vogliono i suoi sostenitori. Per conquistare il loro favore è muratore, contadino, autista, giornalista, burocrate, operaio, cantante, professore e anche molto, molto altro. A questo punto, la massa diventa come la donna che viene spinta a cedere davanti alle manifestazioni d'amore di un corteggiatore appassionato e insistente. Davanti a quell'amore appassionato è costretta a dare il suo consenso!

Buona erranza
Sharatan

sabato 8 ottobre 2011

Il mare della mente


“La padronanza della propria mente,
ribelle, capricciosa e vagabonda,
è la via verso la felicità.”
(Dhammapada)

La qualità della nostra vita è determinata dalla qualità del nostro essere, infatti chi si nutre interiormente con dei contenuti scadenti diventa un essere che si impegna solo in imprese stupide, per questo è essenziale nutrirsi di pensieri elevati se vogliamo avere una vita migliore. Gli uomini vivono in un mondo di apparenze, perciò non conoscono la forza che è racchiusa nella mente e nella volontà del pensiero, perché il pensare è la nostra manifestazione divina.

Sapersi elevare nel sentimento e nel pensiero pone su un piano molto più alto tutto il nostro essere, poiché il piano elevato così come quello infimo esiste nel mondo interiore di ogni uomo, però è solo il piano alto che attiva il collegamento con i piani spirituali. I pensieri sono semi interiori, perciò la realtà concreta è la manifestazione del tipo di pensiero che ospitiamo nella mente, e se la realtà inizia nella mente, perché la mente è lo strumento dello spirito e lo spirito è tutto, nella mente esistono le capacità di realizzare tutto ciò che pensiamo.

Il mondo esterno è la copia perfetta del mondo che abbiamo costruito e che abitiamo interiormente, perciò dobbiamo imparare a usare il pensiero, perché il pensiero è la massima facoltà creatrice dell'uomo ed è l‘aspetto in cui siamo plasmati a somiglianza di Dio. La nostra scintilla divina, che è il Sé Spirituale proviene dalla Mente Divina, perché l’uomo è un’emanazione della creazione e Dio emana con la potenza della Volontà ciò che aveva predisposto nel suo Piano Mentale divino. La nostra evoluzione vede l’uso della mente in una fase ancora molto primitiva, infatti abbiamo bisogno di immagini per poter pensare e usiamo ancora solo i sensi fisici per acquisire i materiali che vengono elaborati a livello mentale.

La mente ha bisogno di immagini forti per essere scossa, e il pensiero non può svilupparsi in ambienti che sono privi di vivaci afferenze sensoriali, infatti il pensiero teme la solitudine perché quando è solo con se stesso deve osservare se stesso. Chi non sa stare solo con se stesso non sa pensare, però il pensiero è il seme che deve saper restare inerte quando germoglia, perciò il pensiero opera meglio nel silenzio avendo la tranquillità necessaria per sviluppare e crescere. Ma se la mente non è governata diventa la vittima della sua immaginazione, perciò costruisce delle concezioni fantastiche e prive di aggancio con il mondo reale.

Le forze che agiscono sull’uomo non sono solo esteriori, perché vi sono delle forze molto potenti che formano e agiscono lavorando dall’interno, e che possono diventare delle forze che salvano o che sabotano la nostra vita. Un piccolo pensiero esalta trasportandoci fino al settimo cielo, ma può anche sprofondarci in un mondo da incubo colmo di odio, di invidia e di gelosia: la forza del pensiero cambia il ritmo e il colore della giornata. Camminando per le strade del mondo portiamo in noi un mondo interno gioioso o malefico, e il tormento mentale diventa il lento e progressivo avvelenamento dell’intero essere.

Noi possiamo inquinarci fino nel più intimo nucleo dell'essere, perciò fino alla distruzione della nostra sorgente vitale interiore, infatti l’avvelenamento della mente può diventare totale. Le angosce sono degli agenti tossici, sono delle tossine che si riversano nel corpo fisico fino a farlo ammalare, infatti molti si distruggono perché i fantasmi della mente tracimano nella vita concreta e tutta la loro realtà diventa angosciante. Molti si lamentano della sorte ingiusta, perciò si scagliano contro il destino cinico e baro, ma se guardassero meglio vedrebbero che ognuno ha il destino che merita, perché ottiene il destino che ha costruito con i prodotti della sua mente. Il dolore è prodotto dall’uso errato dello stato mentale e dall’incapacità di coltivare il pensiero giusto, per questo esiste l'identità tra il carattere e il destino.

L’uomo pensa, perciò richiama la vita che viene pensata, e se sapessimo pensare perfettamente saremmo esseri spirituali completi, infatti la mente dirige il piano astrale, ma se l’ambito è incontrollato produce la peggiore delle esistenze materiali in cui regna caos e tormento. La mente è lo strumento dello spirito, perciò conosce l'ordine e l'armonia, infatti essa viene controllata dall’Io Spirituale, perciò può attuare il controllo e l’educazione del pensiero: il pensiero è la forza con cui plasmiamo la nostra vita, perciò se il pensiero è sottile, raffinato e spirituale può attualizzare questa realtà, in quanto la realtà è attratta dalla qualità del nostro pensiero, perché si attualizza il pensiero che è affine al suo Pensatore.

Noi siamo scintille della Mente Divina e la mente è la nostra più elevata facoltà, infatti il nostro mondo inizia nel pensiero per potersi concretizzare nella materia. Chi pensa che vivere nel mondo sia immergersi nella materia o chi crede di vivere nel completo isolamento non comprende che la vita inizia nel pensiero ma si deve concretizzare nel mondo materiale. Infatti non comprendiamo che la realtà mentale e quella pratica sono due facce della medesima medaglia, perciò la realtà va compresa con il pensiero concreto che agisce e modifica le cose: il pensiero penetra all’interno delle cose per poter modificare e plasmare esteriormente, perciò il pensiero deve agire sul motore interno del mondo.

La mente costruisce, analizza, divide, ricompone, raggruppa, pesa e crea il suo mondo, perché penetra nelle sue leggi particolari usando i sensi e le emozioni. La mente è il ponte usato dallo spirito per scendere nel mondo, perché la mente possiede due facce, infatti preleva e smista il mondo esterno e quello interno. L’intuizione è il salto della mente verso le realtà superiori, perché il lampo del genio vede qualcosa di superiore, perciò le intuizioni sono tipiche delle menti geniali dette “visionarie” da chi non le comprende, ma il visionario è chi realizza ciò che gli altri credevano impossibile prima che lui lo facesse.

Le persone geniali vedono prima con la mente che tramite i sensi, perciò vedono nel pensiero, infatti il pensiero intuitivo ha immaginato e ha creato il futuro. La vita prende il ritmo e la qualità del pensiero, perciò possiamo usare la volontà per migliorare la nostra condizione, in quanto la volontà è la forza divina che teniamo incatenata come una schiava lasciando libere le passioni e i desideri come tiranni capricciosi e cause della nostra sofferenza. La passione, per come la percepisce l’uomo, è l’emozione tirannica di cui l’uomo si compiace fino a esserne vittima, perché l’uso distorto della mente fa ripetere le cose che crediamo positive fino a diventarne prigionieri.

L’inganno è credere che le cose superflue siano necessarie, perciò che dei bisogni superflui siano primari, perciò offriamo alle cose superflue e vuote il valore che non hanno, e quelle cose indegne ci racchiudono nella gabbia della necessità. L’abbassamento della civiltà inizia facendo la confusione tra le cose essenziali e le necessità fittizie, infatti molti pensieri sono distorti e male indirizzati verso valori sempre più infimi. Pensare bene per restare centrati su quello che ha un valore reale, perciò centrarsi sulle cose che sono primarie è la condizione per addestrare la mente in modo positivo: in questo siamo gli artefici della nostra buona o cattiva sorte.

Siamo noi che risolviamo i problemi se usiamo la mente per analizzare i piani sottili delle cose, perché la creazione della vita avviene in modo raffinato e non in modalità meccanica, infatti il pensiero è l'ambito personale che prevede di saper progettare “ad hoc,” perciò per contesto particolare e soggettivo. Le abitudini mentali nocive sono le creazioni sbagliate che abbiamo nella nostra realtà, perché la meccanicità mentale non sa valutare il vantaggio globale delle cose. Quando l’idea entra nella mente, feconda e trasforma l'ambito mentale, perciò diventa la forza dirompente della necessità realizzatrice di ciò che è insito nella natura delle cose.

Anche la fede è una convinzione, infatti chi ha una fede ha la certezza incrollabile delle idee, perché esse hanno una profonda risonanza con la natura della loro coscienza. Molti traggono dalle loro idee la forza di affrontare delle difficoltà insormontabili per altri: questo è l’effetto della fede, al di là della qualità dell’idea che la ispira, infatti la persuasione rafforza il senso di valore dell’idea. Molti non conoscono la forza della suggestione e ignorano che è il metodo usato dalla società per addestrarci, poiché usa dei canali inconsci per entrare profondamente nella mente.

La persuasione assume una forza devastante se i pensieri penetrano e sono rinforzati dalla devozione con cui li conserviamo, e vince le più profonde convinzioni e agisce minando alla base le strutture mentali come tutte le idee che penetrano e agiscono dall’interno. L’idea diventa molto potente se possiede una grande forza di penetrazione, perciò se l’anima la accetta e la include nella parte più intima e inconscia di sé, perciò l’idea cambia l’essere perché lo spinge e lo trasforma interamente. Chi conosce la mente ci persuade ripetendo più volte per inculcare meglio i concetti, perciò le idee sono ripetute in modi diversi per imprimerle meglio.

Il nostro subconscio assorbe e rende indelebile l'idea, perciò i concetti ripetuti fiaccano anche la più accanita resistenza della mente: le suggestioni sono armi potenti perché usano la nostra parte impulsiva per sfruttare l’azione propulsiva, infatti le forze inconsce impulsive sono irrefrenabili. Il meccanismo crea i martiri che assorbono in modo inerte le idee altrui, perché la forza della suggestione usa gli ingranaggi impliciti della struttura umana, perché hanno una forza espressiva estremamente potente. L'ingranaggio è usato dai persuasori occulti che sanno che il pensiero può essere innestato nella mente, perciò sanno di ottenere una gran massa di gente molto suggestionabile e influenzabile: la pubblicità e la politica sono i fenomeni più evidenti, perché l’azione insistente infonde anche le idee che sono basate sulla menzogna e sull'ignoranza.

La suggestione può vincere la volontà, infatti stimola alla condensazione del pensiero fisso penetrato intimamente, perciò la suggestione positiva origina idee positive, ma se ci abbandoniamo a ogni pensiero che viene a visitare la mente, senza discriminare la qualità e il valore dell’idea, siamo la preda di tutto ciò che giunge. Perciò la mente si deprime o si esalta come una bilancia che oscilla continuamente, e la mente viene trascinata nei flussi dell’emozione e nella gamma delle sue tempeste: lasciati alla deriva di noi stessi diventiamo i naufraghi del pensiero, ma il pensare disordinato è un naufragare in un mare troppo tormentoso.

Per pensare dobbiamo selezionare e ordinare, perciò la mente deve essere attiva e passiva, e chi pensa deve essere il soggetto e l'oggetto del suo mondo, perciò l’ordine mentale è primario per pensare, infatti dobbiamo riordinare e soppesare la qualità dei pensieri e il vero valore delle idee. Molti usano la mente con schemi rigidi e passivi, perciò la mente diventa pigra e confusionaria, e risente dell’accumulo indiscriminato di idee che sono indifferentemente pescate dal mondo, perciò non si conosce neppure l’origine delle proprie convinzioni. Se i pensieri sono vacui e sciocchi, e sono prodotti in abbondanza possono coltivare delle menti poco sviluppate che vivono una vita sconclusionata e inconcludente, perciò spiritualmente sterile.

E' necessario saper chiudere la mente ai pensieri che non hanno qualità e che vengono per deprimere la fiducia nella vita, infatti gli inquinamenti sono evitati se impediamo alla negatività di attecchire: la nostra mente deve essere chiusa ai pensieri di vendetta e di rancore. Se le cose vanno male la causa non è mai esteriore, ma la causa va ricercata all’interno, perché siamo noi che abbiamo dato consenso a quel pensiero, perciò è nell’uomo la causa dei suoi mali ma nell’uomo esiste anche il rimedio, se cambiamo il modo di pensare e se vogliamo eliminare la sofferenza mentale.

I pensieri nocivi si tagliano alla radice, perciò va eliminata la paura che è l'unica causa della sofferenza, infatti vizio e difetto nascono dalla paura così come l’odio, poiché si odia la persona perché essa rappresenta la cosa che temiamo. Se una cosa non si temesse non potremmo odiarla, infatti ci lascerebbe indifferenti. L’uomo teme troppe cose, infatti teme la povertà e diventa avaro, odia il rischio e diventa pigro, odia gli errori e diventa irresponsabile, odia il dolore e la malattia e diventa mediocre e indifferente al dolore del mondo. Quando si teme tutto, il timore impedisce di essere i padroni del mondo, perché siamo chiusi alla fiducia nella bontà della vita.

Le sensazioni penose sono la calamita delle nostre negatività, perché innestiamo il circolo vizioso di paure ed errori, infatti siamo un centro magnetico che è indifferente alla qualità del sentimento e che risponde solo alla forza dell'attrazione e alla potenza delle convinzioni che accumuliamo, perciò attiriamo nella vita ciò che amiamo, ciò che temiamo, ciò che odiamo oppure ciò che desideriamo ardentemente. Il pensiero ha un’enorme potenza attrattiva con i pensieri della stessa natura, perciò attiva la concretizzazione del nostro pensare, sia in senso positivo che negativo.

Noi abbiamo il libero arbitrio e la volontà di poter discriminare la qualità del mondo che vogliamo abitare, infatti ognuno può coltivare il pensiero che vuole e che sente interiormenete come vero e corrispondente al suo essere, perciò abbiamo la responsabilità del nostro pensiero. Ognuno è libero di essere come vuole, perciò può scegliere di essere costruttivo oppure negativo ed è libero di poter usare la carica mentale per rafforzare la sua fiducia nella vita, perché è stato detto che ci sarà dato secondo la nostra fede, perciò è certo che la nostra fede nella bellezza della vita ci darà una vita più bella e più serena.

Buona erranza
Sharatan


martedì 1 settembre 2009

Il canto delle Sirene


Sappiamo che l’energia mentale si muove con onde vibratorie, e che agisce secondo la legge dell’induzione, perciò l’etere è pieno di correnti elettromagnetiche che entrano in contatto tra di loro e che si combinano o si respingono reciprocamente. L’energia mentale naturale è di tipo neutro, quindi può essere usata per il bene o per il male: è un grande motore energetico, cioè dinamico per legge naturale, che può assumere sia il colore bianco come il nero. Questa grande forza può venire usata anche a fini terapeutici perché molte malattie sono prodotte da forme errate di pensiero, perciò la forza mentale si può usare per trasformare stati negativi in positivi, ma anche per indurre pensieri o stati mentali negli altri.

Conoscere i principi fondamentali con cui funziona questa grande forza naturale è indispensabile per poter riconoscere il potere della sua azione, sotto qualsiasi forma esso si presenti perché molti tipi di sfruttamento dell’energia mentale vengono usati oggi in forma mascherata per meglio ingannare la volontà ed il pensiero. Questa forza suggestiva spesso viene sfruttata da ideologie, culti e da organizzazioni politiche e sociali che vogliono strumentalizzare e plagiare le persone.

Il potere dell’energia mentale si manifesta principalmente sotto forma di magnetismo e ascendente personale, come sottile fascinazione di una mente su di un’altra o come influsso di una persona sugli affetti, sulle emozioni, sulle passioni e sul pensiero degli altri. Così le emozioni delle masse spesso vengono guidate con astuzia da leader carismatici ma disinvolti, al fine di conquistare un consenso apparentemente volontario, ma in realtà estorto con l’inganno della fascinazione.

Il termine magnetismo deriva da “mag” cioè magico perché tipico dei sacerdoti caldei o magi, conosciuti come sapienti che operavano grandi prodigi. Le virtù della magnetite erano note in Cina, India e Persia da migliaia di anni perciò il potere del magnete fu paragonato a quello della magia caldea e la pietra venne conosciuta anticamente come pietra magica. Il personaggio magnetico è perciò colui che riesce a calamitare l’interesse delle masse tramite la forza e la potenza che emana, poichè le onde vibratorie dell’energia mentale che scaturiscono dalla sua mente passano attraverso l’etere e, tramite “campi di induzione” magnetica, esercitano il loro influsso sulla mente altrui.

Le correnti mentali collettive sono create dalle coagulazioni del desiderio intenso e concentrato di un individuo che crea un “centro di desiderio” che assume forza e che, sotto la guida della sua forte volontà è in grado di attrarre a sé tutto ciò che è utile ai suoi fini. Colui che costruisce il centro dell’idea, emana delle vibrazioni cariche di ardente desiderio, che è guidato e proiettato dalla sua volontà quindi, in base alla legge di attrazione, tutte le menti che sono assonanti con la medesima idea, accorrono a lui, attratte dai vortici di desiderio magnetico che ha creato.

La suggestione mentale agisce sulla base di due semplici meccanismi di base, di cui il primo, persuasivo, con cui si inducono i nostri desideri nella mente altrui usando il fascino, la malia e l’incanto. Un secondo metodo più invasivo, in cui si fa credere che le idee che vengono condizionate non siano indotte, ma siano proprie ed originali. Le due tecniche sono entrambi efficaci perché si basano lavorando sui due poli dell’energia mentale: desiderio e volontà.

L’azione sul desiderio è compiuta con una strategia di tipo femminile, che usa le armi del desiderio, cioè il fascino, la seduzione e l’attrazione ammaliatrice, mentre l’azione con cui si opera sul piano della volontà usa una tattica decisamente maschile perchè forte e determinata, priva delle attrazioni del desiderio, ma decisa e prepotente. Solitamente tutti coloro che sanno usare le forme di suggestione mentale sono con abili nell'uso di entrambi le tecniche, poiché il magnetismo personale è costituito da una potente forza di carattere coniugata a potenti desideri, seduttivi e ammaliatori come il canto delle sirene.

E’ invece certo che la paura è il sentimento che maggiormente debilita la nostra volontà personale, ed è il motivo per cui molti cadono vittime del condizionamento mentale, perchè l'essere timorosi ed incerti ci impedisce di usare delle efficaci tecniche di autodifesa mentale. La prima cosa da fare è perciò liberarsi dalla paura ma è anche necessario coltivare un deciso convincimento interno di forza e coraggio, perchè: “L'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa.” (Franklin Delano Roosevelt)

Dapprima il pensiero, poi la convinzione di avere forza ed energia aiuta l’autostima e aumenta il tono dell'energia personale: tutto questo ci protegge dai condizionamenti esterni, per cui abbiamo l’opportunità di sfuggire ai meccanismi che creano la mente di massa, che è sempre la somma del magnetismo del leader unita all’autosuggestione mentale ed emozionale dei singoli individui che lo sostengono.

Nelle azioni incontrollate della folla inferocita che arriva al linciaggio, si osserva una possessione ipnotica che si impadronisce della mente individuale e che trasforma tranquilli cittadini in belve sanguinarie: quella forma ossessiva e possessiva è superiore alla somma delle varie menti individuali, ed è la feroce e potente forma di energia che è chiamata "mente di gruppo". Le follie collettive, le grandi ondate xenofobe, le stragi e i delitti del branco vengono compiuti sotto l’influsso di questa forma deviata di pensiero collettivo, da questo "eggregore" condiviso da più persone, che lo onorano e lo sostengono.

Eliphas Levi, il più famoso occultista ottocentesco, nel concetto di “eggregore” o “eggregorio” che significa "colui che veglia" a designare "il silenzioso spirito guardiano" indicò il fenomeno di psichismo collettivo volontariamente orientato. L'eggregore è un essere generato dalle singole menti di un gruppo quando esse sono coscientemente unite per il perseguimento di un fine comune. Ogni volta che gli individui si riuniscono e attivano la volontà emotiva o psichica di interazione, l'eggregore viene formato ma esso è condannato a dissolversi presto, se non vi è un'azione continua di flussi energetici che lo nutrono e lo mantengono in vita.

Ma se l'eggregore viene continuamente vitalizzato dai suoi fedeli che lo onorano e vitalizzano seguendo pratiche di vita, stili e comportamenti a lui graditi e dedicati, allora l'eggregore potrà vivere nei secoli perché avrà acquistato una propria volontà e intelligenza. Parrà strano ma l’occultismo ottocentesco riesce così a spiegare efficacemente sia il funzionamento del pensiero di massa che il persistere di alcune forme ideologiche che ritornano alla ribalta, anche dopo molto tempo dalla morte dei loro creatori.

Buona erranza
Sharatan