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venerdì 25 novembre 2016

Vibrazioni



“Per i puri tutto è puro.”
(Amadeus Voldben)

“Dai corpuscoli, dagli elettroni, dagli atomi e dalle molecole fino ai mondi e agli universi, tutto è movimento vibratorio, nulla è statico. La materia apparentemente inerte è soggetta alla legge della vibrazione; le forme più grossolane sembrano in riposo. I piani di energia e di forza sono gradi varianti di vibrazione, così i piani mentali come quelli spirituali.

Più alta la vibrazione, più elevata la posizione del piano: nel punto massimo è tanto sublime da sembrare in quiete. Così, i due poli estremi si toccano. Il principio di polarità opera sul piano fisico dove è il grande e il piccolo, freddo e caldo, luce e oscurità, ecc.; sul piano mentale col positivo e negativo, tesi e antitesi, di natura identica, ma diversi di grado e di vibrazioni.

Nel mondo del relativo tutto è duale, così che ogni verità è mezza verità, poiché nello stesso tempo ha un aspetto di falsità. Amore e odio, simile e dissimile, sono i due poli della manifestazione, opposti ma eguali, di natura identici e solo differenti di grado. Per questo è possibile conciliarli, mutando la vibrazione di odio in quella di amore.

Il principio del genere, maschile e femminile, i due aspetti che nel mondo fisico si manifestano come sesso, operando nella direzione della generazione, sul piano mentale opera nella direzione della creazione e della rigenerazione. Per i puri tutto è puro.

Vi sono momenti, nell’esistenza umana, particolarmente duri: importante è conoscere come uscirne, qualunque sia la pesantezza delle condizioni. I Maestri hanno insegnato che ciò può avvenire mediante la trasmutazione mentale. Per farlo, si opera sulla mente perché essa determina i nostri stati d’animo.

La mente, come i metalli, può essere trasmutata da uno stato d’animo all’altro, da grado a grado, da polo a polo, da vibrazione a vibrazione. La mente può elevarsi al di sopra del piano ordinario di causa ed effetto, sollevandosi ad un piano superiore. Allora, si diviene causanti, dominando gli stati d’animo e il carattere, diventando motori, anziché pedine.

Obbedendo al principio di causalità dei piani superiori, dominando il proprio piano (emotivo e mentale), si realizza la liberazione delle cause esterne e inferiori. Quando sei portato a vibrare incompostamente, tu polarizzi la mente al grado che desideri. Per il principio di vibrazione, applicato ai fenomeni mentale ed emozionali, si ottiene un controllo delle proprie disposizioni d’animo e sugli stati mentali.

Puoi fugare, come ombre, timori e depressioni, distogliendo l’animo e la mente dallo stato vibratorio scomposto e violento, agganciandolo a uno stato più elevato e sereno. Puoi agire sulle menti e sui sentimenti altrui allo stesso modo, producendo positivi stati mentali e vibrazioni a volontà sul piano mentale come la scienza fa sul piano fisico.

A tutti è data la possibilità di passaggio dal piano più basso a quello più alto per sottrarsi alle condizioni dei piani inferiori. I piani e i mondi si corrispondono. Come in alto così in basso; ciò che è vero in alto, lo è pure in basso. Il piano fisico è riflesso dei più alti. Al di sopra di esso, nel piano dell’assoluto che è il piano dello Spirito, tutto è luce senza ombra.

Chi sa avvalersi delle capacità di usare una legge superiore per dominarne un’altra inferiore, potrà compiere questa Grande Opera. Anziché subire gli effetti nocivi di una condizione negativa, impara l’arte di neutralizzarla. Comincia a polarizzare la mente nel punto desiderato fermando l’oscillazione ritmica del pendolo che tenderebbe a portarla all’altro polo. Questa contro-azione va fatta dopo la scelta effettuata del punto da raggiungere, e va realizzata con volontà decisa.

Conoscendo il principio di vibrazione, puoi dominare gli stati inferiori cambiando le vibrazioni delle cose materiali e delle forme di energie. A questo fine, eleva la tua vibrazione sul piano dello Spirito, principio animatore di tutta la vita, polo estremo e sublime: in tal modo trascenderai la vibrazione grossolana della materia. Là, dopo esserti sottratto alle condizioni e ai dolori dei piani inferiori, nella purezza delle cose elevate, potrai gioire nelle sfere dove la vita è eterna.” (Amadeus Voldben, La Coppa d’Oro, Ed. Mediterranee)

martedì 13 gennaio 2015

Fisionomie armoniche



“Tutti gli oggetti hanno alla base
del loro essere un suono spirituale,
e nella sua più profonda essenza
l’uomo stesso è un simile suono spirituale.”
(Paracelso)

Sulla terra ci sono diversi tipi di sostanze, dice Steiner, infatti c’è la parte solida che l’occultista chiama “terra” perché rappresenta lo stato solido della materia. Tutte le parti solide sono “terra” perciò anche le ossa e i muscoli umani sono terra, in senso occulto. Poi c’è la parte liquida detta “acqua” perché acqua è anche il sangue ed i fluidi corporei. Poi c’è lo stato gassoso che è chiamato “aria.” E se guardiamo verso l’alto vediamo altre sostanze più sottili. Infatti, se prendiamo la terra di un minerale e lo riscaldiamo fortemente, vediamo che la terra fonde e diventa una fusione, cioè diventa acqua. Se l’acqua è fatta evaporare, sempre in senso occulto, diventa aria perché l’aria è la sostanza che, da ogni cosa, si sviluppa per ultima.

Se l’aria si espande diventa rarefatta perciò subentra un nuovo stato che l’occultista chiama “fuoco” e rappresenta il primo stato eterico. Il fuoco sta all’aria come l’acqua sta al solido, perciò lo stato più sottile del fuoco è “etere di luce.” Più in alto c’è lo stato di “etere chimico o del suono” perché regola l’ordine chimico delle sostanze. Questo etere regola e organizza le forze che differenziano, che separano e combinano le sostanze. Poi c’è lo stato più sottile detto “etere di vita” perciò l’occultismo dice che esistono 7 stati diversi di materia.

In senso occulto, nel corpo fisico esiste terra, acqua e aria, mentre nel corpo eterico esiste fuoco, etere di luce, etere chimico ed etere di vita. Nel contempo, il corpo eterico compenetra il corpo fisico e, il corpo astrale compenetra il corpo eterico includendo anche il veicolo denso. L’astrale può discendere fino al fuoco perché non può permeare l’acqua, la terra e l’aria. Il fisico può innalzarsi solo fino al fuoco cioè fino al fuoco scaldato che diventa vapore ossia fino all’aria. Se il fuoco sale dal basso e l’astrale scende, i loro sensi s'incontrano al centro, cioè nel corpo eterico.

La svolta evolutiva essenziale avvenne quando il corpo fisico, eterico e astrale vennero fecondati dall’io. Finché non avvenne, non esistevano che gli animali a sangue freddo cioè creature che non emettevano suoni. Quando l’uomo ebbe il sangue caldo iniziò a vivere nell’aria, perciò iniziò ad emettere suoni. Ci venne donata la facoltà di poter “emettere i suoni dell’anima” perciò l’uomo iniziò a effondere in suoni la sua anima verso l’esterno. Poté allora emettere dal suo interno quello che dall’esterno penetrava in lui” dice Steiner.

L’uomo sentiva i suoni con l’orecchio e li restituiva all’esterno tramite l'emissione di suoni, perciò l’orecchio è l’organo più antico e sviluppato, e la laringe umana è l’organo più recente che si è sviluppato. L’orecchio vibra come un pianoforte perché possiede le fibrille che vibrano ognuna per l’impulso di un determinato suono, perciò l’orecchio modifica poco o nulla di ciò che sente. Tutti gli altri sensi modificano le impressioni che ricevono dall’esterno e, in futuro, saranno perfetti come lo è perfetto l’orecchio.

L’orecchio è l’organo più altamente evoluto perché è in rapporto con il senso più antico. L’orecchio è collegato con l’orientamento nello spazio cioè con la capacità di percepire le 3 dimensioni dello spazio. Non lo sappiamo, ma l’orientamento e l’equilibrio sono correlati con l’orecchio infatti, nell’orecchio interno, ci sono tre strani archi ossia tre canali semicircolari disposti parallelamente uno all’altro. E se gli archi vengono lesi finisce la facoltà di orientamento, perché essi sono i residui del senso dello spazio che è anteriore all’udito.

All’origine si percepiva lo spazio come oggi si sente il suono, mentre oggi la capacità spaziale si attiva in modo inconscio. La struttura interna dell’orecchio mostra che c'è anche un’affinità tra il senso musicale e il senso della matematica. Dietro la fisionomia e dietro il gesto c’è l’anima che vediamo tralucere. Tutto quello che è nell’anima, dice Steiner, è anche nel corpo. Non solo quello che abbiamo in noi, ma anche quello che ci circonda è un’immagine del mondo spirituale. Tutta l’organizzazione terrena dell’uomo è un’immagine dello spirito. E quando ci esprimiamo nel linguaggio e nel canto dimostriamo tutto l’essere ossia l’organismo, il corpo, l’anima e lo spirito.

Chi entra nei mondi spirituali entra nel mondo astrale e “vede come dalle cose si distacchi una qualità” perché il mondo astrale offre una enorme quiete e parla usando solo colori oppure luci. Ma oltre il mondo sensibile e oltre il mondo astrale fatto di luce e colore esiste un mondo superiore che emette suoni. Se l’uomo entra in questo mondo sente un suono che Pitagora definisce “musica delle sfere.” La musica divina che udiamo è l’espressione del mondo devachanico. Nel nostro corpo eterico esiste il riflesso del mondo devachanico perché esso è stato plasmato nel mondo devachano perciò è completamente permeato dalle vibrazioni di quel mondo.

Il corpo eterico vibra di continuo, e se vibra verso la sua parte superiore produce tonalità maggiori, mentre se vibrante con la parte inferiore non purificata emette tonalità minori. Ma l’uomo diventa cosciente del suo sentimento di dominio solo se vibra su tonalità maggiori. Se invece sente che la vibrazione superiore non può predominare percepisce sempre la tonalità minore. Quando questo elemento musicale si riesce a inserire nel mondo universale sviluppa l’elemento del buddhi, e solo allora può conformarsi in sontuose armonie e in suoni artistici.

Il corpo eterico entra sempre in vibrazione con la musica, perciò la musica può rapire senza che scampo. L’occultista dice che l’uomo molto evoluto sente una musica celeste, ma l’uomo comune non può sentirla. L’uomo comune ha il compito di vedere l’impronta del mondo superiore nel mondo fisico, dice Steiner, e riconoscerla in ciò che si produce. La nostra anima proviene dal mondo devachanico perciò possiamo essere ammaliati dalla sua musica. Nel mondo devachanico c’è la nostra patria, perciò quando sentiamo qualcosa che ce la ricorda restiamo rapiti.

L’uomo è un essere complicato, perciò l’anima può aprire in sé facoltà superiori dovute alla conoscenza istintiva, e la musica rappresenta il modo migliore per conoscere l’essere nel cosmo. Il mondo visibile possiede un sigillo spirituale, ma dobbiamo sviluppare gli organi interni adatti a vederli. Se sviluppiamo un orecchio musicale possiamo sentire nel suono fisico, il ritmo, armonia e melodia che provengono dalle cose. I suoni influiscono sempre sul corpo eterico, ed è in rapporto con la musica emessa dalle cose e l’ascolto della musica spirituale che producono.

Il chiaroveggente, dice Steiner, può vedere come i suoni fluttuano e come afferrino la sostanza più densa del corpo eterico. I suoni fanno vibrare il corpo eterico e gli danno un senso di benessere. Ma il benessere è al massimo grado se superiamo quello che esiste nell’eterico e andiamo verso l’alto ossia verso il corpo astrale. La musica che proviene dal corpo astrale si sente solo se riusciamo a sopraffare i rumori emessi dal corpo eterico, perché la vibrazione sonora filtra dal corpo astrale a quello eterico, e viceversa.

L’uomo può penetrare profondamente nelle cose, ma non deve limitarsi a vederle per come appaiono. Deve percepire quello che le cose hanno nella loro interiorità, perciò il corpo eterico sente quando le cose iniziano a vibrare. Il suono è la vibrazione delle cose viventi perciò esprime la loro mobilità interna. Dobbiamo imparare a vedere la natura interna delle cose. Dobbiamo sentire come esse vibrano e pulsano al loro interno. Poi dobbiamo lasciare agire su di noi, il loro suono interno, finché l’anima delle cose parlerà alla nostra anima, e lo farà per mezzo dei suoni.

Un “senso” entra in azione prima che la coscienza se ne renda conto, perché agisce prima che intervenga il giudizio. Con il senso istintivo della comprensione penetriamo l’anima delle cose. Con il senso del concetto ascendiamo al primo senso astrale perciò sviluppiamo il senso adatto a percepire la spiritualità. I tre sensi astrali ci conducono sempre più dentro la struttura interna delle cose del mondo esterno. Ci inoltriamo in terre sconosciute in cui possiamo viaggiare solo con i concetti. Ma i concetti si fermano sullo strato esterno delle cose, mentre i sensi spirituali che dobbiamo sviluppare vedono l’interno delle cose.

Il corpo eterico non può progredire oltre, perciò chiede un aiuto per avanzare. L’uomo riceve aiuto dai piani superiori infatti riceve l’aiuto degli angeli. Questi esseri spirituali furono uomini in passato perciò offrono la loro sostanza astrale che è simile alla nostra. Gli angeli ci mandano la sostanza astrale e noi restiamo pervasi e la lasciamo filtrare in noi. Poi usiamo l’orecchio e la mandiamo verso quello che ci proviene dal suono. A volte il linguaggio e il suono possono venire aiutati da esseri superiori come gli arcangeli e, per loro merito, percepiamo l’anima del mondo.

Steiner dice che la sostanza degli angeli ci consente di sentire e riconoscere il tono musicale, ma anche di conoscere l’interiorità che viene rivelata dal suono. Una delle maggiori ascese alle conoscenze superiori accade quando iniziamo a “sentire qual è la differenza fra i singoli suoni nei riguardi della loro forza formativa.” La forza del suono mostra sempre l’azione dell’aria, e la forza del suono che viene articolato si mostra la prima volta, nell’elemento acqueo.

Il linguaggio è un prodotto spirituale, ma per percepire il suo spirito dobbiamo avere il senso del suono. Il linguaggio diventa un senso quando la parola ridesta la rappresentazione della cosa che viene nominata. Cosa significa avere la percezione del suono articolato? Significa che conosciamo l’organo che percepisce, che sentiamo l’armonia dei suoni che vibrano assieme, e che riconosciamo la melodia nei suoni che si susseguono. La percezione diventa completa se sviluppiamo anche il senso del rapporto tra il senso dell’elemento del suono articolato e il suono stesso.

Tutte le cose sono di vibrazione, perché il movimento serve per avere l’illusione della materia. L’infinita quantità di vibrazioni corre veloce per offrirci l’impressione della sostanza, della varietà di forma e della solidità della materia. Nell’induismo, l’uomo viene paragonato ad una corda sonora che viene accordata sulla nota del Musicista Divino. Se non lo si attua, l’uomo fa una musica sgradevole dovuta all’emissione di note dissonanti. Una musica diventa sublime se vibriamo sulla nota della Bellezza, e la vediamo come fonte di immensa beatitudine.

Le anime vibrano aritmicamente o armoniosamente perché producono scale armoniose o note sgradevoli. Si dice che l’Amore è perfetto rapporto di suoni, infatti è l’accordo che mostra l’armonia delle note. La musica divina è la musica che ci vivifica e ci trasfigura. Essa risuona con l’incontro di due anime o di due corde che vibrano all'unisono. Le due anime sono due raggi di colore che esistono in accordo, perché l’Amore crea la consonanza intima che mette le menti in sintonia.

Il polo positivo trova il polo negativo perciò l'unità si accorda sull’Amore. L’Amore è Bellezza e dona una gioia che è priva di desiderio di possesso e timore di separazione. La bellezza è il prodotto dell’accordo dei toni, perciò la Bellezza diventa un giusto rapporto delle proporzioni, e viene commisurata con la Verità Universale. La melodia è prodotta da due note che concordano, mentre l’egocentrico è chi non riesce ad accordarsi con il prodotto di note diverse.

Non c’è niente di meglio che incontrare una risonanza armonica come quella che sentiamo vibrare nell’armonia dell'Accordo. Ma questa sublime visione spirituale viene accordata solo alla nota che sa accordarsi al Sé Imperituro. Il Bello rende gioiosa ogni sensibile corda che ama tutta la realtà vivente, perché il Bello è l’estasi che unisce e che fonde tutte le anime. Sentire il Bello è una soavità che trascende ogni differenziazione, perché il Bello è Comprensione Pura che risuona nella coscienza che si è privata dell’io.

Buona erranza
Sharatan

lunedì 4 novembre 2013

Una vibrazione particolare



“La nostra natura sta nel movimento;
il completo riposo è la morte.”
(Blaise Pascal)

Secondo Yogananda, lo Spirito Supremo è Uno mentre uno spirito individualizzato è una vibrazione. Tutto quello che esiste è in continua vibrazione perché è così che lo Spirito Supremo, sempre immobile, crea l’apparenza di una realtà separata da Se Stesso. Perciò come le pale del ventilatore ruotano velocemente creando l’illusione del disco solido così la Vibrazione Cosmica, nella sua infinita varietà di rapide vibrazioni, dà l’impressione di sostanza, di varietà e di solidità.

Tutto quello che sembra solido, perciò anche la roccia è vibrazione di energia perché tutta la materia è composta da spazio. Gli antichi rishi erano veggenti che sapevano come alcune vibrazioni possono armonizzare gli uomini con certi livelli di coscienza, perciò idearono dei riti e delle pratiche che sono adatti a ottenere lo scopo.

Secondo Yogananda, dei mantra particolari recitati adeguatamente, possono farci raggiungere una consapevolezza superiore. Tutta la materia è una vibrazione, perciò più diventiamo consapevoli di questo, più riusciamo a elevarci spiritualmente. Nella Bhagavad Gita si narra che la manifestazione iniziò da stati vibratori che divennero materie visibili.

Tutte le cose nacquero dal potere vibratorio dell’Aum cosmico che trasformò il caos in cosmo. La creazione è il prodotto di tre divinità ossia di Brahma che è la vibrazione creativa dal suono alto, di Vishnu che è la vibrazione conservativa dal suono medio, e di Shiva che è la vibrazione che distrugge e dissolve con un suono basso e roboante.

Tutte le cose nascono della stessa vibrazione, perciò l’espressione “Tat twam asi” ricorda che tutti nasciamo dalla Coscienza Cosmica. Yogananda dice che l’ego è “l’anima identificata con il corpo,” e che l'identificazione illusoria ci fa agire come se il mondo fosse reale. Lo Spirito originale è Uno, mentre uno spirito individualizzato è una vibrazione particolare che esprime una potenzialità dell’Unico Essere Originario.

Uno spirito è una vibrazione che assume un corpo, e che impara dall'esperienza di vivere in quell'involucro. Ci evolviamo quando eleviamo la frequenza di vibrazione, e quando la trasformazione eleva tutto l'essere. Uno spirito non prende il corpo ma plasma un corpo, perché uno spirito deve animare un corpo fatto di 3 involucri ossia dell'involucro fisico, emotivo e mentale.

Plasmiamo il corpo anche se non lo sentiamo come il più adatto a ospitare la nostra vibrazione. Abbiamo sempre la capacità di sentire la qualità vibrazionale del corpo che usiamo, perciò esso può diventare il luogo più adeguato alla nostra coscienza. Non c'è un corpo sempre adatto e adeguato, perché non esiste un corpo che sia indifferentemente adatto per ognuno.

Tutte le caratteristiche fisiche, emotive o mentali diventano limitanti, poiché l'esistenza materiale risente sempre delle forme che assume. Questo avviene perché la materia deve limitare lo spirito. Non sappiamo il perché, ma alcuni sanno esprimere meglio le loro qualità mentre altri le esprimono peggio. Ma tutti possiamo ampliare la propria capacità espressiva se sanno fare un ampliamento della frequenza di vibrazione.

Ognuno ha un corpo fisico, un corpo emotivo e un corpo mentale che può migliorare, sia nella crescita che successivamente. Un bambino impara a usare i suoi sensi fisici, perciò usa le emozioni per strutturare il corpo emotivo. Poi impara a sviluppare anche il pensiero per avere un corpo mentale adeguato.

Il bambino sa pensare fin dalla nascita, ma il suo pensiero è indifferenziato perché dipende dai sensi, dalle emozioni e dai pensieri, e le 3 realtà si mescolano insieme. Lo sviluppo del pensiero dialettico e della capacità esplorativa della mente che sa espandersi oltre i limiti del corpo richiedono un maggiore livello di sviluppo.

Uno spirito non solo entra nel corpo, ma coordina e guida l’attivazione della carne; questa è la realtà dell’incarnazione. Attivare un corpo non significa crescere in esso, ma significa svilupparsi seguendo un progetto che diventa chiaro nel momento in cui diventiamo consapevoli del nostro essere e della nostra natura.

Lo spirito sa usare e attivare la carne, ma tende a usarla come in passato con l'uso strutturato nel passato: è questo che va superato! I 3 corpi creano i 3 mondi che vivono al nostro interno, perciò essi sono presenti in tutti gli uomini. Ma quei mondi diventano un problema per chi non sa sentire l'armonia, perciò essi diffondono vibrazioni disarmoniche.

Ogni spirito attiva in uno specifico modo il suo mondo, perciò la vibrazione che emette è il prodotto del modo in cui ha vivificato i suoi involucri. Uno spirito s'incarna per evolvere con le sue esperienze, perciò il suo modo di risuonare crea una certa frequenza.

Che significa che uno spirito fa risuonare diversamente i suoi corpi? Attivare è il fenomeno con cui la vibrazione dello spirito agisce sulla struttura della materia, perciò attiva i suoi elementi fondamentali. Quando lo spirito s'incarna esprime con la vibrazione quello che esso ha consolidato nel passato, perciò esprime la vibrazione che è tipica della sua maturazione.

Manifestiamo sempre la tonalità che abbiamo prodotto, perciò la qualità degli involucri che usiamo viene condizionata dal lavoro che abbiamo realizzato su essi. Il lavoro evolutivo ha maturato un sentire, un pensare e un modo di essere che sono sempre la conseguenza del nostro passato.

Però alcuni hanno imparato a fare vibrazioni armoniche, mentre altri sono disarmonici, perché non tutti imparano subito a creare l'armonia. Infatti, se arriva una disarmonia dobbiamo subito impegnarci per equilibrarla e ricomporla. Ma non tutti sanno come ridurre le loro carenze, perciò non sanno far vibrare i loro corpi in modo migliore rispetto che nel passato.

S'ignora che anche lo spirito tende a ripetere i sentieri che conosce, perciò tende a rifare quello che fa. Quando l'azione, l'emozione e il pensiero lasciano la loro traccia, molti tendono a percorrere quelle orme. Ma, se non facciamo il cambiamento di azioni, di emozioni e pensieri siamo condannati a rifare sempre gli stessi errori.

L’energia, la vibrazione e la trasformazione sono i pilastri dell’evoluzione cosmica e dell'evoluzione individuale. L’energia stimola la trasformazione perché cambia lo stato dei corpi dalla fase negativa a quella positiva, perciò trasforma una cosa non buona in una cosa migliore. L’energia è la possibilità che avvenga il cambiamento ma è anche la forza che lo consente.

Uno spirito non indossa e non usa il corpo, perciò non ne fa solo un uso, ma lo plasma e vivifica. Uno spirito trasforma la materia per renderla più adatta alla sua espressione. Tutto ha la natura della Vibrazione Cosmica, ma una vibrazione individuale ha il grado di maturazione che si esprimere nelle caratteristiche dell’essere umano.

È lo Spirito Universale che si individualizza quando diventa una forma singola che s'incarna. Esso plasma la materia facendola vibrare in accordo al suo essere. L’essere che nasce dalla plasmazione non è il corpo che vediamo, non è l’emozione e neppure la mente, ma è una vibrazione di coscienza che si esprime mentre si crea.

Yogananda dice che più lo spirito è evoluto più vibra con frequenze elevate, perciò uno spirito molto elevato trascende le leggi della materia, e può plasmare ogni realtà. Ma questo è possibile solo per chi raggiunge e si fonde con l’Uno. Uno spirito molto elevato conclude tutte le sue incarnazioni quando raggiunge la dimensione assoluta dove è trascesa la necessità della materia.

Uno spirito non si incarna per modificare la materia, ma si incarna per evolvere se stesso. Ma anche la materia viene nobilitata dal lavoro di raffinamento, perciò anch'essa viene sublimata. In questo modo la materia è innalzata per l'aumento di frequenza che subisce, perché viene mossa dal potente movimento vibratorio.

L'innalzamento avviene con l'aumento di frequenza che lo spirito imprime con la sua manifestazione. Lo spirito eleva perché, mentre agisce produce una spinta che scuote tutto l'involucro che lo contiene. Se produciamo una trasformazione, la vibrazione che produciamo diventa capace di modificare sia lo spirito che il corpo.

La vita è continua evoluzione perciò tutto si muta per evolvere. Quando lo spirito si fonde alla materia si uniscono i due aspetti della natura divina. Non esiste materia che sia divisa dallo spirito, e non c'è spirito disgiunto dalla forma, perciò c’è una medesima evoluzione che li coinvolge entrambi.

La vita con le sue trasformazioni è lo scenario che permette allo spirito di plasmare il corpo. Il corpo fa maturare l’anima che diventa una forma e una particolare visuale che viene usata dallo spirito per esprimersi. Il divenire è il contesto che amplia le potenzialità dell'essere individuale e tutte le modalità espressive dell'Essere Supremo.

L’uomo è soggetto al tempo perché nel tempo assume la forma che adatta alle trasformazioni. La tendenza femminile dell’anima spinge a restare immutabili e conservare la forma. La tendenza maschile dell’anima ci spinge all’azione, perciò lo spirito che si incarna risente di questa tensione che stimola le potenzialità.

Dopo il periodo in cui restiamo in vibrazione estatica davanti all’Uno veniamo spinti a ritornare. Veniamo attratti dal nuovo involucro che viene reso disponibile nel mondo degli esseri incarnati, perciò veniamo attratti verso un corpo particolare che sta per nascere.

Sentiamo le tendenze innate derivate dagli influssi dei genitori, le tendenze della razza, e sentiamo l'assonanza con le nostre prerogative di intellettualità e sensibilità. Naturalmente l’assonanza tra uno spirito e un involucro può essere anche disarmonica, perciò uno spirito agisce adattando la materia.

L’assonanza è la vibrazione armonica e la dissonanza è disarmonia perciò abbiamo vibrazioni carenti. Il risultato è un risuonare di frequenze più o meno elevate, perché uno spirito emette le sue espressioni vibrando e nobilitandosi. Perciò il corpo viene sublimato in funzione della qualità dello spirito che ospita.

Il karma agisce quando spinge uno spirito a cercare certe vibrazioni piuttosto che altre, perché uno spirito non aderisce alle vibrazioni che prescindono dalla qualità dell’involucro. Siamo tutti spiriti che vibrano, perciò siamo in assonanza o in dissonanza uno con l’altro, e diventiamo disarmonici o armonici vibrando su la frequenza assonante.

Risuoniamo in accordo con gli altri quando entriamo in comunione con quelli che ci somigliano, perciò vibriamo all’unisono con loro. Un vibrare simultaneo è un vortice energetico, perciò il vortice è la forma che lo spirito usa per esprimersi. Lo spirito si amplia e si restringe quando sente l’amore o l'odio, perché usa il contrasto per l’amore di superare tutte le limitazioni.

L’amore di trascendere la forma è presente nella necessità di unirsi degli spiriti incarnati, perché abbiamo il desiderio inesauribile di sentirci uniti. La frequenza vibratoria ci fa aggregare, ma la forza delle vibrazioni è condizionata dalla loro struttura, e tutto dipende dalla qualità della vibrazione.

Dicendo che l’uomo è vibrazione si dice che l'uomo palpita e si muove come una pulsazione cosmica. Il movimento impone la spinta, perciò l'essere e il movimento sono collegati. Gurdjieff dice che la manifestazione avvenne quando il punto si proiettò entrando nella linea del tempo, perciò lo spazio e il tempo diventarono la scena della rappresentazione cosmica che lo spirito sperimenta e impersona.

Buona erranza
Sharatan