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giovedì 3 gennaio 2019

Anima umana e anima animale



“Stando semplicemente ad osservare
gli insetti, le formiche, le api,
tutti questi animali innocenti,
molto spesso provo una forma di rispetto
nei loro fonfronti. Per quale motivo?
Essi vivono in armonia seguendo la legge
dell'esistenza, la legge della natura.”
(Gyalwa Tenzin Gyatso, XIV, Dalai Lama)

Se vogliamo capire la differenza tra l’uomo e l’animale dobbiamo capire la differenza tra anima e spirito. L’anima è legata alla nostra percezione interna, alla nostra interiorità e alla nostra sensibilità interiore. Lo spirito fa riferimento al mondo esteriore, a quello che ci circonda e al modo con cui il mondo esterno ci viene incontro affinché lo possiamo comprendere e accogliere interiormente.

In ogni cosa che ci circonda vi è qualcosa che dobbiamo saper filtrare al nostro interno, così che la conoscenza del mondo penetri nella nostra interiorità: è così che lo spirito umano può comprendere lo spirito del mondo. Parliamo di spirito quando riconosciamo l’aspetto spirituale che appartiene a tutti i regni della natura. Parliamo di anima quando sentiamo lo spirito di tutto ciò che vediamo nel mondo esterno e lo rispecchiamo nella nostra interiorità.

L’uomo è l’essere più complesso della natura, poiché è composto da quattro parti: la parte fisica che percepisce il mondo, il corpo eterico o vitale, il corpo astrale e l’io. Il corpo eterico è il portatore di tutte le nostre funzioni vitali e si distacca dal corpo fisico solo nel momento della morte, perché il corpo vitale regola l’insieme delle forze fisiche e chimiche che rendono possibile la vita.

Con ciò vediamo che il corpo eterico va attribuito anche alle piante, perché la pianta è un’entità formata di corpo fisico e di corpo eterico. Se parliamo dell’animale vediamo che al corpo fisico ed eterico dobbiamo aggiungere anche il corpo astrale. Al corpo astrale dobbiamo il fatto che lo spirito possa diventare creativo e possa differenziarsi.

Nel minerale lo spirito si esaurisce nel dare una forma fisica, mentre nell’animale lo spirito diventa attivo per merito del corpo astrale e quindi l’animale possiede una sua percezione interiore. La vita interiore dell’animale è dovuta al fatto che possiede un corpo astrale che consente l’attività dello spirito. Nell’uomo avviene un fenomeno diverso, perché il corpo astrale umano include il corpo dell’io. Lo spirito si mostra nell’uomo come intelligenza, perché è l’intelligenza creatrice caratterizza l’essere umano.

Negli altri regni della natura vediamo che l’intelligenza viene irrigidita dalla forma e la regolare attività della sostanza rende possibile la comprensione della natura del mondo da parte dell’uomo. Il corpo fu detto “astrale” perché l’uomo anticamente vedeva negli astri del cielo la manifestazione delle leggi che reggono l’universo. In effetti nell’animale vediamo un’intelligenza che ogni animale condivide con gli altri animali della sua stessa specie.

Se ci chiediamo se l’animale sia intelligente dobbiamo pensare che le diverse specie animali hanno diverse capacità, dice Steiner, che possiamo considerare come provenienti da un’esperienza di anima di gruppo. Gli istinti possono diventare anche superiori all’intelligenza umana, perché nell’animale alcuni comportamenti sono già strutturati e pronti ad essere usati.

L’animale nasce già predisposto in un certo modo, perciò l’animale porta in sé un patrimonio genetico che gli dà la possibile di viere secondo le regole della sua specie. L’intera organizzazione delle piante e degli animali mostrano che nella loro linea ereditaria esiste un’organizzazione precisa e definita. nell’animale l’esperienza dello spirito si manifesta in modo che il corpo faccia da mediatrice con l’anima di gruppo.

L’anima animale è legata più strettamente con il corpo di quanto non lo sia l’anima dell’uomo. Nell’animale, l’attività dello spirito viene percepita tramite il corpo, infatti la vita dell’anima animale è legata alle espressioni dell’organizzazione fisica dell’animale. E, poiché la vita dell’anima delle varie specie presenta caratteristiche diverse l’animale porta in sé venendo al mondo tutte quello che gli è necessario e tutto ciò che la sua specie gli consente.

L’animale percepisce la sua specie dalla nascita fino alla morte ma, essendo così legati con la loro specie, non si possono liberare dai vincoli che la sua specie subisce. Invece, l’uomo può modificare il suo volere, il suo sentire e il suo pensare e, pur subendo le leggi dell’ereditarietà, può costruire qualcosa che non viene trasmesso con l’ereditarietà. L’uomo può imparare sempre nuove cose e mostra esperienze e manifestazioni dell’io che non ha portato con sé e che non potrà cedere ai suoi eredi.

L’uomo, dice Steiner, sviluppa qualcosa che non può essere assimilato nel genere e che non può trasmettere. Il fatto di appartenere al genere umano ci fa ereditare tutte le caratteristiche degli esseri umani, ma una parte restante va conquistata come individualità. Tutto quello che l’animale percepisce come individualità gli proviene dall’ereditarietà, che gli proviene dal passato e che resuscita nella specie. La singola individualità animale sperimenta lo spirito della sua specie e del suo genere.

L’uomo invece è in un diverso rapporto con lo spirito, perché sperimenta sia quello che gli proviene dal passato, ma sperimenta anche gli eventi della sua vita che gli mostrano un certo rapporto con lo spirito. L’uomo è in grado di avere un rapporto molto particolare con lo spirito, perché - anche nel suo corpo eterico - si tramanda qualcosa che gli viene dal passato ossia il seme della sua vita precedente. E che diventerà il seme per la prossima vita.

L’interiorità umana si distacca così dalla sua specie, perché sviluppa una parte immortale che si cristallizza nell’anima della vita corporea. Nell’uomo si sviluppa qualcosa che non dipende dalla sua ereditarietà e che procede verso il futuro. Possiamo vedere una prima differenza tra anima umana e quella animale, nel fatto che l’animale può godere a pieno della sua corporeità. E lo vediamo nell’animale che gode della digestione sdraiato e beato, perché sta assaporando un godimento che fa parte della sua organizzazione.

Nell’uomo vediamo tutt’altro. L’uomo può liberarsi dai vincoli del suo corpo e questo è sia un male che un bene, perché così diventa insicuro. Nell’uomo l’esperienza dell’anima si libera del godimento interiore, dice Steiner, ma questo ha un prezzo. L’uomo può separare la sua anima dal suo corpo, invece l’animale percepisce il suo corpo con molta intensità e l’anima animale si manifesta tramite le azioni del corpo eterico in cui è inserito il corpo astrale.

Se ci chiediamo se l’animale ha la capacità di soffrire, dobbiamo rispondere che l’animale sente il dolore fisico in modo più intenso rispetto all’uomo, perché non possiede rimedi per il dolore fisico. Similmente avviene nei bambini nei quali la capacità di soffrire è molto più intensa che nell’adulto. L’adulto soffre meno perché il dolore fisico può essere ridotto con il controllo della mente che riesce a estraniarsi dal corpo fisico. Il dolore sia nell’animale che nei bambini è molto più intenso che nell’uomo adulto.

Non possiamo dire neppure che la vita umana è più progredita di quella animale, perché nell’animale si cristallizza una forma di intelligenza che è uguale a quella umana. Nell’animale avviene solo che la specie limita le caratteristiche dell’individualità alle caratteristiche della sua specie, e fissando lo sguardo dell’animale vi vediamo lo spirito della sua specie. Nell’uomo non vediamo tale riflesso, perché lo sguardo umano riflette il suo io autocosciente.

L’io si pone tra il corpo dell’uomo e lo spirito perciò le espressioni dell’anima umana sono così differenziate e personali. Nell’uomo vediamo che i gesti, il movimento, il modo di pensare dimostrano come l’interiorità si è strutturata nel tempo. Lo spirito lavora all’interno dell’organizzazione corporea, mentre l’io autocosciente si contrappone al lavoro dello spirito perché vuole strutturarsi come desidera.

Buona erranza
Sharatan

venerdì 25 novembre 2016

Vibrazioni



“Per i puri tutto è puro.”
(Amadeus Voldben)

“Dai corpuscoli, dagli elettroni, dagli atomi e dalle molecole fino ai mondi e agli universi, tutto è movimento vibratorio, nulla è statico. La materia apparentemente inerte è soggetta alla legge della vibrazione; le forme più grossolane sembrano in riposo. I piani di energia e di forza sono gradi varianti di vibrazione, così i piani mentali come quelli spirituali.

Più alta la vibrazione, più elevata la posizione del piano: nel punto massimo è tanto sublime da sembrare in quiete. Così, i due poli estremi si toccano. Il principio di polarità opera sul piano fisico dove è il grande e il piccolo, freddo e caldo, luce e oscurità, ecc.; sul piano mentale col positivo e negativo, tesi e antitesi, di natura identica, ma diversi di grado e di vibrazioni.

Nel mondo del relativo tutto è duale, così che ogni verità è mezza verità, poiché nello stesso tempo ha un aspetto di falsità. Amore e odio, simile e dissimile, sono i due poli della manifestazione, opposti ma eguali, di natura identici e solo differenti di grado. Per questo è possibile conciliarli, mutando la vibrazione di odio in quella di amore.

Il principio del genere, maschile e femminile, i due aspetti che nel mondo fisico si manifestano come sesso, operando nella direzione della generazione, sul piano mentale opera nella direzione della creazione e della rigenerazione. Per i puri tutto è puro.

Vi sono momenti, nell’esistenza umana, particolarmente duri: importante è conoscere come uscirne, qualunque sia la pesantezza delle condizioni. I Maestri hanno insegnato che ciò può avvenire mediante la trasmutazione mentale. Per farlo, si opera sulla mente perché essa determina i nostri stati d’animo.

La mente, come i metalli, può essere trasmutata da uno stato d’animo all’altro, da grado a grado, da polo a polo, da vibrazione a vibrazione. La mente può elevarsi al di sopra del piano ordinario di causa ed effetto, sollevandosi ad un piano superiore. Allora, si diviene causanti, dominando gli stati d’animo e il carattere, diventando motori, anziché pedine.

Obbedendo al principio di causalità dei piani superiori, dominando il proprio piano (emotivo e mentale), si realizza la liberazione delle cause esterne e inferiori. Quando sei portato a vibrare incompostamente, tu polarizzi la mente al grado che desideri. Per il principio di vibrazione, applicato ai fenomeni mentale ed emozionali, si ottiene un controllo delle proprie disposizioni d’animo e sugli stati mentali.

Puoi fugare, come ombre, timori e depressioni, distogliendo l’animo e la mente dallo stato vibratorio scomposto e violento, agganciandolo a uno stato più elevato e sereno. Puoi agire sulle menti e sui sentimenti altrui allo stesso modo, producendo positivi stati mentali e vibrazioni a volontà sul piano mentale come la scienza fa sul piano fisico.

A tutti è data la possibilità di passaggio dal piano più basso a quello più alto per sottrarsi alle condizioni dei piani inferiori. I piani e i mondi si corrispondono. Come in alto così in basso; ciò che è vero in alto, lo è pure in basso. Il piano fisico è riflesso dei più alti. Al di sopra di esso, nel piano dell’assoluto che è il piano dello Spirito, tutto è luce senza ombra.

Chi sa avvalersi delle capacità di usare una legge superiore per dominarne un’altra inferiore, potrà compiere questa Grande Opera. Anziché subire gli effetti nocivi di una condizione negativa, impara l’arte di neutralizzarla. Comincia a polarizzare la mente nel punto desiderato fermando l’oscillazione ritmica del pendolo che tenderebbe a portarla all’altro polo. Questa contro-azione va fatta dopo la scelta effettuata del punto da raggiungere, e va realizzata con volontà decisa.

Conoscendo il principio di vibrazione, puoi dominare gli stati inferiori cambiando le vibrazioni delle cose materiali e delle forme di energie. A questo fine, eleva la tua vibrazione sul piano dello Spirito, principio animatore di tutta la vita, polo estremo e sublime: in tal modo trascenderai la vibrazione grossolana della materia. Là, dopo esserti sottratto alle condizioni e ai dolori dei piani inferiori, nella purezza delle cose elevate, potrai gioire nelle sfere dove la vita è eterna.” (Amadeus Voldben, La Coppa d’Oro, Ed. Mediterranee)

venerdì 26 febbraio 2016

Incontri con lo Spirito



“Lo Spirito come il vento, soffia dove vuole.”
(Giovanni 3,8)

Dentro a ogni uomo fisico esiste un uomo interno, un secondo uomo. Gli uomini sono composti da due entità, di cui una è quella costituita dal corpo fisico e dal corpo eterico: essa è fatta in modo da poter entrare in rapporto con il mondo fisico. Invece, l’uomo interiore è la parte che è composta dal corpo astrale e dall’io, perciò è una parte più giovane di quella fisica. Queste due parti corrispondono all’uomo esteriore e all’uomo interiore ma, in futuro, avremo altre tre parti che dovremo sviluppare con il proseguire dell’evoluzione.

In futuro avremo il sé spirituale che si formerà nell’evoluzione planetaria di Giove, avremo lo spirito vitale nell’epoca di Venere, e avremo il vero e proprio uomo-spirito che sarà formato nell’epoca di Vulcano. In futuro, le gerarchie spirituali ci doneranno altri tre gradi evolutivi futuri. Ma, già da adesso, abbiamo una predisposizione ad essere molto di più che uomini composti da quattro parti perché portiamo già, in noi, il germe del sé spirituale, dello spirito vitale e dell’uomo-spirito.

Il nostro io deve incontrare il futuro sé spirituale affine alla gerarchia degli Angeli che è la più vicina agli uomini. In futuro potremo incontrare anche l'essere che fa parte della gerarchia degli Arcangeli che ci darà la possibilità di sviluppare lo spirito vitale. Poi incontreremo un essere che proviene dalla gerarchia degli Archai che ci darà la possibilità di sviluppare l’uomo-spirito.

Se pensiamo l’essere della gerarchia degli Angeli come lo si pensava nell’antichità, dobbiamo pensare ad un essere simile al Genio-guida. Plutarco diceva che oltre all’anima che veniva calata nell’uomo, c’era una parte che restava sospesa al di sopra del suo capo. Questa entità che è più pura dell’uomo ha l’apparenza di una stella che veniva chiamata il suo Genio, la sua Guida, il suo Daimon. Questa entità elevata ha il compito di guidare l’uomo, e il saggio la segue molto volentieri.

Plutarco diceva che la parte spirituale dell’uomo doveva essere vista insieme alla sua parte fisica sebbene sia qualcosa di speciale e sia superiore all’uomo, e Paracelso diceva la stessa cosa. Il Genio personale non è altro che il sé spirituale cioè l’essere in divenire che viene mediato dall'entità che fa parte della gerarchia degli Angeli. Le persone del mondo le vediamo nel muoversi verso di noi, invece gli esseri spirituali vanno visti in alcuni fenomeni che non valutiamo nel loro significato occulto.

Ma come avvengono questi incontri con lo Spirito? Il primo incontro è quello che avviene con la gerarchia degli Angeli che accade durante il normale sonno cioè alla metà del sonno. A metà di un sonno abbastanza lungo, si vive un’unione intima con il nostro futuro sé spirituale. Nel sonno accade l’incontro con le qualità spirituali del nostro futuro sé spirituale, infatti si vive l’incontro con il nostro Genio.

Ogni notte avviene l'incontro, perciò il senso di soddisfazione che prova l’anima nell’incontrare il mondo spirituale dipende dal perdurare dell’effetto che ricaviamo nell’incontro con il nostro Daimon. Attualmente l’incontro avviene in modo incosciente per la maggioranza delle persone. Ma, in futuro, l’incontro sarà vissuto in modo sempre più cosciente. E questo avverrà quando saremo capaci di accogliere questi concetti, cioè quando la nostra anima sarò divenuta più sensibile e più recettiva.

Solo il mutare del nostro atteggiamento consentirà alla nostra anima di affinarsi e di riuscire a penetrare in modo più profondo nella nostra vita intima. L’incontro con il Genio-guida potrà giungere alla nostra coscienza, ma la visione che abbiamo di questi fatti è ancora limitata e troppo materialistica perciò questi concetti non sono ancora adatti alla nostra capacità di comprensione. La nostra anima non è ancora consapevole di quello che gli accade durante la notte.

Quando avremo approfondito questi concetti acquisiremo una maggiore comprensione e l’incontro avverrà -notte dopo notte- in modo sempre più naturale e più consapevole per tutti gli uomini. L’incontro con il Genio-guida avviene alla metà del sonno, ma il momento in cui l’io può farlo dipende dalla nostra libertà. Il secondo tipo di incontro, invece non possiamo spostarlo perché quello che è collegato maggiormente al corpo astrale e al corpo eterico.

Tutto quello che è legato all’io e al corpo fisico può essere spostato molto di più. Il secondo tipo di incontro è più legato all’ordine del macrocosmo perché è legato al corso dell’anno così come il primo incontro è collegato al corso del giorno. Sappiamo che la nostra vita cambia nel corso dell’anno, infatti l’estate quando il sole ci riscalda veniamo sottratti alla vita fisica, mentre l’inverno dipendiamo molto più dalla vita fisica e da noi stessi.

Nella stagione invernale, il nostro spirito si stacca molto più sia dalla terra che dalla nostra vita fisica perciò siamo più collegati al mondo spirituale. Infatti la festa di Natale è fissata in un momento in cui la terra e gli uomini sono rivolti verso lo spirito, e lo spirito ci è più vicino. Nel periodo che intercorre tra il Natale e il Capodanno avviene l’incontro del corpo astrale con lo spirito vitale.

La vicinanza con il Cristo si basa sull’incontro con lo spirito vitale, infatti il Cristo si manifesta tramite lo spirito vitale e si mostra tramite l’incontro con un essere appartenente alla gerarchia degli Arcangeli. Per mezzo di questo incontro siamo più vicini al Cristo, perciò l’incontro di cui si dice può essere visto come l’incontro con il Cristo che avviene nella parte più profonda e intima dell’anima umana.

Se l’uomo spiritualizza il suo sentimento può sentire l’effetto dell’incontro tra il sé spirituale e il Cristo. La stessa cosa accade, nella veglia, quando sentiamo l’effetto benefico dell’incontro con il nostro Genio. È così che accade nel tempo che intercorre tra il Natale e la Pasqua che è un periodo più favorevole per essere consapevoli della vicinanza tra l’uomo e il Cristo Gesù. Il periodo di Natale è legato agli avvenimenti terreni mentre il periodo della Pasqua è legato agli avvenimenti del cielo.

La Pasqua viene fissata nella prima domenica successiva alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera, invece il Natale è collegato ai fenomeni della terra. Il Natale è collegato alla terra e la Pasqua è collegato al cielo, perciò il Venerdì Santo è collegato al mistero del Golgota con il quale il Cristo si è compenetrato nella terra. Per questo, nel tempo che segue la Pasqua sentiamo che il Cristo cammina con l’uomo perché Egli penetra in noi e ci accompagna nel nostro cammino.

Nel corso dell’anno, in estate - soprattutto nella notte di san Giovanni - l’uomo si collega con il macrocosmo in modo diverso, infatti il nostro ritmo cambia e si accorda con la vita della terra che muta durante il corso dell’anno. Il terzo incontro è quello che avviene con l'essere che appartiene alla gerarchia degli Archai. Questo incontro ci avvicina all’uomo spirito che diverremo nell’epoca di Vulcano.

E se il secondo incontro avviene con il Cristo, per il terzo incontro si deve pensare al nostro Principio-Padre, ovvero a quello che la religione considera come la base del mondo creato. Il terzo incontro ci collega intimamente al macrocosmo, infatti ci collega all’universo divino-spirituale. Quindi vediamo che il corso del giorno prevede l’incontro con il nostro Genio-guida, il corso dell'anno prevede l’incontro con il Cristo e il corso della nostra vita viene indicato nella vita dei Patriarchi di 70 anni che era collegato con il Principio-Padre.

Nell’età tra i 28 ed i 42 anni ci prepariamo in modo non cosciente ad avere l’incontro con il nostro Principio-Padre. L’educazione che abbiamo ricevuto produce una forte ripercussione su questo incontro. L’educazione che abbiamo ricevuto deve rendere possibile che, quando l’incontro ci sarà, noi lo possiamo affrontare avendo il sentimento della magnificenza del mondo. Dovremo avere il senso della grandezza e bellezza del mondo, e la percezione che la sublime perfezione dei suoi fenomeni viene dal Padre.

Attualmente l’uomo viene molto ridotto nella sua capacità di fare l’incontro con il Principio-Padre se la sua formazione non ha saputo far sviluppare questa sensibilità dell’anima. Se l’anima non sviluppa questo sentimento di venerazione e di riverenza per il Principio-Padre saremo impreparati a fare questo incontro. L'incontro avverrà nell'atto del nostro trapasso e noi dovremo affrontarlo colmi di bellezza e di venerazione per il Padre, perché quello sarà l'ultimo atto d'amore che gli offriremo stando sulla terra.

Buona erranza
Sharatan

venerdì 20 novembre 2015

L'alimento degli dei



“Sappiamo che l’amore degli uomini
è per così dire l’alimento degli dei.”
(Rudolf Steiner)

All’epoca di Atlantide l’uomo si sentiva ancora parte del mondo spirituale ma, dopo la sua distruzione, tutto è cambiato. Qualcosa è andato perduto perché è avvenuto il rischiaramento della coscienza umana, che ha causato l’oscuramento della coscienza della divinità. Durante il periodo atlantico l’uomo era vissuto insieme a entità divino-spirituali, perciò era consapevole di far parte del mondo divino. Ma quando l’uomo fu in grado di vedere chiaramente nella materia divenne incapace di vedere gli dei. Le entità che si nutrivano dell’amore che l’uomo sviluppa sulla Terra - che è il pianeta in cui s’impara ad amare - non riuscirono più a partecipare alla vita umana perciò non ebbero più quell’amore.

Steiner dice che gli dei s’immergono nell’umanità per sentire il calore dell’amore, perciò agli dei sentono che qualcosa gli manca quando gli uomini non sviluppano più l’amore. Più amore accumuliamo sulla Terra e tanto più nutrimento ricevono gli dei. Se abbiamo meno amore essi sentono più fame perché ci sarà meno cibo da offrire agli dei. L’offerta che gli uomini fanno agli dei non è l’amore che essi sanno dare e diffondere. La comunione tra uomini e dei era raggiunta all’apice nei tempi primordiali, quando sprofondò il continente di Atlantide. Sapendo queste cose, comprendiamo perché alcune divinità di Atlantide iniziarono a soffrire per non riuscire a ritrovare la via del contatto con gli uomini.

Sappiamo che avvenne una migrazione per cercare scampo dal disastro, e sappiamo anche che durante la migrazione la coscienza di quegli uomini iniziò a modificarsi. Essi si mischiavano con altri popoli indigeni, perciò smarrivano l’antica chiaroveggenza che avevano posseduto in passato. Anche se restava ancora qualcuno che conservava il ricordo del legame con il mondo dello spirito, perlopiù, il ricordo si perse. Gli uomini stavano scendendo sempre più nel piano fisico e si calavano nella materia, perciò gli dei non potevano più entrare in contatto con loro. Alcune entità non potevano scendere fino agli uomini, perciò restò un contatto solo con quelli che andavano incontro agli dei, elevandosi fino a loro.

Ai tempi di Atlantide, gli uomini sapevano che, nel sonno, essi uscivano dal corpo fisico e da quello eterico per salire fino al mondo spirituale. E si sapeva che la stessa cosa accadeva dopo la loro morte, perciò il regno degli dei era ancora conosciuto. Si sentiva che, se il mondo divino restava chiuso si era stati puniti, e che quella pena veniva inflitta per essere restati troppo uniti al mondo materiale. Si iniziò a credere che se non si amava la materia più di ciò che è non materiale, dopo la morte, si potesse entrare subito nel mondo degli dei.

Ma, mentre si diventava più adatti alla vita terrestre si diveniva anche più incapaci di percepire lo spirito. Il progresso e l’adattamento permettevano agli uomini di entrare sempre più nel mondo materiale, ma questo comportò l’abbandono progressivo del ricordo dello spirito, dice Steiner. I misteri furono coltivati per la forte volontà di ricostruire il perduto legame con il mondo divino. Ma, le popolazioni d’Europa e quelle d’Asia fecero un percorso diverso, perché in Europa si iniziò a sviluppare sempre più la coscienza del valore divino della persona umana e una forte coscienza della libertà.

Una forte coscienza del valore dell’individualità è la caratteristica più spiccata dei popoli che popolarono l’Italia e la Grecia. In particolare, secondo Steiner, gli etruschi furono gli eredi dei popoli che erano dotati di un maggiore senso di libertà su cui fondarono la loro organizzazione statale. Invece, negli uomini che erano migrati verso l’Asia, si sviluppò una concezione derivata dal residuo del ricordo del rapporto tra l’uomo e gli dei. Quei popoli svilupparono il “senso dell’io sono,” poiché essi sentivano che l’io era il centro eterno dell’essere che è derivato direttamente dal mondo spirituale.

Essi sapevano che tutte le loro più sacre figure del passato ormai erano solo un ricordo, ma che la loro forza si fondeva dentro il sacro centro interiore che era rimasto all’interno dell’uomo. Essi non avevano la certezza intellettuale di questo, ma avevano un’intima e forte convinzione della loro origine divina. La coscienza della loro origine divina era ancora vivente e sgorgava dall’intimo della loro anima. Essi credevano che, sebbene l’anima avesse dimenticato la sua origine divina, questa coscienza si può ritrovare coltivando quello che è rimasto nell’intimo dell’anima.

Credevano che si potesse ritrovare la via che porta al divino guardando al nucleo più profondo che l’anima conserva al suo interno. In realtà si venne a formare l’immagine di un dio che non ha figura, perché dio non si deve cercare all’esterno ma si deve cercare solo nel sacrario del proprio essere. E questa è un’idea molto antica nella storia perciò non stupisce se, nel progredire dell’umanità, la stessa idea si ritrovi anche più tardi trasforma nel comandamento che impone: Tu non farai l’immagine del tuo Dio. Nei tempi antichi si era fatta l’esperienza di un dio che aveva un’immagine, ma poi quella immagine si era smarrita perciò il dio si era nascosto fino a scomparire dallo sguardo. Perciò ci si persuase che si doveva fare un enorme sforzo per trarre fuori il dio che è nascosto all’interno dell’io.

Ma, all’interno dell’io, la divinità non si ancora configurata perciò era necessario portare dio nella sfera del pensiero, e afferrare l’idea divina e la forza del dio. Ma, all’inizio, non potevano farlo, perché dopo la fine di Atlantide, il dolore della perdita era ancora troppo forte. Il ricordo di ciò che si era perduto era ancora recente, e il ricordo del paradiso da cui eravamo stati cacciati dava un dolore intenso. Dalla nostalgia per la gioia perduta si sviluppò la prima civiltà che mostra una dolorosa nostalgia per il mondo spirituale.

La civiltà indiana si appoggiava a un gruppo di 7 sacri iniziati a cui chiedeva la via per ritrovare il mondo divino, e su questo si fondò la civiltà pre-vedica. Erano l’ultima risonanza e la massima reverenza per quel mondo smarrito, perciò lo scrissero nei Veda. A quei tempi, gli uomini andavano ad ascoltare gli insegnamenti dei sacri rishi e gli chiedevano la via per ritrovare ciò che avevano perduto. Volevano fuggire dal mondo sensibile in cui erano stati gettati e abbandonati. Per loro il mondo fisico come illusione e inganno perciò dicevano che il mondo è maya.

L’unica cosa che aveva valore per loro era fuggire verso il mondo che è oltre il livello del piano fisico. Sentendo disprezzo per il mondo e per la vanità del piano fisico, essi avevano necessità di fuggire dal mondo per ritrovare lo spirito. Tutto questo fu pagato con la perdita del senso della loro personalità perché volevano una via per ritornare a fondersi e annullarsi nella Divinità. La nostalgia per la divinità fece preferire l’annullamento della persona piuttosto che correre il rischio di perdere la fusione divina.

Questa civiltà ebbe un grande disagio nel mondo terreno, perciò essi cercarono di eliminare ogni legame con la realtà terrena. Nella civiltà paleo-iranica o pre-zarathustriana troviamo la prima fase della conquista del mondo fisico. I più antichi abitanti della Persia discendevano dai colonizzatori atlantidi, ma non sentivano più il piano fisico come un mondo estraneo perciò si sentivano stimolati a vincere le ostilità della realtà materiale.

Lo spirito si poteva coltivare anche sulla Terra, perciò cercarono di redimere la materia per mezzo di Ormazd. Iniziarono a lavorare la materia fisica perché il mondo non era solo maya, ma era anche una realtà che si poteva apprezzare. La civiltà caldaica e quella egizia guardavano la sfera celeste e studiavano i movimenti e le posizioni degli astri perché credevano che mostrassero la volontà degli dei. I caldei credevano che gli astri fosse la scrittura degli dei, perché anche ciò che appare all’esterno è una manifestazione degli dei.

Questo progresso non è insignificante perché la materia inizia a essere vista come una manifestazione dello spirito. La civiltà egizia misurò la terra per dominarla, perché stimava sia le conquiste materiali che le conquiste spirituali. Gli egizi avevano dei saggi che conservavano ancora il ricordo dell’antico legame con gli dei che venne unita alla conoscenza della scrittura divina nello spazio cosmico dei caldei: tra costoro si educò Mosé che guidò il popolo eletto dell’Antico Testamento.

Nell’Antico Testamento viene narrata la cacciata dell’uomo dal Paradiso, e tutte le conseguenze di quella sventura cosmica. Intanto l’io si andava maturando sebbene restasse la sensazione tragica e il rimpianto della caduta dalla condizione divina. Steiner dice che l’io era necessario affinché l’uomo avesse il luogo dove potesse accogliere la luce del Cristo. E il primo tratto di questo passo è la dichiarazione di Jehova che, alla richiesta di Mosè che chiedeva il suo nome, rispose: “Dì al tuo popolo: io sono l’Io-sono.”

Non è casuale che il Cristo nascesse nel luogo d’incontro tra i popoli che disprezzavano il mondo visto come illusione e quelli che stimavano la materia e avevano un forte senso della persona. Se l’ideale egizio-caldaico era sentire Dio nell’intimo, a esso si unì il gruppo che lo doveva afferrare in modo astratto e privo di ogni contenuto materiale. E non si trattava solo di afferrare Dio con l’anima, ma di farlo penetrare in tutto l’essere e di sentirlo come spontaneo e naturale.

Buona erranza
Sharatan


martedì 14 luglio 2015

Tendenze arimaniche



“Il male di cui siamo inconsci in noi stessi
s’introdurrà subdolamente in ciò
che ci sta intorno e lì agirà.”
(Carl Gustav Jung)

Steiner diceva che si sta preparando l’incarnazione di Arimane e che esistono alcune forze che agiscono sull’uomo favorendo la sua venuta. Ma quali sono le forze spirituali e non spirituali che lo facilitano? Uno dei suoi mezzi è quello di non far conoscere la realtà della sua esistenza, e questo è un tratto dominante della nostra epoca. Oggi gli uomini non vogliono saperne nulla di spirito. Anche le persone che si dicono religiose non sentono alcun impulso spirituale interiore.

Anche per loro sentire l'impulso dello spirituale interiore non ha valore perciò negano la spiritualità e la combattono. Ma l’uomo è un’unità fatta dalla parte fisica e dalla parte spirituale, perciò entrambi agiscono durante la nostra vita. Anche se rinneghiamo la nostra parte spirituale essa agisce ugualmente.

Va saputo che, dall’ultimo terzo del 18° secolo, siamo totalmente circondati di forze spirituali che dirigono l’evoluzione, anche se l’uomo non lo vuole ammettere. Proprio in quelli che negano e che rifiutano lo spirito con maggiore forza, lo spiriti si infiltra con più forza. Noi mangiamo spirito insieme con il nostro cibo, ma non lo sappiamo. E la nostra ignoranza ha causato la prevalenza del materialismo.

L’uomo pensa che l’universo sia un enorme meccanismo che è retto da leggi matematiche e mosso da impulsi meccanici. La corrente materialista è iniziata nel 1840 anche se venne preparata per molto tempo. L’uomo non riesce più a vedere l’azione di forze spirituali che influiscono dietro ai fatti del mondo sensibile.

Ma lo spirito che penetra in uomini inconsapevoli infonde nuova forza all’elemento luciferino che aiuta Arimane. Gli uomini devono sapere questo fatto altrimenti mangeremo lo spirito senza saperlo e, nel farlo, ci consegneremo alle potenze luciferine. Una corrente di uomini che siano mangiatori inconsapevoli d’anima e di spirito rinforzano sempre l'azione di Arimane.

Arimane potrà ingannarci sempre di più e confonderci, perché tutto lo spirituale sarà privato di calore umano e senza l’entusiasmo si alimenta Arimane. L’uomo antico sapeva di essere parte del cosmo perciò la sua coscienza era completamente inclusa nel mondo spirituale. Nell’anima umana esiste ancora questo ricordo che proviene dalla profondità dell’anima anche se l’uomo non lo ricorda, almeno in modo cosciente.

Ma questa verità esiste ancora. Molti conflitti umani derivano dalla diversità tra quello che sentono coscientemente e quello che sentono incosciamente. Arimane ha tutto l'interesse che l’umanità creda a una realtà meccanica, matematica e atomistica anche se è tutto falso. Arimane ha interesse che gli uomini credano solo alle scienze esatte e le credano come verità assolute.

Lui non vuole che le credano come verità che fotografano solo un lato, un aspetto, un punto di vista parziale di una verità maggiore. Arimane vuole che venga sviluppato il nostro aspetto razionalistico e intellettuale perchè i limiti della mente amano le illusioni. Arimane vuole che non si capisca perché l’ignoranza facilita il suo trionfo..

Il suo successo sarebbe che una visione fosse riconosciuta come verità unica, e che questa divenisse opinione dominante. Ma questo non significa che la scienze siano false perché si deve riconoscere che c’è del buono nel progresso scientifico. Dobbiamo capire che l’illusione è un elemento necessario per educare l’umanità. Dobbiamo avere illusioni per poter trovare le forze per superare e vedere che una mentalità veramente scientifica non può offrire solo la rappresentazione parziale del mondo.

Uno degli strumenti più efficaci di Arimane è quello di farci credere che la scienza possa spiegare ogni cosa. Il secondo mezzo è quello di istigare i motivi di discordia che spingono gli uomini a farsi la guerra. Basta osservare la natura dei partiti che si combattono tra loro, perché quelle lotte tra partiti non si spiegano solo come risultato di tendenze distruttive presenti nella natura umana.

I conflitti mondiali si spiegano solo se ammettiamo l’azione di forze soprasensibili e precisamente di potenze arimaniche. Queste potenze sono diffuse ovunque e scatenano le lotte tra gli uomini usando le divisioni e la confusione finché scatenano un conflitto. La confusione è uno dei mezzi più usati da Arimane. Il caos e la confusione spingono gli uomini a non accorgersi che molte ragioni possono essere usate per giustificare ogni cosa e anche il perfetto contrario presentando entrambi le opzioni come verità assolute.

La ragione rende logica ogni cosa e la mente scientifica rende valida ogni ipotesi. Arimane ama il pensiero rigido, la visione unilaterale e il pensiero meccanico e superficiale. Ma per accrescere la conoscenza e ampliare il sapere umano va cercato profondamente cioè vanno esaminati gli strati più profondi delle cose se non vogliamo essere usati e vinti dalle seduzioni arimaniche.

Arimane vuole confonderci perciò strumentalizza le differenze che vengono da famiglia, da razza, da stirpe e da popolo. I popoli vengono facilmente istigati uno contro l’altro per ottenere quel caos che favorisce l’arrivo di Arimane. Oggi è divenuta dominante il tipo dell’uomo economico. Nelle epoche antiche era dominante la casta degli iniziati e, in seguito, divenne dominante la casta dei sacerdoti.

Invece nell’età moderna sono diventati dominanti i clan degli uomini economici. Dal 19° secolo è diventato dominante il tipo dell’uomo banchiere e quello che ruota intorno al traffico del denaro. Attualmente abbiamo la signoria del denaro inteso come segno di quello che si possiede, di quello che si produce perché il denaro è uno dei migliori strumenti usati dalle potenze arimaniche per illuderci.

Se non riconosceremo che l’ordinamento economico ed etico che viene imposto dall’uomo economico e dalla casta dei banchieri si deve contrapporre il vero diritto, Arimane avrà le condizioni migliori per vincere. Potrà sedurre molti uomini o almeno un certo genere di uomo, perché ci saranno altri che lo serviranno in modo diverso. Ci sono molti che amano le mezze verità e interpretano la realtà solo con i testi sacri perciò rifiutano altri modi di vivere.

Se crediamo che un solo testo abbia tutta la verità crediamo alla mezza verità e avremo la mente ottenebrata che ama Arimane. Anche chi usao l’apparente modestia dei Vangeli si esprime con una superbia che viene da Arimane perciò anche loro lo amano. Ai tempi dei Vangeli, gli uomini erano molto diversi perciò scrissero un testo che, se viene compreso male può allontanarci da Cristo qualora sia inteso nel senso antico.

Cristo va cercato per mezzo di una visione spirituale del mondo e con la conoscenza diretta dello spirito. Chi cerca la conoscenza che esclude ogni aspetto spirituale entra nel gregge che seguirà Arimane quando verrà in forma umana. Anche se il messaggio dei Vangeli fosse la cosa migliore del mondo non è detto che sia buona in modo assoluto. Una cosa può essere buona o cattiva a seconda di come è usata, perciò anche la verità più elevata può diventare cattiva.

Si dovrebbe guardare con maggiore attenzione nelle correnti spirituali e religiose che agiscono nel tempo presente per sapersi orientare con il più giusto atteggiamento. Molti parlano di spiritualità ma la vera spiritualità va vissuta concretamente, va sentita in modo sincero e non va mai praticata solo a parole. Non facciamoci incantare da chi predica di elevate questioni spirituali senza conoscere affatto quelle realtà.

Molti descrivono lo spirito come si descriverebbe il mondo sensibile perché lo vedono solo nell’aspetto esteriore e ottengono l’effetto di allontanare gli uomini dallo spirito. Ma tutto quello che abbiamo nell’anima come intelligenza e sensibilità è solo il riflesso di quello che il nostro corpo riesce a rispecchiare. E ciò che si comprende, per quanto possiamo essere intelligenti non sarà mai lo spirito, ma sarà solo il riflesso dello spirito.

Non possiamo sperimentare lo spirito usando la mente, anche se la mente trova allettante la possibilità di poterlo fare. Si può parlare di spirito ma offriremo solo un’immagine, una teoria dello spirito che non potrà far emergere alcuna visione spirituale positiva in chi ascolta. Anche su questo fatto conta Arimane, perché la sua forza è direttamente proporzionale alla limitazione della vita intellettuale degli uomini, e alla grettezza della loro visione spirituale.

Steiner dice che, in futuro, l’uomo dimostrerà un’enorme ingegno e faremo molte scoperte utili al nostro benessere. Faremo delle scoperte che riguardano lo sviluppo materiale dell’intelligenza e scopriremo che il cibo è collegato con lo sviluppo degli organi della mente, ma non ha contatti con quelli dello spirito.

Si scoprirà che cosa sarà preferibile mangiare e bere per diventare molto intelligenti. Ma non potremo diventare più spirituali usando il cibo materiale anche se potremo essere molto più acuti e intelligenti. E dall'uso che faremo della conoscenza dipenderà la posizione che avremo nell’evoluzione futura.

Buona erranza
Sharatan

venerdì 7 novembre 2014

Come farfalle



“L’uomo è la mente materializzata di Dio.”
(Paramhansa Yogananda)

Yogananda dice che tutte le creature viventi nascono dalla materia ossia dalla terra. Poiché la terra fu precipitata dall’oceano delle acque raccolte, tutte le forme di vita nascono dall’acqua condensata delle nebulose cosmiche. Siccome gli oceani vengono dalle nebulose cosmiche anche le nebulose provengono dall’essenza degli atomi, degli elettroni e dalla forza vitale cosmica chiamata yajna. Il Fuoco ossia la Luce Cosmica nasce dalla vibrazione di Dio ossia dalla Volontà Divina che crea il Karma del Cosmo.

La Vibrazione Cosmica e le leggi del karma cosmico vengono da Brahma che è la Coscienza Cristica, la Kutastha Chaitanya che è intrinsecamente presente in tutta la creazione vibratoria. La Coscienza di Dio Figlio è Tat, ed è immanente nella creazione vibratoria perché emana dall’immutabile Dio Padre che è Sat, e che esiste al di sopra di tutta la creazione vibratoria.

La Coscienza Cosmica è Brahma creativo che è sempre presente nella Vibrazione Cosmica. La Coscienza Cosmica si manifesta come Luce Cosmica, come Fuoco creativo oppure come Suono Cosmico, Aum. Il Creatore è la Vibrazione Cosmica che si manifesta in due forme ossia come Luce Cosmica oppure come Suono Cosmico. Secondo Yogananda, il suono sacro Om, Aum o Amen sono vibrazioni che "testimoniano" l’azione divina. Questi suoni sacri sono la prova più evidente che il Creatore è sempre attivo e presente nella Sua creazione.

L’uomo fu creato dall’Energia Cosmica e dalla corrente vitale astrale che condensarono e diventarono terra. La vibrazione liquida dell’Energia Cosmica ha originato la terra solida, perciò ogni cibo e nutrimento derivano dall’Energia Cosmica. Le vibrazioni dell’Energia Cosmica provengono dalla sottile Luce Cosmica che è la fonte primaria di tutte le cose, e che riceve il potere dell’energia vibratoria e della Volontà di Dio.

La legge cosmica nasce dalla Coscienza Cristica che è presente nell'intera creazione vibratoria. Ma la Coscienza Cristica è soltanto una Coscienza riflessa che esiste solo in relazione all’universo a cui è collegata. Anche questa coscienza si dissolverà quando l’universo a cui è collegata verrà dissolto. La Coscienza Cristica è la coscienza del Figlio che nasce dal Dio Padre immutabile posto sopra di tutta la creazione vibratoria.

La Coscienza Cristica è Brahma creativo perciò è intronizzata solo nella Vibrazione Cosmica, dice Yogananda, e si manifesta come Luce oppure come Suono. L’uomo fu creato a immagine di Dio perciò è l'immagine dell’Eterna Coscienza. Tutte le creature furono formate o materializzate dall’Energia Cosmica che è la “mente congelata” di Dio.

Tutte le illusioni sull’esistenza della materia solida provengono dalla liquida e fluida mente congelata di Dio. La mente congelata di Dio o acqua proviene dall’Energia Cosmica che è la mente di fuoco congelata di Dio. L’attivo fuoco vibratorio di Dio regge le leggi della creazione vibratoria illusoria che è fatta soltanto di sogni di Dio.

L’Energia Cosmica ossia la Vibrazione del Fuoco divino nasce dalla coscienza riflessa di Dio che è Brahma, il Signore di tutta la creazione illusoria. La Sua coscienza creativa, mentalmente, fece vibrare la creazione cosmica di sogno che nasce dall’immutabile Coscienza cosmica - l’Increato - che esiste oltre tutti gli universi vibratori o creati.

Dio sognò il cosmo e il cosmo diventò la realtà di sogno. Dal sogno, Dio, fece sorgere l’energia creativa e dall'energia creativa generò il cosiddetto universo solido. E poi creò l’uomo dotato dell'illusorio corpo materiale perciò, in questo senso, Dio è l’Onda Elettromagnetica Primordiale. Nell'universo di sogno, si pensa, si vive e si lavora con le correnti elettriche di sogno, e si creano realtà di sogno per gente di sogno.

Vivendo nello stato del sogno, ci sembra che non ci sia nessuna differenza tra pensieri di sogno, vibrazioni di sogno, oggetti di sogno e persone di sogno. Solo al risveglio, il sognatore capisce che il mondo che credeva reale era solo un sogno, perché era fatto di differenti vibrazioni e di manifestazioni della sua sostanza mentale congelata. Tutte le apparenze sono illusorie e gli oggetti sono sogno perché vengono dall’unità della sua coscienza di sogno. Le persona legano la vita al piano in cui vivono perciò possiamo scegliere se fermarci al livelli inferiori o trovare il Sacro Graal ossia la coppa della beatitudine divina.

Dio ha creato la Natura ma la Natura non sa manifestare i suoi attributi divini, perché li mostra in modo ingannevole e illusorio. L’uomo possiede una doppia natura perché è il prodotto di un Dio invisibile e di una Natura visibile perciò è un essere duale. L’uomo è composto da un’anima spirituale immanente che è nascosta e pura, ma è fatto anche da un involucro fisico esteriore che è dotato di un cervello, di una mente e di altre qualità che gli dona la Natura.

Comunemente l’uomo vive in una separazione che è solo apparente tra sé e il mondo perché ha dimenticato che tutta la vita proviene dalla medesima fonte. La macchina umana ha molti ingranaggi che svolgono diverse attività. Infatti il naso, gli occhi e le orecchie sono strumenti rivolti all'esterno mentre il cervello è il veicolo del pensiero e delle nostre facoltà interne.

Quando siamo influenzati dagli attributi della mente diventiamo suscettibili al piacere e al dolore perciò veniamo guidati dalle facoltà inferiori. Risvegliando la percezione intuitiva dell’anima ci liberiamo dai vortici della relatività psicologica. Noi, anche se in modo subconscio, siamo sempre consapevoli della beatitudine che abbiamo perduto. Se restiamo troppo influenzati dalle condizioni dell’ambiente esterno ci dimentichiamo della nostra originaria natura beata.

L’anima che si è liberata da queste condizioni trascende la coscienza corporea e opera dal piano dello Spirito. Essa ricorda che ogni piccola scintilla di attività realizza lo Spirito, e che è così perché l'anima è sempre una sola cosa con lo spirito. La via più sicura e decisiva per raggiungere la pace e il silenzio, secondo Aurobindo, è la discesa dall’alto. Anche se non lo sembra perché, quando arriva la pace, non si capisce da dove provenga. Non è evidente, ma tutto quello che appartiene alla coscienza superiore viene sempre dall’alto.

Dall’alto provengono sia la pace che il silenzio spirituale, ma proviene dall'alto anche la Luce, il Potere, la Conoscenza, la visione e il pensiero superiore. Chiaramente anche la beatitudine viene dall’alto ma è possibile che venga dall’interno e dall’intimo. Ma succede soltanto se l’essere psichico è passato in primo piano. La condizione necessaria è quella di mantenere l’apertura della mente, del vitale e del fisico interiori che si devono rivolgere verso l’intimo.

Andando verso la parte più profonda di noi andiamo verso lo psichico. Nel contempo, va mantenuta anche l’apertura verso l’alto e verso quello che oltrepassa una piccola mente. Una mente, un vitale e un corpo miseri errano nelle tenebre dell'ignoranza e vi restano finché non si stancano di girare senza scopo. Solo allora è possibile che una piccola particella ignorante ritorni verso il suo vero Sé, e si spinga verso l'estinzione del Sé per entrare nel Nirvana.

Il vero Sé vive nell’intimo dell'uomo perché all’interno c'è l’anima che sostiene il mentale, il vitale e il fisico interiori e gli offre la capacità di estendersi a livello universale. Questa zona intima non è quella del subcosciente o del subliminare ma è la parte che è collegata ai centri di coscienza dei chakra. Comunemente solo una minima parte dell’essere interiore circola nei chakra e può filtrare nella vita esterna: quel poco esprime la nostra parte migliore.

A questa parte dell’essere psichico interiore che si mostra dobbiamo la produzione dell’arte, della poesia, dei nostri ideali, delle aspirazioni nobili, della spiritualità e della qualità dello sforzo che facciamo per raggiungere il perfezionamento. La maggior parte dei centri interiori sono chiusi o addormentati, perciò risvegliarli è il compito dello yoga. Mano a mano che si ridestano, si rivelano anche le capacità dell’essere psichico che è sottostante all'essere esteriore.

Così si acquisisce una coscienza più vasta e si ascende fino alla Coscienza Cosmica. Le nostre piccole personalità separate possono diventare i centri dell’azione universale in diretto contatto con le forze cosmiche. Invece di restare gli attori involontari di azioni inconsapevoli possiamo, ma fino ad un certo punto, diventare padroni consapevoli dell’azione della Natura. Il limite che viene posto alla libertà del singolo dipende dallo sviluppo del suo essere interiore, e dalla sua apertura verso i livelli spirituali superiori.

L’apertura del centro del cuore libera l’essere psichico che ci rende consapevoli del Divino che possediamo interiormente, perciò ci rende recettivi alla Verità superiore. Il Sé Spirituale superiore non è dietro una persona singola ma è al di sopra di tutti gli esseri. Il più elevato centro interiore è collocato nella testa ma il più profondo è posto nel centro del cuore. Il centro che si apre più direttamente al Sé è posto al di sopra della testa, infatti al di sopra del corpo c'è il corpo sottile o Sukshma Sharira.

Il Sé superiore possiede due aspetti, e i risultati delle sue azioni corrispondono ai 2 aspetti. Un aspetto è statico e fa sperimentare una condizione di pace, di libertà e di vasto silenzio. Il Sé silenzioso non è turbato da nulla e può mantenersi distaccato e indifferente. L’altro aspetto è dinamico e si percepisce come Sé o Spirito Cosmico che sostiene, genera e contiene tutta l’azione del cosmo. Ma non sostiene, genera e contiene solo questo mondo ma anche tutti gli universi creati.

Se l’anima trova la pienezza dello Spirito dentro di sé, non prova più alcun desiderio di fare nuove incarnazioni per impersonare i sogni dei mortali. Se l’anima controlla i suoi istinti si purifica perciò l’Anima Suprema come Coscienza Cristica può scendere e può istruire l’anima individuale sul modo migliore di usare la sua mente per condurre il carro corporeo lungo la strada della vita.

Yogananda narra che, un giorno, un re sognò di essere un mendicante. Nel suo sogno, il re implorava per avere un soldo di rame. La regina lo sentì agitarsi nel sonno e lo destò e lui si risvegliò dicendo: “Ma che stupido sono! Io che sono un sovrano pregavo per avere un soldo!” L’uomo è come un re che sogna e crede di essere un miserabile.

L’anima dell'uomo sogna di essere un corpo perciò resta imprigionata nei suoi desideri e nell'inganno della materia. I desideri materiali diventano come dei fili che intessono il bozzolo dell'ignoranza intorno all’anima, perciò l'anima deve fare un grande sforzo per oltrepassare il soffocante e oscuro involucro che la soffoca, e diventare una farfalla dell’onnipresenza astrale.

Buona erranza
Sharatan

martedì 17 giugno 2014

Resurrezione



“Lo Spirito è infinito! Ogni parola rappresenta un’idea perfetta dell’Infinito, poiché in ogni parola e in ogni pensiero è insita una manifestazione dello Spirito. Le onde di molti pensieri danzano tra i flutti della coscienza, ma al di là di essa esiste il grande, eterno oceano della Verità. Le espressioni del nostro pensiero sono le onde di questo oceano di conoscenza.

Qual è il significato della resurrezione? Tornare nuovamente a vivere! Risorgere a nuova vita! che cosa risorge e come? Dobbiamo comprendere in che sensi risorgere significa rivivere di nuovo. Ogni cosa è sottoposta a un processo di trasformazione, che può andare a danno o a vantaggio di ciò che cambia. […]

La resurrezione rappresenta ogni cambiamento che va a beneficio di un oggetto o di un essere umano. Potete far ‘risorgere’ i vostri vecchi mobili con l’aiuto del falegname o del tappezziere; potete far ‘risorgere’ la vostra casa con l’aiuto degli architetti. Ma noi stiamo parlando della resurrezione del corpo umano. In questo contesto, per resurrezione intendiamo ogni cambiamento edificante. Non potete restare fermi. Dovete andare avanti o tornare indietro. È una verità di grande ispirazione sapere che nella vita non potete rimanere immobili.

Dovete accettare i cambiamenti, sia quelli che vanno a vostro vantaggio sia quelli che vi danneggiano. Ogni uomo è un’espressione del vasto, immenso Spirito. Non è meraviglioso vedere come gli esseri umani, senza motore, senza fili, senza nessuna fonte visibile di energia, si muovano facilmente? La mattina, la macchina umana si sveglia, fa colazione, va a lavorare, pranza, torna in ufficio, cena, va al cinema (oppure si dedica a qualche hobby casalingo), poi va a dormire, per risvegliarsi e fare di nuovo, un giorno dopo l’altro, sempre le stesse cose.

In quanto esseri mortali, siamo controllati da un qualcosa che assomiglia a una radio, ossia all’energia intelligente attiva e vitale che Dio lascia libera di manifestarsi nelle leggi creative della Natura. Come le navi possono essere radiocomandate, così noi siamo ‘radiocomandati’ dalle leggi naturali dell’infinito Spirito onnipresente.

Noi, tuttavia, non siamo automi. La nostra anima è un riflesso dello Spirito. Così come i raggi del sole che colpiscono una massa liquida in movimento si suddividono in miriadi di scintille, allo stesso modo lo Spirito, che risplende nella creazione vibratoria, si riflette in essa come Spirito individualizzato, ossia anima, presente in ogni corpo e in ogni mente umana.

Ora, sebbene l’anima sia un riflesso dello Spirito, si è identificata con il corpo, e ha assunto tutte le limitazioni proprie del corpo e della mente. Ma, attraverso il processo evolutivo, sta facendo ogni sforzo per risorgere dalle alterazioni causate dalla schiavitù del corpo e della mente.

Ma è più facile a dirsi che a farsi, non è vero? Far risorgere l’immagine riflessa dell’anima significa sottrarla all’irrequietudine che altera la coscienza corporea, e ricongiungerla all’originale e inalterata luce dello Spirito che pervade ogni cosa.” (Paramahansa Yogananda, Verso la realizzazione del Sé, Astrolabio)

mercoledì 8 febbraio 2012

Nel vortice della materia


“Tutto il mondo è diviso in due parti,
delle quali una è visibile e l'altra invisibile.
Il visibile non è altro che il riflesso dell'invisibile."
(Zohar)


Nello Zohar si narra che due allievi di Rabbi Shimon bar Yokhai, mentre si recavano da Rabbi Iossi, furono colpiti dall’intelligenza del conduttore di somari che li accompagnava, infatti il conduttore di somari si rivelò un interprete molto brillante della dottrina cabalistica che li mise in seria difficoltà. Il termine aramaico che indica un conduttore di somari è “deta ‘in khamri” in cui “tain” esprime “l’azione del pungolare” e “chi pungola” perché i somari si devono spingere con il pungolo per farli camminare, e il termine ”khamor” che designa il “somaro” deriva dalla stessa etimologia della parola ”khomer” che significa la “materia”. Nel simbolismo cabalistico si allude al fatto che la materia deve pungolare l’uomo per farlo avanzare nella visione spirituale, infatti dalla trasformazione della materia si deve trarre “la luce che porta al meglio,” ma l’azione va compiuta con uno sforzo di comprensione che va fatto nella realtà materiale

Molte dottrine spirituali ci dicono che la materia è maya, perché la materia crea l’illusione, infatti si allude al fatto che la materia non è la sostanza più attendibile per conoscere la vera realtà del mondo, ma la cabala insegna che il mondo materiale deve saper pungolare la nostra mente per renderla idonea ad attrarre la luce spirituale che fa raggiungere la piena consapevolezza. La realtà nascosta nella materia spinge gli uomini verso l’egocentrismo, perché la mente crea una prospettiva unilaterale, perciò l’egocentrismo mentale ci impedisce di saper cambiare la prospettiva con cui valutiamo la forma materiale, infatti l’uomo non sa come poter usare la materia per pungolare la sua mente e raggiungere una maggiore comprensione.

Nella realtà materiale esiste una profonda realtà spirituale che è celata nella materia, anche se la materia sembra composta solo da materie fisiche percepibili tramite i sensi e osservabili solo con le coordinate dell’altezza, della larghezza e della profondità. La materia ci appare in maniera diversa dai prodotti mentali che sono sostanze impalpabili, perché la mente non ha bisogno dello spazio fisico per pensare. Ciò che viene prodotto dalla mente non viene collocato nello spazio, infatti il sentimento e il pensiero usano le categorie del tempo per poter esistere, perché le esperienze interiori hanno bisogno del collegamento temporale tra una percezione che si sussegue all’altra. E’ il tempo che costruisce le esperienze interiori, perché il sentimento diventa reale se resta identico nel trascorrere del tempo.

Tutte le esperienze della vita usano le categorie temporali, ma le esperienze usano anche la materia esterna per manifestarsi, infatti il tempo e lo spazio racchiudono quello che percepiamo come vita interiore e danno un senso al nostro vivere: per questo la relazione tra lo spazio e il tempo è una delle più importanti questioni filosofiche di tutti i tempi. Tutto quello che l’anima può percepire si deve relazionare al tempo anche se il tempo dell’anima è diverso dal tempo dell’orologio che segna solo la misura della realtà esterna. Il tempo lavora diversamente all’interno dell’anima, infatti il pensiero viene ridestato nella percezione interiore usando un fatto esterno che crea una durata interiore dell’oggetto materiale. Se non avvertissimo una percezione interiore non faremmo esperienza del pensiero che viene ridestato dalla percezione interna di una concreta realtà esterna. Quando i nostri sensi vedono la materia sentono sorgere il pensiero dell’oggetto e il pensiero crea un rapporto con l’oggetto, perciò crea una relazione da cui viene originato il pensiero del mondo.

Quando pensiamo diventiamo un nucleo molto profondo, perciò il nucleo profondo diventa il pensiero, infatti il pensiero può esistere anche senza un pensatore esterno, perché può esistere anche la realtà che viene formata dal processo del pensare. E’ veramente difficile poter percepire qualcosa che vada oltre il pensiero, perché noi ci perdiamo in tutto quello che il pensiero riesce a creare al nostro interno. Le rappresentazioni mentali coinvolgono gli oggetti esterni che diventano i ricordi delle cose, perché il ricordo sa guardare all’indietro rispetto al trascorrere del tempo, e può trasformare la sostanza esterna in una percezione interiore creando qualcosa di intimo e di attuale. Ma questo processo avviene solo quando l’anima vuol conservare interiormente qualcosa, perciò diventa l’attimo presente e attuale l’elemento che può creare l’interiorità. Il passato viene escluso dall’interiorità nel momento presente, perciò nell’attimo vediamo una pelle di serpente che fa una muta psichica.

Ogni volta che il serpente smette la sua pelle psichica e l’abbandona, la pelle viene rinnovata dalle rappresentazioni che sono eliminate e diventano qualcosa di estraneo, perciò l’interiorità può essere rinnovata e può diventare sempre attuale. Se esaminiamo i ricordi vediamo che in loro il passato è quello che ci è diventato esterno, perché il momento successivo rende estranei i momenti precedenti, infatti una vecchia rappresentazione lascia il posto alla nuova rappresentazione. Noi possiamo vedere come l’esteriorizzazione diventa continua e viene attuata dalla mente che usa la metamorfosi come il serpente che deve abbandonare la sua vecchia pelle per poter crescere, infatti anche la vita deve avere un continuo rinnovarsi della percezione interiore. Solo restando centrati all’interno di noi stessi sappiamo distinguere ciò che sentiamo come interno o esterno a noi: è questo processo che crea l’interiorità umana.

Se esaminiamo l’interiorità vediamo che essa è divisa tra quello che resta al suo interno e quello che viene escluso e abbandonato, perché quando avviene l’esteriorizzazione si riesce a creare un contenuto nell’anima. Per definire il concetto di “anima” dobbiamo includere tutto quello di cui serbiamo ricordo fin dalla più tenera infanzia, infatti quando si perdono i ricordi si percepisce la perdita del nostro io, perché avviene lo smarrimento del senso di sé, perciò sul ricordo si costruisce la vita dell’anima. Per comprendere meglio il concetto dobbiamo pensare che in ogni istante l’anima si può configurare diversamente, infatti a seconda del momento, l’interiorità si identifica con quello che sperimenta. Guardando un magnifico paesaggio l’anima si distende e si amplia, perché viene riempita dalla visione, mentre tutto quello che è brutto e triste la fa contrarre, la comprime e la rattrappisce, perché l’anima si configura diversamente a seconda delle esperienze che sperimenta.

Nel sonno l’anima è rattrappita, perché non deve ricevere nessuna percezione esterna, ma al risveglio si dilata e si amplia, perché si predispone a contenere le impressioni, perciò il movimento di contrazione e dilatazione assume un certo ritmo che costruisce l’attività dell’anima. La vita dell’anima viene creata dal suo movimento e l’impulso dinamico non chiede spazio esteriore, perché esso avviene all’interno, ma dalla qualità delle sue pulsazioni si comprende il tipo di movimento interiore che l’anima può fare. Nel pulsare interiore si creano delle configurazioni che non sono fisiche, infatti si producono delle sensazioni, dei pensieri e degli impulsi di desiderio che si affermano con una certa componente spirituale. Tutto quello che pulsa e che vive all’interno dell’uomo diventa come una massa d’acqua che fluisce e che si muove, perciò viene a formare il mare interiore della nostra spiritualità.

Di tutto quello che esiste all’interno la cosa più importante è l’impulso della volontà che muove, perché il pensiero, i sentimenti e le emozioni sono una pelle che il serpente deve abbandonare se vuol crescere, perciò è la volontà umana che deve muovere il rinnovamento che cambia il nostro ritmo. Ciò che muove i pensieri e i sentimenti è la volontà di voler imprimere un flusso diverso ai nostri contenuti interiori, perché la vita dell’anima può assumere un ritmo lento oppure veloce. Ma, per poter mutare il ritmo è necessario fare uno sforzo di volontà e ampliare la recettività dell’anima, infatti se la volontà resta passiva il mare inizia a ristagnare, mentre l’attività dinamica sa muovere più velocemente le nostre acque interiori. Il movimento del flusso interiore viene accelerato volontariamente, ma occorre fare molta attenzione alla qualità di movimento verso cui ci vogliamo orientare.

Il movimento si esprime nella contrazione e nella dilatazione, perché il tipo di pulsazione esprime una forma di espressione che viene preferita, perciò veniamo orientati dalla saggezza di saper comprendere quello che giova. Secondo Steiner esistono quattro qualità che connotano la vita dell’anima, poiché vi è la volontà personale, la saggezza interiore, la qualità della dinamica e la modalità di manifestazione che tutto l’assieme crea: e tutto questo crea varie particolarità di anima. Nell’anima particolare si viene a piantare un seme che può produrre una volontà, una saggezza, un movimento e una forma precisa, perché l’anima risente dell’influsso delle diverse gerarchie superiori che la crearono. Con la sequenza di queste azioni avvenne una prima creazione, perciò anche l’uomo forgia la sua anima compiendo le medesime azioni che vennero fatte dalle intelligenze superiori che vollero la creazione originaria.

L’uomo venne plasmato dalle gerarchie che crearono la materia con l’intelligenza e la saggezza, perciò la stessa cosa avviene nell’anima e nel cosmo. L’influsso delle gerarchie superiori si dimostra nella specifica qualità d’anima, ma l’azione non ha bisogno di trovare uno spazio esterno, infatti le gerarchie spirituali infondono qualità interiori e questo è il fatto più importante, perciò parlando dell’anima si intende ciò che assume una forma interna. Per le strutture spirituali non possiamo pensare alle forme visibili in modo esteriore, perché esse sono delle forme che vivono nella coscienza e che si dimostrano nella nostra espressione interiore. Ogni processo spirituale deve coinvolgere il tempo, infatti senza il tempo non può avvenire lo sviluppo del pulsare interiore che aiuta l’anima a sviluppare. Per avere una percezione della qualità dell’anima non è necessario vedere una forma esteriore, ma è necessario saper vedere dentro la materia e saper percepire l’attività che lo spirito ispira alla materia che lo ospita al suo interno, e così vediamo lo spirito ispiratore dell’anima.

Quello che possiamo vedere non è composto da sostanza materiale, poiché esso va oltre la forma che i sensi percepiscono, infatti vediamo l’impulso spirituale che non è ancora giunto alla maturazione che sa creare la forma materiale con cui vuole esprimersi. Tutte le materie sono delle forme spirituali giunte a maturazione che si sono infrante, perché esse hanno oltrepassato il loro limite e sono giunte fino alla creazione di una diversa forma che si estende nello spazio, perché quando una forza soprasensibile si infrange diventa una forma materiale. Per lo sguardo che sa vedere nel lato occulto, dice Steiner, la materia non è altro che una forma spirituale che si è rotta: e quando una forza invisibile si frantuma viene a creare una forma materiale. La materia è lo spirito che è sviluppato finché si è spezzato, e quando si frantuma e si sgretola diventa la materia che è una “maceria dello spirito” diventato visibile.

Quando la materia si organizza forma una massa in movimento, perciò il movimento struttura la forma, infatti quando si arresta il movimento l’energia ricade entro se stessa, perché l’energia avanza finché dura lo slancio propulsivo, ma quando si ferma l’onda si rompe. La creazione della materia avviene per la frantumazione dello spirito, perché prima della sua frantumazione, la materia possedeva la forma spirituale. Dopo la frantumazione restano nella materia i frammenti spirituali che conservano le tracce delle forze che le crearono, perciò nei frammenti resta il ricordo di quello che esisteva prima della frantumazione. Nella creazione della materia dobbiamo vedere le tracce dell’azione di energie spirituali e le forze che fecero la creazione, perciò dobbiamo vedere le tendenze dell’impulso creativo, infatti vediamo il movente originario.

Lo stesso tipo di azione, dice Steiner, si deve vedere nei cristalli e nell’osservazione occulta dell’idrogeno che è il primo elemento dell’universo, perché l’idrogeno è il costituente che giunse dagli spazi siderali, e che si frantumò per creare delle molecole diverse: la materia è una forma di energia che fu frantumata e andò dispersa nello spazio. Nell’interiorità percepiamo l’interno e l’esterno, poiché la percezione deve usare dei contrasti, perciò così avvenne nel creare la percezioni di spazio interno e spazio esterno. Lo spazio interno inizia nella percezione di un punto interiore che sentiamo nell’intimo e che ci fa percepire l’origine per quello che percepiamo come esterno. Perciò anche lo spazio esterno inizia con la percezione interiore, e nella vita è necessario distinguere l’interno e l’esterno, perché così avviene la creazione del mondo

Lo spirito deve maturare la volontà di dare uno slancio evolutivo per creare la realtà materiale, perciò la materia diventa diversa se lo spirito usa uno spazio vuoto, perché infrangendosi in sé stesso esso forma una struttura fissa come una sostanza minerale. Se trova un mondo già plasmato entra nella sostanza della struttura vegetale, ma se la forma eterica possiede una peculiarità di parte astrale produce l’organismo vivente composto da vari corpi che possono assorbire le sostanze in modo diverso. Nell’uomo, il corpo fisico si intreccia con il corpo eterico, perciò il corpo eterico viene perturbato dal corpo fisico, però lo spirito non irrompe solo nella parte eterica ma si può disperdere anche nella parte corporea che riesce a prevalere sulla parte eterica.

Quando lo spirito si viene a infrangere in varie conformazioni può creare materie con gradualità diversa, infatti esistono tre forme di materia che vengono percepite tramite i sensi fisici, cioè le materie minerali, quelle vegetali e quelle dell’animale e dell’uomo, perché in queste due ultime forme materiali avvennero delle irregolarità. La cosa complicata è che lo spirito si disperde diversamente quando deve agire nell’aria, nell’acqua, nel fuoco o nella materia più solida, perciò come le cose divengano complicate quando si creano delle materie tanto diverse come quelle che esistono nel mondo. Se consideriamo la materia in relazione allo spirito dobbiamo valutare anche che la reazione sia diversa a seconda della superficie su cui esso si infrange, perciò la diversità si osserva nelle forme che lo spirito ha creato. Questo stato di cose sa spiegare le diverse conformazioni di materie, perché la stessa forza che agisce su una diversa superficie produce un impatto che produce degli effetti diversi, perché la stessa forza riesce ad agisce in modo diverso.

La parte spirituale che vive nella materia viene incontro alla nostra percezione usando il movimento, perciò la sua percezione diventa interiore e sorge come immaginazione e intuizione delle tendenza possedute dalle forze spirituali che animarono quella materia, e l’uomo risulta veramente evidente in questa intuizione. Un uomo non si riesce a percepire vedendo la materia che è percepita dai sensi fisici, ma percependo la sua essenza soprasensibile che inizia nel suo corpo eterico che è l’elemento più sottile che venne creato dalle forze spirituali, perché il veicolo fisico è la più parte grossolana che abbiamo. Quando vediamo l’uomo che è fatto di ossa e di muscoli vediamo la forma menzognera, perché vediamo una forma esterna e non vediamo la struttura interiore. La parte materiale non va percepita come tale, ma si deve sentire come si sentono le vibrazioni musicali, perché così si percepiscono le vibrazioni dello spirito che venne nascosto in quella materia.

Buona erranza
Sharatan