mercoledì 20 gennaio 2016

Il Raggio della Creazione



“Prendi la scienza dell'Occidente
e la comprensione dell'Oriente, e poi cerca.”
(Georges I. Gurdjieff)

Un giorno qualcuno chiese a Gurdjieff perché era così difficile evitare le emozioni negative e perché era tanto complicato imparare a vivere in modo non automatico. La risposta di Gurdjieff fu che è difficile perché queste azioni sono contro Natura, perciò riusciamo a farle con quella difficoltà. Fare degli sforzi per lavorare contro quegli atteggiamenti era come se vogliamo remare contro il naturale ordine del mondo. Poi va anche considerato che viviamo in un campo di gioco che ci è molto sfavorevole, perché la Terra è collocata sul punto più basso del Raggio della Creazione.

Questa situazione spiega perché alcune azioni, che possono essere fatte con molta facilità in altri luoghi dell’universo, sulla Terra diventano delle azioni molto più difficili da fare. Questa condizione non si capisce se non conosciamo la natura dell’uomo e la natura dell’Universo. La struttura dell’uomo non può venire compresa se non conosciamo quella dell’Universo. dice Gurdjieff. L’uomo è il “piccolo modello” dell’Universo, infatti egli è un microcosmo nel Macrocosmo. Lo studio dell’uomo e quello del cosmo devono procedere sempre insieme, perché se sappiamo come funziona il cosmo impariamo a conoscere anche noi stessi.

La prima cosa che va saputa è che esistono due grandi leggi che governano il corso del cosmo, e vengono dette Legge del Tre e Legge del Sette. La prima legge determina il fatto che tutti i fenomeni dell’universo sono il risultato dell’azione correlata di tre forze. La scienza occidentale riconosce la realtà della polarità, e questo si osserva nel fenomeno dell’elettricità positiva e negativa della fisica oppure nella cellula maschio e femmina della biologia, e così via. Gurdjieff dice che nessun processo naturale avviene senza l’intervento di una terza forza. Anche dove i fenomeni sembrano il frutto di una opposizione di forze, in realtà, interviene sempre l’azione di una terza forza.

L’idea delle tre forze è contenuta in molte dottrine antiche ed è la fonte da cui deriva l’idea cristiana della Santa Trinità che coesiste in tre persone pur essendo indivisibile. La concezione induista insegna un’altra versione della stessa dottrina contenuta nel mito della creazione dove si dice che Brahman l’Assoluto genera Ishwara il Creatore. Poi Ishwara tramite l’azione congiunta di Brahma, di Vishnu e di Shiva (che sono tre diversi aspetti di Ishwara stesso) manifesta tutta la creazione. Una forma ancor più chiara della stessa dottrina è nella teoria Sankya dei tre guna: raja, tamas e sattva. Per i maestri Sankya ognuno dei tre guna ha qualità fondamentali che, intrecciandosi tra loro, creano tutto il mondo dei fenomeni.

La terza forza non si vede perché, non sapendo vedere noi stessi non sappiamo vedere neppure il mondo esterno. L’opposizione di due forze si vede chiaramente in molti fenomeni, ma non si vede la terza forza che è troppo insita nei fenomeni. Siamo ancora molto lontani dal capire che nulla esisterebbe senza l’intervento di un terzo principio o terza forza che equilibra la tendenza creativa e quella distruttiva. Gurdjieff afferma che tutta la Creazione iniziò quando le tre forze presenti nell’Assoluto si manifestarono.

Ma, a differenza delle altre forze, le tre forze primigenie erano dotate di volontà, piena coscienza e comprensione. Questo gli permise di separarsi e poi di riunirsi in un punto predeterminato dove originarono la prima serie di mondi nel Raggio della Creazione: la prima serie è detta Tutti i Mondi Possibili. In ognuno dei mondi creati esistevano le tre forze che ripetevano l’interazione con cui avveniva il processo di creazione. Ma le forze che derivavano da quelle creazioni non avevano la totalità delle forze dell’origine, infatti erano sempre più limitate nella volontà, coscienza e comprensione.

Per questo, anche il punto in cui esse convergevano divenne sempre meno prederminato e sempre più accidentale. Infatti va capito che la volontà dell’Assoluto aveva ben governato la prima serie di creazione, ma non riuscì a controllare così bene anche tutto il resto della creazione. Perciò avvenne che la serie delle creazioni aveva un livello di imperfezione crescente tanto più si allontanava dall’Assoluto. I mondi successivi alla prima serie di creazione nascevano sempre più imperfetti, sempre più accidentali, casuali e meccanici.

Il Raggio di Creazione in cui viviamo è solo uno dei vasti numeri di Raggi della Creazione che esistono all’esterno e che si estendono in tutte le direzioni. Tutti i Raggi provengono dall'iniziale impulso creativo dell’Assoluto, ma il Raggio a cui appartiene la Terra va studiato perché ci riguarda, infatti il nostro pianeta è il sesto di questi mondi. Il Raggio inizia dall’Assoluto che crea Tutti i Mondi Possibili. In questo livello vanno incluse tutte le galassie stellari, le nebulose esterne alla Via Lattea e ciò che è all’interno della Via Lattea.

Il mondo successivo del Raggio della Creazione è composto da tutti i soli presenti nella Via Lattea. A questo segue il mondo del nostro Sole, poi c'è il mondo dei pianeti che gira intorno al nostro Sole, poi c'è il mondo del pianeta Terra e, infine, il mondo della Luna. La concezione cosmica di Gurdjieff è in contraddizione con tutte le teorie della creazione perché considera la Creazione come un processo ancora in via di sviluppo. Gurdjieff è controcorrente anche perché considera il cosmo come un grande sistema vivente.

Solitamente la scienza tende a credere che ci sia stato un inizio in un remotissimo passato e che tutto si sia evoluto allora, perciò oggi siamo entrati in una fase di esaurimento. Secondo le concezioni consuete la Luna è un pianeta morto e la Terra sta perdendo di calore perciò, in futuro, la Terra è destinata a morire come la Luna. Gurdjieff invece afferma che il sistema solare sta facendo una via opposta, perciò la Luna sta affrontando una fase di riscaldamento che, nel corso del tempo, la farà diventare come la Terra, invece la Terra diventerà come il Sole.

Ma va considerato che, tutti i mondi del Raggio della Creazione non sono lasciati a vagare casualmente nello spazio vuoto. Ogni cosa dell’Universo è strettamente interconnessa alle altre cose, perciò ogni mondo è collegato con tutti gli altri mondi. Poi pensiamo che l’intervallo tra i vari mondi non è vuoto, perché l’energia fluisce dal Raggio e si diffonde in ogni direzione venendo assorbita da tutti i mondi che incontra sul suo percorso. L’energia cosmica viene assorbita e poi rilasciata in forma mutata, perché nel cosmo avviene sempre un grande interscambio di energie. I pianeti ricevono l’energia del Sole, la Terra la riceve dai pianeti, e la Luna riceve l’energia dalla Terra.

L’Universo va pensato come una enorme rete di vibrazioni che si diffondo in ogni direzione e, in alcuni punti della rete, accade la “condensazione” dell’energia in materia. Queste vibrazioni che si irradiano ovunque sono le entità primarie dell’universo, invece la serie dei mondi in cui esse si sono condensate sono le concrezioni secondarie. La rete delle vibrazioni assomiglia alla Rete di Indra dell’induismo, e spiega l’esistenza della Legge del Sette che è chiamata anche Legge dell’Ottava. Le vibrazioni si verificano con ogni tipo di frequenza e in tutte le densità di materia ossia dalla materia più eterea e rarefatta a quella più densa e grossolana.

Se vedessimo muoversi le vibrazioni, le vedremmo che si diffondono ovunque perciò le vedremmo incrociarsi tra loro, rinforzarsi oppure deviarsi reciprocamente. Il pensiero occidentale pensa che le vibrazioni si sviluppano sempre costantemente e che si diffondono omogeneamente, finché l’impulso che ha impresso il movimento non riesce a vincere la resistenza del mezzo per mezzo del quale viaggiano. In occidente si crede nel principio di continuità delle vibrazioni, invece Gurdjieff afferma che vale il principio contrario cioé il principio della discontinuità.

Le vibrazioni non si sviluppano in modo uniforme ma subiscono delle accelerazioni e dei rallentamenti in certi punti. Si può descrivere questo principio cosmico immaginando che l’impulso del processo creativo non sia stato uniforme, ma che abbia avuto degli fasi di rallentamento, cosicché tutte le vibrazioni sia ascendenti che discendenti hanno subito la fase del rallentamento. Dopo quelle fasi di ritardo dello sviluppo, però le vibrazioni recuperavano la loro velocità finché non incontrano un ostacolo che causa un nuovo rallentamento e il ripetersi del fenomeno suddetto.

Per capire il punto critico che causa i temporanei ritardi si suddivisero le linee di sviluppo delle vibrazioni in periodi che corrispondevano al raddoppio o al dimezzamento della loro frequenza. Fu così che fu individuato il punto di ritardo dell’accellerazione, e si verificò che ne esisteva sia uno all’inizio e un altro alla fine del processo. Gurdjieff afferma che questo fenomeno è noto fin dai tempi antichi, infatti gli antichi conoscevano le leggi che governano questi periodici ritardi e che rallentano il ritmo di crescita quando diminuisce la frequenza delle vibrazioni.

Gli antichi decisero di registrare la loro scoperta perciò scrissero una scala musicale di sette tonalità, e il periodo del raddoppio e del dimezzamento della frequenza delle vibrazioni rappresenta l’ottava musicale. Se moduliamo una scala musicale vediamo che il primo intoppo si trova tra la nota “Mi” e il “Fa” mentre la seconda è tra il “Si” e il “Do.” Gurdjieff chiama questi punti gli “intervalli dell’ottava” e dice che sono i punti deboli dell’ottava. Sono i punti in cui c’è una tendenza ad arrestarsi oppure ad essere deviati verso un’altra direzione rispetto a quella verso cui eravamo diretti.

Ma questo rischio può essere evitato se interviene un nuovo apporto di energia, in modo che un’altra ottava potesse colpire il punto debole. Se l’ottava che sta indebolendo è fortunata da ricevere lo shock che offre la sferzata di nuova energia proprio nei punti in cui ne ha bisogno – cioè nei punti degli intervalli - ha modo di svilupparsi e crescere.




Gurdjieff dice che il Raggio della Creazione è l’ottava discendente che inizia con il Do, il Tutto o Assoluto e discende al Si, Tutti i Mondi Possibili che è il mondo 3. Poi discende fino al La, Tutti i Soli o La Via Lattea che è il mondo 6, e quindi scende al Sol, il nostro Sole che è il mondo 12. Scende in Fa, Tutti i Pianeti che è il mondo 24, poi scende a Mi, la Terra che è il mondo 48 e poi decresce in Re, la Luna, e qui è nuovamente l’Assoluto, concluse Gurdjieff.

Il primo intervallo di questa grande ottava cosmica è tra Do e Si cioè tra l’Assoluto e Tutti i Mondi Possibili, e il secondo intervallo è tra Fa e Mi cioè tra Tutti i Pianeti e la Terra. È in questi due punti che l’ottava cosmica ha bisogno di ricevere un aiuto però, il primo intervallo, è ancora pieno di Assoluto e possiede volontà e piena coscienza. Invece la volontà dell’Assoluto non arriva fino alla Terra perciò è necessario che, in questo punto,  intervenga qualcosa affinché l’ottava cosmica possa continuare.

In questa situazione è necessario che intervenga qualcosa che faccia superare l’impasse, infatti è intervenuto un delicato congegno meccanico, uno speciale apparato trasmittente che è costituito dalla Vita Organica sulla Terra. La vita organica terrestre va pensata come una pelle sensibile che ricopre tutto il pianeta. Questa membrana ha lo scopo di assorbire e di liberare le energie che provengono dalla regione superiore del Raggio della creazione. La Vita Organica della Terra va considerata come l’organo di percezione e di irradiazione della Terra.

Questa membrana sensibile che ricopre tutto il pianeta permette a ogni luogo della Terra di ricevere le energie che provengono dai livelli superiori. Questa membrana irradia anche verso la Luna e viene colpita, a sua volta, da tutti gli influssi provenienti dai vari ordini del Raggio della Creazione. Per questo accade che, anche una piccola tensione accidentale nelle sfere planetarie si ripercuote nella Vita Organica, e si mostra come un grave disturbo nell’uomo. Le influenze che riceve la Terra influenzano il comportamento dell’umanità e la spinge a massacrarsi, mentre gli uomini trovano giustificazioni affermando che stanno lottando tutti per una nobile causa.

Buona erranza
Sharatan

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