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domenica 12 febbraio 2017

Il guru interiore



“Un amico insincero deve essere
più temuto di un animale feroce;
un animale feroce può ferirvi il corpo,
ma un amico insincero vi ferirà la mente.”
(Buddha)

“Il maestro ultimo risiede nell’interiorità dell’uomo. Proprio come quelle persone che nella vita vi offrono un’autentica guida, il guru interiore è sempre pronto ad aiutarvi a trovare la via. Potreste pensare a lui come al vostro intuito, alla vostra anima, alla vostra bussola. Se avete troppi impegni, può essere difficile ascoltare il guru interiore o riconoscere se ciò che state udendo viene realmente dal cuore o è inquinato dalle passione dagli attaccamenti che controllano pensieri e sentimenti.

Quando iniziate a riconoscere le persone che nella vostra vita svolgono un’azione positiva, cominciate a individuare e a fidarvi del vostro guru interiore, cominciate di nuovo a fidarvi di voi stessi. La vostra naturale fiducia fiorirà e scoprirete che ogni cosa diventa più facile, anche nei momenti più duri. Potreste ancora attraversare periodi in cui vi colpevolizzerete per aver preso decisioni “sbagliate” o per aver fatto un errore; ma a quel punto vi scoprirete più resistenti e più pronti a riprendervi.

Vi scuoterete la polvere di dosso e andrete avanti senza ricadere nelle autocondanne e nelle recriminazioni. Se è il vostro ego a prendere tutte le decisioni, le possibilità di fallimento sono più numerose, perché l’ego si può facilmente offendere o si può mettere sulla difensiva. Basta una critica a farlo precipitare nella disperazione per l’orrore di non essere perfetto, oppure a farlo diventare timoroso e aggressivo: «Chi sei tu per criticare me?»

Al contrario, quando il vostro guru interiore sarà molto più rilassato, potrete accettare le critiche; e, se sono fondate - bene - imparerete la lezione; se nascono invece dall’ignoranza, potrete gentilmente ignorarle. Purtroppo, ci sono persone in questo mondo che hanno su di noi un’influenza negativa; ci inducono involontariamente in errore fomentando rabbia, odio, gelosia, desiderio o incomprensione.

Dico “involontariamente” perché i sentimenti che queste persone stimolano sono soltanto proiezioni delle nostre stesse negatività; e quindi anche le persone negative, una volta che ne siamo consapevoli, diventano nostri maestri. È importante imparare a riconoscere e ad affrontare simili sentimenti negativi: «Questa persona mi sta causando rabbia, mi sta causando desiderio, mi sta causando ignoranza. forse dovrei liberamente, silenziosamente, senza dire niente.»

Pensate alle volte in cui siete caduti preda di un’influenza negativa. Come vi siete sentiti in quei periodi? Vi sentivate davvero voi stessi o una versione negativa di voi stessi? Forse, stando con quelle persone, vi siete puniti in qualche modo, le influenze negative vi hanno causato percezioni negative di voi stessi e così siete entrati in un circolo vizioso svolgendo un ruolo che vi siete creati o imposti.

Il vostro senso di autostima e di fiducia, così naturale e forte, ha iniziato ad erodersi oppure è stato nascosto da altri sentimenti quando avete cominciato a credere di essere cattivi o deboli, benché dentro di voi sapete che quello stato dipendeva da qualcuno che vi metterà sulla cattiva strada. Ovviamente, anche in quel caso vi siete colpevolizzati per esservi lasciati influenzare, per aver compreso che alcune persone non erano adatte a voi… inoltre, il nostro stesso sé interiore può diventare un compagno negativo.

Abbiamo infatti la tendenza a farci intrappolare da questo nemico che risiede al nostro interno. Quando la mente viene influenzata da un simile compagno nocivo, allora crescono rapidamente l’ira, il desiderio, la gelosia, la presunzione e tutte le altre manifestazioni del nostro ego. Poiché la maggior parte di noi deve vivere in qualche modo con un simile ego, è importante esserne consapevoli e crearsi anche un antidoto attraverso l’apprezzamento.

Le negatività mentali ci indeboliscono e ci creano molta sofferenza inutile. Me se guardiamo tutte le cose che possiamo apprezzare nella vita, tutte quelle che ci aiutano a sviluppare la saggezza anziché la negatività, cominciamo a distaccarci dal nostro compagno interiore, quando vediamo che si rivela dannoso.” (Gyalwang Drukpa, Vedere il cielo in un fiore selvatico, Oscar Mondadori)

domenica 6 novembre 2016

Una mente senza radici



“La maggior parte delle persone è felice
quando permette alla propria mente di esserlo.”
(Abraham Lincoln)

“Dobbiamo eliminare le radici della mente. Se permettiamo di svilupparle, ci intrappoliamo sempre negli stessi pensieri. Tendiamo a dirci che possiamo essere felici soltanto a certe condizioni: il tempo deve essere bello, né troppo freddo, né troppo caldo; dobbiamo aver mangiato bene; dobbiamo divertirci e così via. Quando poi le condizioni mutano, la mente diventa infelice o irata. Il nostro stato d’animo cambia in un istante.

Se, per esempio, ci viene fame, ecco che siamo di malumore. Fino a poco tempo prima eravamo felici e ora, all’improvviso, tutto è cambiato. Non è saggio lasciare che le condizioni esterne controllino la nostra mente. È facile destabilizzare il nostro ego. Inoltre, se non stiamo attenti, la mente si attaccherà ad atteggiamenti e a principi rigidi.

Comunque, se addestreremo la mente in modo da essere più rilassata, svilupperemo anche una maggiore resistenza alle circostanze esterne e all’impermanenza. Questo non significa che non dovremo avere una direzione definita, ma che potremo seguire il flusso della vita. Capiremo che creiamo una versione soggettiva della realtà attraverso le nostre percezioni e interpretazioni; che le cose non sono fisse e che è facile che gli altri abbiano una versione diversa dalla nostra.

Per esempio, se giudicate qualcosa particolarmente bello e molto attraente, questo non è necessariamente vero per le altre persone. Potrebbe trattarsi di un essere umano, di un quadro o di una casa. Qualunque cosa sia, è una creazione della vostra mente. Perché dovrebbe essere uguale per tutti? Ognuno di noi si crea la sua realtà personale, e accettare questa idea è liberatorio. Ecco cos’è la compassione.

Può sembrare una contraddizione ma, se riuscite ad apprezzare una mente priva di radici e capace di fluire con le cose, allora potrete cominciare a domarla. Forse sentir parlare di una mente senza radici è sconcertante, perché spesso noi cerchiamo nella vita qualcosa che ci radichi, soprattutto nel campo delle idee. Anche la mente ha una propria personalità - il modo in cui tendiamo a giudicare il mondo e la gente, le nostre concezioni, i nostri filtri, i nostri occhiali.

Ma, da un punto di vista positivo, se la mente è senza radici allora crescono le possibilità, troviamo definitivamente la libertà. Questa è la chiave per aprire la porta della realizzazione, della compassione, di ogni cosa. Grazie alla meditazione domiamo questa mente priva di radici, senza però incatenarla. Favoriamo la chiarezza e ci focalizziamo, mentre permettiamo alla mente di fluire e di essere libera, libera di indicarci la via.

Possiamo vedere con nitidezza la meta che ci ispira; e saremo anche in grado di impegnarci a raggiungerla e di capire che cosa dobbiamo fare quotidianamente. È come trovarsi di fronte ad uno scrigno di gioielli: con un po’ di comprensione e di accettazione di ciò che siamo, possiamo aprirlo e vedere che cosa contiene. Non vi raccomando, mentre meditate, di cercare di fermare i pensieri o di evitarli.

Sì, essi sono prodotti della mente e voi volete scoprire gradualmente la vostra natura interiore, ma è molto difficile liberarsi dei pensieri. se vi sforzate di farlo, invece di ottenere una mente chiara, in realtà ve la ritroverete piena. Raccomando quindi di permettere ai pensieri di sorgere e poi di andarsene gentilmente. Non concentratevi su di essi, prendete nota e lasciate che scivolino via.

La vostra mente è come un bambino che provoca troppo rumore; se fate in modo che se ne renda conto, si accorgerà del problema e alla fine si calmerà da solo. Dunque dovete essere pazienti, anche con la mente; a poco a poco le proteste e le domande si acquieteranno. I pensieri verranno ma, poco a poco, se ne andranno - positivi, negativi, questo non ha importanza. Non vi fissate, lasciateli andare. Lentamente la mente si calmerà in uno stato naturale e voi troverete la pace.”

(Gyalwang Drukpa, Vedere il cielo in un fiore selvatico, Mondadori)

sabato 11 ottobre 2014

Ogni cosa è in noi



“Dobbiamo essere grati alle persone
che ci fanno felici; esse sono
gli affascinanti giardinieri
che fanno fiorire la nostra anima.”
(Marcel Proust)

“Percorrendo la via dovrete iniziare a lasciare gli attaccamenti, le aspettative, i desideri e i bisogni inutili e scoprire quale libertà vi sia nel trovarsi alla fine della giornata con le mani vuote, ma anche quanto sia meraviglioso essere semplici esseri umani. Questa sensazione di sollievo libererà tempo e pensieri, dandovi una nuova energia. Pensate a quanto spazio vi sarà nella vostra mente senza tutte quelle preoccupazioni, quell’egocentrismo e quei dubbi.

Comincerete a notare che cosa vi ispira; avrete prima lo spazio e la libertà di crescere e di svilupparvi; e poi di ispirare gli altri. A questo scopo dovrete conoscere il vostro ego, quella maschera fragile ma opprimente che tutti portiamo nella vita, togliendovela gentilmente per riconoscere il vostro vero sé, per scoprire ciò che realmente vi fa vibrare.

Dovrete imparare a riconoscere i vostri maestri, quelle persone che vi trasmettono calore e incoraggiamento e che è bene tenere in gran conto; e, cosa altrettante importante, dovrete comprendere che esistono individui che, sfortunatamente, sono per voi negativi, così come lo siete voi per loro. Sottraendovi a queste influenze, anche solo mentalmente, riuscirete a far crescere la compassione e la pazienza.

A quel punto dovrete sviluppare il giusto atteggiamento, la volontà di essere buoni e di fare cose buone, per gioire del benessere altrui, per essere generosi anziché soddisfare soltanto i vostri desideri, per applicare umiltà e pazienza, e per agire con gentilezza e amore. Dovrete praticare molto per scoprire la vostra vera via e per gioire della vita quotidiana, ma questo è il momento per cominciare.

Il segreto di questa via non comune è che, prendendovi cura degli altri, in realtà vi prendete cura di voi stessi. E, per prendervi cura degli altri, dovrete pensare a voi stessi e al vostro benessere, ma dovrete farlo con un atteggiamento di generosità, invece di pensare sempre in termini di “io voglio” o “io desidero.”

Ci troviamo tutti in un ciclo di interdipendenza e di connessione: dovete prendervi cura degli altri per prendervi cura di voi stessi e dovete prendervi cura di voi stessi per prendervi cura degli altri. Entrambi gli atteggiamenti sono necessari se volete percorrere questa via non comune, se volete esservi utili a vicenda. Ecco che cosa dovete capire.

Percorrere la via significa predisporre le cose in modo da essere rilassati e godere gioiosamente di ciò che avviene. Potrete partire dalla contemplazione e poi comincerete a praticare; ed è una pratica che comincerete veramente a imparare. Le migliori lezioni della vita vengono dal viverla. Ogni giorno cercherete di essere persone un poco più gradevoli agli altri e un poco più gradevoli a voi stessi, passo dopo passo, un poco alla volta.

A lungo andare questa sarà una pratica efficace che renderà agevole una strada impervia. Solo comprendendo quanto sia importante la vostra esistenza sarete in grado di rispondere alla domanda sul come renderla migliore, su come trovare il significato; e in tal modo potrete liberarvi da una concezione rigida di voi stessi e del mondo. Nel prossimo minuto può accadere qualsiasi cosa: questa è la bellezza della vita.” (Gyalwang Drupa, Vedere il cielo in un fiore selvatico, Mondadori)

giovedì 8 maggio 2014

Camminare insieme



“Viaggiare bene è meglio che arrivare.”
(Buddha)

“Lungo la via incontriamo molte persone. All’inizio, spesso ci sono i genitori che ci danno una mano, ed è bello camminare e chiacchierare insieme con gli amici e con i nostri cari, condividere ciò che ci ispira e appoggiarci gli uni agli altri per trovare sostegno e guida. Possiamo curarci a vicenda, diventare magari una guida e talvolta chiedere aiuto per trovare la via.

Se siete così fortunati da incontrare buoni amici e maestri, dovete apprezzarli molto, perché prima o poi vi aiuteranno a trovare la giusta direzione. Indirettamente, o forse direttamente vi faranno scegliere una via migliore. Anche se vi comportate male, potranno aiutarvi a risolvere i problemi, a scacciare le delusioni e a sviluppare la fiducia interiore. A questo punto la felicità verrà dall’interno, dalla vostra interiorità. Questo è ciò che un maestro o un amico autentico possono fare per voi.

Capisco che sia più facile ascoltare le lodi dei maestri e degli amici, anche quando si è su una strada sbagliata; io però mi sono spesso detto che coloro che mi avvertono dei miei passi falsi sono le persone che mi vogliono bene, e quindi li apprezzo enormemente. Invece, quelli più diplomatici, quelli che approvano senza eccezione ciò che dite, non sono sempre di aiuto. È umano voler ascoltare soltanto le persone che dicono bene di noi, ma questo non ci aiuta a crescere.

Una buona compagnia accresce la compassione, la gentilezza amorevole, la saggezza e la pace mentale, facendo diminuire i desideri, la gelosia, l’odio e la presunzione. Un amico può essere un maestro. Anche se si tratta di una persona ordinaria, può essere considerato una guida, qualcuno che vi sostiene per aiutarvi a compiere cambiamenti positivi. Quando trovate una guida del genere, dovete apprezzarla molto e trattarla meglio di quanto trattate voi stessi, perché un amico positivo è paragonabile a un grande maestro o a un Buddha. Apprezzatelo dal profondo del cuore.

Quando cercate un amico dovete prestare molta attenzione, perché alcune persone hanno un’influenza negativa, mentre altre hanno un’influenza positiva. E tali influenze vi seguono sempre. Secondo me, questa è la funzione fondamentale di ogni relazione. Pensate a quanto si acuisce il vostro intuito quando incontrate qualcuno, non importa se è un perfetto estraneo o una persona che conoscete da anni. Potete sentire letteralmente la sua energia. È felice o triste? È calmo o agitato? Desiderate comunicargli il vostro calore o ricevere gioiosamente il suo, oppure scoprite la necessità di tenerlo a una certa distanza mentale?

Non trascurate tali intuizioni: spesso il corpo può essere più consapevole di una mente stressata. È questo il “maestro” di vita che frequentemente vi apre uno spazio di libertà e crea momenti di comprensione; allora le nuvole della vostra mente si aprono per far trapelare calore, tenerezza e sapienza. Attraverso le sue parole o un suo abbraccio, può darvi un momento di conforto. Forse una di queste persone molto speciali riuscirà a strapparvi via strati di ego, gentilmente e delicatamente, con una risata o facendovi vedere al di là delle etichette, accettandovi semplicemente per quello che siete, senza condizioni.

Forse troverete un amico o un mentore che vi ispiri particolarmente aiutandovi a sviluppare le vostre motivazioni e a trovare un lavoro cui siete destinati. L’ispirazione è un grande dono e, una volta ricevuto, non possiamo fare altro che passarlo anche agli altri. Le persone positive tendono a essere molto vicine alla “natura” del mondo; e hanno un grande rispetto verso i genitori, gli animali, gli alberi e le piante, e naturalmente verso gli amici. Se qualcuno non rispetta la natura di tutti questi esseri, spesso non rispetta nemmeno se stesso. Può sembrare che agisca per amore, ma si tratta di un’apparenza che presto svanisce.

Ma se trovate qualcuno che è dotato di una capacità di comprensione, allora rispettatelo e così sarete anche voi più vicini alla vera natura. Queste sono le persone in cui potete trovare rifugio, per calmare la vostra mente agitata. Esse impersonano lo spirito ispiratore dell’incoraggiamento. Cercate attentamente il vostro guru e, quando lo avrete trovato, siategli grati con tutto il cuore.” (Gyalwang Drukpa, Vedere il cielo in un fiore selvatico, Oscar Mondatori, 2012)