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venerdì 26 febbraio 2016

Incontri con lo Spirito



“Lo Spirito come il vento, soffia dove vuole.”
(Giovanni 3,8)

Dentro a ogni uomo fisico esiste un uomo interno, un secondo uomo. Gli uomini sono composti da due entità, di cui una è quella costituita dal corpo fisico e dal corpo eterico: essa è fatta in modo da poter entrare in rapporto con il mondo fisico. Invece, l’uomo interiore è la parte che è composta dal corpo astrale e dall’io, perciò è una parte più giovane di quella fisica. Queste due parti corrispondono all’uomo esteriore e all’uomo interiore ma, in futuro, avremo altre tre parti che dovremo sviluppare con il proseguire dell’evoluzione.

In futuro avremo il sé spirituale che si formerà nell’evoluzione planetaria di Giove, avremo lo spirito vitale nell’epoca di Venere, e avremo il vero e proprio uomo-spirito che sarà formato nell’epoca di Vulcano. In futuro, le gerarchie spirituali ci doneranno altri tre gradi evolutivi futuri. Ma, già da adesso, abbiamo una predisposizione ad essere molto di più che uomini composti da quattro parti perché portiamo già, in noi, il germe del sé spirituale, dello spirito vitale e dell’uomo-spirito.

Il nostro io deve incontrare il futuro sé spirituale affine alla gerarchia degli Angeli che è la più vicina agli uomini. In futuro potremo incontrare anche l'essere che fa parte della gerarchia degli Arcangeli che ci darà la possibilità di sviluppare lo spirito vitale. Poi incontreremo un essere che proviene dalla gerarchia degli Archai che ci darà la possibilità di sviluppare l’uomo-spirito.

Se pensiamo l’essere della gerarchia degli Angeli come lo si pensava nell’antichità, dobbiamo pensare ad un essere simile al Genio-guida. Plutarco diceva che oltre all’anima che veniva calata nell’uomo, c’era una parte che restava sospesa al di sopra del suo capo. Questa entità che è più pura dell’uomo ha l’apparenza di una stella che veniva chiamata il suo Genio, la sua Guida, il suo Daimon. Questa entità elevata ha il compito di guidare l’uomo, e il saggio la segue molto volentieri.

Plutarco diceva che la parte spirituale dell’uomo doveva essere vista insieme alla sua parte fisica sebbene sia qualcosa di speciale e sia superiore all’uomo, e Paracelso diceva la stessa cosa. Il Genio personale non è altro che il sé spirituale cioè l’essere in divenire che viene mediato dall'entità che fa parte della gerarchia degli Angeli. Le persone del mondo le vediamo nel muoversi verso di noi, invece gli esseri spirituali vanno visti in alcuni fenomeni che non valutiamo nel loro significato occulto.

Ma come avvengono questi incontri con lo Spirito? Il primo incontro è quello che avviene con la gerarchia degli Angeli che accade durante il normale sonno cioè alla metà del sonno. A metà di un sonno abbastanza lungo, si vive un’unione intima con il nostro futuro sé spirituale. Nel sonno accade l’incontro con le qualità spirituali del nostro futuro sé spirituale, infatti si vive l’incontro con il nostro Genio.

Ogni notte avviene l'incontro, perciò il senso di soddisfazione che prova l’anima nell’incontrare il mondo spirituale dipende dal perdurare dell’effetto che ricaviamo nell’incontro con il nostro Daimon. Attualmente l’incontro avviene in modo incosciente per la maggioranza delle persone. Ma, in futuro, l’incontro sarà vissuto in modo sempre più cosciente. E questo avverrà quando saremo capaci di accogliere questi concetti, cioè quando la nostra anima sarò divenuta più sensibile e più recettiva.

Solo il mutare del nostro atteggiamento consentirà alla nostra anima di affinarsi e di riuscire a penetrare in modo più profondo nella nostra vita intima. L’incontro con il Genio-guida potrà giungere alla nostra coscienza, ma la visione che abbiamo di questi fatti è ancora limitata e troppo materialistica perciò questi concetti non sono ancora adatti alla nostra capacità di comprensione. La nostra anima non è ancora consapevole di quello che gli accade durante la notte.

Quando avremo approfondito questi concetti acquisiremo una maggiore comprensione e l’incontro avverrà -notte dopo notte- in modo sempre più naturale e più consapevole per tutti gli uomini. L’incontro con il Genio-guida avviene alla metà del sonno, ma il momento in cui l’io può farlo dipende dalla nostra libertà. Il secondo tipo di incontro, invece non possiamo spostarlo perché quello che è collegato maggiormente al corpo astrale e al corpo eterico.

Tutto quello che è legato all’io e al corpo fisico può essere spostato molto di più. Il secondo tipo di incontro è più legato all’ordine del macrocosmo perché è legato al corso dell’anno così come il primo incontro è collegato al corso del giorno. Sappiamo che la nostra vita cambia nel corso dell’anno, infatti l’estate quando il sole ci riscalda veniamo sottratti alla vita fisica, mentre l’inverno dipendiamo molto più dalla vita fisica e da noi stessi.

Nella stagione invernale, il nostro spirito si stacca molto più sia dalla terra che dalla nostra vita fisica perciò siamo più collegati al mondo spirituale. Infatti la festa di Natale è fissata in un momento in cui la terra e gli uomini sono rivolti verso lo spirito, e lo spirito ci è più vicino. Nel periodo che intercorre tra il Natale e il Capodanno avviene l’incontro del corpo astrale con lo spirito vitale.

La vicinanza con il Cristo si basa sull’incontro con lo spirito vitale, infatti il Cristo si manifesta tramite lo spirito vitale e si mostra tramite l’incontro con un essere appartenente alla gerarchia degli Arcangeli. Per mezzo di questo incontro siamo più vicini al Cristo, perciò l’incontro di cui si dice può essere visto come l’incontro con il Cristo che avviene nella parte più profonda e intima dell’anima umana.

Se l’uomo spiritualizza il suo sentimento può sentire l’effetto dell’incontro tra il sé spirituale e il Cristo. La stessa cosa accade, nella veglia, quando sentiamo l’effetto benefico dell’incontro con il nostro Genio. È così che accade nel tempo che intercorre tra il Natale e la Pasqua che è un periodo più favorevole per essere consapevoli della vicinanza tra l’uomo e il Cristo Gesù. Il periodo di Natale è legato agli avvenimenti terreni mentre il periodo della Pasqua è legato agli avvenimenti del cielo.

La Pasqua viene fissata nella prima domenica successiva alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera, invece il Natale è collegato ai fenomeni della terra. Il Natale è collegato alla terra e la Pasqua è collegato al cielo, perciò il Venerdì Santo è collegato al mistero del Golgota con il quale il Cristo si è compenetrato nella terra. Per questo, nel tempo che segue la Pasqua sentiamo che il Cristo cammina con l’uomo perché Egli penetra in noi e ci accompagna nel nostro cammino.

Nel corso dell’anno, in estate - soprattutto nella notte di san Giovanni - l’uomo si collega con il macrocosmo in modo diverso, infatti il nostro ritmo cambia e si accorda con la vita della terra che muta durante il corso dell’anno. Il terzo incontro è quello che avviene con l'essere che appartiene alla gerarchia degli Archai. Questo incontro ci avvicina all’uomo spirito che diverremo nell’epoca di Vulcano.

E se il secondo incontro avviene con il Cristo, per il terzo incontro si deve pensare al nostro Principio-Padre, ovvero a quello che la religione considera come la base del mondo creato. Il terzo incontro ci collega intimamente al macrocosmo, infatti ci collega all’universo divino-spirituale. Quindi vediamo che il corso del giorno prevede l’incontro con il nostro Genio-guida, il corso dell'anno prevede l’incontro con il Cristo e il corso della nostra vita viene indicato nella vita dei Patriarchi di 70 anni che era collegato con il Principio-Padre.

Nell’età tra i 28 ed i 42 anni ci prepariamo in modo non cosciente ad avere l’incontro con il nostro Principio-Padre. L’educazione che abbiamo ricevuto produce una forte ripercussione su questo incontro. L’educazione che abbiamo ricevuto deve rendere possibile che, quando l’incontro ci sarà, noi lo possiamo affrontare avendo il sentimento della magnificenza del mondo. Dovremo avere il senso della grandezza e bellezza del mondo, e la percezione che la sublime perfezione dei suoi fenomeni viene dal Padre.

Attualmente l’uomo viene molto ridotto nella sua capacità di fare l’incontro con il Principio-Padre se la sua formazione non ha saputo far sviluppare questa sensibilità dell’anima. Se l’anima non sviluppa questo sentimento di venerazione e di riverenza per il Principio-Padre saremo impreparati a fare questo incontro. L'incontro avverrà nell'atto del nostro trapasso e noi dovremo affrontarlo colmi di bellezza e di venerazione per il Padre, perché quello sarà l'ultimo atto d'amore che gli offriremo stando sulla terra.

Buona erranza
Sharatan

giovedì 7 gennaio 2016

Involuzione ed evoluzione della Divinità



“Lʹinvoluzione di uno Spirito supercosciente nella Materia incosciente è la causa segreta di questo mondo visibile. La soluzione dellʹenigma terrestre è lʹevoluzione graduale di una coscienza ed un potere infiniti, nascosti in una Natura apparentemente inerte ed insensibile, spinti ad emergere da una forza inarrestabile. La vita terrestre è la dimora scelta da una grande Divinità e ed il suo volere incommensurabile muterà questa buia prigione in uno splendido palazzo, in un tempio che arriva fino al cielo.

La presenza della Divinità nel mondo è un enigma per la mente, ma alla nostra coscienza che si va ampliando sempre più sembrerà una presenza normale ed inevitabile. Liberati, entreremo nella stabilità immutabile di unʹesistenza eterna che rivela la propria molteplicità assumendo innumerevoli forme mutevoli. Illuminati, diverremo consapevoli della luce indivisibile e della coscienza infinita che erompono in aggregazioni multiformi ed in molteplici rivoli di conoscenza.

Dotati di un potere sublime, condivideremo lʹazione incontenibile di una forza onnipotente che opera le proprie meraviglie a partire dalle limitazioni che ha scelto di avere. Centrati in una gioia perfetta, sperimenteremo la calma e lʹestasi di una Delizia incommensurabile, di una gioia creatrice e comunicativa che si esprime eternamente con onde e ritmi molteplici, che manifesta se stessa ed il mondo in ondate di intensità sempre crescente, ondate che alternativamente si rivolgono verso lʹesterno e verso lʹinterno.

Tale, dato che siamo in essenza manifestazioni di quello Spirito, sarà la natura della nostra quadruplice esperienza nel momento in cui la Divinità in evoluzione manifesterà la propria azione senza più veli. Se la manifestazione si fosse svelata completamente fin dallʹinizio, non ci sarebbe stato nessun problema terrestre, nessun tormento di crescita, nessuna faticosa ricerca di conoscenza, forza e gioia, nessun anelito ad unʹesistenza immortale da parte della mente, della volontà e del corpo.

Ma questa Divinità, sia in noi, che al di fuori di noi, nelle cose, nelle forze e nelle creature iniziò con unʹinvoluzione nellʹincoscienza della Natura e cominciò dalla manifestazione di ciò che si manifesta come il suo opposto. Da unʹincoscienza, unʹinerzia ed unʹinsensibilità cosmiche, da un camuffamento iniziale simile alla non esistenza, lo Spirito involuto nella Materia ha scelto di evolvere e di dar forma al proprio potere, alla propria luce, infinità e beatitudine in una sostanza recalcitrante e solo parzialmente duttile.

Il significato dellʹevoluzione terrestre sta nella liberazione lenta e progressiva dello Spirito latente. Il cuore del mistero è lʹapparizione faticosa, il lento divenire di Qualcosa o Qualcuno di divino già involuto nella Natura fisica. Lo Spirito è là con tutto il suo potenziale, a porre le basi della propria presenza nella sua stessa sostanza che ancora resiste.

I movimenti successivi che portano allʹemergere della vita, della mente, dellʹintuizione, dellʹanima, della supermente e della luce della Divinità sono già là, bloccati e compressi nel potere primigenio e nelle prime espressioni della Materia. Prima di qualunque evoluzione doveva necessariamente esserci lʹinvoluzione del Divino Tutto che dovrà emergere, altrimenti non ci sarebbe stata unʹevoluzione ordinata e dotata di significato ma una creazione continua di cose imprevedibili, non contenute, ne derivanti da ciò che le precede.

Il mondo non è un insieme apparentemente ordinato, gestito in modo fortuito da un Caso inesplicabile e nemmeno un meraviglioso ingranaggio ideato da una Forza incosciente o da una Necessità meccanica casualmente fortunate. Non è nemmeno una struttura concepita dalla fantasia o dalla volontà di un Creatore esterno e quindi necessariamente limitato. Ognuna di queste soluzioni, concepibili dalla mente, può spiegare un lato, un aspetto della realtà del mondo, ma esiste una verità più grande che sola può unire con successo tutti gli aspetti e svelare completamente lʹenigma.

Se tutto fosse davvero il risultato del Caso cosmico, non ci sarebbe alcuna necessità di unʹulteriore evoluzione; niente di superiore alla mente dovrebbe apparire nel mondo materiale, come non sarebbe stato necessario che la mente si manifestasse nel vortice della materia, cieco e privo di significato. La coscienza stessa sarebbe solo unʹapparizione casuale, uno strano riflesso allucinatorio, un fantasma originato dalla Materia.

Se tutto ciò che esiste fosse il risultato dellʹazione di una Forza meccanica, la manifestazione della mente non sarebbe stata necessaria al funzionamento dellʹingranaggio; questa invenzione meccanica e cieca, più sottile ma anche meno efficace, non sarebbe stata indispensabile. Nessun fragile cervello pensante avrebbe dovuto arrovellarsi per comprendere i complessi meccanismi del primo automa infallibile. Una supermente aggiunta a questa complessità brillante e penosa sarebbe stata ancora più superflua, una sorta di luminosa insolenza, nientʹaltro che lʹassurda pretesa di una coscienza transitoria che si crede capace di governare e possedere la grande Forza incosciente che lʹha creata.

O se un Creatore esterno e perciò limitato, in vena di esperimenti, fosse lʹinventore della vita animale soggetta al dolore, della mente umana maldestra e pasticciona e di questo enorme universo in gran parte inutilizzato ed inutile, non ci sarebbe ragione per cui non avrebbe dovuto troncare lo sviluppo di unʹintelligenza mentale nelle sue creature, pago dell’ingegnosità del proprio lavoro.

Anche se fosse onnipotente ed onnisciente avrebbe potuto fermarsi lì perché, proseguendo, la creatura avrebbe rischiato di avvicinarsi troppo al livello del proprio Artefice. Se dʹaltra parte è vero che uno Spirito infinito, una Presenza Divina eterna, una Coscienza, una Forza e una Gioia Divine sono involute e nascoste nella materia ed emergono lentamente, allora è inevitabile che i loro poteri, o i livelli ascendenti dellʹunico potere, debbano emergere lʹuno dopo lʹaltro fino a che non sia manifestata la pienezza della gloria ed una potente Realtà divina sia resa incarnata, dinamica e visibile.

Tutte le nostre idee sulla natura delle cose sono considerazioni inconcludenti della nostra ragione assolutamente carente che cerca, nella sua visione limitata e nella sua pretesa autosufficienza, di valutare la probabilità dellʹesistenza di un ordine universale che si sottrae ad ogni speculazione e rimane comunque e sempre un enigma. Il vero testimone e scopritore è la nostra coscienza che cresce; tale coscienza è al tempo stesso la manifestazione ed il potere del Divino in evoluzione; la sua crescita oltre lʹincoscienza apparente dellʹuniverso materiale è lʹevento fondamentale, costante e progressivo della lunga storia della terra.

Soltanto quando questa coscienza divina potrà ergersi nella pienezza del proprio potere conosceremo direttamente noi stessi ed il mondo, invece di afferrare brandelli di una parvenza di conoscenza. Il pieno potere della coscienza è la supermente o gnosi, supermente perché per raggiungerla dobbiamo andare oltre ed ergerci al di sopra della mente, allo stesso modo in cui la mente ha superato la vita e la materia incosciente, gnosi perché da sempre in possesso della Verità ed essenzialmente costituita della sostanza dinamica della conoscenza.

La vera conoscenza delle cose è preclusa alla nostra ragione, perché la ragione non è il potere essenziale del nostro spirito ma solo un espediente, uno strumento di transizione destinato ad interagire con la superficie delle cose e con i processi fenomenici. La vera conoscenza comincia solo quando la nostra coscienza può oltrepassare i suoi normali limiti nellʹuomo; solo allora diviene direttamente consapevole del proprio sé e del Potere nel mondo ed inizia ad avere almeno un minimo di conoscenza per identità, lʹunica vera conoscenza.

Da allora in poi sa e vede, non più tramite la ragione che brancola tra informazioni esterne, ma attraverso unʹesperienza sempre più forte e luminosa che illumina il sé ed il tutto. Infine diventerà una parte cosciente del Divino che si manifesta nel mondo; la sua vita diventerà uno strumento di evoluzione cosciente per quel Divino involuto che non è ancora rivelato nellʹuniverso materiale.” (Sri Aurobindo)

martedì 26 maggio 2015

L’epoca dell’anima cosciente



“Chi considera il presente l’unica cosa presente,
non sa nulla dell’epoca in cui vive.”
(Oscar Wilde)

Lo sviluppo dell’anima prevede un percorso evolutivo che inizia con il livello dell’anima senziente, prosegue con la conquista dell’anima razionale e culmina con l’anima cosciente in cui si può maturare l’io individuale. Il percorso non è immune da conflitti e da lotte interiori, perché questo lavoro vede tutta l’umanità impegnarsi nel medesimo compito. Per questo, spesso la vita viene percepita come un apprendimento continuo che mette a dura prova la qualità dell’anima umana.

Siamo messi a dura prova da due forze opposte che ci trascinano, siamo trascinati dalla corrente discendente e da quella ascendente che agiscono con due opposte tendenze. La forza della corporeità ci attira verso il basso e impone una pressione che comprime l’anima, mentre lo spirito ci attrae verso l’alto con un'azione che amplia i confini dell’anima. Tanto più l’anima si mostra ricettiva allo spirito tanto più si può colmare di senso e sostanza, perciò l'anima aumenta sempre più la sua forza.

L’ampliamento di senso e di valore interiore fa nascere una luce interiore che aumenta rivelando l’essere eterno che vive in noi tutti. La fiamma che risplende è solo l’immagine parziale, l'aspetto parziale dell’essere interiore. Con l’evoluzione accade che, dal corpo fisico si estende l’anima senziente e poi, dai confini di quest'ultima, sorge l’anima razionale che consente lo sviluppo dell’anima cosciente.

Così come il corpo fisico ha il suo centro nel cervello, dice Steiner, così anche l’anima possiede un centro che è posto nell’io, la nostra parte più vera. L’io è l'essere interiore perciò è la nostra parte più intima e profonda. Dopo questo sviluppo l’uomo può definirsi un “io” e può acquisire un crescente dominio sul suo corpo e sulla sua anima. In realtà, tutto ciò che accoglie interiormente l’elemento spirituale resta soggetto alle leggi dello spirito.

Il corpo fisico è retto dalle leggi del mondo minerale, il corpo eterico è soggetto alle leggi della crescita e della riproduzione, mentre l’anima razionale e l'anima cosciente sono soggette alle leggi del mondo spirituale. Tutte le parti dell’anima si compenetrano una dentro l’altra, perciò si condizionano reciprocamente durante la reciproca evoluzione. Lo sviluppo dell’anima senziente è più complicato, infatti seguendo ciecamente le nostre inclinazioni sviluppiamo un’anima senziente limitata e anche un’anima razionale limitata.

L’evoluzione personale s'intreccia con le esigenze dell’evoluzione generale. Tutto ciò complica la comprensione dell’influsso di tendenze tipiche del tempo in cui viviamo. La storia, dice Steiner, andrebbe vista non come un susseguirsi di cause e di effetti, ma va pensata come “uno studio di sintomi” e, attraverso lo studio dei sintomi storici, si conoscono le “profonde origini degli avvenimenti.”

Con una prospettiva diversa vediamo che, i “grandi punti di svolta,” sono evidenti nell’epoca in cui viviamo. Se vediamo le forze spirituali che agiscono spingendo l’evoluzione umana osserviamo una enorme differenza tra ciò che è essenziale per la civiltà odierna, e quello che era essenziale nelle epoche precedenti. Noi vediamo la storia come una corrente di cui si scorge solo la superficie e, solo in alcuni punti, emerge quello che scorreva in profondità e rende chiaro il senso di ciò che accadeva.

I tempi dell’anima cosciente richiedono, dagli uomini, requisiti che non erano necessari in passato. Sappiamo che l’anima cosciente è una possibilità, avverte Steiner, perciò la sua conquista non è facile o scontata. L’uomo deve rendersi degno dell'opportunità, però una opportunità non corrisponde alla certezza.

Nei tempi precedenti al nostro, che si è avviato nel secolo 15°, gli uomini vivevano basandosi sulla forza elementare dei suoi istinti, perciò vivevano come animali, sia pure come animali umanizzati e spiritualizzati. Il singolo viveva in modo istintivo e non si era ancora separato da una specie di anima di gruppo che lo includeva. Attualmente il singolo deve imparare a contare su se stesso, si deve emancipare perciò gli uomini vivono laceranti contraddizioni.

Il compito che dobbiamo affrontare è impegnativo. Se da un lato, dobbiamo emanciparci dai condizionamenti esterni, dall’altro dobbiamo formare il nucleo della nostra individualità, perciò l’anima deve essere più forte e più ricca di senso e valore. Nei tempi precedenti, gli uomini non erano autocoscienti, infatti venivano sostenuti e guidati dalle forze infuse dagli esseri spirituali che ci crearono.

In passato l’anima umana era più produttiva perché poteva usare forze produttive. Oggi siamo indipendenti dallo spirito perciò l’anima umana è più improduttiva: oggi siamo diventati spiritualmente sterili, ma l'anima s'impone al centro dell’uomo. L'anima poggia solo su se stessa ma la sua forza elementare ha perso vigore, mentre emerge una qualità che tende a livellare: sta nascendo un elemento “democratico” che tende a renderci tutti uguali.

La contraddizione che sentiamo è insita nel fatto che l’individuo vuole affermarsi proprio mentre l’epoca odierna spinge e aspira a diffondere l’uguaglianza. La formazione dell'individualità implica la scomodità di essere fortemente connotati come unicità perciò siamo più isolati. Ma l'epoca presente impone la necessità di saper essere autonomi e di dover poggiarsi solo sulle proprie risorse.

Oggi siamo nell’età dell’individualismo perciò si vuole emergere mentre l’epoca odierna sta elaborando tre impulsi fondamentali per il futura. Stanno emergendo l’elemento fraterno, l’elemento della libertà e quello dell’uguaglianza anche se, apparentemente, tutto sembra andare in senso contrario. Durante l’epoca dell’anima cosciente impareremo a comportarci fraternamente, e la fraternità si diffonderà mentre l’anima ascenderà.

Solo allora parleremo di libertà, perché è un errore credere che si possa realizzare la libertà nella convivenza fisica esterna se non siamo riusciti a diventare liberi. La libertà si sperimenta solo da anima ad anima perciò non si può immaginare che un uomo che vive come un’unità caotica possa parlare di fraternità, uguaglianza e libertà. È necessario ricordare che siamo fatti di corpo, anima e spirito, perché solo quando lo avremo capito impareremo che gli uomini avranno la libertà solo quando saranno liberi nell’anima.

Solo in quel momento saremo liberi e uguali anche in relazione allo spirito che ci afferra sia in senso individuale che collettivo. Si tende allo spirito perché l’epoca l’anima cosciente ci ispira a cercare il vero sé spirituale oerché, in relazione allo spirito, tutti gli uomini sono uguali. Ma noi resteremmo troppo confusi e angosciati nel presente se non sapessimo che, in futuro, avremo un mondo più giusto e felice.

Non capiremo nulla dei tempi presenti se non associamo i tre grandi ideali di fraternità, di libertà e di uguaglianza alla nostra triplice conformazione, ossia corpo, anima e spirito. Steiner dice che “conquistare la fraternità per i corpi, la libertà per l’anima e l’uguaglianza per gli spiriti è il compito dell’attuale periodo di civiltà.” Sappiamo che questi ideali nacquero precocemente durante la rivoluzione francese però l’umanità aveva l’anima immatura perciò non seppe realizzarli.

Tutto sfociò con l’aberrazione dell'esperienza napoleonica, perché questi ideali non furono assorbiti internamente, perciò non si realizzò nessun organismo sociale che li potesse attuare. Finché questi valori non saranno diventati impulsi vivi e viventi nell’anima cosciente non potremo realizzarli sulla terra. Queste tendenze sono le sole cose essenziali per l’evoluzione della nostra epoca ma, piuttosto, vediamo che le necessità del 5° periodo restano incomprese.

Queste realtà sintomatiche sono verità importantissime per infondere lo stato d’animo più utile per l'età moderna. Mentre si vedevano svanire le forze innate dell’uomo perché le gerarchie spirituali si allontanavano giungevano degli impulsi che preparavano il futuro. Ma questi impulsi futuri vennero quando eravamo immaturi perciò si mostrarono ad un’anima inadatta a capire, perciò Napoleone è la conseguenza dello squilibrio essendo una risposta immatura e impropria.

Mentre si avvicina l’epoca in cui il singolo deve affrancarsi, all’inizio, essa è improduttiva e incapace di produrre qualcosa di definito e maturo. Quando si tenta una novità, all'inizio, non si riesce a fare nulla di originale perciò si tenta, ma si finisce con il seguire i residui delle idee del passato, dice Steiner.

La nuova idea, l’idea originale, non offre subito il nuovo ma tende a ripetere le cose del passato. Ma il passato non ritorna mai uguale a se stesso, ma porta assieme alla iniziale improduttività anche il nuovo. La profonda natura di questo è difficile da capire, però va compreso che l’anima cosciente deve elevarsi dallo stato di coscienza che è influenzato dalla suggestione sebbene questo ci pone in una posizione scomoda.

Evolvendo durante l’epoca dell’anima cosciente, l’umanità si trova in una condizione spiacevole perché deve accettare una verità scomoda. Molte volte è già accaduto e, fin dall’inizio dei tempi, l’uomo fu sempre angosciato quando sentiva che perdeva il suo vecchio centro di gravità e doveva cercarne uno nuovo. Queste situazioni vedono sempre entrare in gioco due possibilità. Una è quella per cui si lascia che gli uomini entrino nel mare infinito della ricerca per conquistare l’anima cosciente, totalmente liberi di andare verso il loro sviluppo.

L’altra possibilità è quella di frenare la ricerca e di trattenere gli uomini legandoli all’anima razionale. Questo accade ogni volta che si mette al centro di tutto la ragione, e si enfatizza eccessivamente la ragione. Ma esiste pure la terza possibilità molto più radicale cioè quella che cerca di negare la scelta di cercare o non cercare, perciò si cerca di imporre una evoluzione nel senso peggiore.

Molto spesso si tenta usando metodi che vengono dal passato con cui si cerca di eliminare l’indipendenza dell’anima, e si usa ancora la forza della suggestione. La suggestione è usata sempre quando si vuole smorzare e paralizzare la forza propulsiva dell’anima cosciente: e questi fenomeni sono di scottante attualità. Tutto questo agisce sull’umanità attuale, e il fenomeno accade storicamente influenzandoci fin dalla metà del secolo 19°.

Attualmente siamo maturi per fare il risveglio perché i tempi sono adatta, se risvegliarsi fosse concesso. Vediamo che si va affermando la tendenza al pensiero materialistico da quando è iniziata l’epoca delle macchine. Tutto questo segna un periodo di colonizzazione che si estenderà su tutta la terra, e finirà nel 4° millennio: tutto questo ci preparerà all’età del sé spirituale.

Solo se l’uomo avrà vissuto in una civiltà inumana e meccanica può sviluppare, per reazione interna, un’anima totalmente cosciente. Tutto questo può sembrare paradossale ma è così. Steiner dice che, solo se sentiamo il peso delle contraddizioni che esistono tra il nucleo più profondo della nostra anima e quello che succede nel mondo esterno saremo spinti a ricercare noi stessi sia in senso spirituale che psichico.

Buona erranza
Sharatan

giovedì 30 aprile 2015

Gli influssi dei mondi spirituali



“Avrei gran desiderio di fare una profezia;
e si dice che le profezie operino di per se stesse
il proprio adempimento.”
(John Keats)

Al primo approccio con le opere di Steiner si resta perplessi, sia leggendo gli scritti divulgativi che le moltissime conferenze. Ci spiazza il suo linguaggio ottocentesco che risulta poco attuale per i gusti di un lettore moderno. Ma la maggior difficoltà è la corretta comprensione dei suoi concetti inconsueti. E questa difficoltà è compresa da Steiner stesso che adottava la cautela di fare conferenze diverse a seconda che si rivolgesse a un pubblico che fosse introdotto, o meno, ai “rudimenti” dell’antroposofia. Molte cose si capiscono con difficoltà, non solo perché Steiner rivela ciò che conosceva per mezzo delle sue personali “indagini spirituali” ossia per mezzo delle sue esperienze di veggente.

Egli è pienamente consapevole delle difficoltà insite nel suo ruolo di “risvegliatore della vita spirituale” e afferma che le idee non sono “una somma di comunicazioni” ma che esse devono divenire un’esperienza viva, accompagnata da interiori sconvolgimenti, tensioni e soluzioni.” Questo va tenuto presente soprattutto se affrontiamo la difficile concezione che riguarda gli spiriti delle tenebre di cui fanno parte Lucifero e Arhiman. Premesso che essi sono entità spirituali, teniamo presente che vanno pensati come esseri incorporei, perciò non vanno visti come esseri sulfurei con la coda e gli zoccoli, ma sono potenti forze spirituali. E questo non esclude che possano vivere, o che abbiano già vissuto in terra incarnati in corpi umani.

Steiner dice che, dalla metà del 15° secolo, è iniziato qualcosa che finirà verso il 4° millennio, e questo fatto riguarda la ricerca di un equilibrio diverso. L’uomo dovrà emergere dalla coscienza di gruppo e dovrà ridestarsi alla coscienza individuale: questo è il prossimo passo evolutivo. Per l’uomo moderno è importante sviluppare una maggiore sensibilità per quello che è come individuo, perciò di non lasciar prevalere la forza del gruppo a cui si appartiene. L’uomo deve ricercare l’equilibrio tra due tendenze contrapposte che agiscono nel suo organismo fisico e animico-spirituale.

Attualmente l’uomo non vive nell'equilibrio, dice Steiner, perché è combattuto tra due poli opposti. Il primo polo è Lucifero che spinge a superare se stesso e ad elevarsi oltre il suo capo, perciò istiga a diventare fanatici, fantasiosi, illusi, a riempirsi di stimoli mistici indefiniti, a realizzarsi come panteisti, teisti o simili. Invece l’altro polo, Arhiman, spinge alla freddezza, l’aridità, la pedanteria e la piccineria perché è il polo che attira verso la terra, ossia è il polo del materialismo. Questi due poli estremi vivono all’interno dell’uomo perciò è tra di loro che va ricercato l’equilibrio umano.

Parlando in modo spirituale si può esprimere questo fatto dicendo che l’uomo ha una tendenza al fanatismo e al fantasioso perciò sviluppa la bramosia senza curarsi delle reali condizioni del mondo che lo circonda. L’altro estremo lo si può rappresentare simbolicamente come uno sprofondare troppo eccessivo nella terra, come l'arido intellettualismo. Uno dei due poli è raffigurato come il polo del sangue che si scalda fino a diventare come una febbre, dice Steiner, perciò Lucifero si connette con il sangue. L’altro polo è legato all’ossificazione perché Arhiman è connesso con la pietrificazione dell’uomo e con tutte le forme di sclerosi. Questi sono i poli messi sui due piatti della bilancia di cui l’uomo è fulcro.

Quando Steiner dice che l’uomo deve mantenersi in equilibrio riferisce questo concetto al livello fisico, al livello simbolico, al livello spirituale ma anche alla vita sociale, politica ed economica. La lotta non è solo il conflitto interiore ma è anche una lotta che si svolge nella realtà esterna perciò assume e avrà sempre più valore politico. Riflettiamo su tutte le sfumature che può assumere la lotta tra due poli opposti che vedono gli estremi di febbre o di sclerosi. L’equilibrio tra gli estremi è necessario anche nella vita personale, infatti si deve trovare l'equilibrio tra l'eccesso di freddezza, aridità, pedanteria e quello di fanatismo e di astratta fantasticheria.

Questo può avvenire in molte maniere, e ognuno deve trovare la sua soluzione personale. Valutiamo che la personalità arimanica è pedante, vuota, arida e materialistica, mentre la personalità luciferina vede prevalere il fanatismo, la fantasia che fa superare una giusta misura. L’evoluzione che si è avviata dalla metà del 15° secolo possiede queste caratteristiche perciò la lotta avviene anche nel tempo presente come avvenne in passato. Il rischio che corriamo è quello di cadere in un terzo tipo di abisso.

Il primo abisso che rischiamo è quello del prevalere della menzogna dovuta alla degenerazione della tendenza arimanica, il secondo abisso temuto è quello dell’egoismo prodotto dalla degenerazione di Lucifero. Ma corriamo anche il rischio di sprofondare nel terzo abisso che porta nella malattia fisica e nella degenerazione che darà la morte alla civiltà e alla cultura umana causata dall’influsso degenerativo degli Asura, le forze spirituali collegate al desiderio smodato.

Perché queste entità che vengono evocate dalla potenza dei desideri smodati potranno prevalere qualora la vita economica verrà orientata sempre più sul pensiero economico e sulle idee sociali anglo-americane del liberismo sfrenato. È questo il punto più attuale delle idee di Steiner. Nella penultima conferenza che Steiner dedicò alla funzione degli esseri spirituali delle tenebre e alla “missione di Michele” che tenute nel novembre e nel dicembre del 1919, egli dichiara che, allo scoppio della I guerra mondiale, contribuirono le forze arimaniche.

Steiner disse che era consapevole che le sue idee erano strane per il consueto modo di vedere, ma è un dato di fatto che gli uomini devono iniziare a considerare, perché i tempi sono divenuti maturi per affrontare queste verità! Mentre siamo in un’epoca materialistica, nell'ultimo terzo del 19° secolo è avvenuto un fatto nuovo. In quel momento alcune forze spirituali son giunte a contribuire all’evoluzione umana perciò molti più uomini riescono a comprendere le verità spirituali. E ancora maggiore sarà il numero di chi potrà comprendere questi fatti, perché è accaduto che il mondo spirituale potrà agire molto più profondamente nell’anima degli uomini.

Gli uomini riceveranno dal mondo spirituale maggiori influssi, perché è in gioco il futuro dell’umanità. “Tutto sarà inutile - dice - se la trasformazione non avverrà partendo dalle fondamenta delle anime umane, dal pensiero dei nessi esistenti tra questo mondo e il mondo spirituale.” Se non ci si trasformerà verrà il diluvio morale sull’Europa. Se pochi saranno in possesso di queste idee l’umanità peggiorerà per “comodità di pensiero e di sentimento” soprattutto se ci abbandoneremo alle illusioni, alla confusione del materialismo senza applicare queste idee al contesto sociale, economico e politico.

Il pensiero scientifico e sociale si deve fecondare maggiormente di queste idee e deve applicarle. Dall’anno 1964 entrerà anche in azione l’influenza degli spiriti del terzo periodo perciò potranno avere ancora maggior forza altre potenze spirituali. Entrerà in azione un corso di cose per cui tutte le forze spirituali potranno entrare in azione più velocemente quando gli uomini li chiameranno in loro soccorso. Per questo dobbiamo imparare a pensare, a sentire e volere cose diverse, e dobbiamo imparare a pensare all’inverso anche riguardo alla relazione esistente tra l’uomo e le forze spirituali.

Dobbiamo imparare a cercare e scegliere diversamente le fonti delle nostre ispirazioni. Dobbiamo “imparare a cercare nell’uomo la sorgente da cui si sviluppano le forze mediante le quali questo o quell’essere divino può accostarglisi. Siamo arrivati a questo importante momento dell’evoluzione della Terra - dice - e quel che avviene interiormente va inteso come l’espressione del divenire interiore, comprensibile solo dal punto di vista della concezione scientifico-spirituale.”

Buona erranza
Sharatan