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giovedì 3 gennaio 2019

Anima umana e anima animale



“Stando semplicemente ad osservare
gli insetti, le formiche, le api,
tutti questi animali innocenti,
molto spesso provo una forma di rispetto
nei loro fonfronti. Per quale motivo?
Essi vivono in armonia seguendo la legge
dell'esistenza, la legge della natura.”
(Gyalwa Tenzin Gyatso, XIV, Dalai Lama)

Se vogliamo capire la differenza tra l’uomo e l’animale dobbiamo capire la differenza tra anima e spirito. L’anima è legata alla nostra percezione interna, alla nostra interiorità e alla nostra sensibilità interiore. Lo spirito fa riferimento al mondo esteriore, a quello che ci circonda e al modo con cui il mondo esterno ci viene incontro affinché lo possiamo comprendere e accogliere interiormente.

In ogni cosa che ci circonda vi è qualcosa che dobbiamo saper filtrare al nostro interno, così che la conoscenza del mondo penetri nella nostra interiorità: è così che lo spirito umano può comprendere lo spirito del mondo. Parliamo di spirito quando riconosciamo l’aspetto spirituale che appartiene a tutti i regni della natura. Parliamo di anima quando sentiamo lo spirito di tutto ciò che vediamo nel mondo esterno e lo rispecchiamo nella nostra interiorità.

L’uomo è l’essere più complesso della natura, poiché è composto da quattro parti: la parte fisica che percepisce il mondo, il corpo eterico o vitale, il corpo astrale e l’io. Il corpo eterico è il portatore di tutte le nostre funzioni vitali e si distacca dal corpo fisico solo nel momento della morte, perché il corpo vitale regola l’insieme delle forze fisiche e chimiche che rendono possibile la vita.

Con ciò vediamo che il corpo eterico va attribuito anche alle piante, perché la pianta è un’entità formata di corpo fisico e di corpo eterico. Se parliamo dell’animale vediamo che al corpo fisico ed eterico dobbiamo aggiungere anche il corpo astrale. Al corpo astrale dobbiamo il fatto che lo spirito possa diventare creativo e possa differenziarsi.

Nel minerale lo spirito si esaurisce nel dare una forma fisica, mentre nell’animale lo spirito diventa attivo per merito del corpo astrale e quindi l’animale possiede una sua percezione interiore. La vita interiore dell’animale è dovuta al fatto che possiede un corpo astrale che consente l’attività dello spirito. Nell’uomo avviene un fenomeno diverso, perché il corpo astrale umano include il corpo dell’io. Lo spirito si mostra nell’uomo come intelligenza, perché è l’intelligenza creatrice caratterizza l’essere umano.

Negli altri regni della natura vediamo che l’intelligenza viene irrigidita dalla forma e la regolare attività della sostanza rende possibile la comprensione della natura del mondo da parte dell’uomo. Il corpo fu detto “astrale” perché l’uomo anticamente vedeva negli astri del cielo la manifestazione delle leggi che reggono l’universo. In effetti nell’animale vediamo un’intelligenza che ogni animale condivide con gli altri animali della sua stessa specie.

Se ci chiediamo se l’animale sia intelligente dobbiamo pensare che le diverse specie animali hanno diverse capacità, dice Steiner, che possiamo considerare come provenienti da un’esperienza di anima di gruppo. Gli istinti possono diventare anche superiori all’intelligenza umana, perché nell’animale alcuni comportamenti sono già strutturati e pronti ad essere usati.

L’animale nasce già predisposto in un certo modo, perciò l’animale porta in sé un patrimonio genetico che gli dà la possibile di viere secondo le regole della sua specie. L’intera organizzazione delle piante e degli animali mostrano che nella loro linea ereditaria esiste un’organizzazione precisa e definita. nell’animale l’esperienza dello spirito si manifesta in modo che il corpo faccia da mediatrice con l’anima di gruppo.

L’anima animale è legata più strettamente con il corpo di quanto non lo sia l’anima dell’uomo. Nell’animale, l’attività dello spirito viene percepita tramite il corpo, infatti la vita dell’anima animale è legata alle espressioni dell’organizzazione fisica dell’animale. E, poiché la vita dell’anima delle varie specie presenta caratteristiche diverse l’animale porta in sé venendo al mondo tutte quello che gli è necessario e tutto ciò che la sua specie gli consente.

L’animale percepisce la sua specie dalla nascita fino alla morte ma, essendo così legati con la loro specie, non si possono liberare dai vincoli che la sua specie subisce. Invece, l’uomo può modificare il suo volere, il suo sentire e il suo pensare e, pur subendo le leggi dell’ereditarietà, può costruire qualcosa che non viene trasmesso con l’ereditarietà. L’uomo può imparare sempre nuove cose e mostra esperienze e manifestazioni dell’io che non ha portato con sé e che non potrà cedere ai suoi eredi.

L’uomo, dice Steiner, sviluppa qualcosa che non può essere assimilato nel genere e che non può trasmettere. Il fatto di appartenere al genere umano ci fa ereditare tutte le caratteristiche degli esseri umani, ma una parte restante va conquistata come individualità. Tutto quello che l’animale percepisce come individualità gli proviene dall’ereditarietà, che gli proviene dal passato e che resuscita nella specie. La singola individualità animale sperimenta lo spirito della sua specie e del suo genere.

L’uomo invece è in un diverso rapporto con lo spirito, perché sperimenta sia quello che gli proviene dal passato, ma sperimenta anche gli eventi della sua vita che gli mostrano un certo rapporto con lo spirito. L’uomo è in grado di avere un rapporto molto particolare con lo spirito, perché - anche nel suo corpo eterico - si tramanda qualcosa che gli viene dal passato ossia il seme della sua vita precedente. E che diventerà il seme per la prossima vita.

L’interiorità umana si distacca così dalla sua specie, perché sviluppa una parte immortale che si cristallizza nell’anima della vita corporea. Nell’uomo si sviluppa qualcosa che non dipende dalla sua ereditarietà e che procede verso il futuro. Possiamo vedere una prima differenza tra anima umana e quella animale, nel fatto che l’animale può godere a pieno della sua corporeità. E lo vediamo nell’animale che gode della digestione sdraiato e beato, perché sta assaporando un godimento che fa parte della sua organizzazione.

Nell’uomo vediamo tutt’altro. L’uomo può liberarsi dai vincoli del suo corpo e questo è sia un male che un bene, perché così diventa insicuro. Nell’uomo l’esperienza dell’anima si libera del godimento interiore, dice Steiner, ma questo ha un prezzo. L’uomo può separare la sua anima dal suo corpo, invece l’animale percepisce il suo corpo con molta intensità e l’anima animale si manifesta tramite le azioni del corpo eterico in cui è inserito il corpo astrale.

Se ci chiediamo se l’animale ha la capacità di soffrire, dobbiamo rispondere che l’animale sente il dolore fisico in modo più intenso rispetto all’uomo, perché non possiede rimedi per il dolore fisico. Similmente avviene nei bambini nei quali la capacità di soffrire è molto più intensa che nell’adulto. L’adulto soffre meno perché il dolore fisico può essere ridotto con il controllo della mente che riesce a estraniarsi dal corpo fisico. Il dolore sia nell’animale che nei bambini è molto più intenso che nell’uomo adulto.

Non possiamo dire neppure che la vita umana è più progredita di quella animale, perché nell’animale si cristallizza una forma di intelligenza che è uguale a quella umana. Nell’animale avviene solo che la specie limita le caratteristiche dell’individualità alle caratteristiche della sua specie, e fissando lo sguardo dell’animale vi vediamo lo spirito della sua specie. Nell’uomo non vediamo tale riflesso, perché lo sguardo umano riflette il suo io autocosciente.

L’io si pone tra il corpo dell’uomo e lo spirito perciò le espressioni dell’anima umana sono così differenziate e personali. Nell’uomo vediamo che i gesti, il movimento, il modo di pensare dimostrano come l’interiorità si è strutturata nel tempo. Lo spirito lavora all’interno dell’organizzazione corporea, mentre l’io autocosciente si contrappone al lavoro dello spirito perché vuole strutturarsi come desidera.

Buona erranza
Sharatan

venerdì 29 agosto 2014

Veicoli per anime



“Ci sono delle persone che non stanno
al di sopra degli animali. Ci sono degli animali
che per coscienza sono come le persone umane.”
(Peter Deunov)

Gli animali sono un grande mezzo per lo sviluppo degli esseri umani. Possiamo pensarli come dei veicoli che sono usati dalle anime, perché gli uomini che restarono indietro nello sviluppo diventarono le forme animali. Gli animali sono anime umane che non seppero diventare ragionevoli, perciò sono delle anime umane che devono sviluppare meglio. L’uomo dovrebbe essere il custode degli animali ma, per ora si limita a ucciderli e mangiarli o li sevizia per divertirsi. In futuro avremo una consapevolezza maggiore sul rispetto e la protezione che dovremmo offrire ai “fratelli minori” restati immaturi.

Steiner dice che la vivisezione sugli animali sarà scontata durante la purificazione che affrontiamo dopo la morte. Chi torturò gli animali sentirà le sofferenze che procurò a quelle povere bestie. Gli animali furono creati a vantaggio dell’intero creato, infatti Dio li creò prima dell'uomo anche, secondo una leggenda cabalistica, fu l’uomo che trovò il nome a ogni animale. Il mito biblico narra che l’Adamo mangiava le piante e la frutta perciò conviveva pacificamente insieme agli animali.

A causa di questa unione tra uomini e animali il peccato originale causò anche la caduta degli animali che uscirono dal Paradiso e ci seguirono nell’esilio terrestre. Infatti l’uomo diventò carnivoro dopo la cacciata dal Paradiso quando Abele diventò un pastore di greggi. E Abele fu ucciso da suo fratello Caino, perché il mangiare carne implica la necessità di uccidere gli animale. Nel fatto di uccidere è sempre inclusa la conseguenza di un atto negativo che comporta l'accumulo del karma negativo.

Fin dall'inizio l’animale ha scontato gli errori degli uomini, perciò si dice che i disastri della terra sono causati anche dalle sofferenze che infliggiamo agli animali. La struttura della terra ha uno strato sensibile che percepisce il dolore delle anime vegetali e animali che soffrono. Essa reagisce con lo spasmo che chiamiamo "terremoto" che mostra la reazione di dolore al dolore. Le cattive relazioni tra gli uomini e gli animali sono la causa occulta di molte malattie, perciò dovremmo sapere che esse sono dovute al fatto che non impariamo a trattarli meglio.

Le piante e gli animali sono gli alfabeti dell’uomo, dice il maestro Deunov, ma il linguaggio che rivolgiamo al mondo animale è ancora blasfemo. A livello occulto uccidere un uomo o un animale è uguale. Se ci macchiamo le mani del sangue animale facciamo del male e aumentiamo il nostro karma negativo. Ma possiamo ucciderli per difendere la nostra vita se essi ci assalgono. Perciò possiamo uccidere tutte le vite parassitarie perchè sono forme di vita sterile. Infatti i parassiti non danno nulla ma rubano solo la vita degli altri.

Perciò uccidere i bacilli e le malattie infettive prodotte dalla degenerazione della mente e delle azioni umane è bene. Invece resta proibito uccidere ogni vita che fu creata da Dio per collaborare alla sua creazione divina. I topi, i conigli e tutti i roditori sono parassiti come pure lo sono anche pidocchi e cimici creati dagli errori del pensiero collettivo. Mentre vediamo che i bruchi sono utili, perché partecipano alla vita delle piante invece i rettili non sono pensati nella loro utilità.

Noi abbiamo uno strano concetto di ciò che è utile o inutile, perché l'importanza della vita dipende dalla catena biologica a cui appartiene l’organismo. Gurdjieff dice che tutta la vita fa parte di una serie di catene biologiche che dimostrano la vera natura dell’essere. Attualmente agli animali non vengono riconosciuti diritti sulla terra, ma nel mondo spirituale essi godono di una dignità che è pari a quella delle altre forme di vita. Anche noi uomini, in futuro, impareremo a non ucciderli.

La giusta posizione nel nostro procedere come esseri umani è mostrato dal nostro modo di camminare. Vediamo che siamo strutturati a camminare eretti sulla terra. Questa è giusta direzione dell’uomo che cammina in perpendicolare rispetto al centro del sole e della terra. Da questo si dimostra la prova della nostra intelligenza. I maestri dicono che l’intelligenza umana è mostrata dalla lunghezza di questa ellisse, e la larghezza dell’ellisse mostra la sua sensibilità.

Gli animali sono diversi dagli uomini perché camminano a quattro zampe perciò sentono il sentimento molto più di quanto sarebbe giusto. Anche l’uomo usa troppo la sua mente perciò resta squilibrato. Se tra uomini e animali avvenisse uno scambio equilibrato si potrebbe eliminare gli eccessi dei due sistemi viventi. Ancora non avviene, perciò ci uccidiamo perché l’animale è privo di mente ci uccide e ci mangia in questa distruzione reciproca.

Ogni volta che freniamo lo sviluppo di un'altra vita facciamo anche un danno a noi stessi e freniamo anche la nostra evoluzione, perché lo dice una legge divina. Anche se un pastore si ammala può essere guarito dalle sue pecore sane, infatti gli animali hanno doti e capacità terapeutiche. Steiner dice che gli animali accompagnano l'uomo fin dalla vita lunare poi ricompaiono nell’epoca della Terra. Gli animali carnivori vengono dalle radici del mondo vegetale, mentre gli animali erbivori provengono dai rami.

La longevità dell’uomo è legata al mondo vegetale, mentre la nostra mobilità e il sangue freddo ci derivano dai pesci. La respirazione l’abbiamo ereditata dagli uccelli, perché gli uccelli sono “il primo fattore per la creazione del pensiero umano e della respirazione,” dice Deunov. L’uomo ha avuto gli animali come compagni di evoluzione fin dalle fasi primitive del suo sviluppo perciò ha imparato molto da loro. Abbiamo imparato la laboriosità dalla vita dei mammiferi, la diligenza e la contentezza dagli erbivori.

Dagli animali che mangiano carne abbiamo imparato l’arte della cucina e l’usanza di friggere, dice Deunov. Per tanti motivi e altre ottime ragioni non debbiamo credere che gli animali vanno abusati e uccisi a nostro capriccio. Nella pelle animale vivono gli esseri dell’epoca lunare che non seppero diventare uomini perciò restarono indietro e si rifugiarono in corpi animali. Infatti tutti i ritardatari dell'evoluzione rimasero come buoi, cavalli, gatti, uccelli e negli altri animali.

Tutti i vegetali, tutte le piante da frutto e tutti gli animali si sacrificano a vantaggio della vita umana e per amore di Dio. Tutti quelli che vivono in terra come pianta o animale non sono degli stupidi ma sono i figli di creature molto elevate. Essi nascono dalle più alte gerarchie celesti, infatti le piante sono figlie degli angeli e gli animali sono figli degli arcangeli. Noi viviamo in grazia del sacrificio di queste anime superiori che si sacrificano per amore e per compassione.

Crediamo che la carne offre molta forza, ma seppure gli animali che si nutrono di cerne sono più energici in realtà gli erbivori sono più forti. L’elefante è più forte della tigre che è veloce, ma la forza dell’elefante è leggendaria. Il compito degli animali è quello di raccogliere il magnetismo, perciò finché gli animali sono sani restano sani anche gli esseri umani. Gli animali aiutano gli uomini che non ricambiano al meglio il loro amore. Gli animali accumulano dentro di loro tante forze magnetiche che sono molto utili al nostro magnetismo.

Gli animali assorbono e neutralizzano le disfunzioni energetiche, perciò dal taglio degli alberi e dalla morte degli animali provengono i nostri maggiori squilibri. La vita vegetale e la vita degli animali sono il serbatoio di forze vitali che è utile per la vita della terra e dell’uomo. La distruzione dei mammiferi vedrà la perdita della loro energia che fuggirà per tornare nello cosmo. Dovremmo usare la natura e gli animali per aumentare le sue risorse vitali.

Infatti le sofferenze e i disagi mentali che vediamo intorno sono dovuti al fatto che distruggiamo tutto e non sappiamo più come guarire. Anche i pensieri negativi di animali che vengono uccisi sono pericolosi perché l'anima collettiva è più potente dell'anima singola. Sia la mente collettiva umana che l’anima collettiva animale formano correnti di potente energia dette eggregora con valenza positiva o negativa. Ma l’odio e il dolore danno correnti negative che ricadono sugli esseri che uccidono.

Nell’antica Grecia visse Diogene di Sinope che morì nel 323, perciò visse nell’epoca di profonda crisi della vita politica greca. Si assisteva al rovesciamento dei suoi valori più sacri, perciò il filosofo fu rappresentato come il perfetto cinico che è in rivolta contro i valori correnti. Diogene Laerzio racconta di lui che usava un corto mantello in cui usava dormire.

Si dice che avendo scritto a un tale per avere una casetta in cui vivere non ebbe risposta, perciò andò a vivere in una botte che era nel Metro. Si narra che vedendo un fanciullo bere nella coppa delle sue mani, gettò la sua ciotola dicendo che anche un fanciullo lo aveva vinto nel poco. Si dice che insegnasse ai cani che lo seguivano e che visse come un cane randagio ricercando, alla luce di una lanterna, l'essere umano.

Buona erranza
Sharatan

lunedì 25 agosto 2014

Uomini e Animali



“Ogni essere mostra nel modo in cui vive
quello che sperimenta direttamente dentro di sé.”
(Rudolf Steiner)

Si sente dire che l’uomo è superiore all’animale, ma la questione è presentata in modo sbagliato, perché sarebbe più corretto capire in cosa siamo diversi. Per capirlo, dice Steiner, dobbiamo conoscere la differenza tra anima e spirito. Sappiamo che il concetto di anima è sempre collegato al concetto di esperienza interiore, perciò l'anima è collegata sempre all'interiorità. Lo spirito lo comprendiamo riferendoci al mondo che percepiamo, perché una manifestazione dello spirito è tutto ciò che ci viene incontro dall’esterno.

Lo spirito è presente in tutte le forme di vita della natura, però si manifesta in modo diverso nelle varie forme di vita. L’anima va attribuita all'essere che sa accogliere lo spirito interiormente, infatti Steiner dice che si deve parlare di anima “solo quando lo spirito è interiormente presente in un essere che ci viene incontro. Così interiormente creativo, troviamo lo spirito nell’uomo e nell’animale.”

Ma il concetto diventa difficile da capire senza conoscere la nostra natura pluriarticolata. L'uomo ha un corpo fisico che vediamo, ma possiede anche 3 corpi invisibili ossia il corpo eterico o vitale, il corpo astrale e il nucleo dell'io umano: tutti e tre invisibili. Il corpo eterico è il “portatore di tutte le nostre manifestazioni vitali” perciò preserva il corpo fisico dalla morte. Il corpo eterico è presente anche nelle piante che possiedono il corpo fisico e il corpo vitale o eterico. Gli animali, invece, hanno organi di senso e di percezione interiore determinati dalla struttura del loro organismo.

I minerali sentono l’azione dello spirito in modo minimo, infatti lo spirito si limita a dargli la forma. Invece le piante e gli animali hanno dei sentimenti interni dovuti all’attività del corpo astrale. Infatti, dice Steiner che il “corpo astrale ha la facoltà di rendere lo spirito attivo all’interno dell’essere stesso come costruttore di organi”. Ma nell'uomo, il corpo astrale racchiude il nucleo dell’io cioè il nucleo di consapevolezza dell’essere. Ma cosa si percepisce come manifestazione dello spirito

Per gli uomini lo spirito è visibile nell’intelligenza esterna, nell’esperienza ragionevole e nella “creazione secondo ragione.” L’intelligenza umana non nasce perché è implicita nel cervello, ma nasce dalla riflessione sull'ordine che regola la natura. Se osserviamo l’universo vediamo una struttura logica su cui l’intelligenza può riflettere, perchè si può pensare solo quello che già esiste, e che si può comprendere. Se abbiamo l'intelligenza è perché essa già esiste e si mostra nel tempo e nello spazio in cui viviamo.

Osservando un ramo secco vediamo una vita vegetale morta, ma quel ramo mostra anche come si manifesta lo spirito quando si irrigidisce nella forma vegetale e nell'attività che regola quella sostanza. L’animale ha una percezione interna che è prodotta dall’azione dello spirito che è diffuso nel tempo e nello spazio, infatti l’animale ha il corpo astrale. Il corpo astrale fu chiamato così perché gli uomini guardavano il movimento degli astri e capirono il loro significato tramite l'intelligenza.

Osservando le leggi dei corpi celesti vediamo come agisce lo spirito riflesso nel cosmo. Fu chiamata “corpo astrale” la parte che sa vedere la forma in cui lo spirito si rende evidente. Lo spirito agisce dentro la pelle umana e dentro quella animale, perciò in noi vive lo stesso spirito che fluisce nell’intero universo. Se guardiamo le vespe vediamo che il vespaio possiede la stessa struttura della carta. Questa scoperta comportò molto tempo e fatica agli uomini, invece le vespe conoscono quella struttura da sempre!

Se riflettiamo sull’intelligenza che trascende la forma dobbiamo essere acuti, perciò l’intelligenza animale verrà pensata in modo diverso da come facciamo. Negli animali agisce una forma di intelligenza che è collegata alle funzioni dell’organismo, perciò la loro intelligenza agisce tramite le funzioni biologiche della loro specie. Le varie specie animali hanno delle capacità diverse che sono dovute alla grande eterogeneità del loro corpo astrale. È l’azione dello spirito nell’organismo animale che determina l'esperienza dell’anima degli animali.

Gli istinti degli animali hanno una struttura perfetta e superiore a quelle che l’uomo sa creare con l’intelligenza, perché la vita animale è perfetta fin dalla nascita. Tutto ciò che serve all'animale è presente nella sua struttura compreso quello che servirà nella vita adulta. La vita dell’anima dell'animale, secondo Steiner, va pensata come un pieno godimento dello spirito calato totalmente nell'organismo. L’animale sente lo spirito nel corpo come una sensazione di benessere e di appagamento della sua corporeità.

Gli animali sentono l’azione dello spirito per mezzo degli organi e delle funzioni organiche e biologiche. Tutti i comportamenti degli animali dipendono dagli istinti, perciò la paura della lepre non è un paura individuale ma è una paura collettiva del gruppo della lepre. L’animale sente solo quello che la sua specie ha programmato per lui. L’animale gode e si realizza secondo le regole e le direttive della specie, perciò è determinato che sarà coraggioso o pauroso, perchè lo spirito decide e determina come sarà.

Le cose sono diverse per l’uomo, perché l’anima umana si esprime nei desideri, negli interessi e nell'intelligenza che sente, perciò non gli viene imposto nulla per vincolo di eredità. Su questo si riflette poco ma dovremmo rifletterci di più. Perciò è vero che il corpo eterico ha la capacità di trasmettere ereditariamente ai discendenti tutto ciò che conserva in sé, ma le facoltà che vengono sviluppate nella vita non sono ereditate. Le cosa è molto evidente nel fatto che possiamo imparare nuove lingue fino alla morte, perciò vediamo che il cervello umano ha una straordinaria plasticità che non perde mai.

Non si può sviluppare il linguaggio se siamo segregati, alla nascita, ma in tutto ciò che non è fisso resta un margine di libertà. Vediamo che alcune cose vengono strutturate solo dopo la nascita infatti la struttura logica della mente va costruita. Dietro ogni capacità che non si eredita si nasconde un vantaggio per nuove possibilità che non sono obbligate dalla specie, ma che possono diventare prerogativa del singolo.

Il sentire dell’io individuale e la consapevolezza personale sono quello che l’uomo conquista nella vita e porta via dentro di sé. Con quello che ricava dal mondo e dalla vita l'io umano formerà, in futuro, i suoi organi. L’uomo intreccia un rapporto con lo spirito che è svincolato dai vincoli del passato, perciò plasma quello che gli manca nel futuro. L’uomo è svincolato dalla eredità perciò può sviluppare qualcosa che supera il suo genere. L’uomo non riceve tutto dallo spirito come l’animale, perciò la parte mancante la deve conquistare.

L’anima umana è collegata con tutte le proprietà non ereditabili perciò in questo superiamo gli animali. Il lavoro e la fatica ci fanno sviluppare un’anima individuale, per cui superiamo l'animale. L’animale sente solo quello che la sua specie permette, perché l'animale condivide una sola grande anima che divide con il suo gruppo nella stessa specie. Nelle varie anime di gruppo degli animali, lo spirito riesce a esprimersi totalmente. Ma la completa espressione non lascia spazio per consentire l'voluzione al singolo animale che non può creare qualcosa che diventa immortale.

L’anima animale muore e rinasce continuamente con ogni individuo della specie, ma la singola individualità non sente quello che lo spirito non gli permette. Le cose sono molto diverse per l’uomo che, nella vita può rapportarsi in modo diverso con lo spirito. L’uomo sente sia quello che ha ereditato dal passato anche quello che sente vivendo, perciò è diviso in due. Da un lato sente quello che gli consente la specie come accade all’animale, ma d’altro lato sente con il corpo eterico anche quello che è indipendente dalla percezione degli organi fisici.

Questo è il seme che si conserva e trasmette da una vita all’altra. Quanto più l'uomo trascende la regola della specie, tanto più la parte immortale si cristallizza nella sua anima. Steiner dice che la parte cristallizzata cresce fino a diventare quello che, in futuro, determinerà la sua linea ereditaria. L’animale gode il mondo all’interno della sua pelle ma esaurisce tutta la sua coscienza nel godimento delle funzioni vitali. Invece, nell’uomo il sentire dell’anima è libero dall’interiorità ma questo ha comportato un prezzo, perché la libertà ci ha reso più insicuri degli animali.

L’uomo può separarsi dalla percezione dei suoi organi interni per percepire il riflesso dello spirito nella sua anima. L’anima può interiorizzarsi spiritualmente, dice Steiner, perciò non si può parlare di anima degli animali con questa qualità. L’uomo può penetrare in quello che gli appare come manifestazione dello spirito quando lo scorge nel mondo esterno, e lo può fare perché si è emancipato dal corpo. L’anima dell'uomo si è separata da una esperienza diretta e questo ha causato l’insicurezza e l’imperfezione dei nostri istinti.

L’uomo si è emancipato dallo spirito che si percepisce nel corpo, ma lo spirito agisce anche nel corpo eterico umano per plasmare gli organi fisici. E il corpo astrale si rapporta in modo diverso con il corpo eterico a seconda di come è strutturato il loro rapporto. Il corpo eterico forma le sostanze fisiche e chimiche che permettono la vita fisica, ma nel processo agisce anche il corpo astrale che sente insieme all'eterico tutto quello che accade in esso.

Il corpo eterico è l’elemento attivo del corpo fisico, mentre il corpo astrale è la parte passiva che sente le azioni del corpo eterico. Se il corpo fisico è collegato al corpo eterico per fare gli organi è collegato anche al corpo astrale per sentire quegli organi, perchè tutto è sempre correlato. E cosa ci suscita l’esperienza dell’anima? Chiaramente l’animale sente il godimento dell’anima come sensazione di agio o disagio. La sensazione interna è sempre causata dall’azione stimolante o frenante del corpo eterico. Se esso gode di tutte le funzioni fisiche sta bene, perché gli organi sono attivi e in equilibrio, perciò il malessere è causato dagli impedimenti.

Il corpo eterico può pensare se fruisce di un cervello funzionante, perciò la capacità deve avere la struttura adatta. In troppi casi il corpo eterico trova un ostacolo, perciò non viene raggiunto o toccato da un’impressione esterna. Quando si trov un ostacolo nel fisico che non funziona si sente il dolore percepito dal corpo astrale. Un corpo eterico inserito bene nel fisico reagisce sull'astrale con il piacere di una sana percezione. Un corpo eterico che ha disfunzioni produce nell'astrale il dolore e il malessere che vanno attribuiti a tutti gli animali superiori.

Ma la sensibilità al dolore raggiunge l’apice nell’animale che sente il dolore fisico in modo molto più intenso che l’uomo. L’uomo può distaccarsi dal corpo fisico per ridurre la percezione del dolore fisico: questo è impossibile per l’animale che soffre nella sua pelle, perciò sente il dolore fisico con maggiore intensità. L’uomo è meno legato al suo organismo, perciò percepisce lo spirito anche senza usare il corpo. L’anima è stata collocata tra corpo e spirito ma l’animale ha un legame molto stretto e diretto.

Invece l’uomo ha un rapporto più libero e personale, perché tra spirito e corpo esiste una componente che è assente nell’animale. Lo spirito non agisce direttamente sull’uomo, ma agisce con la mediazione dell’io. L’apprendimento del linguaggio, l’uso delle parole, il modo di muoversi e il modo di pensare sono i mezzi che l’io usa per plasmare il suo sviluppo futuro. L’uomo possiede le capacità per fare dei cambiamenti significativi della sua struttura.

Gli influssi ambientali sono opportunità aperte all’uso che ne fa l'intelligenza, perciò sono i punti di partenza per l’ampliamento dell'io. Gli animali hanno una struttura fissa che è determinata dalla specie, ma l’uomo non è così determinato. L’uomo può mostrare i suoi gesti, il suo modo di muoversi, il suo modo di pensare in cui si rivela la sua interiorità. Con queste caratteristiche personali si può mostrare la struttura più profonda del nostro essere. Questa è l’espressione dello spirito che è divenuto un'anima individuale che si forma mentre assume caratteristiche morali e intellettuali che sono personali, e non sono generali com'è negli animali.

Nell’uomo esiste un io autocosciente perciò si contrappone allo spirito e che collabora alla creazione dei suoi organi. Quando l’anima si individualizza è in grado di collaborare con lo spirito, e può inserirsi nel suo lavoro di creazione. L’educazione impone un modo di parlare, di pensare e di essere noi stessi, perché tutto questo viene dal contatto con il mondo esterno. Ma ognuno ha un modo di parlare, di pensare e di essere che mostra caratteristiche che fanno maggiore impressione su chi ci incontra: queste mostrano una rappresentazione condensata del nostro io.

L’uomo ha un rapporto personale con lo spirito e ognuno può coltivarlo se vuole. La relazione agisce sulla trama più sottile dell’essere ed è sentita con le sfumature del nostro carattere e secondo le caratteristiche della nostra anima. Si deve capire com'è complessa e ricca l’azione dello spirito su un'anima che racchiude un io che si è reso autocosciente. Se vediamo l’io che si rivela nei gesti, nei pensieri e nelle azioni vediamo che lo spirito può avere mille sfumature.

E l’io è l'intermediario che lotta per avere la relazione spirituale che preferisce e vuole. Invece l’animale che non possiede questo mezzo è obbligato a sottostare a ciò che gli viene concesso, perciò si fonde con lo spirito tramite l’istinto. Invece l'istinto dell'uomo deve venire spiritualizzato e purificato per poter diventare l'intermediario perfetto per collaborare con lo spirito. Questo ancora non avviene ma avverrà in futuro, perché l’emancipazione umana prosegue finchè lo spirito potrà brillare nell’anima che sarà libera dalla corporeità. E quando avverrà, dice Steiner, l’anima umana avrà una vita che è completalmente indipendente dalla materia.

Buona erranza
Sharatan