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giovedì 25 ottobre 2012

Tra cielo e terra



"Non cercare fuori di te, il paradiso è dentro."
(Mary Lou Cook)

Tutte le energie sottili sono attratte dai chakra e percorrono il corpo energetico umano, ma i chakra non sono solo dei centri in cui si smistano le energie, ma sono anche delle porte di consapevolezza, perciò i chakra ci permettono di sperimentare dei tipi diversi di coscienza. Comunemente si parla di 7 chakra, ma gli sciamani moderni dicono che i chakra attivi attualmente sono di più, perché veniamo esposti a delle forze cosmiche che attivano le funzioni evolutive che sono necessarie nel momento più opportuno per servirsene.

Nei tempi antichi affermare queste verità era un fatto naturale, mentre oggi dire cose di questo genere equivale a dire delle cose inconcepibili o strane. Nel corso dell'ultimo secolo è avvenuto il risveglio di alcuni chakra addizionali che furono latenti a lungo, ma essi oggi si sono risvegliati e hanno ripreso a funzionare. perciò attualmente abbiamo 10 chakra attivi, ma non tutti sono presenti nel corpo fisico bensì alcuni sono collocati in una dimensione estranea allo spazio fisico. L'orientamento delle energie che circolano nei chakra punta verso due punti estremi, di cui l’inferiore è posto sotto ai piedi e il superiore è posto al di sopra del capo.

Le due direzioni opposte mostrano la nostra realtà energetica dimostrando il livello intermedio in cui viviamo, infatti noi uomini siamo collocati tra il cosmo e la materia vivendo nello spazio che esiste tra il cielo e la terra. I cabalisti dicono che il chakra del capo è sulla nostra testa come una corona regale perché l'uomo è il re del creato, mentre il chakra dei piedi costituisce la nostra radice, infatti ci radica al terreno poiché la terra è il fondamento della nostra vita.

In questa realtà energetica si sono ridestati 3 centri energetici addizionali che devono donarci nuove capacità e nuove consapevolezze. Uno dei centri ridestati si colloca tra le caviglie, poiché esso è associato al movimento e alla rapidità, in quanto la velocità e l’accellerazione sono le caratteristiche più evidenti della modernità. Un secondo centro si è ridestato alla base cerebrale essendo un centro che è collegato al potere, infatti oggi l'uomo ha più potere sul mondo rispetto al passato.

Questa maggiore potenzialità di estendere il nostro dominio sul mondo proviene dalla comunicazione, e dalla crescente tecnologia di cui disponiamo e che aumenta sempre più queste nostre potenzialità. Un centro ulteriore si è riattivato sotto i piedi essendo collegato al cibo e all'alimentazione, poiché i paesi più sviluppati devono imparare ad avere una maggiore compassione per i paesi più poveri. Si deve diventare più rispettosi della vita e delle necessità delle persone deboli, perciò la lotta contro la fame e la carestia sarà una delle guerre più dure del futuro.

Questi chakra sono sempre esistiti e furono attivi nel passato, ma poi divennero latenti a causa della variazione dell'orbita terrestre intorno al sole, e per la mutazione dell'inclinazione dell'asse polare. Gli sciamani narrano che le antiche civiltà di Mu e di Atlantide furono distrutte dalle mutazioni dell'equilibrio energetico ed ecologico della terra. Queste antiche civiltà sono ricordate nelle tradizioni sciamaniche come leggende, miti e nei rituali, infatti vediamo gli 8 chakra dell'armonia cosmica come fulcro della Ruota della Medicina dei nativi del Nord America, e il mandala a 8 raggi della mistica orientale come dei residui di conoscenze delle civiltà scomparse.

Le ondate energetiche del cosmo sono attratte nei chakra come onde di filamenti verticali. In India chiamano nadi le colonne energetiche circolanti nel corpo, infatti un nadi centrale scorre nella colonna e collega il chakra della testa a quello che è collocato sotto i piedi. Poi ci sono 2 nadi laterali posti a fianco del centrale in cui scorrono due flussi di corrente positiva e negativa che s'intrecciano co quello del centro e formano una figura a forma di otto che vediamo intorno ai chakra ruotanti.

Così avviene l'alternanza tra le due correnti energetiche opposte che scorrono nel corpo, e ciascun centro energetico ruota in direzione opposta a quello direttamente superiore e inferiore. I chakra forniscono le energie sottili necessarie al corpo fisico e agli organi vitali, perciò il sistema endocrino si deve considerare come l'estensione fisica del sistema dei chakra, e il sistema nervoso parasimpatico come l'estensione dei nadi.

Nel corpo energetico i chakra si localizzano nei punti in cui si fondono e si incontrano i vari livelli del nostro Sé totale, infatti essi sono gli indicatori energetici del nostro intero essere. La loro conoscenza è molto utile per capire la nostra costituzione, in quanto ogni chakra possiede un'essenza e una finalità diverse, perciò ognuno ci dona una diversa coscienza.

Il chakra della radice si trova sotto la superficie plantare e ci radica alla terra, infatti ci aiuta a camminare su di essa: questo chakra ci ricorda che siamo i figli della terra e che la terra ci nutre e sostiene come una madre benefica. Il chakra della radice ci tiene ancorati alla realtà, perché la spiritualità si deve esprimere nella condizione di esseri materiali inseriti nella fisicità mortale. Le caratteristiche che dona sono la stabilità, l'appoggio, la crescita e lo sviluppo secondo le leggi naturali, e se non ci fosse saremmo privi di praticità, di stabilità e di solido fondamento sulla terra.

Non saper stare "con i piedi per terra" è una metafora che esprime il suo sviluppo inadeguato a offrire un solido fondamento nel vivere concreto. Vivendo una vita solo mentale siamo esseri squilibrati, perché si diventa spirituali non sapendo fare del bene in modo concreto, e questo è un grave difetto. Il significato fondamentale del chakra è quello di conferire radici, nutrimento e fondamento al vivere materiale.

Il chakra del piede è collocato all'altezza delle caviglie, e la sua funzione principale è quella di offrire la mobilità, infatti il movimento equilibrato consente di esplorare la realtà fisica in modo libero, pur restando saldamente ancorati alla terra. Il chakra del piede ci aiuta a vivere la vita non tanto come una marcia, ma come una danza cioè come una coreografia di movimenti energetici che sono colmi di gioia. Il chakra basale è posto alla base della colonna vertebrale, perciò è posto tra l'ano e i genitali, e viene associato alla forza di gravità che ci trascina verso il basso e la solidità.

E' il chakra di sostegno del fisico, perché è posto nell'area che sostiene il corpo seduto, viene collegato al sistema scheletrico, a quello muscolare e all'intestino crasso dove transitano le scorie dei cibi solidi. Fisicamente corrisponde alle ghiandole surrenali che immettono l’adrenalina nel sangue quando abbiamo bisogno di un surplus di energia per affrontare le emergenze. E' correlato alla sopravvivenza, all'istinto di conservazione e alla materialità più tangibile: infonde l’energia al nervo sciatico che è il nervo più lungo del corpo, e che collega il sistema nervoso alla terra. Il suo significato funzionale è collegato al conservare e all'eliminazione, perciò obesità, stipsi, malformazioni della colonna e sciatiche sono dovute al suo cattivo funzionamento.

Il chakra sacrale è localizzato a livello addominale, tre dita sotto l’ombelico e si manifesta fisicamente nelle gonadi, nelle ovaie e nei testicoli: viene riconosciuto come centro della riproduzione e della motivazione. Esso influisce sulle funzioni liquide del corpo, perciò sulla circolazione, sulla minzione e sulla riproduzione. Viene associato alle emozioni, ai desideri, e alle passioni, cioè a tutti i piaceri e alle sensazioni “viscerali”. I desideri ci fanno entrare in contatto con le nostre esigenze, e da questo incontro nascono le motivazioni che diventano la garanzia di poter realizzare i cambiamenti e lo sviluppo ulteriore.

A differenza della passione che è un’emozione potente, il piacere è l’esperienza gioiosa del vivere anche se molti condannano il piacere per colpa di un senso religioso che si è deviato. Per questo motivo la donna è ritenuta ingannevole e tentatrice e il desiderio diventa un impulso negativo, perciò la vita è vista come una condizione penosa da subire e sopportare piuttosto che come un’esperienza in cui gioire e di cui avere piacere.

Questo pensiero malsano ci impedisce di conoscere delle forme di energie più sottili e delicate, ci impedisce di godere delle bellezze dell’esistenza terrena, e non ci fa apprezzare il contatto benefico con la natura e la terra. Al chakra sacrale sono collegate le motivazioni e la riproduzione, perciò il suo malfunzionamento causa i disturbi del sistema circolatorio, renale e vescicale, e tutti i fenomeni d’impotenza e di frigidità sessuale.

Il chakra del plesso solare si trova tra l’ombelico e il punto in cui le costole si fondono nello sterno, e coincide fisicamente con il pancreas. E' il chakra che regola il metabolismo del corpo fisico, perciò il suo significato funzionale è collegato al controllo, alla crescita e allo sviluppo adeguato del corpo: è considerato il centro del sole del corpo, perciò è detto il Chakra del Fuoco. Viene associato al fuoco dell’azione, perché promuove la fortificazione personale e perché stimola il desiderio di “alzarsi e andare.”

E' il chakra che sprigiona la trasformazione essendo collegato all’orientamento e all’utilizzo delle energie avendo il potere di saper orientare e impiegare bene le energie. L’azione è la capacità di assumersi la responsabilità delle conseguenze di ciò che si è avviato, infatti le conseguenze delle nostre azioni sono collegate al plesso solare, e dal suo malfunzionamento sorgono i disturbi della digestione, le ulcere e il diabete.

Il chakra del cuore è al centro del torace e si manifesta nel timo, infatti è localizzato dove la forza dei legami è più forte, e viene associato all’amore e alla compassione. La forza dell'affinità è una delle 4 forze vincolanti universali assieme alla vita, alla luce e alla legge, infatti la forza del legame d'affinità rientra tra le 4 forze naturali che sono intolleranti delle limitazioni e delle restrizioni. L’amore è una forza di questo tipo, perciò richiede il fondersi delle energie e il ritrovarsi nell’armonia totale con le cose o le persone amate.

L’amore vero è incondizionato perché non chiede, non pretende, non vuole dominare, non vuole controllare, non persegue nessun vantaggio personale, ma vuole solo l’armonia con il suo prossimo. Questo chakra è connesso ai rapporti e al raggiungimento dell’equilibrio tra ciò che è immesso e quello che viene emesso, perciò anche delle parti che sono rinfrescate e alimentate. Il vero senso funzionale del chakra è rappresentato dall’amore e dalla compassione, perciò il suo malfunzionamento causa disturbi cardiaci e polmonari, asma e pressione alta.

Il chakra della gola è localizzato al centro del collo e si manifesta nella tiroide, perciò è associato alla comunicazione ossia alla trasmissione e ricezione delle informazioni che giungono sotto forma di energie da interpretare e da codificare a livello mentale. Questo chakra è un centro del suono, infatti invia e riceve i movimenti vibratori, ed è deputato allo sviluppo della facoltà di collegamento: viene associato a collo, spalle, braccia, mani e orecchie, cioè alle parti del corpo fisico coinvolte nella espressione e nella comunicazione. Il suo malfunzionamento causa laringiti, raffreddori, torcicollo e disturbi dell’udito.

Il chakra della base cerebrale si trova al centro del capo in corrispondenza del dorso nasale, e fisicamente si manifesta nell'epifisi che è l'orologio dell'organismo posto nel retro del cervello, all'altezza del dorso nasale. E' il Chakra della Luce, poiché regola le funzioni che consentono alla mente di vedere, infatti esso attiva "l'occhio della mente." Malgrado il mondo sia visto con gli occhi fisici, in realtà gli occhi vedono il movimento delle vibrazioni luminose riflesse dagli oggetti e il vuoto esistente nel corpo e tra i vari corpi.

I raggi luminosi si imprimono nella retina e attraverso il nervo ottico inviano i messaggi visivi fino al cervello dove sono codificati negli schemi strutturali forniti di significato. Questo chakra gestisce l'accesso ai sistemi di recupero dell'informazione esterna, infatti esso custodisce le forme e gli schemi di cui abbiamo fatto esperienza in passato. Esso permette che i modelli interni siano proiettati nello schermo mentale sotto forma di immagini. Questo chakra è la sede dell'immaginazione e del processo di rafforzamento che consente di trasformare l'impossibile in possibile, perciò tutti i disturbi oculari dimostrano il suo malfunzionamento.

Il chakra del sopracciglio è posto dietro la fronte, nell'arcata sopraccigliare e si manifesta fisicamente nell'ipofisi che è la ghiandola che regola tutto il sistema endocrino: per questo è detto il Controllore. L'ipofisi è alla base del cervello, essa è sopra la volta del palato cioè vicino al palato molle. Questo chakra viene associato all'intuito e all'intenzione, controlla la percezione e la sua attività, e la facoltà di dare un significato alla realtà materiale, perciò il malfunzionamento causa incertezza, confusione e indecisione.

Il chakra della corona è l'apice del sistema energetico ed è collocato sul capo agendo sull'epifisi, poiché è connesso alle facoltà superiori e all'orientamento nella vita che dimostra l'Anima, perciò è il chakra che è direttamente connesso con essa. Questo chakra è chiamato il "Loto dai Mille Petali" perchè come il loto nasce dal fango per fiorire nelle dimensioni superiori che offrono delle potenzialità illimitate: il suo malfunzionamento causa depressione, fastidio e apatia.

Quando il chakra della corona, quello del sopracciglio e quello della base cerebrale iniziano a funzionare all'unisono formano un vortice energetico che forma un ulteriore organo percettivo, cioè quello che viene detto il "terzo occhio" che anticamente veniva raffigurato come un occhio inscritto in un triangolo. Quando il corpo fisico entra in perfetta armonia con i corpi sottili, allora si raggiunge un livello di integrazione che permette questo sviluppo naturale.

Nonostante i chakra siano collegati con l'ipofisi e l'epifisi, il terzo occhio non è collegato alle ghiandole. Esso è un organo del corpo energetico che diventa operante quando si armonizza con i corpi sottili e si realizza l'integrazione totale. Più che uno sviluppo spirituale avviene un'integrazione totale che fonde parte fisica, mentale, emozionale e spirituale esistenti all'interno dell'uomo. L'attivazione del terzo occhio conferisce il potere della vista superiore e permette di vedere con un livello di consapevolezza molto più elevato di quello della realtà ordinaria e della consueta visione esistente nella consueta ecologia mentale.

Non è possibile che qualcuno possa stimolare lo sviluppo della visione superiore, dicono gli sciamani, perché il suo sviluppo avviene in modo naturale avanzando mentre procede l'integrazione dei corpi sottili. Un tale sviluppo può essere facilitato, ma non può essere forzato in alcun modo, perciò qualsiasi tentativo esterno di agire su queste facoltà può solo bloccarle o inibirle per il futuro. Molti vorrebbero avere questa facoltà per sfruttare le sue facoltà superiori e trarre dei vantaggi materiali dal loro controllo, ma i tentativi di farne un uso disonesto sono puniti e portano più danni che vantaggi, perché non si può mai abusare impunemente di queste facoltà.

Buona erranza
Sharatan


martedì 22 settembre 2009

Gli sciamani tuvani contro la ferrovia


Leggo sui giornali che gli sciamani tuvani sono scesi in guerra contro la ferrovia, perché nella repubblica di Tuva della Siberia meridionale, appena a nord della Mongolia, il governo sovietico ha previsto la costruzione della grande linea ferroviaria Kuragino-Kyzyl di 415 chilometri, progettata da alcuni anni per collegare la capitale (Kyzyl) con la vicina regione di Krasnoyarsk. Il problema è che la ferrovia passerebbe presso Arzhaan, un’antica necropoli di inestimabile valore archeologico. E’ qui infatti che dal 7. sec. a. C. sono seppellite generazioni di Sciti, popolazioni di origine mongolica e antenati dei tuvani, una delle prime popolazioni nomadiche dell’Eurasia. Il luogo detto “Valle dei Re”, è conosciuto dagli archeologi fin dal 1916, quando il ricercatore siberiano, A.V. Adrianov, cominciò gli scavi.

Gli scavi portarono alla luce una colossale struttura sotterranea lunga circa 120 metri e profonda quattro, e nelle camere mortuarie furono scoperti gioielli e ornamenti di straordinaria raffinatezza e bellezza. Già negli anni ‘70, i lavori di costruzione di una strada danneggiarono alcune tombe e nel 2001, un’altra necropoli simile venne scoperta da una spedizione inviata dall’Ermitage, e ribattezzata con il nome di Arzhaan 2. Oggi non pochi tuvani temono che il passaggio di un treno possa rompere l’armonia storico-culturale di cui la popolazione si sente custode.

Tra le popolazioni delle steppe, costituite da tribù nomadi, vi erano i Sarmati e i Sauromati dalle origini misteriose, che - fin dal 7. secolo a.C. - vengono attestati nell’area tra il basso Volga e il fiume Don. Alcuni archeologi russi avevano definito questi popoli come delle tribù a dominazione femminile, per la numerosa presenza di scheletri femminili di sacerdotesse e guerriere, ma il concetto prevalente era di attribuire le sepolture con armi e oggetti rituali, a personaggi maschili.

Erodoto affermava che i Sauromati discendevano dalle Amazzoni della Cappadocia (Turchia), che si erano accoppiate con gli Sciti. Come afferma la leggenda più famosa, le Amazzoni furono catturate in battaglia dai Greci e caricate come prigioniere a bordo di tre navi che salparono sul Mar Nero. Le donne si ammutinarono e uccisero quelli che le avevano catturate. Ma non sapendo navigare, furono trasportate dai venti sulle rive del lago di Meotis (il mare di Azov) in una località chiamata “ le Scogliere” cioè il paese degli Sciti. Appena sbarcate, catturarono dei cavalli e saccheggiarono il territorio. Gli Sciti non riconobbero le attaccanti e le combatterono fino a quando, visti i loro corpi, si resero conto che stavano lottavano contro delle donne.

A quel punto elaborarono una stratagemma per incontrarle e accoppiarsi con loro “perché volevano avere dei figli da queste donne”. I giovani uomini si accamparono vicino alle Amazzoni e quando le donne videro che gli uomini non erano pericolosi, lasciarono che restassero lì vicino dove “iniziarono a condurre lo stesso tipo di vita delle donne, cacciando e depredando”. A mezzogiorno, le donne si “riposavano” da sole o in coppia e gli Sciti fecero altrettanto. Uno dei giovani si avvicinò a una delle donne che si erano allontanate e, secondo Erodoto “l’Amazzone non lo respinse, ma lasciò che lui facesse con lei quello che voleva”. Sebbene non parlassero lo stesso linguaggio, l’Amazzone fece capire a segni al giovane che sarebbe potuto tornare il giorno successivo con un amico e che lei avrebbe fatto altrettanto. Siccome la cosa funzionò, tutti i giovani sciti vennero a incontrare le Amazzoni e “poterono godere” anche delle altre.

Secondo Erodoto, le donne dissero agli uomini che non potevano vivere con loro alla maniera degli Sciti, “perché noi e loro non abbiamo gli stessi usi. Noi tiriamo le frecce e il giavellotto e cavalchiamo i cavalli, ma per quel che riguarda “i compiti delle donne” non ne sappiamo nulla. Le vostre donne non fanno nessuna delle cose che abbiamo detto. Stanno nei loro carri e fanno “lavori da donne” e non vanno mai a cacciare o cose simili. Non potremmo andare d’accordo con donne così”. Insistettero che se volevano avere loro come compagne e nello stesso tempo essere uomini onorevoli, allora dovevano andare dai loro genitori, prendere le quote spettanti delle proprietà, ritornare indietro e vivere con le Amazzoni.

I giovani sciti accettarono e insieme si misero in viaggio verso il paese dove, al tempo in cui Erodoto scriveva di loro, vivevano i Sauromati. Egli descrive come le “donne dei Sauromati” seguissero il loro antico stile di vita, cavalcando, “cacciando con e senza i loro uomini”, partecipando alla guerra e indossando gli stessi abiti degli uomini. In seguito egli narra che il linguaggio sauromata si distinse da quello degli Sciti “poiché le Amazzoni non riuscirono mai a impararlo bene” e che nessuna ragazza poteva sposarsi se prima non aveva ucciso un uomo fra i nemici. “Alcune di loro morirono in tarda età senza prima sposarsi, perché non poterono adempiere a questa legge.”

Tutte le tribù dell’Età del Ferro come i Sauro-Sarmati, gli Sciti e i Saka, sono completamente privi di fonti scritte per cui sono studiati solo analizzando le loro città dei morti, studiando gli arredi funerari e l’aspetto del kurgan (tumulo funebre). Le fonti classiche greche, persiane e romane riguardo a queste popolazioni, vi testimoniano la presa di potere da parte di donne vedove di capi nomadi uccisi, che prendevano il posto del marito fino alle nuove elezioni. Erodoto narra di Tomyris, una guerriera della tribù dei Saka Massageti, che guidò la sua gente contro il re persiano Ciro il Grande nel 530 a.C., ed il medico e storico greco Ctesia testimonia le imprese di Zarina, un’altra regina dei Saka amatissima dal suo popolo, che in suo onore eressero un enorme kurgan funebre coronato da una statua d’oro.

Molti antichi popoli della steppa ebbero delle donne di potere, e gli stessi guerrieri sciti erano soliti giurare fedeltà alla tribù davanti al focolare del re, tradizionale dominio femminile, come pure era abituale che i capi sauro-sarmati e sciti includessero le donne nella cerchia dei più fidati consiglieri; poichè le donne sarmate godevano di posizioni così elevate, le altre tribù le chiamavano “governate dalle donne” e l’antropologo Anatoly Khazanov specializzato nello studio delle popolazioni nomadi dell’Età del Ferro, ha affermato (1994) che esistono molte prove che tali culture fossero matrilineari.

Alcuni scavi compiuti negli anni ’50 e ’60 del Novecento dall’archeologo Sergei Rudenko, nella zona dei monti Altai in Siberia, avevano riportato alla luce 5 grandi kurgans con un’arte aurea sontuosa e raffinatissima detta “scito-siberiana.” Nei kurgans erano sepolte donne riccamente adornate, ma Rudenko le aveva ritenute mogli di sovrani, sepolte a scopo sacrificale.

Tra il 1992 e il 1995, Jeannine Davis-Kimball, direttrice del Centro di Studi delle Civiltà Nomade Euroasiatiche dell’Università di Berkley in California, scava un sito Neolitico di kurgans (tumuli sepolcrali) nei pressi di Pokrovka, al confine della Russia con il Kazakistan. Mentre la Davis-Kimball studia i ritrovamenti delle kurgans, si convince che le donne di queste tribù nomadi, che combattevano con coraggio a cavallo, che divinavano il futuro in specchi di bronzo e tiravano d’arco con maestria, godessero di grande prestigio nelle loro società, perciò venivano sepolte con ricchi manufatti al centro del kurgan, nel posto d’onore delle tombe, “prestando ulteriore credito alle congetture che quelle sauro-sarmate potrebbero essere state società matriarcali”. Gli archeologi maschi che hanno scavato per anni delle sepolture militari di caste alte, le hanno descritte come maschili ma in effetti, scrive Jeannine Davis-Kimball, esse sono spesso femminili, e sono tombe di donne di potere, di guerriere-sciamane.

Afferma Vicki Noble, che nelle società matriarcali le donne erano libere di scegliersi gli amanti, e i bambini nati dalle loro unioni appartenevano alla madre e ne prendevano il nome. Il matrimonio, inteso come strategia di controllo sulla proprietà privata che si tramanda per linea maschile, era impossibile perché il padre del bambino era sempre incerto mentre solo la maternità era sicura. Fin dagli anni ‘60, il russo K.F. Smirnov aveva scavato altri siti sepolcrali sauro-sarmati, nella regione meridionale del Volga, ed aveva attribuito nel 1982, alle donne di quelle sepolture, un ruolo predominante che faceva presumere fossero le donne sauro-sarmate, le “amazzoni” di cui parlano gli autori classici greci.

Nel 1974 l’archeologa lituana Marija Gimbutas aveva pubblicato “Le Dee e gli Dei dell’Europa Antica” in cui espose la sua teoria: “L’Europa antica è stata abitata da una cultura che fu matrilocale (consuetudine per cui le coppie sposate vivono con il gruppo della madre della sposa) e, probabilmente, matrilineare (vale a dire, in cui discendenza ed eredità si tramandano per via materna), agricola e sedentaria, egualitaria e pacifica”. Questa forma sociale di paradiso terrestre fu completamente distrutta intorno al 4.000 a.C. da nomadi Indoeuropei violenti, chiamati dalla Gimbutas “popolo dei kurgans” per analogia con i tumuli sepolcrali, che è tutto ciò che rimane di loro.

Ironicamente, questi kurgans appartenevano alla stessa cultura delle donne guerriere di Davis-Kimball benché Gimbutas vedesse una presa di potere di villani patriarcali nella violenta invasione dei kurgans infatti, nel cuore del sistema degli invasori si riconosceva il valore più grande nel potere di togliere la vita piuttosto che in quello di darla. Questo fu il simbolismo della Spada “maschile” illustrato nelle incisioni trovate nelle prime caverne kurgan che mostrano come questi invasori Indoeuropei venissero letteralmente venerati poiché, nella loro società di dominio controllata da dei e da uomini della guerra, questo era il potere supremo.

Per molti studiosi, gli scavi delle donne guerriere di Pokrovka sono la negazione delle teorie di Gimbutas, mettendo per sempre a tacere la sua teoria dei maschi saccheggiatori. “Abbiamo questo mito circa i così detti nomadi kurgan, che fossero stati dei gerarchici guerrafondai e così via - dice Claudia Chang, un’archeologa del Sweet Briar College che lavora nelle sepolture kurgan nell’Asia Centrale - Di fatto, come dimostrano questi recenti scavi, il loro sistema di consanguineità ha spesso favorito le donne e gli consentiva l’ingresso nell’elite sociale e militare”.

I tumoli sepolcrali di Pokrovka sono datati dal 500 a.C. al 200 a.d., perciò sono approssimativamente contemporenei alla cultura greca e maschilista di Atene. Il patriarcato greco era il risultato dell’ossessione per la purezza della razza e del controllo delle ricchezze della città nelle mani dei suoi cittadini, perciò i greci erano ossessionati dalla stirpe patrilineare, e per controllarla dovettero controllare direttamente le donne, dovevano sapere chi erano i padri dei loro figli, perciò le trattavano come prigioniere. Questo è stato il modello con cui si è sviluppata la nostra cultura.

Il quadro sociale che viene dedotto dagli scavi di Davis-Kimball nei kurgan di Pokrovka dove vigeva una società in cui donne e uomini avevano stesso potere militare e sociale, cioè l’esistenza simultanea di guerriere scito-sarmate nomadi e di schiave spose ateniesi, suggerisce invece che 2500 anni fa, i rapporti tra i sessi erano molto diversi da una popolazione all’altra, e che non tutte le donne erano prigioniere. Tutte queste notizie sono state ricavate dagli scavi archeologici che riguardano un’area di interesse eccezionale e che riguarda anche i territori di cui stiamo parlando.

Nel territorio tuvano restano ormai solo 300.000 abitanti, discendenti di una cultura nomadica millenaria che crede nello sciamanesimo e nel buddismo tibetano. Essi sono i sopravvissuti del secolo 20., che è stato segnato da un violento attacco del regime sovietico che ha cercato di “civilizzarli” in ogni modo.

Pur avendo chiesto l’indipendenza dopo il crollo dell’URSS, i tuvani non riescono ad ottenerla, ma non si arrendono allo sviluppo e alla globalizzazione, a differenza di molte altre zone dell’ex impero, perché i tuvani sono sempre stati gelosi della propria storia e cultura. Ancora oggi non hanno aeroporti e ferrovie, nonostante le ricchezze del sottosuolo come oro, cobalto e carbone, potrebbero portare più benessere e sviluppo a questa terra e ai suoi abitanti. Hanno paura che la loro terra venga deturpata in maniera irreversibile, e che la linea ferroviaria sia l’inizio della fine.

Buona erranza
Sharatan