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martedì 11 ottobre 2016

I suoni del mondo



“Dio è un suono.
Il Creatore del cosmo è un suono.
Tutto inizia con il suono.”
(Tich Nhath Hanh)

“Bodhisattva è il termine buddista per indicare qualcuno dotato di enorme compassione il cui compito nella vita è alleviare le sofferenze altrui. Il buddismo parla di un bodhisattva chiamato Avalokiteśvara, il bodhisattva dell’ascolto profondo, il cui nome significa “Colui che ascolta a fondo i suoni del mondo”. Secondo la tradizione buddista, Avalokiteśvara possiede la capacità di ascoltare ogni genere di suono. È anche in grado di emettere cinque diversi tipi di suono capaci di sanare il mondo.

Se riesci a trovare il silenzio dentro di te, sei in grado di sentirli. Il primo è il Suono Splendido, il suono delle meraviglie della vita che ti stanno chiamando. È il suono degli uccelli, della pioggia e via dicendo. Il secondo suono è il Suono di Colui che Osserva il Mondo. Questo è il suono dell’ascoltare, il suono del silenzio. Il terzo suono è il Suono Brahma. Si tratta del suono trascendentale, om, che vanta una lunga tradizione nel pensiero spirituale indiano.

Secondo la tradizione ha il potere innato di creare il mondo. La storia sostiene che il cosmo, il mondo, l’universo è stato creato da quel suono. Il vangelo cristiano di Giovanni include la stessa nozione: «In principio era il Verbo» (Giovanni, 1,1) secondo i Veda, i più antichi testi indù, il verbo che crea il mondo è om. Nella tradizione vedica indiana tale suono rappresenta la realtà ultima, o Dio. Molti astronomi moderni sono giunti a credere qualcosa di simile. Hanno cercato l’origine del tempo, l’origine del cosmo, e ipotizzano che a dare inizio all’universo sia stato il Big Bang.

Il quarto suono è il Suono della Marea che Sale. Questo suono simboleggia la voce di Buddha. L’insegnamento del Buddha è in grado di spazzare via il malinteso, eliminare l’afflizione e trasformare ogni cosa. È penetrante ed efficace. Il quinto suono è il Suono che Trascende Tutti i Suoni del Mondo. È il suono dell’impermanenza, ci ricorda di non lasciarci intrappolare da particolari parole o suoni, né di affezionarci troppo a essi.

Numerosi studiosi hanno reso complicato e di difficile comprensione l’insegnamento di Buddha, ma il Buddha ha detto le cose in maniera molto semplice e non si è fatto intrappolare dalle parole. Quindi, se un insegnamento risulta troppo complesso, non è il suono del Buddha. Se quello che stai sentendo è troppo sonoro, troppo rumoroso o contorto, non è la voce del Buddha. Ovunque tu vada puoi sentire quel quinto suono. Persino se sei in prigione puoi sentire il Suono che Trascende Tutti i Suoni del Mondo.

Quando sei riuscito a calmare tutto il rumore dentro di te, quando sei riuscito a instaurare in te il silenzio, un silenzio tonante, cominci a sentire il più profondo tipo di richiamo proveniente da dentro di te. Il tuo cuore ti sta chiamando. Il tuo cuore sta cercando di dirti qualcosa, ma non sei ancora riuscito a sentirlo, perché la tua mente è piena di rumore. Sei stato perennemente distratto, giorno e notte. Sei stato pieno di pensieri, soprattutto pensieri negativi.

Nella vita quotidiana molti di noi passano la maggior parte del tempo cercando comfort -comfort materiali e comfort affettivi - allo scopo di sopravvivere semplicemente. Sono quelle che potremmo definire le preoccupazioni quotidiane. Siamo angustiati dalle nostre preoccupazioni quotidiane: come procurarci abbastanza denaro, cibo, riparo e altre cose materiali. Abbiamo anche ansie affettive: il dubbio che una certa persona ci ami o meno, il fatto che il nostro posto di lavoro sia sicuro o meno.

Ci preoccupiamo tutto il giorno per simili questioni. Magari siamo alla ricerca di un rapporto sentimentale che sia abbastanza buono per durare, che non sia troppo difficoltoso. Stiamo cercando qualcosa su cui contare. Possiamo benissimo passare il 99,9 per cento del nostro tempo ad angustiarci per tali preoccupazioni quotidiane - comfort materiali e ansie affettive - ed è incomprensibile, perché dobbiamo vedere soddisfatti i nostri bisogni di base per sentirci sicuri.

Ma le preoccupazioni di molti di noi va ben oltre il vedere appagati i propri bisogni. Siamo fisicamente al sicuro, la nostra fame viene saziata, abbiamo un tetto sopra la testa e una famiglia affettuosa, eppure riusciamo a preoccuparci costantemente. La principale preoccupazione in te, come in parecchi di noi, è una preoccupazione che potresti benissimo non avere percepito, che potresti non avere mai sentito nominare.

Ognuno di noi ha una preoccupazione ultima che non ha nulla a che vedere con questioni materiali e affettive. Cosa vogliamo fare con la nostra vita? questo è il punto. Siamo qui, ma perché siamo qui? Chi siamo, ognuno di noi individualmente? Sono domande a cui di solito non abbiamo (o non troviamo) il tempo di rispondere…

Se non riusciamo a darvi risposta non abbiamo pace, e non abbiamo gioia perché non è possibile alcuna gioia senza un po’ di pace. Molti di noi sono convinti che non possiamo rispondere mai a tali quesiti. Ma con la consapevolezza puoi sentire tu stesso la risposta, quando hai un po’ di silenzio dentro di te. Puoi trovare alcune risposte e udire il più profondo richiamo del tuo cuore…

Potresti scoprire che sei una prosecuzione dei tuoi antenati. I tuoi genitori e i tuoi antenati sono pienamente presenti in ogni cellula del tuo corpo; tu sei la loro prosecuzione. Non hai un sé separato. Se togli da te i tuoi antenati non rimane nessun “tu”. Potresti scoprire che sei costituito di elementi, come l’acqua, per esempio. Se elimini da te l’acqua non rimane nessun “tu”. Sei fatto di aria. Hai un disperato bisogno di aria, senza di essa non puoi sopravvivere. Quindi se elimini da te l’aria non rimane alcun “tu”.

E in te c’è l’elemento del fuoco, l’elemento del calore, l’elemento della luce. Senza la luce del sole nulla può crescere, sulla terra. Se continui a guardare scopri che sei fatto di sole, una delle stelle più grandi della galassia. E sai che la terra, come te, è fatta di stelle. Quindi sei di stelle. In una notte limpida alza gli occhi e potrai vedere che sei le stelle soprastanti. Non sei soltanto il minuscolo corpo che normalmente potresti considerare “te”.

La consapevolezza ti dona lo spazio e la quiete interiori che ti consentono di osservare in profondità, di scoprire chi sei e cosa vuoi fare con la tua vita. Non proverai più il bisogno di costringerti a inseguire di corsa attività senza significato. Hai continuato a correre, cercando qualcosa, perché ritieni quella determinata cosa essenziale per la tua pace e felicità. Ti sproni a ottenere questa e quella condizione in modo da poter essere felice.

Sei convinto di non avere abbastanza condizioni per essere felice, in questo momento, così sviluppi l’abitudine tipica di molte persone, quella di inseguire costantemente una cosa o l’altra… In realtà soffochi la naturale joie de vivre che è il tuo diritto di nascita. Ma la vita è piena di meraviglie, compresi suoni magnifici. Se riesci a essere qui, se riesci a essere libero, allora puoi essere felice proprio qui e ora.

Non devi più correre. Tutte le meraviglie della vita sono già qui. Ti stanno chiamando. Se riesci ad ascoltarle puoi smettere di correre. Quello che ti serve, quello che serve a tutti noi, è il silenzio. Ferma il rumore della tua mente in modo che i magnifici suoni della vita vengano uditi. A quel punto puoi cominciare a vivere la tua vita in maniera autentica e profonda.” (Tich Nhath Hanh, Il dono del silenzio, Garzanti)

mercoledì 6 maggio 2015

Il silenzio supremo



“Di solito per silenzio si intende qualcosa di negativo, di vuoto, un'assenza di suono, di rumore. Questo fraintendimento è così comune perché poche persone hanno sperimentato il silenzio. Sotto la voce “silenzio” di solito non si sperimenta altro che “assenza di rumori”.

Ma il silenzio è un fenomeno assolutamente diverso. E assolutamente positivo. È esistenziale, non è vuoto. Trabocca di una musica mai udita, di una fragranza ignota, di una luce che può essere vista solo dagli occhi interiori. Non è qualcosa di immaginario; è una realtà, e una realtà già presente in tutti. Il guaio è che noi non guardiamo mai all'interno.

Il tuo mondo interiore ha un proprio sapore, ha una fragranza propria, una luce propria. Ed è assoluto silenzio, silenzio immenso, eterno silenzio. Non è mai esistito rumore alcuno, né mai ci sarà un solo rumore. Nessuna parola lo può penetrare, ma tu puoi farlo.

Il centro del tuo essere è l'occhio del ciclone. Niente lo può toccare. È silenzio eterno: i giorni vanno e vengono, gli anni passano, scorrono i secoli. La vita va e viene, ma l'eterno silenzio del tuo essere resta esattamente lo stesso. La stessa musica senza suono, la stessa fragranza dell'essenza divina, la stessatrascendenza di tutto ciò che è mortale, di tutto ciò che è transeunte.

Non è il tuo silenzio. Tu sei il silenzio. Non è un tuo possesso; ne sei posseduto, e questa è la sua grandezza. Perfino tu non sei presente, in quanto perfino la tua presenza sarebbe di disturbo. Il silenzio è così profondo, che non esiste nessuna presenza, neppure tu. E questo silenzio ti dona verità, amore, e mille benedizioni.” (Osho Rajneesh)

venerdì 25 luglio 2014

In silenzio



"Per cesellare la tua giada, usa la pietra
cavata da un'alta montagna."
(Xiao Ya, Il Classico della poesia)

Non è facile godere di condizioni di silenzio interiore, perché il mondo esterno ci sommerge di rumori, di contrasti e di agitazioni perciò il silenzio interiore è un vero sollievo. Molti credono che il silenzio sia un annullamento della persona oppure l’assenza di interessi, ma il silenzio ha un forte valore spirituale.

Solitamente siamo abituati a disperdere le nostre energie e ci comportiamo come se fossero inesauribili, ma noi sappiamo che una delle leggi spirituali più importanti è il fatto che il nostro destino dipende da un buon uso delle nostre risorse.

Non è vero che possiamo fare ciò che vogliamo con le nostre energie, perché dobbiamo imparare ad usarle in modo utile per il nostro prossimo. I Maestri insegnano che dovremo render conto di come usiamo le nostre risorse, in quale direzione e in che modo le abbiamo utilizzate.

Quando leggiamo le concezioni delle scienze iniziatiche si dovrebbe metterle subito in pratica, altrimenti crederemo che anche le più grandi verità siano solo parole prive di forza. Dobbiamo usare le nostre conoscenze spirituali e sperimentarle nella vita concreta per migliorare la nostra condizione e quella degli altri.

Quando si legge che i pensieri ed i sentimenti collettivi formano una forza enorme detta “eggregora” noi ci dobbiamo immaginare la creazione di un essere spirituale dotato di grande potenza. Quando meditiamo e ci raccogliamo nel silenzio interiore anche noi lavoriamo per formare una eggregora che è fatta di luce e di pensieri gioiosi, positivi e benefici.

Il silenzio contribuisce a rinforzarci e ci aiuta a creare questa realtà di luce e di amore. Quando sentiremo veramente nostra questa realtà sapremo che il tempo che abbiamo passato in meditazione nel silenzio della nostra mente sono stati momenti preziosi che hanno contribuito al benessere generale.

Abbiamo bisogno di silenzio per disintossicarci dal rumore e dalla disarmonia del mondo, ma soprattutto abbiamo bisogno di passare più tempo nella natura, perché la natura è la nostra vera radice. Se passeggiamo in mezzo alla natura facciamo un tuffo nel più remoto passato degli uomini, quando sapevamo ancora vedere e comunicare con le forze degli spiriti della natura.

Adesso il nostro occhio spirituale è diventato ottuso, ma sentiamo ancora il benessere interiore che il contatto con il sole, con l’acqua e con gli altri ambienti naturali ci offrono. I suoni della natura non sono suoni sgradevoli come il frastuono del traffico, perché lo scorrere di un ruscello aumenta il nostro silenzio e la tranquillità interiore.

Molti confondono il silenzio con la solitudine, perché temono il silenzio avendo paura di restare soli con se stessi. In realtà, il vero silenzio è sempre pieno di presenze, perché tutto è abitato da forze spirituali. Se non vogliamo restare mai da soli dobbiamo amare il silenzio, perché questa condizione è la migliore per le forze spirituali che scappano dal frastuono e dal rumore.

La nostra mentalità materialistica ha posto le condizione peggiori per un rapporto con lo spirito. Le entità spirituali scappano dai luoghi dove vivono persone che non hanno rispetto, che sono grossolane e prepotenti, perché lo spirito ama i miti, i modesti e chi non ostenta il valore di se stesso.

Le mitologie che rappresentano la montagna come la sede degli dei affermano questi concetti. È chiaro che c’è sempre anche un significato simbolico ma, sostanzialmente, il fatto è vero. Più saliamo in alto e più aumenta il silenzio interiore, perché il silenzio aiuta a riflettere su cose profonde e complesse.

Le cime dei monti sono come grandi antenne, perché sono il luogo in cui il cielo e la terra sono vicini. Per questo motivo esistono luoghi che sono impregnati di luce e di potere spirituale in cui si può attingere il benessere fisico e psichico. L’ascensione al monte è sempre il simbolo dell’ascensione alle maggiori altezze spirituali.

Salire è come levare il peso di ciò che ci ingombra e ci limita finché, arriviamo al silenzio e alla pace del divino, dice il maestro Aivanhov. Discendere è l’immagine del ritorno al rumore, alla confusione e alla disarmonia dei conflitti interiori.

Quando siamo in mezzo alla natura possiamo avvertire la presenza di forze eterico-spirituali a cui dobbiamo avvicinarci con rispetto, amicizia e amore. Queste forze sentono l’atteggiamento interiore di chi le avvicina e lo ricambiano offrendo la pace, la luce e la loro energia.

Le forze della natura sono molto generose, perciò ritornando alla vita di tutti i giorni riporteremo con noi tanto benessere. E così non soltanto avremo guadagnato nuove energie, ma avremo anche contribuito a trattenere quegli esseri luminosi e potenti in mezzo a noi.

Buona erranza
Sharatan