domenica 5 maggio 2013

A fasi alterne



“Non si può trasformare il buio in luce
e l’apatia in movimento senza l’emozione.”
(Carl Gustav Jung)

Ogni atto della vita richiede un impegno energetico, insegna Gurdjieff, e ogni centro richiede la sua energia specifica. Ogni centro possiede due piccoli accumulatori di energia che sono connessi tra di loro e che sono connessi ad un grande accumulatore centrale. Ogni centro funziona sfruttando l’energia che è accumulata nei due piccoli accumulatori. Se i piccoli accumulatori sono svuotati totalmente, una funzione può restare senza risorse e non può attivarsi.

Il lavoro degli accumulatori inizia quando il centro richiede le energie di cui ha bisogno, perciò entra in azione il primo accumulatore e fornisce energia, finché la sua energia arriva a metà della capacità di accumulo. Giunti a quel punto entra in funzione il secondo accumulatore che si collega al centro e inizia a erogargli energia, perciò esso rimpiazza il primo accumulatore nel fornire energie.

Mentre il secondo accumulatore agisce, il primo accumulatore si connette all'accumulatore centrale per ricaricarsi, e quando la ricarica è avvenuta, avviene un nuovo scambio e il lavoro si alterna tra i due. Il funzionamento a scambio alternato è necessario al corpo, infatti la materia impone una continua ricarica. Se non abbiamo il tempo di rigenerare le nostre forze, i nostri centri devono usare accumulatori che non ha hanno avuto una completa ricarica.

Se usiamo degli accumulatori semivuoti, il centro usa tutta l'energia fino a prosciugarli, perciò si cade stremati. Quando si cade dal sonno, quando siamo sofferenti per ansie e angosce si deperisce e ci si ammala. Un organismo per restare sano deve alternare le fasi di attività a quelle di riposo. L'organismo deve avere dei “surplus di energie” se deve recuperare le forze dopo una malattia, uno sforzo, uno shock oppure se deve recuperare dopo un'intensa attività mentale.

Quando si sente un grande surplus di energie è segno che abbiamo attivato una connessione diretta tra un centro e l’accumulatore maggiore. Il grande accumulatore ha una quantità inesauribile di energia a cui attingere, se sappiamo farlo. Gurdjieff assicura che, se l'uomo sa come superare i piccoli accumulatori e collega i suoi centri direttamente all’accumulatore centrale, può fare miracoli.

È chiaro che se l’uomo continua a far girare i suoi rulli e usa l’energia fornita dall’aria, dal cibo e dalle impressioni con maggiore velocità di quella necessaria per aver tempo di ricaricarsi, arriva il momento in cui il grande accumulatore si svuota, e l’organismo muore. Il punto da capire è che ogni atto umano consuma energia, perciò anche lo scambio con il mondo esterno richiede molta energia.

Ogni atto percettivo e ogni azione estrae una forma di energia diversa e questa energia tende a prosciugarsi, così come si vede nella saturazione dell’olfatto che ha annusato troppi profumi. In molti aspetti vediamo i meccanismi di saturazione descritti da Gurdjieff, infatti anche il piacere e il divertimento arrivano a perdere di loro significato se l’energia psichica relativa a quelle funzioni si satura e si atrofizza.

L’atrofia percettiva è causata dallo svuotamento degli accumulatori connessi ai centri o alle loro parti. È vero che possiamo sempre usare l’energia dei centri che sono ancora pieni, e lo facciamo quando facciamo un'attività frenetica. Nei casi di una intensa attivazione dei centri si usa molta energia psichica, perché abbiamo un contatto con il mondo che è primariamente di natura psichica.

Pensare è un atto psichico, vedere è un atto psichico e anche amare è un atto psichico, perché tutto quello che coinvolge il Centro Emozionale usa l'energia psichica. Questa energia è usata da tutti i centri, persino dal Centro Motorio, perciò le energie psichiche hanno diversi tipi di qualità. La diversa qualità di energia mentale non può essere vista, ma è percepita internamente.

Nella fase positiva sentiamo la forza dell'entusiasmo, e quando ci svegliamo come un cane bastonato sentiamo il peso del giorno negativo in cui nulla va bene. Ma questo alternarsi di fasi alterne perché avviene? Avviene perché tutto ciò che accade ha la necessità di entrare in contatto con noi, e il nostro potere di reagire alle richieste del mondo può esaurirsi.

Quando arriva l’esaurimento dell'interesse per il mondo è scomparso il nostro potere psichico, perché perdiamo la capacità di intrecciare dei rapporti equilibrati con le impressioni esterne. Gurdjieff una volta disse: “È necessario che l’uomo abbia il sodio per poterlo far combinare con il cloro della vita. Allora può fare cloruro di sodio, che è il sale. Ma se in lui non c’è nulla che possa combinarsi con la vita, non può fare il sale.”

Tutto quello che facciamo e che sentiamo richiede un impiego di energie psichiche, ma se siamo privi di quel tipo di energie non facciamo più nulla e non possiamo ricevere più nulla di buono dalla vita, perché non sentiamo più il contatto con il mondo esterno. Quando questo avviene siamo incapaci di capire quando l'interesse per il mondo è cessato, pur riflettendo a fondo sulla natura del fenomeno.

Le persone non sanno che il loro potere di combinarsi con il mondo, ossia la capacità di avere rapporti con il mondo dipende dalle energie psichiche che hanno. Una persona può fare una vita sociale brillante ma nulla la interessa, perché non ha più energie da inviare al Centro Intellettuale, infatti non ha più l’interesse di leggere, di studiare o di pensare a qualcosa di interessante.

Se il Centro Emozionale si svuota, non si riescono a percepire più le emozioni, se il Centro Motorio è vuoto non si ha voglia neppure di raccogliere un oggetto da terra. Se è vuoto il Centro Sessuale, non si sente interesse fisico e sessuale per nessuno. Ma il disinteresse non è causato dalla qualità dell'esterno ma dal mondo interno, perché lo stato dei centri è collegato alla quantità di energie psichiche che gli mandiamo.

A questo proposito Gurdjieff dice che ogni centro o parte di centro è come una macchina che quando non riceve più il combustibile, non funziona. Il combustibile va selezionato, perché anche il più grande flusso di energia fisica o meccanica non può trasformarsi in energia vitale. La massima quantità di energia psichica non può diventare energia cosciente, perciò Gurdjieff disegnò un diagramma per illustrare il discorso, e fece una scala dei 4 combustibili che muovono la macchina umana.

Gurdjieff pone al livello più elevato, ossia al 4° livello l’energia cosciente, al 3° pone l’energia psichica, al 2° livello pone l’energia vitale, e al livello più basso l’energia meccanica ossia il calore, la luce, l'attività motoria, etc. Per spiegare meglio la questione dice che dobbiamo immaginare una linea che segue una sola dimensione e pensare che, anche se è infinita resta una linea retta, e non sarà mai come una superficie.

Affinché possa diventare una superficie è necessario far fare, alla linea, un movimento laterale perciò è necessario fare una proiezione. Non esiste nessun aumento di superficie che possa trasformare una cosa a due dimensioni in una cosa con tre dimensioni, a meno che una superficie non si muova prendendo un’altra direzione. E l'esempio geometrico spiega perché una forma di energia sia diversa da ogni altra.

Nessuna energia psichica o intellettuale ha il potere di far diventare un uomo più cosciente. L’energia della coscienza non è un’energia psichica, infatti per evolvere non è necessario essere intelligenti, ma è necessario fare degli sforzi speciali stimolati da uno Shock che sa pungolarci per stimolare l’evoluzione. L’energia della coscienza è più elevata di quella psichica perché è specifica di una sola funzione, mentre l’energia psichica indifferenziata è usata da ogni centro.

Gurdjieff diceva: “La coscienza può progredire da se stessa. Un uomo può, se lo desidera e se sa come farlo, accrescere la coscienza, ma non lo può ottenere per mezzo del pensiero.” Il concetto è in assonanza con la frase di Cristo che disse: “Per mezzo del pensiero non si può aggiungere nemmeno un millimetro alla propria statura.” Dalle idee di Gurdjieff si ricavano degli insegnamenti molto concreti con vari livelli di interpretazione che sono pieni di riscontri concreti.

Possiamo imparare molte cose utili sui ritmi del corpo umano soprattutto quando sentiamo la stanchezza di un centro. Se siamo stanchi di pensare possiamo impegnarci in un’attività fisica come uscire per una passeggiata oppure lavorare in giardino. Una cosa molto utile da sapere è il danno che ci viene dalle emozioni negative, dall'invidia e dalla tristezza, perché tutte le cose spiacevoli riducono la gioia di vivere.

La negatività sottrae molta forza interna, perché ogni atto che ha una natura psichica entra a far parte della nostra vita psicologica, perciò restare nella negatività è un’attività molto dannosa e inutile. Le energie psichiche vanno usate per arricchire la vita interiore, e non vanno dissipate se non vogliamo che l'organismo indebolisca. Indulgere nella compassione di sé, essere invidiosi di ciò che hanno gli altri, disprezzare ciò che non si riesce ad ottenere, è un atto molto dannoso.

Dire che si odia tutto tranne che il nostro magnifico e perfetto essere è un'atto insensato. La necessità di lottare contro il mondo oppure il bisogno di essere completamente identificati con il mondo è il segno che non sappiamo crescere, e che siamo legati alle nostre reazioni come un asino al basto. Tutto ciò che non si perde può essere usato meglio, e se siamo più consapevoli siamo più liberi e non siamo più sfruttati dagli altri.

Vediamo come la commiserazione, la compassione eccessiva, l’essere negativi con le persone e il disprezzare il mondo ci trasforma nell'essere odioso che nessuno può amare. Quando si critica tutto e tutti tranne se stessi, si diventa un essere che si crede superiore anche se non vale nulla. Il Lavoro insegna che dobbiamo perdere ogni importanza per la nostra persona, cioè ci insegna a morire per far nascere il Vero Sé.

Se interrompiamo tutte le attività inutili rendiamo la nostra mente più ricettiva a vedere ciò che il Lavoro chiama la “Corda.” Una Corda è un appiglio utile per arrampicarsi in montagna. Gurdjieff offre degli amorevoli insegnamenti a tutti quelli che voglio risvegliarsi e usa una fune per aiutarci a fare la faticosa risalita.

Buona erranza
Sharatan

venerdì 3 maggio 2013

Un nutrimento supremo



«Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
(Matteo 4,4)

Secondo Gurdjieff, l’alimento più importante per la macchina umana sono le impressioni, infatti sul viso abbiamo tre bocche, ovvero gli occhi, le narici e la bocca. Queste bocche sono strutturate per afferrare diversi tipi di impressioni sensoriali, perché le diverse percezioni forniscono delle energie di tipo diverso. Se una persona è depressa si disinteressa anche di respirare e di mangiare, ma può tornare allegra se riceve una lettera con una bella notizia. Chiaramente, conviene Gurdjieff, una lettera non può ritenersi nutriente come un buon cibo, ma essa rivitalizza il depresso anche meglio del cibo concreto.

Questa è una cosa molto importante sul ruolo dei tre nutrimenti, e soprattutto dobbiamo capire il ruolo delle impressioni sensoriali. Tutto ciò che leggiamo, che ascoltiamo e quello che vediamo costituisce una serie di impressioni che entrano nel nostro ordinamento interno. La vita viene connotata dal continuo fluire di impressioni e dal modo con cui reagiamo alle impressioni, perciò dobbiamo sempre reagire in modo corretto. Le impressioni di cui parla Gurdjieff sono delle realtà psicologiche dotate di una materia diversa da quella dell’aria e del cibo che nutre.

Le impressioni servono per costruire la vita, ma poi siamo esposti alle cattive notizie, alle critiche, ai rimproveri e alle polemiche, e queste impressioni non possono dare il nutrimento adatto per aumentare la gioia di vivere. Se riceviamo un complimento, un sorriso o sentiamo una parola che viene a confortarci ci sentiamo rinforzati e sollevati, e questo avviene perché le impressioni muovono una materia molto delicata. Sprechiamo la vita a cercare l’apprezzamento e l’approvazione per costruire l'essere che vogliono gli altri, e fatichiamo a controllare i sentimenti negativi che ci travagliano.

Quando la vita interiore è carente di risorse interiori crea l'essere debole che cerca l’appoggio dei molti e la maggioranza osanna il valore primario della fama e della considerazione esteriore. Quando valori di questo genere diventano prevalenti, la vita psicologica delle persone si basa sulla vanità, perciò si cade in depressione se non si viene considerati. Questo stile di vita sviluppa una Falsa Personalità che pretende l'omaggio della sua persona e, quando sbaglia, incolpa il destino o le altre persone della sua disfatta.

Quello che è stato descritto è l’individuo privo di Centro di Gravità che esiste solo in funzione degli altri. Costui viene controllato con gli elogi e le lodi, ma la difficoltà lo getta in basso e il successo lo spinge alle stelle: questi sentimenti sono sbagliati, perché il suo sentire proviene dalla percezione distorta della persona. Così si educa un cane abituato a obbedire in modo ottuso che viene blandito o sottomesso, perciò diventiamo un cane che aspetta la carezza o che teme il rimprovero del suo padrone.

Se c'è un’adunanza di persone simili vediamo la riunione di cani che fanno a gara a chi abbaia più forte, perché ognuno cerca di prevaricare l’abbaiare dell'altro. Così avviene in molte assemblee amichevoli, ed esistono anche le riunioni di persone che covano gatti, tigri, orsi o serpenti che causano riunioni assai peggiori. Con questo esempio Gurdjieff vuol dire che molti permettono agli animali di gestire la materia delicata delle loro emozioni, perciò tutta la loro vita interiore si mantiene a livello animale.

Il problema è fare attenzione al luogo in cui cadono le impressioni, perché noi conserviamo anche la memoria dei comportamenti animali che vengono dal lato istintivo. Dobbiamo sapere dove vanno le impressioni e capire che gli animali vivono ancora nei piccoli io, che è il lato più ignorante e ottuso che tutti abbiamo. Il lato inconscio impersona la parte più inconfessabile o incontrollabile del nostro essere, poiché tutti hanno un interno che è diverso dall'esterno, perciò il nostro lato oscuro va conosciuto. L’osservazione di sé viene per aiutare a distinguere tra la Falsa Personalità e l’Io Reale.

Se facciamo delle analisi superficiali non vediamo la struttura interna, perciò crediamo di conoscere e non sappiamo, e l’ignoranza limita una migliore conoscenza. Se viviamo alla superficie delle cose non sappiamo riconoscere la qualità di influenze sottili che possono nutrire l’Essenza e farla crescere, togliendo lo spazio alla Falsa Personalità. Ma, l’ignoranza e la menzogna sono la barriera che impedisce di percepire le influenze curative che “discendono dall’Ottava Laterale del Raggio della Creazione” avverte Gurdjieff.

Se crediamo di essere perfetti quando facciamo le stupidaggini ci affanniamo a cercare mille giustificazioni per non ammettere di aver sbagliato. Quando le impressioni vanno a cadere al livello più profondo si inizia a vivere in modo nuovo, perché nello strato più profondo esiste un nuovo mondo. Il discorso è psicologico ma insegna che abbiamo bisogno di avere tante impressioni diverse, perché siamo un microcosmo correlato al cosmo maggiore. Avere una consapevolezza così elevata richiede uno sforzo continuo di auto-analisi per affrontare una crescita dolorosa e necessaria.

La percezione umana può essere molto raffinata, infatti il gusto insegna come discernere tra un pasto di cose buone e uno di alimenti cattivi o sgradevoli. Anche la vista partecipa al gusto e il palato viene rafforzato dagli occhi nella contemplazione della bellezza. Il problema è il fatto che le persone hanno perso la raffinatezza delle percezioni, e che tutti si sentono soli e isolati, perciò pochi sanno stare in relazione armoniosa con il mondo. Questo significa che un macchinario stupendamente strutturato per andare al massimo dei giri, si riduce a vivere al minimo delle sue prestazioni.

Noi viviamo contemporaneamente in tanti mondi diversi, ma ci dimentichiamo di vivere nel realtà della vita organica della Terra, perciò disprezziamo il fatto che la Terra offra gli alimenti necessari per vivere e sentire il gusto della vita. Abbiamo tutte le strutture adatte per gustare, odorare, toccare e vedere la bellezza che la natura offre spontaneamente, ma facciamo fatica a vedere oltre la fine del naso. Tutte le attività che nutrono la vita sono associate al Centro Istintivo, perciò esso filtra la nostra capacità di gustare la vita. Questo stesso Centro aiuta a costruire la prima vita ossia la vita istintiva d’impressioni.

Gurdjieff dice che, prima di tutto un alimento è una impressione, e solo dopo diventa una sostanza cioè un cibo fisico. E’ l’impressione che produce l’appetito e la sostanza produce la nutrizione, perciò ignorare questo significa ignorare come poter nutrire la nostra vita. Il cibo insipido è meno appagante del cibo ricco e gustoso, perché l’impressione istintiva è alla base della qualità della vita, perciò l’alimento supremo per nutrirci sono le impressioni più raffinate.

Se pensiamo al gusto comprendiamo la differenza tra cibo buono e cibo cattivo, e la medesima impressione la sentiamo nel Ricordo di Sé quando assaporiamo il gusto sottile e inconfondibile del nostro Io che si ridesta. Secondo Gurdjieff, un momento di Ricordo di Sé offre a ogni cellula del corpo un’energia che non può essere fornita da nessun altro cibo, perché ricordando noi riceviamo lo Shock che riesce a risvegliare il Sé Reale.

Il ricordo fornisce l’alimento raffinato e tonico del Primo Shock Cosciente che si radica internamente diventando un tutt'uno con il Lavoro, e se dimentichiamo quel sapore dobbiamo ricercarlo. Perdiamo tempo in polemiche ridicole, nelle giustificazioni, nel vivere di teorie sul Lavoro senza fare concretamente nulla. Il Ricordo di Sé abolisce il pensiero per far sorgere la luce che rivela una percezione accentuata in cui tutto diventa molto vivido, perciò arriva più luce, più colore e sentiamo maggiori impressioni. Se l’organismo è occupato a registrare molti dati, il tempo diventa più leggero e scorre veloce e fluido, perciò la nostra vita diventa un dolce navigare.

Gurdjieff dice che le cellule del corpo possono avere una vitalità eccezionale quando ricevono il nutrimento contenuto nel Ricordo di Sé. Siamo abituati alla vita ipnotica di identificazioni inutili e di preoccupazioni per cose sciocche che crediamo importanti, ma che non portano a nulla. Stiamo a rimuginare sui torti e sulle vittorie che abbiamo o che vogliamo, perciò tutta la gran massa di impressioni negative che percepiamo impediscono il ricordo.

Quando affrontiamo le prove e le tensioni della vita non ci ricordiamo di noi, perciò dobbiamo confidare nella forza che viene da un’altra direzione e non dalla vita. Per ricordare dobbiamo uscire dalla meccanicità che ottunde e lasciare le comodità, perciò questo diventa doloroso. Ma il disagio iniziale serve per farci diventare malleabili e ricettivi agli influssi di qualità superiore delle meschinità dei “piccoli io” che occupano il nostro mondo interno.

Ouspensky dice che tutti ospitano piccoli esseri meschini che possono farci ammalare, perché quando ci identifichiamo con qualsiasi cosa subiamo il suo dominio. Tutto quello che ci assoggetta, ci domina. Ma la conoscenza della struttura del mondo interno elimina ciò che si oppone al nostro benessere, perché non vuole l’armonia che sorge in noi. Dobbiamo conoscere il processo della percezione e della separazione interiore per poter riconoscere la parte vera e la parte falsa che abbiamo, perciò sapremo la parte che ha buona volontà e la parte che ci boicotta.

Riceviamo le impressioni in diversi modi, infatti percepiamo con i sensi ma anche tramite il nostro Io, seppure l’impressione più elevata sia quella che proviamo quando avviene il risveglio dell’Io Reale. Questa percezione non può venire dal mondo esterno, però mentre essa sorge sentiamo che e impressioni esterne si fondono con l’essere e diventano una risonanza che si modula con l'accordo che viene emesso dall’Io che sta percependo.

L'impressione che arriva con il Ricordo di Sé è una percezione piena di bellezza, ma se l'impressione arriva negli strati degli io negativi, anche la cosa più meravigliosa diventa orrenda. Quando siamo nello stato negativo, tutto perde il suo sapore e il senso, perciò quando una cosa non ha più senso non può dare alcuna impressione. Allora la domanda principale diventa: “Con quale alimento scelgo di nutrirmi?”

Se siamo negativi ci nutriamo di impressioni sgradevoli e se siamo depressi ci nutriamo di cose tristi e deprimenti, ma questo pensare malsano inquina tutta la macchina umana. Se usiamo un cibo scadente la nostra vita riceve poca vitalità, perciò entriamo nella fase di entropia. Nello stato entropico non facciamo più nessuno scambio energetico, perciò tutto l’apparato rischia di crollare per esaurimento di forze.

Il Ricordo di Sé impedisce questo indebolimento dell'Io, perché diminuisce l’entropia e aumenta la forza di attrazione del nostro io e la capacità di sentire la vita interiore. L'identificazione indebolisce l'essere, perché gli impedisce di distinguere tra il Sé e la sua vita esterna. Il Ricordo di Sé aumenta la percezione dell'essere e il suo potenziale di reazione, perché l'essere ritrova la potente forza che gli proviene dai Centri Superiori.

Buona erranza
Sharatan

lunedì 29 aprile 2013

Un filo di seta



“Si dice: “Lui non si può trovare”. Qualcosa
che non si può trovare è ciò che desidero.”
(Rumi)

“Un uomo era incarcerato a vita all’ultimo piano di una torre. Sua moglie, che non poteva vivere senza di lui, decise di aiutarlo a fuggire. Prese uno scarabeo e, dopo aver legato con grande delicatezza un filo di seta all’insetto, ne bagnò le antenne con una goccia di miele. Poi lo depose ai piedi della torre, con le antenne rivolte verso l’alto. Desideroso di raggiungere il miele, l’insetto si arrampicò fino a raggiungere la finestra del prigioniero.

Questi, liberato lo scarabeo, tirò il filo di seta. All’altra estremità era legato un filo più robusto. A questo seguiva uno spago, e allo spago una cordicella, e alla cordicella era legata una solida fune, che l’uomo legò all’interno della cella e usò per calarsi dalla torre e fuggire via insieme alla moglie.

Certe grandi conoscenze si acuiscono a piccole dosi. L’immagine del forellino nella diga è una buona similitudine: all’inizio l’acqua si limita a gocciolare, poi il gocciolio si tramuta in un filo d’acqua che presto diventa un ruscelletto e, alla fine, un grande lago rimane asciutto.

A volte è necessario impegnarsi con pazienza in un’azione, o un lavoro minuzioso, senza affliggersi per la mancanza di risultati immediati. Pazienza! Una pazienza infinita, con la famiglia, con gli amici, con la realtà delle cose …” (Alejandro Jodorowsky - La risposta è la domanda - Mondatori)

mercoledì 24 aprile 2013

Cielo e Terra



“In verità vi dico: tutto quello che avrete legato
in terra verrà legato anche in cielo,
e tutto quello che avrete legato in cielo
verrà legato anche in terra. “
(Vangelo di Matteo 18,18)

Il grande maestro taoista Lao Tze dice che tutti gli opposti nascono insieme ed esistono agendo mutualmente, perciò quando afferma questa correlazione tra il cielo e la terra vuole rappresentare i due principi del maschile e del femminile che plasmano il mondo. Il taoismo afferma che i due poli, cioè il positivo e il negativo sono la base di tutti i processi di vita e dei fenomeni della natura.

Tra questi due estremi avviene una continua circolazione in cui si attuano degli scambi energetici, perché lo scambio viene permesso dalla natura oppositiva che è alla base della creazione. Nell’organismo umano il polo positivo viene rappresentato dall’intelletto e il polo negativo è rappresentato nel cuore, perciò la sintesi delle nostre opposizioni deve avvenire nelle nostre azioni.

Le nostre azioni sono sempre il frutto di ciò che pensiamo e dei sentimenti, perciò le azioni costruttive sono quelle che arrecano il massimo benessere. La “grande potenza dell’uomo, dice il maestro Aivanhov, è la conseguenza di un legame corretto tra la saggezza e l’amore.” Le azioni sono sempre figlie dell'intelletto e del cuore, perciò possono essere azioni sciocche o intelligenti, azioni cattive o buone e così via, ma questo è sempre in relazione al grado di evoluzione posseduto dall’individuo che pensa e che ama.

I medesimi casi della vita portano delle conseguenze di segno opposto, e questo lo vediamo accadere sia in natura che nella vita. Non appena entriamo in contatto con un cibo fisico o mentale subiamo dei processi nutritivi che ci mutano, perché su di noi agiscono le forze di cui ci nutriamo. L'azione di legare e sciogliere regola tutta l’attività dell’universo, poiché gli opposti sono le basi della realtà, come dice Lao Tze.

Legare e sciogliere si può intendere anche come l'analisi e la sintesi, cioè come delle attività in cui la sintesi lega assieme, e l'analisi scioglie e disperde. L’uomo sente il cuore che fonde le differenze per avere armonia, e la mente che scinde e separa per intendere meglio. Se la mente analizza separa, ma distrugge se usa la discussione e la polemica, poiché elimina ogni possibilità di riconciliazione futura.

Gurdjieff dice che la natura segue ovunque le medesime regole, perciò le leggi cosmiche vanno osservate a volte nel cosmo e altre volte nell’uomo. Alcuni fenomeni del mondo naturale si osservano meglio nella vita umana, mentre altre regole utili per l’uomo si osservano meglio nel mondo naturale, perciò entrambi vanno indagate osservando i risultati delle scienze fisiche.

Nell'arte orafa si usa la tecnica galvanoplastica scoperta dal fisico italiano Luigi Galvani che è usata per fare oggetti metallici che non possono essere lavorati in modo diverso. In questa tecnica viene usata una vasca con un bagno elettrolitico di una soluzione di sale metallico.

Nella vasca è immerso un polo positivo detto anodo, con un oggetto fatto dello stesso metallo disciolto nella soluzione salina, e al polo negativo del catodo è posto l’oggetto che si deve metallizzare. Usando un filo metallico si uniscono i due poli a una pila e si invia così nel circuito creato un flusso di corrente elettrica. Il flusso elettrico che circola tra anodo e catodo fa depositare il metallo sopra l’oggetto che deve metallizzarsi.

Il metallo presente nell'anodo si scioglie nella soluzione e si deposita sull'oggetto ma, contemporaneamente, rigenera la soluzione salina in cui circola. Il fenomeno galvanoplastico ha corrispondenza nel legame che esiste tra il nostro pianeta e il Sole, perché la Terra, è come un polo negativo che capta e si forma con gli influssi del Sole e degli altri pianeti. Anche gli astri diventano come un polo positivo che può fornire un certo tipo di influssi e di forze.

Tra la Terra e il Sole esiste una condizione che è simile a quella della galvanoplastica, infatti avviene lo stesso tipo di scambio. La Terra e il Sole vanno immaginati come due corpi che sono immersi nel fluido eterico cosmico che avvolge tutto. In tutto ciò che è immerso nella soluzione cosmica agisce una galvanoplastica che plasma quello che viene deposto, perché tutta la materia sente il flusso della forza cosmica.

I materiali contenuti nell'etere che circonda il pianeta e l’individuo si depositano attorno al seme e solidificano, ossia metallizzano una sostanza che formerà la polpa del frutto che racchiude il seme. I materiali penetrano nel seme facendolo crescere mentre l'energia cosmica scorre facendo crescere il seme, essa si rigenera per rinnovare la sostanza che permette lo scambio, perciò essa arricchisce mentre il seme diventa pianta.

Ogni seme immerso in terra attira dalla materia che lo circonda gli elementi necessari alla sua crescita, ma ciò che riceve è quello che corrisponde alla qualità della sua natura. Gli elementi che nutrono il seme lo plasmano con una certa qualità di materia. Avviene anche che, a seconda della forma usata, uno dei poli può determinare maggiormente la qualità. Perciò un polo può essere catodo o essere anodo a seconda del tipo di metallizzazione che vuole attuare, e tutto questo avviene sia simbolicamente che psicologicamente.

Secondo le dottrine spirituali, il Sole è l’Oro primordiale da cui discese tutto l’oro fisico che esiste in natura, perciò i metalli vengono rappresentati anche in astrologia. Infatti la Luna rappresenta l'argento, il pianeta Mercurio l’argento vivo, Venere il rame, Marte il ferro, Giove lo stagno e Saturno il piombo. Anche l’organismo umano possiede gli elettrodi, il seme e la soluzione salina che è necessaria per veicolare i metalli.

Il cervello è l’anodo di polo positivo, la soluzione salina è il sangue e l’idea è il seme che diventa catodo quando riceve la cura che circonda il feto che una madre fa crescere amorevolmente in grembo. Il sangue bagna tutti gli organo del corpo arrivando in tutte le cellule, perciò nel sangue circolano tutte le sostanze metalliche. L’anodo diventa la testa quando fornisce il solo metallo che sa rigenerare il sangue, ossia la sostanza metallica raffinata con il pensiero.

Il seme che è contenuto nelle idee può essere magnifico, ma se viene nutrito con il piombo dei più cupi pensieri non dobbiamo stupirci di venire ricoperti dalla cappa che soffoca. Un pensiero può diventare lo stampo che usiamo per incidere l’immagine di un futuro stupendo oppure orribile, perché i metalli del sangue corrispondono alla qualità dei pensieri.

I metalli mentali sono materiali che usiamo per plasmare la realtà, perciò un seme può nutrirsi e crescere usando un metallo vile oppure un metallo nobile, perciò ricordiamoci della galvanoplastica. La qualità di ciò che mettiamo nel sangue ci nutre e ci forma, perciò se usiamo il materiale delle azioni, delle idee e dei sentimenti più alti e nobili saremo capaci di superare ogni difficoltà e aspetto negativo.

Molte persone non credono che la vita mentale abbia fenomeni simili a quelli descritti, perciò il metallo deve essere inteso in senso fisico, simbolico e anche psicologico. L’oro è un metallo resistente alle ossidazione, perciò chi ha molto oro nel sangue è molto resistente alle malattie, mentre chi è povero interiormente ha poco oro nel sangue. L’oro interno attrae l’oro esterno, anche se molti sembrano poveri all'esterno ma possiedono molte ricchezze interiori.

Se vogliamo una vita di qualità dobbiamo usare i migliori materiali, perciò dobbiamo plasmare bene il materiale che usiamo se vogliamo costruire un futuro felice. Il legame che unisce il Sole e la Terra è lo stesso che unisce anche lo spirito e la materia, infatti noi uniamo i due in uno, come dice Lao Tse, quando unifichiamo Colui che desidera con l’Oggetto del desiderio.

Ma possiamo superare l'aspetto simbolico se sappiamo unificare i tre quando l’azione è il frutto consapevole di pensiero e sentimento: questa è l’unificazione che avviene tra mente, cuore e spirito. Se tra il catodo dell’Amore e l’anodo della Saggezza entra in circolo l'energia divina che fluisce nel cosmo, entra in gioco la terza forza ossia il fattore che governa i tutti i rapporti che esistono tra Cielo e Terra.

Buona erranza
Sharatan


sabato 20 aprile 2013

L'incrocio di tendenze opposte



"Gli occhi dei miei occhi sono aperti"
(E. E. Cummings)

Nella Bibbia si narra che Abramo partì da Ur dei Caldei per cercare un destino migliore, infatti il Signore venne e gli disse che altrove avrebbe trovato un destino più grande e che lo avrebbe benedetto con la sua protezione. Nel corso del suo viaggio, Abramo conobbe il re di Salem, Melchisedek, il grande sacerdote di Dio Altissimo che lo accolse benevolmente e gli offrì il pane e il vino ossia la verità che nutre e la verità che inebria.

Secondo il maestro Aivanhov, questo racconto biblico rivela che Abramo ebbe il privilegio di avere la spiegazione di due grandi segreti, infatti il re sacerdote Melchisedek gli rivelò che la natura è creata e governata con due poli opposti, e che queste opposte tendenze originarie lavorano in armonia, pur sembrando apparentemente diverse.

I due opposti a cui il racconto biblico allude sono quelli che riguardano l’esistenza del polo passivo-femminile e del polo attivo-maschile come poli estremi entro cui si dispiega ogni processo del flusso di vita. La medesima cosa avviene nel rapporto che intercorre tra il plesso solare e il nostro cervello, perciò dobbiamo pensare il plesso solare come una madre che nutre con ricchezza eccezionale.

Il cervello va pensato come un figlio che ragiona e trafigge la realtà con il dardo della comprensione, infatti la mente ha il fulmine della dinamicità. Gli indù pongono anatomicamente Shiva nel cervello, ma Shiva è il principio maschile che esprime l’aspetto più dinamico e distruttore. Il cervello è l’organo creato per penetrare oltre l’illusione, e questo concetto viene espresso nel simbolo del lingam di Shiva. Ma perché si mette in evidenza l’aspetto distruttore del cervello?

Il cervello può fare molte cose perché è un organo duttile e dinamico, però per comprendere deve sezionare e frantumare i fenomeni che analizza, e quando si seziona si corre il rischio di moltiplicare i riflessi di Maya. L’attività del pensiero disperde molte risorse, infatti il cervello deve avere delle costanti ricariche energetiche, ma il cervello è anche lo schermo che riflette l’energia inviata dal plesso solare.

Se usiamo un paragone cinematografico, dice il maestro Aivanhov, il principio maschile va pensato come l’operatore che proietta delle immagini, e lo schermo che le riceve è il principio femminile ossia la materia su cui lo spirito proietta le sue energie e le sue forze. La materia non è la sede dello spirito, infatti se lo spirito non inviasse tutta la forza energetica che ha accumulato, travasandola nella materia, tutto quello che esiste cesserebbe di essere.

Lo spirito agisce sulla materia esprimendosi tramite di essa, poiché la materia di sua natura è inerte e non possiede alcun movimento spontaneo: la materia è come uno schermo su cui è proiettato ciò che la materia riesce ad esprimere. La materia è il supporto di cui lo spirito si serve, ma è anche il flacone in cui viene accumulata la quintessenza che è lo spirito stesso, infatti se lo spirito non fosse chiuso e limitato nella materia ritornerebbe alla sua fonte originale.

Lo spirito è una sostanza troppo volatile, per questo deve essere imprigionato per essere trattenuto, infatti si dice che la materia imprigiona lo spirito. Osservando i fenomeni della natura vediamo che i principi del maschile e del femminile sono intrecciati alla base di tutti i fenomeni, ma andrebbe analizzato meglio il mistero dell'intreccio di questi influssi.

Il maestro Aivanhov insegna che, alzando il livello dell'osservazione vediamo che quello che è femminile diventa poi maschile, e progressivamente questo scambio avviene a ogni innalzamento di livello progressivo. Se vediamo l'organismo umano vediamo un corpo fisico che possiede un genere che è maschile o femminile, ma se vediamo il livelo eterico vediamo che quel corpo diventa del sesso opposto. In virtù di questo scambio, una donna possiede un corpo eterico che è di sesso maschile e l'uomo possiede un corpo eterico che è di sesso femminile.

Questo incrocio è alla base delle concezioni tantriche, infatti l'incrocio e il senso dell'inversione è analizzato molto bene nella filosofia indù, in cui si dice che la forza kundalini è una forza femminile ma si dice anche che è una forza attiva e dinamica. La donna deve essere passiva come la materia che deve essere molto adattabile. Il principio maschile è rappresentato da Shiva che resta immobile nel cervello in attesa dell'ascesa di kundalini che sale per unirsi nel legame tantrico.

Ma perché esistono tante inversioni di segno e perché avviene lo scambio? Secondo il maestro Aivanhov, avviene che nel piano fisico vediamo la donna come un essere che deve restare passiva e immobile, mentre l'uomo deve essere molto attivo e dinamico. Sul piano astrale deve avvenire una compensazione che si ottiene con la sperimentazione della condizione contraria, perciò l'uomo diventa ricettivo come una donna e la donna diventa attiva e dinamica come un uomo.

Nel livello più alto, cioè a livello mentale, la donna deve diventare di nuovo ricettiva, mentre l'uomo deve tornare ad essere attivo, ma salendo sempre più avvengono altri incroci. In ogni attività c’è bisogno di conciliare l'incrocio di tendenze opposte, perciò lo scambio energetico tra il plesso solare e il cervello va pensato come il punto in cui dobbiamo avere l'unione armoniosa tra spirito e materia.

Se esiste questa armonia vediamo che il cervello riesce ad esprimere tutte le ricchezze e tutte le virtù che il plesso solare possiede per averle accumulate nel corso delle sue varie incarnazioni. Il plesso solare conserva nei suoi archivi tutte le informazioni che riguardano il passato più remoto, ma è compito del cervello il fatto di riuscire ad esprimerle pienamente.

Il cervello è lo strumento che è stato incaricato di esprimere tutto ciò che viene conservato nello strato più profondo del nostro essere. I grandi iniziati dell'India cioè i rishi, possedevano questa conoscenza, infatti collocarono la divinità della creazione, Brahma, nel luogo più profondo delle viscere, cioè nel plesso solare.

Il Dio Creatore è il Dio più potente e rappresenta la divinità da cui tutti gli altri dei dipendono, perciò il posto che gli viene attribuito è sempre quello che possiede la maggiore importanza. Visnù è collocato nel cuore e nei polmoni mentre Shiva domina le attività del cervello. Forse Brahma non esprime il principio femminile nel modo che noi immaginiamo, perché Egli esprime assieme le caratteristiche dello spirito e della materia, ma l'induismo non ha risolto il quesito di spiegare meglio il concetto.

Per ciò che riguarda lo scambio tra plesso solare e cervello vediamo che la sostanza bianca del plesso comunica con quella grigia del cervello, e la grigia del plesso con la bianca del cervello, e lo scambio avviene nel collo. Nella zona delle vertebre cervicali ci sono gli incroci nervosi che mostrano l'importanza di questa zona. Anche il fatto che la parte destra del corpo è governata dalla sinistra del cervello dimostra lo scambio di cui si dice.

L'insegnamento esoterico afferma che i chiaroveggenti e gli antichi iniziati conoscevano bene la struttura occulta dell'uomo, perciò usavano la meditazione per accedere alla quintessenza che è depositata al nostro interno. Ma cos'è la quintessenza che cerchiamo disperatamente? La quintessenza è la nostra quinta sostanza ossia è il quinto elemento che sottintende e che impregna tutti gli elementi che vivono in noi, perciò è l'elemento che unisce la terra, l'acqua, l'aria e il fuoco interni.

Buona erranza
Sharatan


martedì 16 aprile 2013

Sentire con il cuore



“Non si vede bene che con il cuore.”
(Antoine de Saint-Exupéry)

Il maestro Omraam Mikhael Aivanhov dice che gli uomini hanno due tipi diversi di intelligenza, infatti c’è l’intelligenza che viene dal cervello e quella che viene dal cuore. Nei passi in cui i Vangeli dicono che il cuore è l’organo della comprensione non si riferiscono all’organo che batte nel petto e fa scorrere il sangue, infatti il cuore dotato di vita spirituale a cui si allude è il plesso solare.

I maestri dicono che nel plesso solare si sentono e comprendono le grandi verità cosmiche, perché l’intelligenza del cervello ci permette di imparare, scrivere, parlare e agire, ma il cervello non conosce altre cose. Il livello di sviluppo della 5° razza post-atlantica, che è quella attuale, ha prodotto un prototipo umano dotato di un cervello fisico che non è sufficiente per avere una completa comprensione.

Gli uomini comprendono le cose soltanto se le sperimentano di persona, perché così tutto il loro essere viene coinvolto nella sua totalità. Allo stato evolutivo attuale, dice il maestro Aivanhov, alcune funzioni vengono svolte da organi diversi, infatti il plesso solare regola la respirazione, l’eliminazione, la circolazione e la crescita, mentre il cervello serve per aver coscienza della nostra individualità.

Il plesso solare ci fa entrare in relazione con la vita del cosmo e con le sue energie. Il cervello non è ancora del tutto evoluto, perché questo organo è ancora immaturo e dovrà avere un’ulteriore evoluzione futura. L’origine del plesso solare è molto antica, poi il plesso ha creato il cervello e ancora oggi si occupa di accudirlo e nutrirlo, perciò si dice che il cervello è figlio del plesso solare.

Il plesso solare è descritto come un cervello rovesciato, perché in esso la materia grigia è verso l’interno e quella bianca è verso l’esterno, mentre nel cervello la materia grigia è esterna e quella bianca è interna. La materia grigia è la materia che ci permette di pensare, mentre quella bianca ci permette di attivare una sensibilità interna molto profonda.

Il fatto che la sua materia bianca sia all’esterno dimostra che il plesso solare deve percepire velocemente quello che avviene nel corpo per ristabilire subito l’equilibrio. Il cervello non ha pari velocità di percezione, infatti si attiva solo quando l’organismo è obbligato a reagire e la reazione può essere anche molto tardiva.

Il cervello si muove molto velocemente quando deve associare e ragionare, invece il plesso solare deve mantenere il corpo in equilibrio e può usare infinite capacità curative provenienti dalla sua percezione profonda del corpo. Il cervello è un organo recente sia negli animali che negli esseri umani, ma il rapporto tra la quantità di materia e qualità di performance dimostra che l’uomo usa il suo cervello peggio di quanto facciamo gli animali.

Le nostre capacità cerebrali saranno migliori, ma oggi lo studio della vita delle formiche dimostra che il loro cervello ha un’organizzazione e una ottimizzazione migliore di quella umana. A causa di queste ragioni, il nostro cuore spirituale fu collocato nel plesso solare e nel centro hara, ma noi non sappiamo che il plesso solare possiede delle straordinarie capacità percettive e curative, perciò sfruttiamo sempre e solo il cervello per tutte le nostre attività.

Usiamo il cervello per accudire a tutte le azioni del vivere, ma questo organo troppo poco strutturato non riesce a gestire tutte le tensioni che subisce, perciò va in sovraccarico di tensione. Dovremmo imparare a dividere meglio l'impegno distribuendo equamente la fatica tra il plesso solare e il cervello per costruire un organismo più resistente alla fatica, infatti il plesso solare usa una riserva di energia che è inesauribile.

La suddivisione del lavoro tra i due organi è definita in base alla parte che deve attivarsi, perciò il distretto corporeo superiore al punto vita va rapportato al cervello e il distretto corporeo inferiore va subordinato al controllo del plesso solare. Questa regola insegna che troviamo l’equilibrio se suddividiamo la fatica tra i due, perché il cervello lavora se riceve una continua ricarica energetica, ma non la può avere se il plesso solare è bloccato.

Uno squilibrio di flussi energetici tra i due organi produce il male di molti che hanno i nervi a pezzi e la salute malandata per non avere usato bene le loro funzioni. I trattati di alchimia narrano di un’essenza meravigliosa che può donare la salute, l'intelligenza, la bellezza e la sapienza, e dicono che tutti gli esseri sanno distillarla. Quei testi dicono che le piante, gli animali e gli uomini producono continuamente una linfa o un prana vitale da cui potranno distillare l’elisir di vita che altri chiamano magnetismo.

L’essenza di vita viene estratta mentre mangiamo, respiriamo e pensiamo, le piante la traggono dal suolo, dall’aria e dal sole con cui preparano la loro linfa, mentre l’uomo la produce mentre assorbe la qualità del suo ambiente. Il plesso solare è l’ampolla in cui viene accumulata, infatti il plesso solare è il luogo in cui conserviamo la nostra scorta di forze vitali.

Per questo motivo quando siamo inquieti, scontenti o infelici sentiamo contratto il plesso solare, e quando tutte le tensioni si dissolvono sentiamo la felicità del rilassamento del plesso solare. Questa percezione di benessere è paragonata da Gesù, nei testi evangelici, alla percezione di uno sgorgare di “acqua viva” dal cuore spirituale.

Buona erranza
Sharatan

domenica 14 aprile 2013

Satori



Un vecchio maestro zen, un giorno d'inverno, in un tempio di montagna, si rivolse al suo discepolo: "Ho molto freddo. Per favore, riattizza il fuoco." Il discepolo osservò: "Ora non c'è più nessun bagliore, il fuoco è morto. Nel camino non c'è altro che cenere."

Il maestro si avvicinò, rimestò la cenere con le dita e, solo in fondo, trovò una piccola brace rossa. Il maestro si rivolse al discepolo e gliela indicò: "Guarda qui, vedi, qui c'è una piccola luce." La rianimò soffiandoci sopra e la fiamma riemerse vivace. Allora il discepolo raggiunse il satori. (Taisen Deshimaru)



giovedì 11 aprile 2013

L’attitudine della mente



“Prendete il sentiero lieve.”
(George Herbert)

“Le emozioni o i ricordi difficili sono problemi solo se non avete metodi per trasformarli. Se non rammentate o non applicate questi metodi di trasformazione del pensiero, le emozioni e i ricordi difficili portano soltanto sofferenza. Tuttavia, se utilizzate gli strumenti giusti, gli strumenti della trasformazione del pensiero, più queste situazioni si presentano più potete praticare! Non è meraviglioso?

È realmente possibile trasformare tutta la nostra vita e tutta la nostra mente nell’essenza stessa del Dharma. Ogni volta che vi trovate di fronte a un problema, pensate: ”Sto vivendo questo problema nell’interesse di tutti gli altri esseri. Invece che lasciare che innumerevoli altre persone ne soffrano, io solo prenderò su di me tutti questi problemi, così che tutti gli altri possano esserne liberi.” Questa attitudine mentale mette fine al problema purificandone la causa, che è sempre all’interno della nostra mente.

Vivere in questo modo i problemi mantiene la mente felice ed è d’aiuto agli altri, e quando il vostro problema aiuta gli altri, ovviamente, aiuta anche voi. Tutto dipende da come usate la vostra mente. Quando siete molto avviliti, veramente depressi, quando il vostro partner vi ha lasciato, quando avete perso il lavoro, è il momento di combattere il vostro vero nemico: le afflizioni mentali.

Pensate: ”Ora è il tempo di dichiarare battaglia, di entrare in guerra con le emozioni del samsara. Il samsara non ha mai portato alcuna reale felicità e adesso è il momento di comprenderlo.” Così facendo dichiarate guerra al vostro nemico interiore, procedete alla conquista dell’avversario che vi ha sconfitto per infinite rinascite samsariche, da un tempo senza inizio. Tutti gli altri nemici apparenti non possono durare a lungo, una volta che il nemico interiore è stato sconfitto.

Mettere se stessi al primo posto è la porta di tutti gli ostacoli. Avere altruisticamente a cuore gli altri, anche un solo essere, è la porta della felicità. Visto che non possiamo evitare l’esperienza della malattia, perché non affrontarla con il pensiero di essere di aiuto agli altri? Visto che facciamo l’esperienza della perdita, perché non affrontarla con il pensiero di essere di aiuto agli altri?

Visto che i problemi delle relazioni sono inevitabili, perché non affrontarla con il pensiero di essere di aiuto agli altri? Visto che dobbiamo fare l’esperienza della morte, perché non sperimentare anche la morte con il pensiero di essere di aiuto agli altri? Potrebbe la vita essere più felice o più carica di significato?

Quando affrontate uno stato negativo, perfino la depressione, per gli altri, per gli innumerevoli esseri che soffrono ovunque, quello stato diventa per voi il sentiero per raggiungere l’illuminazione. Anche la depressione può diventare la gemma che soddisfa tutti i desideri, la più preziosa di tutte, quella che appaga i vostri desideri di felicità e di quelli di tutti gli esseri.

Trasformate tutte le condizioni indesiderabili assumendovi volentieri tutte le difficoltà. Gli altri non possono vedere la vostra mente, quello che vedono è la manifestazione esterna della vostra attitudine nelle azioni del corpo e nella parola. Praticate ogni giorno con l’attitudine del bodhisattva; fate che le vostre azioni fisiche e le parole esprimano la vostra aspirazione a offrire la felicità ultima a tutti gli esseri.

Non turbatevi quando ascoltate i problemi degli altri: le nostre orecchie sono fatte per questo. I problemi sono come gli orecchini: appunto, ornamenti per l’orecchio! Anche se ascoltassimo gli insegnamenti trasmessi da tutti i buddha in ogni spazio e tempo, finché non cambiamo atteggiamento interiore, niente ci aiuterà a far sorgere la comprensione nella nostra mente.

Se non trasformiamo la nostra attitudine, non saremo mai veramente felici, non saremo mai liberi. Ecco perché, nonostante ci siano innumerevoli buddha e bodhisattva che lavorano costantemente e indefessamente, così tanti esseri soffrono ancora. Non è che gli esseri santi non ci aiutano, è che da parte nostra non abbiamo cercato di cambiare attitudine. Se fossimo solo nelle mani dei buddha e dei bodhisattva (come peraltro in quelle di Dio), adesso non ci sarebbero più esseri che soffrono.

Ma, in realtà, essere liberi dalla sofferenza dipende da noi e dagli esseri santi. I buddha ed i bodhisattva sono paragonabili a dottori e i loro insegnamenti a medicine. Come nel caso di una malattia fisica, anche se abbiamo un medico bravissimo che sa tutto della nostra malattia e del suo trattamento e che può sicuramente curarci, se non ci impegniamo a seguire i suoi consigli e non guariamo, la colpa non è del medico!

Se quando siamo malati non ascoltiamo il dottore, lui che cosa ci può fare? Niente. Questo è un punto molto importante da comprendere e ricordare. Per risolvere i problemi nella nostra vita dobbiamo aprire il cuore agli altri. Per quante siano le difficoltà e per quanto possono essere pesanti, accogliendole per gli altri, trasformiamo la nostra vita. Lo sviluppo mentale di una persona può influenzare l’ambiente, lo può trasformare.

Prendete per esempio Lama Yeshe, il mio maestro. Lama Yeshe vedeva tutti come esseri molto gentili. Ho notato di persona che, grazie al suo cuore buono, anche le persone intorno a lui diventavano gentili e buone. Stare vicino a Lama Yeshe trasformava la mente degli altri o, potremmo dire, benediceva la mente degli altri. L’attitudine della mente dell’altro veniva trasformata da negativa a positiva, e una mente egoista diventava una mente gentile.

Dovete osservare la vostra attitudine tutto il tempo, ventiquattr’ore al giorno. Fare solo quello che vuole la mente, credere a tutto quello che dice è molto pericoloso, e di solito è quello che vogliono le afflizioni mentali e non quello che vuole il bodhisattva. Non sottovalutate il potere dell’attitudine! (Lama Zopa Rinpoche, Il cammino della felicità, Mondatori)