venerdì 20 novembre 2009

Il ritorno della Moretta tabaccata


In questi giorni due notizie mi hanno fatto riflettere. La prima riguarda gli abusi che stiamo facendo alla nostra terra malata, che ci risponde ricordandoci che ciò che viene seminato è il futuro frutto del nostro raccolto, per cui l’enorme massa di veleni che stiamo scaricando rischia oggi di far scomparire per sempre alcune preziose specie animali. Il dramma è che l’essere umano, mancando di ogni comprensione delle dinamiche della natura, dei ritmi naturali delle cose e delle forzature a cui l’ambiente può resistere è riuscito ad inquinare e rendere impossibile la vita per specie animali che non sopportano più l’inquinamento industriale e chimico con cui noi avveleniamo i nostri organismi.

L’allarme arriva da una zona collocata tra la Cordigliera delle Ande e il Cile, una zona caratterizzata da uno sfrenato sfruttamento di quelle terre, con la presenza di miniere a cielo aperto da cui si estraggono a ciclo continuo enormi quantità di oro argento e rame. Per avere i metalli preziose, in queste zone si rilasciano delle impressionanti quantità di mercurio e di cianuro, dei velenosi metalli che vengono utilizzati per l’estrazione di preziosi metalli.

In queste zone sono spaventosamente aumentate le malattie collegate all’inquinamento industriale e i decessi degli abitanti, e sono in crescente aumento le malformazioni fetali e neonatali dei figli che nascono da quelle popolazioni. Anche la contaminazione antropologica e culturale ha raggiunto un livello di allarme, perché la stessa produzione agricola della regione è ormai fortemente compromessa dall’uso di soia industriale che ha soppiantato completamente il ciclo agricolo che era consuetudinario di quelle culture.

La crescente desertificazione di qulle zone è causata dal disboscamento forestale che viene praticato per conquistare sempre crescenti zone per lo sfruttamento agricolo intensivo basato sulla distruzione delle biodiversità. Ad essa si unisce una cronica mancanza di acqua sufficiente per tutti, accellerata dal crescente inaridimento dei terreni, non più protetti dalla presenza di alberi ombrosi. Leggo che in queste zone sono scomparsi i rospi, le serpi e le api, insieme ad altri animali apparentemente minuscoli e privi forse di attrattive e utilità. Utilità ne avranno mai le api se sono deputate non solo a produrre dell’ottimo miele, ma anche in un dimenticato ruolo di animali impollinatori?

Per coloro che forse dimenticano le favolette, ricordiamo invece le apine dell’infanzia con le loro zampette pelose che, mentre rubano il nettare dai fiori in realtà stanno già iniziato a ricompensare quel loro furto innocente e si macchiano del polline che sarà depositato poi su altre piante. Dimentichiamo forse che l’impollinazione è la forma scelta dalla natura per continuare il suo corso con lo sviluppo di nuove forme di vita vegetale?

Anche se lo dimentichiamo, delle intere catene biologiche potrebbero essere sovvertite quando la specie che viene minacciata è collocata in un punto strategico della catena: le api lo sono, come lo sono i ripugnanti rospi e come lo sono le viscide serpi, poiché sono degli animali che vanno a nutrirsi di parassiti, riuscendo così a limitarne il numero e l’incontrollata proliferazione. Ma questo, anche se a noi questi esseri appaiono piccoli e insignificanti, non viene dimenticato dalla madre Terra che sta lentamente chiedendoci il pegno per la colpa delle nostre volontarie amnesie.

Una seconda notizia mi ha invece consolato, perché dal lago Trasimeno viene la segnalazione di un eccezionale avvistamento unico a livello nazionale, di una rara anatra tuffatrice, la Moretta tabaccata. Dal sito della Provincia di Perugia leggo che alcune centinaia di esemplari uniti in branco, sono stati ripetutamente avvistati sul lago Trasimeno da Francesco Velatta, lo zoologo dell’Ufficio Parchi della Provincia di Perugia, e da Mario Muzzatti, l’ornitologo dell’Oasi naturalistica “La Valle” che collabora con la Provincia.

Io non lo sapevo, ma la Moretta tabaccata a livello europeo è classificata come SPEC 1, cioè come una specie che è minacciata in tutto il suo areale mondiale, e la cui sopravvivenza dipenderà dal successo delle misure che prenderemo per la sua conservazione. Se dovesse essere conosciuta, si dovrebbe sapere che la Moretta tabaccata è una specie strettamente legata all'ambiente acquatico, d'indole piuttosto solitaria, e con una scarsa tendenza al gregarismo. Si accorpa ai suoi simili solo per necessità, e solo nella brutta stagione, quando si concentra in gruppi anche numerosi, nelle località che considera più idonee ad accoglierla: preferisce acque poco profonde ricche di vegetazione emergente e costiera.

La principale causa del decremento della specie in Europa e nel Nord Africa è rappresentato dalla scomparsa delle aree umide adatte ad accoglierla, perchè il drenaggio e la bonifica di tali territori vengono considerati i veri responsabili della scomparsa di numerose popolazioni di questa specie avicola. Dalle rilevazioni degli studiosi perugini, apprendo che la Moretta tabaccata è presente con regolarità nella zona del lago Trasimeno dal 1993, con osservazioni più frequenti in settembre-ottobre. A partire dal 2000, è stata segnalata con continuità nella zona della Valle anche durante la stagione riproduttiva con non meno di 2-3 coppie nidificanti accertate.

Il contingente che si fermava in zona per svernare, e che era inizialmente limitato a pochi individui, nel tempo ha conosciuto una decisa crescita a cominciare dal 2002, fino a toccare quasi 300 individui nel gennaio 2008. Mai come nei primi giorni di questo novembre, erano state però registrate delle concentrazioni così importanti, assolutamente uniche a livello nazionale. Secondo le informazioni diffuse dalla Provincia perugina per avere un’idea dell’eccezionalità dell’evento, si consideri che, secondo i criteri della Convenzione di Ramsar, la soglia a partire dalla quale una zona umida viene considerata di importanza internazionale per la conservazione della specie è di appena 100 individui, cioè 1/6 di quanti se ne contano in questo periodo sul Trasimeno, che assommano a 620 individui e che sono un numero assolutamente entusiasmante!

Nel prossimo mese di gennaio 2010 saranno svolti, come di consueto, i censimenti degli uccelli acquatici svernanti, nell’ambito dell’iniziativa International Waterbird Census, e ciò permetterà di capire se il grande branco avvistato è solo di passaggio o rimarrà al Trasimeno anche per lo svernamento. Il ritorno della Moretta è ancor più eccezionale perché l'Italia non è un importante sito di svernamento, infatti la Moretta tabaccata si riproduce da noi in numero molto esiguo, con un totale di non più di 25-50 coppie, sparse in non più di 10 località.

Anche nel nostro paese, negli ultimi 50 anni, la specie ha abbandonato molti dei siti storici di riproduzione, che molto raramente sono stati in seguito ricolonizzati. I siti dove si riproduce con più regolarità sono lungo la costa adriatica dell’Emilia-Romagna e alle Foci del Simeto in Sicilia: per ricomparire la Moretta tabaccata, non solo sceglie un luogo insolito di nidificazione, ma lo fa anche con un numero così elevato di individui, da farci sperare per la sua sopravvivenza.
Buona erranza
Sharatan

2 commenti:

Aria ha detto...

molto interessante il tuo blog, qualche volta verrò a visitarti.

Sharatan ain al Rami ha detto...

Sarò felice delle tue visite.
Un caro abbraccio