mercoledì 4 novembre 2009

Siate come bambini


Tutte le vie che ci portano al cielo sono giuste però sarebbe opportuno seguirne una alla volta, poiché ogni sentiero di crescita richiede l’assunzione di un punto di vista particolare e offre dei panorami diversi. Accade che i sentieri si possono incrociare e allora possiamo anche cambiare la nostra strada, però c’è sempre un lungo tratto di strada che va percorso fino in fondo e con costanza.

Molte persone invece pensano di poter saltellare tra le vie e le pratiche senza concedersi il tempo di mettere a punto con serietà il suo livello evolutivo, come solo una pratica e una determinazione costanti possono offrire. Questo diritto di cambiare opinione che il libero arbitrio ci concede, dovrebbe essere sempre attuato con la massima consapevolezza, perché potrebbe nascondere una fuga vigliacca piuttosto che una scelta evolutiva: potrebbe essere una fuga vigliacca dalla nostra trasformazione.

Sebbene sia difficile da comprendere, ogni sentiero è utile per l’evoluzione, ma solo se viene scelto con il giusto intento, cioè con un intimo e profondo sentimento attrattivo verso di esso. E’ poi anche vero che ogni buona pratica evolutiva se lungamente attuata, e se seguita con la massima dedizione, darà sicuramente dei frutti: come un seme che viene amorosamente annaffiato e che quindi germoglia.

Nella pratica di spiritualità i frutti che si ottengono sono sempre degli atti di profonda trasformazione, sono sempre operazioni alchemiche attuate sulla struttura della nostra anima, perciò quando il nostro frutto è maturo non può che manifestarsi; questa è la trasformazione alchemica che chiediamo alle pratiche ed è quella che loro ci portano come frutto dell'intento. Allora nasce la paura per il salto nel buio, il terrore di affrontare la terra incognita, il regno di nessuno.

Questo è il vecchio gioco dell’umanità che viene dominata con la paura, perché l’evoluzione maggiore ci comporta anche un maggiore carico di responsabilità perciò provoca la paura che ci spinge a cambiare il nostro sentiero. Piuttosto che cambiare noi stessi preferiamo cambiare il cammino dicendo che quello vecchio non faceva per noi e che dobbiamo trovarne uno più efficace.

A volte dimentichiamo che ognuno di noi, in ogni momento della vita, può cogliere solo quello che è preparato per ricevere, e ciò che è pronto a recepire. Molte idee e molte concezioni vengono ritenute offensive provocazioni intellettuali, e per accettare le provocazioni intellettuali è necessario avere la scaltrezza della volpe: la mente per sua stessa natura… mente, perciò dice solo scemate, ma sono scaltrezze di una che conosciamo bene, quindi abbiamo gli strumenti adatti per “tanarla” sebbene utilizzi menzogne molto credibili.

Lei cercherà di farci credere che un certo sentiero sia sbagliato, e che una certa pratica non sia fruttuosa, anzi ci spingerà a vedere le cose che credevamo vere come folli e bizzarre. Ma forse dovremmo chiederci se una provocazione intellettuale che ci mette alla prova non sia, piuttosto, una cosa da recepire e fare entrare in noi stessi, perché solo quando l’avremo profondamente elaborata potremmo capire se essa potrà esserci utile.

Molto spesso non riflettiamo a sufficienza sulle sincronicità della vita, perciò non ci accorgiamo che il solo fatto di avere incontrato un messaggio, un libro o una persona sul nostro cammino, è la prova evidente che essi sono per noi necessari, che essi ci offrono un messaggio che siamo in grado di recepire.

E’ vero anche che corriamo sempre il rischio segnalato dall’aforisma zen, cioè di divenire lo stolto che non guarda la luna ma fissa il dito che la indica, ma sarà sufficiente avere una mente aperta e recettiva per riuscire a smascherare tutti gli inganni della mente: sarà meraviglioso imparare ad affamare la nostra mente per nutrire il nostro vero essere.

Ma come fare per capire se è la strada che è sbagliata, o se è la mente a non essere pronta? Viene detto che il criterio migliore sia quello di valutare se la via che pratichiamo ci renda felici, è così evidente! Noi sappiamo se gli insegnamenti che ci vengono impartiti ci rendono più felici, se la nostra pratica ci fa sentire liberi, se stiamo meglio con noi stessi, se sappiamo rendere felici coloro che ci incontrano.

La verità è un concetto relativo, ma è anche vero che noi sappiamo a quale verità siamo più affini, quale verità ci corrisponde, quale risuona nelle nostre viscere, quale ci corrisponde fino in fondo perché assonante alla nostra essenza.

Perciò credo che percorriamo vie giuste ogni volta che questi percorsi sono le nostre vie di verità, cioè per la verità che è vera per il nostro cuore. Vedere con la mente ed ascoltare con il cuore, questo è il criterio che va seguito sempre e costantemente, ma poi percorriamo la nostra strada fino in fondo. D’altro lato, una via che non si segue con il cuore che via potrebbe mai essere?

Allora se una persona o un insegnamento sono percepiti come veri e giusti dobbiamo usare tutto il nostro desiderio e la nostra costanza per onorarli, ma se vengono sentiti come non giusti allora dobbiamo allontanarli velocemente.

Non dobbiamo mai accettare una cosa o una persona che sentiamo come inutile, perché siamo sempre responsabili degli insegnamenti che accettiamo, perciò è dannoso accettare quello che non ci fa crescere o che ci rende infelici, rifuggiamo da ogni infelicità perché anche questa la paghiamo ad alto prezzo.

I percorsi spirituali non sono adatti per coloro che vogliono vivere sul sicuro e non offrono alcun riflettore o palcoscenico di celebrità nella commedia della vita. In questi sentieri piuttosto si pratica una via di ineffabile silenziosità, perché Dio è ineffabile silenzio oppure, se lo ami teneramente, può chiedergli di renderti un fanciullo impertinente.

Nella via che conduce ad una comprensione spirituale superiore, dicono tutte le antiche sapienze, qualcuno è impazzito oppure è diventato un ebbro d’amore e un intossicato di Dio.

Gesù ci invita invece a diventare come fanciulli, perché di loro è il Regno dei cieli, perché il cuore dei bambini è aperto all’amore, perché i bambini accettano tutti incondizionatamente, perché essi amano giocare con le persone e non entrare in conflitto, perché sono solidali e amano la concordia, perché essi non giudicano mai e amano incondizionatamente.

Un amore innocente ed incondizionato ci apre il regno dei cieli ma anche il cuore delle persone, perciò impariamo ad essere come bambini e capiremo anche le verità superiori.

Buona erranza
Sharatan


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