mercoledì 12 maggio 2010

Evolvendo sulla Scala dell’Ottava


“Noi non siamo i soli ad essere vivi.
Se è viva una parte, è vivo il tutto.
L’universo è come una catena,
e la Terra è un anello di questa catena.
Dove c’è movimento c’è vita.”

(Georges Ivanovic Gurdjieff)


Secondo Gurdjieff l’uomo dovrebbe studiare parallelamente sia l’universo che se stesso, poiché i due contesti sono governati dalle stesse leggi, così che la spiegazione di un sistema aiuta a comprendere anche la struttura dell’altro: è lo studio parallelo che aiuta a comprendere l’intima unità dell’universo inferiore al superiore. Il motto cabalistico “Così in alto, così in basso” esprime il concetto di analogia tra Macrocosmo e microcosmo, poiché essi sono organizzati con identiche forze e con leggi che è utile conoscere.

La prima legge dell’universo è la Legge del Tre o di Tri-Unità con cui s’impone che, in tutti i mondi creati, esista la necessità di un’azione simultanea di tre forze: attiva, passiva e neutralizzante, con cui si ricreano gli equilibri che vengono perturbati. Una seconda legge che è la Legge del Sette o Legge dell’Ottava, insegna il funzionamento delle vibrazioni di cui è costituita ogni tipo di materia, aldilà dell’aspetto e della densità della stessa.

Le vibrazioni della materia non sono continue e seguono scale ascendenti e discendenti, perciò le particelle hanno differenti velocità di propagazione e si sviluppano alternando fasi veloci a fasi più lente. Seppure la forza d’impulso iniziale possa essere stata uniforme, successivamente, il moto si è differenziato finché le vibrazioni non hanno più obbedito all’impulso originario, e hanno iniziato a rallentare o ad accellerare il loro corso ascendente o discendente, producendo con una fase di transizione, che è inerte.

Dopo il rallentamento in ascesa o in discesa, le particelle riprendono il loro corso fino ad un nuovo ciclo di moto irregolare e una nuova pausa d’arresto con lo sviluppo d’inerzia. Ora dovremmo sapere che i periodi di inerzia non sono uguali, e che anche i periodi di rallentamento non sono simmetrici perché uno è sempre più lungo e l’altro più corto infatti, se le vibrazioni sono crescenti la frequenza raddoppia e, nel rallentare avviene una deviazione dalla direzione originaria impressa all‘origine.

Nella sapienza antica si credeva nella Legge del Sette infatti, nel periodo in cui le vibrazioni si raddoppiano si dividono in 8 scalini diversi corrispondenti al tasso di progressione delle vibrazioni, seguite da un ottavo gradino, che ripete il primo con il raddoppio delle vibrazioni. Questo periodo di raddoppio è detto ottava, cioè l’insieme di otto parti, e il risultato desiderato è quello di completare la scala musicale che altrimenti sarebbe interrotta e non potrebbe salire: è la legge dell’Ottava che permette di di completare il cerchio, per fare il Ritorno alla direzione originaria.

Questa legge viene accettata da molte scuole antiche come legge regolatrice dell’evoluzione cosmica, e viene applicata alla musica, ma sappiamo che può essere applicata anche alla luce, al calore, alle vibrazioni magnetiche, come pure alla chimica in cui il sistema periodico degli elementi risente dei principi della legge dell’ottava. Dalla materia primigenia si originano una serie di note di densità diverse, espresse da numeri che si combinarono secondo determinate leggi così da rendere misurabile l’imponderabile, ed esse si muovono con una direzione evolutiva ottenuta tramite delle ottave “mutuate” da ordini diversi.

Così la ragione umana può contemplare la luce divina, osservando come funziona la musica, mentre coloro che restano in basso sono costretti a barcollare nelle tenebre, dice Gurdjieff, se non avessero il formidabile strumento della Legge dell’Ottava, in cui si afferma che vi è sempre la necessità di uno “shock” esterno che interviene in momenti precisi per armonizzare due principi opposti, in modo da ottenere un’unità equilibrata ed evoluta: si deve valutare che qualsiasi problema che noi affrontiamo corrisponde ad uno shock da cui è possibile imparare.

Questa legge dimostra il mutare delle cose del mondo, essa dimostra l’ascesa e il culmine fino alla decrescita di tutte le sfere dell’attività dell’uomo, così nella letteratura, nella scienza, nell’arte, nella filosofia, nella religione, nella vita individuale, nella vita sociale e politica. Sebbene la mente “meccanica” non riesca a percepire come ciò avvenga, è questa la legge che spiega il principio di discontinuità delle vibrazioni e della deviazione delle forze: perciò nulla resta sempre allo stesso posto e nulla resta immutabile, tutto si muove e tutto si sposta nella trasformazione, perciò tutto si evolve, e poi va a degenerare.

Nulla può svilupparsi se resta allo stesso livello, e le salite e le discese sono condizioni inevitabili nell’ordine del cosmo perchè tutto funziona come un grande pendolo, malgrado sia possibile che possa avvenire un’evoluzione armonica di ottave che procedono liberamente e senza arresti reciproci. L’osservazione di questo corretto sviluppo di ottave stabilisce che, al momento opportuno, ossia nel momento in cui l’ottava passa per l’intervallo, possa sopraggiungere uno “shock addizionale” di forza e carattere corrispondente, che permette all’ottava di svilupparsi senza ostacoli, secondo la sua direzione originaria, e senza perdere nulla della sua natura.

Resta in mano all’uomo la possibilità duplice di poter dare alle sue attività una direzione che corrisponda alla linea degli eventi momentanei perciò di “seguire la corrente,“ anche se per fare questo debba rinnegare ogni sua tendenza interna, e contraddire ogni sua inclinazione, simpatia o sentimento, oppure d’imparare a riconoscere gli intervalli delle sua attività ed imparare ad applicare alla sua vita la tecnica degli shock addizionali, così come fa l’ordine cosmico ogni volta che questo è reso necessario, perciò l'uomo può attuare dei cambiamenti negli stili della sua vita.

Questa è la differenza tra un “uomo-macchina” e un protagonista attivo della sua vita che usa la Legge dell’Ottava come “un centro di gravità permanente“ nel suo interno. L’ottava fondamentale è simile al tronco di un albero i cui rami sono rappresentati dalle ottave subordinate: le 7 note dell’ottava e i due intervalli che “sono portatori di altre direzioni” formano i 9 anelli di una catena, suddivisi in 3 anelli di tre anelli ciascuno. Nella struttura dell’universo si immagini di trasporre tale legge sull’asse Sole-Terra-Luna, che costituisce la potente Ottava Originaria la quale, seguendo la Legge di Tri-Unità, risulta così composta di 3 ottave subordinate.

Diventa così evidente sia il ruolo degli intervalli dell’ottava che la loro diversa natura originaria infatti, uno è più attivo perché più vicino per natura alla sfera della volontà, mentre l’altro è più passivo poiché ne è più lontano: questo fu lo “shock” del sistema originario. Le ottave fondamentali si combinano con le ottave secondarie e queste, a loro volta, con quelle inferiori producendo sempre ottave di diversi livelli e così via nel salire della Scala.

Tutto avviene come se, un grande albero possiede un tronco da cui si biforcano dei rami, e da cui si producano dei ramoscelli che, a loro volta, producono altri ramoscelli sempre più piccoli su cui appaiono delle foglie e, delle foglie su cui poi compaiono delle venature: tutta qui è l’armonia e la bellezza del sistema delle ottave armoniche dell’universo! Le ottave nascono come i rami nascono dal tronco e, ogni nota che si produce costituisce, in diversa prospettiva, un’intera ottava: un funzionamento simile appartiene all’ordine dell’universo, e le “ottave interiori” sono gli strati concentrici del tronco dell’albero, in cui vi sono gli anelli disposti uno nell’altro.

Questa spiegazione ci fa intuire come la stessa struttura dell’universo possa prevedere tutta una serie di possibilità e di possibili combinazioni, di cui nessuna è esclusa, offrendoci così l’idea dell’infinità dell’infinito. Potremmo provare due opposte sensazioni: di essere pazzi nel voler cogliere il senso del Tutto, oppure di poter sprofondare nella consapevolezza della più profonda incapacità di conoscere se non fosse che, dice Gurdjieff, l’uomo può arrogarsi la possibilità di poter agire attivamente sul principio di piena conoscenza facendone un suo bene inalienabile.

Se valutiamo il microcosmo del corpo umano lo possiamo pensare come la struttura di una fabbrica disposta su tre piani che rappresentano la testa, il torace e l’addome: tutta la fabbrica è l’organismo umano ed è l’ottava di primo piano paragonabile a quella cosmica, mentre ogni altro piano è un’ottava completa di secondo livello subordinata alla prima: così otteniamo delle ottave subordinate e analoghe a quelle del macrocosmo.

Ogni piano riceve dall’esterno il suo nutrimento appropriato, lo assimila, lo combina con le sostanze che ha elaborato e, in questo modo, la fabbrica funziona per produrre determinate sostanze. Secondo Gurdjieff, la struttura della fabbrica è perfetta, ma è la direzione aziendale che spreca incautamente le risorse, tanto che le spese superano gli utili: in tali condizioni tutto è condannato al fallimento.

Nella fabbrica del corpo umano il nutrimento del piano inferiore è costituito dagli alimenti che noi mangiamo e che beviamo, il piano intermedio è l’aria che respiriamo, e il piano superiore è quello delle “impressioni” mentali. Ogni nostro nutrimento è costituito da determinate sostanze con una determinata densità e qualità, perché appartenenti a ottave diverse e anche il pensiero è un elemento materiale di cui possiamo calcolare la qualità e densità.

I tre tipi di nutrimento, cioè il cibo, l’aria e le impressioni mentali entrano nel corpo da punti diversi, dando origine a tre ottave corrispondenti collegate nello stesso modo con cui esse funzionano nell’universo generale. Ciascun nutrimento, entrando nel corpo, rappresenta un “do” dell’ottava del suo livello, poiché le leggi di sviluppo delle ottave con scale ascendenti e discendenti è lo stesso in tutto l’universo.

La scala musicale possiede degli “intervalli” che, in ogni ottava, si collocano tra “mi-fa” e tra “si-do” dell’ottava successiva. In questi due intervalli mancano due semitoni, sia in senso ascendente che in senso discendente perciò, mentre lo sviluppo ascendente delle note “do“, “re“, “fa“, “sol” e “la” possono passare alla nota successiva, le note “mi” e “si” non hanno questa possibilità. Questi due intervalli dell’ottava, in base alla Legge di Tri-Unità, vengono perciò equilibrate e colmate da altre ottave di natura diversa e, queste ottave diverse vengono ad assumere lo stesso ruolo dei semitoni normali del processo involutivo ed evolutivo delle scale.

Facendo l’esempio del nutrimento materiale, afferma Gurdjieff, esso entra nel nostro stomaco è il “do” dell’ottava del cibo che entra nell’addome, che sale al “re” tramite il semitono corrispondente, per divenire “mi” tramite il semitono successivo. Ma al “mi” non trova il suo semitono, per cui non può svilupparsi automaticamente in “fa”: in suo aiuto arriva allora l’ottava del nutrimento che penetra nel torace. Questa è però un’ottava di grado più elevato, e il suo “do”, che è il secondo che incontriamo, avendo il semitono per passare al “re” si prende in carico o, se vogliamo, fa uso del “mi” dell’ottava precedente e lo trasforma in “fa” cioè assume la funzione del semitono mancante, e funge da shock per lo sviluppo della prima ottava.

Lo sviluppo dell’ottava iniziale, dopo lo shock procede di nuovo in semitoni salenti, così il “fa” passa al “sol” e la sostanza che si forma al livello del “sol” è il vero sale dell’organismo. Il termine Sol in russo significa “sale” e Gurdjieff lo usa per rappresentare la sostanza più importante che il corpo umano sia in grado di elaborare, ed è l’essenza simbolica del discernimento e della conoscenza. Quando lo sviluppo dell’ottava prosegue attraverso un semitono da “sol” a “la” con il relativo semitono di “si” trova un secondo blocco e, affinché il “si” possa passare al “do” di una nuova ottava, si necessita di un secondo shock che innesta la successiva evoluzione.

Gurdjieff afferma che il possesso della conoscenza, rende necessario scrollarsi la polvere di dosso prima di avere la capacità di volare alto poiché, un tale volo necessita di ali ben robuste e prevede il percorso di una strada faticosa e difficoltosa di tale impegno e sacrifico, che l’uomo preferisce di gran lunga abbandonarsi alla corrente e lasciarsi trasportare di ottava in ottava, che è una strada infinitamente più lunga di quella di volare alto e di fare da sé.

Il cammino è difficile e la salita è molto faticosa ma, nel momento in cui si ascende nella scala d’armonia musicale si viene ricompensati da un aumento di forza e di chiarezza mentale sempre progressive e potenti, poiché la scoperta di orizzonti sempre più vasti e di meravigliosa armonia ritempra le energie, e infonde la potenza e il vigore della contemplazione del divino. E’ questa è una prerogativa squisitamente umana perché infusa dalla capacità di poter lavorare su sé stessi in armonia con le leggi cosmiche della Tri-Unità.

Gli avvenimenti che ci appaiono come una violazione apparente a tutte le leggi di armonia possono apparire, in una prospettiva più ampia ed elevata, come una conferma e non una negazione della grandezza di Dio: se contempliamo così l‘ordine dell‘universo, vedremo che le due sfere che racchiudono la Volontà e il Destino diventano i due poli magnetici della Provvidenza divina.

Apparirà chiaro che, colui che possiede una piena e completa comprensione del “sistema delle ottave” possiede la chiave per la comprensione dell’Unità, egli comprende tutto ciò che è percepibile, tutto ciò che avviene, tutte le cose nella loro essenza, e ne comprende la vera collocazione nell’ordine universale: e così può comprendere tutte le cause e tutti gli effetti.

Questo schema è l’espressione più precisa della Legge dell’Unità, perché la grande conoscenza consiste nella consapevolezza totale e completa di ogni cosa in ordine di grandezza, e l’ordine e la misura del Tutto equivale alla possibilità di godere della contemplazione estatica dell’Ordine di Concatenazione dell’intero Universo.

Buona erranza
Sharatan


2 commenti:

provenz ha detto...

narrato molto bene, grazie.
con parole ed immagini diverse, ho ritrovato in quest post, molto di ciò che ho fatto mio in anni di studi ed esperienze. mi piacerebbe poter discutere con te.
simone.provenzano@gmail.com

Sharatan ain al Rami ha detto...

Grazie Simone,
sono felice che il mio post ti sia piaciuto. Se vuoi, mandami due righe.
Ti mando un abbraccio.
Sharatan