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martedì 18 dicembre 2018

Ciò che dipende da noi



“Nessuna cosa avviene senza la Provvidenza;
accetta docilmente i suoi decreti. Ma chi li comprende
non si avvicinerebbe ad un muro pericolante.”
(Mencio)

La vita è una conquista fatta di opera paziente, lunga e, molto spesso, travagliata. Lo sanno coloro che hanno saputo costruire, gli uomini che sono stati capaci di trarre da sé tutte le energie latenti per applicarle a un ideale che avevano dentro e che hanno reso concreto in opere ammirevoli.

Gli altri si fermano, talvolta, soltanto all’ammirazione, ma non pensano a studiare la genesi, gli sviluppi, le difficoltà e i superamenti. Nella vita nulla è gratuito. Le cose che lo sembrano, si dimostrano nella realtà le più costose. Su questo punto fondamentale, il nostro agire, insistiamo tanto, perché il Primo Protettore invisibile siamo noi stessi; con le nostre azioni.

Il nostro karma condiziona, anzi determina ogni altra protezione, che è subordinata a questa. Inoltre per coloro che prendono a pretesto l’esistenza del male e del dolore per negare Dio, aggiungiamo la testimonianza che esprime il consenso universale presso tutti i popoli sulla causa vera del male e del dolore fra gli uomini. Sarà, forse, per qualcuno, una luce che illuminerà angoli oscuri di anime in cerca della verità.

Noi siamo protetti automaticamente contro i mali che non fanno parte del nostro karma perché non ci appartengono. Per questa ragione, il saggio che conosce questa legge è calmo e sereno dinanzi alle minacce dei mali dell’esistenza: al contrario, chi ignora questa legge teme e trema ad ogni minaccia.

Vi sono cose nella nostra esistenza che dipendono totalmente da noi, altre che ne dipendono solo in parte, mentre c’è poi, qualcuna che è del tutto fuori della nostra sfera di azione e di influenza perché opera di chi governa la vita, con una Saggezza che è al di là della nostra limitata comprensione.

Nella costruzione della nostra esistenza, è di grande importanza discernere queste cose, perché ciò rende più lieve il travaglio dei nostri giorni, mentre può anche darci la forza di concentrare di più i nostri sforzi a sviluppare maggiormente l’energia necessaria per la nostra collaborazione alla costruzione della vita stessa.

La partecipazione è indispensabile per lo stesso progresso spirituale. G. Barbarin ha scritto: Dio può tutto con te, ma non può far nulla senza di te. Così, è erroneo tanto il fatalismo che paralizza ogni attività dell’uomo, come il folle attivismo di chi ritenesse di fare tutto da solo.

La mossa o l’immobilità cioè la partecipazione dell’uomo, secondo ciò che il momento richiede, è nell’ambito di un piano entro il quale egli agisce. Attraverso le ripetute esperienze si sviluppa il discernimento e la volontà di questa partecipazione. A questo fine, è soprattutto necessario capire che l’uomo non può fare tutto perché non tutto dipende da lui. Ma quali sono le cose che può fare e quali no?

Se c’è questo piano più vasto, entro il quale egli si può muovere, quale è il grado della partecipazione umana? Ma la nostra ignoranza è tale che noi non vediamo, tante volte, ciò che dovremmo fare e di conseguenza ci asteniamo dall’agire. Ma anche allora il Protettore Invisibile, che ben conosce la nostra condizione, agisce in nostro aiuto e soccorso secondo le circostanze, come la mamma per il suo piccino incosciente.

Tutta l’antica saggezza ha insegnato che nell’esistenza umana vi sono cose che dipendono dall’uomo e altre che non dipendono da lui. Si può agire soltanto su quelle che sono in nostro potere - afferma Seneca - sulle altre no e, quindi, è vano crucciarsi per esse. L’azione che si deve esercitare su ciò che dipende da noi, deve essere decisiva ed energica.

Sono moltissimi i guai dell’uomo causati dalla sua ignavia e dalla sua viltà, originati dalla mancata azione che dipende esclusivamente da lui. Proprio al fine di affinare gli strumenti per questa azione necessaria, si deve educare l’uomo fin da quando si affaccia alla vita. La volontà è lo strumento meraviglioso che va impiegato e di cui pochi conoscono la prodigiosa efficacia.

Da ciò nasce anche il dovere per ciascuno di educare se stesso a quelle virtù che i nostri padri ritenevano la vera espressione dell’uomo: la tenacia, la pazienza e la costanza, il coraggio, la prudenza, la fortezza, la giustizia, la temperanza, etc., sono i cardini sui quali deve essere saldamente imperniata l’esistenza umana.

Quando le cose vanno male, è tipico degli uomini meno evoluti accusare gli altri dei propri guai, invece di ricercare la causa in se stessi. Chi si aspetta dagli altri quello che deve fare da solo, avrà sempre il dolore per compagno finché si sveglia dal suo sonno che lo rende inerte e pesante a se stesso.

È necessario far leva anzitutto sulle proprie capacità, sulle facoltà che ognuno ha il dovere di sviluppare sempre di più. Sono questi gli strumenti che Dio ci ha dati per il nostro lavoro. Contare su se stessi, è mettersi nella più favorevole condizione per migliorare. E per essere aiutati.

Nessuno, in un certo senso, parte con un’anima fatta, definita, completa; ognuno lavora a farsela, a definirla, a completarla. Le vicende della vita servono a questo. E Dio aiuta chi si aiuta. Dobbiamo saper trovare in noi la forza e le risorse per trarci fuori dalle situazioni pesanti. Non lasciate inutilizzate le capacità che possediamo, intelligenza, ragione, sentimento, volontà.

Devono essere queste le nostre forze e le nostre armi. Soprattutto la volontà. Agire come se tutto dipendesse da noi per questo è necessario trarre da sé tutto il meglio, senza lasciarlo dormire nell’indolenza. Contare soprattutto sulla volontà, questa forza prodigiosa data all’uomo per superare gli ostacoli che si frappongono nel suo cammino. Tenacia, pazienza, costanza sono le virtù dinanzi alle quali tutte le cose umane si piegano.

L’attendere passivamente l’aiuto degli altri è uno dei peggiori stati d’animo dell’uomo. L’incapacità a trovare in sé la forza per fronteggiare le situazioni è uno stato di povertà morale, la vera, quella che più propriamente si può chiamare col nome di miseria spirituale. Infatti, chi ignora che ha in sé tutte le risorse, solo che sappia metterle in atto, non conosce una fra le cose più importanti da sapere.

Si deve trovare in sé la forza per vincere nella lotta della vita: in questo è il progresso e l’evoluzione. Solo traendo da sé quello che è latente, e affinando ciò che si sa di possedere, può attuarsi il cammino verso il meglio. «Il nostro rapporto con l’Invisibile - scrive G. Barbarin - è simile a quello di una società nella quale se noi mettiamo uno, l’Invisibile mette due».

È indispensabile la nostra partecipazione, anzitutto con la nostra volontà, perché la pace fu portata agli uomini di buona volontà. È certo tra le cose peggiori ricorrere sempre agli altri per la risoluzione delle proprie difficoltà. Avviene, allora, che si resta sempre minorenni e incapaci di affrontare la vita. Per questo chi resta solo da piccino, diviene generalmente più capace e più forte da grande. (Amadeus Voldben, Il Protettore invisibile, Ed. Mediterranee)

domenica 9 dicembre 2018

Ciò che ci circonda



“Non ho particolari talenti, sono soltanto
appassionatamente curioso.”
(Albert Einstein)

Quando gli scienziati arrivarono a penetrare nel sistema dell’atomo, cominciava un’epoca nuova per l’umanità. Constatarono, con stupore, che l’oggetto apparentemente più denso, era fatto soltanto di spazi vuoti dove era solo movimento: crollava un idolo. Non si trattava più di materia, ma di energia, forma invisibile delle potenze nascoste dell’universo.

Si scopriva che la materia è soltanto apparenza, che l’universo è tutto dinamismo: è vita. Il vecchio materialismo subiva il colpo più consistente nella sua parte che riteneva «scientifica». Se i nostri occhi acquistassero la capacità di vedere la struttura intima della materia, anche solo fino alla stadio di elettroni e di protoni, ogni oggetto e ogni distanza sparirebbero in una visione di punti che girano intorno a vari nuclei centrali.

Ma più fantastico e meraviglioso ci apparirebbe ciò che ci circonda, se i nostri sensi acquistassero la capacità di vedere e di sentire oltre i ristretti confini della loro limitata percezione. L’invisibile e l’inudibile sono divenute realtà, inimmaginabili, anche per gli uomini di più alta fantasia. L’energia può assumere forme ignote a noi o da noi inconcepibili, al di sopra e fuori degli schemi mentali umani.

Esistono mondi nello spazio cui non possiamo arrivare neppure con i nostri più potenti telescopi, e vi sono piani di vita che oltrepassano la nostra intelligenza e la nostra capacità di comprensione: la vita è una scala infinita che non sappiamo come incominci né dove arrivi.

Anche se la realtà dovesse essere diversa dalle concezioni e dalle immaginazioni umane, non avrebbe importanza. Essenziale è sapere che quel «quid» che noi abbiamo denominato Spirito, Scintilla Divina o Individualità, che costituisce la nostra vera essenza, può rivestire forme diverse, anche inconcepibili dalla mente, usare energie ben superiori alle nostre capacità.

Noi stessi, quando avremo abbandonata l’attuale forma fisica, nella materia, saremo soltanto quel «quid» perché noi siamo essenzialmente Spirito, Scintilla Divina, che può rivestire altre forme e altra materia. I più potenti telescopi dei grandi osservatori astronomici hanno portato l’occhio umano a vedere mondi lontani, appena percepibili, a distanze incommensurabili.

Ma l’universo è così infinitamente grande che si ignora persino il numero delle galassie. È stato calcolato recentemente che la distanza delle più lontane è di decine di miliardi di anni luce. Vi si possono trovare forme di vita che l’uomo è incapace di vedere, di sentire, di immaginare.

Negarne l’esistenza deriva dal rapportare tutto a se stessi come fanno quelli rimasti al sistema tolemaico, cioè i materialisti. Ma ciò è soltanto espressione di visione ristretta e miope. Ma è assurdo ritenere che l’uomo sia il più progredito e solo, in questa infinita scala degli universi?

Vi sono luoghi nello spazio dove l’evoluzione ha proceduto armoniosamente e si è raggiunto uno stato di coscienza superiore. Da migliaia di anni altri esseri hanno raggiunto lo stadio in cui gli uomini saranno tra migliaia di anni.

I sensi sono i confini che segnano la condizione dell’uomo fisico che nulla sa, perché nulla può percepire di quei mondi vastissimi e innumeri che vivono al di là dei limiti della nostra esperienza vitale.

Dinanzi ad essi, restiamo muti, senza nulla comprendere, perché trascendono le nostre comuni capacità. Lo spettroscopio ci rivela che a noi sfuggono immense serie di vibrazioni di colori che oltrepassano il nostro campo visivo, sia nel senso più elevato come in quello più basso della materia.

Abbiamo occhi e non vediamo, abbiamo orecchie e non sentiamo. Il mondo dei sensi è la prigione nella quale siamo confinati e ci restringe entro limiti molto angusti. Così oltre i sedicimila cicli al secondo non riusciamo a percepire nessun suono: è la zona degli ultrasuoni.

Il limite della nostra vista è il violetto. Oltre, esistono raggi le cui radiazioni l’occhio umano non percepisce e alle quali non è sensibile. Non percepiamo il magnetismo, i raggi cosmici, l’elettricità, le onde radiotrasmittenti, l’infrarosso, la radio attività, le onde dinamo, i raggi gamma, l’irradiazione delle piante, degli animali e così via.

Tante sono le cose per le quali i sensi fisici sono impotenti. Man mano che si sale sui piani più elevati, i sensi fisici sono inutili perché essi sono validi soltanto per una ristretta parte del piano fisico, ma non arrivano oltre. Essi possono percepire la veste delle cose, non la loro essenza che appartiene ad un altro piano.

Così come non vediamo il coraggio, non si percepisce il valore, la tenacia, l’intelligenza, il timore, eccetera. La natura ha posto limiti provvidenziali ai sensi dell’uomo, ha però provveduto affinché le sue relazioni con tutti i piani di vita fossero non solo possibili ma attive e continue.

I sensi servono per il mondo limitato in cui vive, mentre per le relazioni con la vita infinita l’uomo possiede in sé la potenza delle sue facoltà superiori. Non si vuole accennare soltanto alle facoltà extrasensoriali che non sono in possesso di tutti, almeno nello stesso grado, ma a quella facoltà di intuizione che tutti dovrebbero attendere a sviluppare.

Per mezzo di questa si può ampliare la nostra visione del mondo e arrivare là dove la percezione sensoriale, limitata al mondo materiale, è del tutto indifferente. Infatti, i mondi invisibili e quelli pur materiali ma lontani, sono assolutamente irraggiungibili dai mezzi comuni.

L’uomo non è tutto nei sensi fisici che sono la parte di lui più materiale e perfino ingannevole. Ciò che è fuori dal raggio della percezione sensoriale può essere da lui percepito con le facoltà superiori di cui è dotato, e prima fra tutte l’intuizione.

Egli ha facoltà che trascendono i sensi, proprio per le relazioni con i piani e i mondi dove gli strumenti ordinari di percezione non possono arrivare. Anche le facoltà extrasensoriali sono sempre più in via di sviluppo, in gran numero di uomini delle nuove generazioni, e lo saranno ancora più nella futura società, quando gli uomini saranno più evoluti. Con esse, i confini del proprio mondo saranno sempre più allargati.

Ma anche allora resteranno dei limiti invalicabili, segnati per ciascuno dal proprio gradino di evoluzione spirituale: mondi invisibili e inudibili, piani dove si potrà raggiungere soltanto dopo graduale progresso. Oltre i propri limiti, per ciascuno, è mistero e silenzio, zone mute, dimensioni ignote.

La grande mistica spagnola del 500, S. Teresa d’Avila, ha scritto che il paradiso più che un luogo è un modo di essere dello spirito. Al di là, per ciascuno, è la dimensione che non riesce a raggiungere perché è oltre il proprio raggio di vita. Non necessariamente luogo fisico, ma espressione di vita.

Vi sono piani infinitamente diversi che vanno dai più densi a quelli più sottili, in una scala e in una gamma di vibrazioni, di energie tali da qualificare i diversi stati di coscienza relativi al grado evolutivo raggiunto.

L’al di là può indicare tutto ciò che vive oltre i nostri ristretti confini, i mondi che noi ignoriamo, dove la vita, pur se in forme diverse, è certamente più attiva e più raffinata di quella grossolana in cui noi viviamo.

La più grande parte della vita universale si svolge sui piani che nessuna facoltà umana riesce a percepire. Neanche l’uomo più evoluto può toccare gli estremi limiti di questa vita infinita perché là vivono esseri immensamente a lui superiori.

Se l’uomo vedesse questi piani di vita, non potrebbe reggere: sono livelli oltre gli schemi comuni che l’uomo non può comprendere né concepire perché sono i mondi dello spirito. Il materialista per il quale il mondo dello spirito è una frontiera irraggiungibile, chiuso nella capsula dei sensi, nega perché non comprende.

Per lui, anzi, è un mondo impossibile.Impedimento a intuire, per molti, sono le incrostazioni intellettuali e l’appesantimento di certo distorto uso della ragione e la negazione preconcetta: ostacoli che sono indice di immaturità spirituale.

Ciò che l’uomo meno evoluto considera inesistente perché fuori dalla sua penetrazione sensoriale, sono i piani di vita di più alta vibrazione dove la vita è più ricca e intensa: la sua anima, ancora chiusa, non può vedere né sentire. (Amadeus Voldben, Il protettore invisibile, Ed. Mediterranee)

giovedì 6 dicembre 2018

Irradianti e assorbenti



“Per un guerriero, la vita è un esercizio di strategia.”
(Carlos Castaneda)

Ogni essere, animato o inanimato, non solo emette onde, vibrazioni positive o negative, ma ha pure un determinato potenziale di assorbimento di onde da altri esseri. Tutti, dunque, chi più chi meno, si è, nello stesso tempo, irradianti e assorbenti. I libri sulla tipologia umana trascurano queste due categorie. Vi è pure una categoria intermedia, neutra, che non è né l’uno, né l’altro, ma partecipa dell’uno e dell’altro. Le due categorie principali possono, a loro volta, avere altre sotto-categorie.

È necessario imparare a distinguere con quali energie veniamo a contatto, se sono irradianti o assorbenti, quale ne sia la qualità e la misura, che cosa irradiano e che cosa assorbono. Ciò è importante per la salute fisica e psichica. Ma è necessario soprattutto distinguere se sono energie positive o negative. In questo particolare caso, si considera positivo o negativo valutando dal proprio punto di vista. Si è come in una strada in pendenza che vista dall’alto è una discesa, mentre dal basso è una salita.

La irradiazione o l’assorbimento sono considerati un fatto negativo da chi ne è danneggiato, mentre è valutato positivo da chi ne ha un beneficio. L’energia vitalizzante più pura e genuina è quella della natura che penetra in noi. Si avverte in maniera particolare quando la primavera torna a svegliare le cose dormienti. Ma l’inquinamento dell’atmosfera è oggi tale che, ogni giorno, nell’ambiente in cui viviamo, noi assorbiamo dei veleni, sia mentre respiriamo, sia nei cibi, nelle vivande, sia mentre pensiamo.

Energie pure e vitalizzanti si accumulano dove si trovano dei bambini riuniti insieme: esse formano un’aura gioiosa e florida che le persone sensibili colgono come entrando in un giardino colmo di fiori. È l’età ancora genuina, in crescita. Tutti i giovani ne possiedono in varia misura. Il segreto della vitalità di molti insegnanti è proprio nel contatto quotidiano con queste energie fresche che irradiano i loro fluidi vitali a coloro che li avvicinano.

Questa osmosi giornaliera di energie vitalizzanti è un arricchimento di vitalità per chi ne ha più bisogno. È pure ben noto lo scambio di energie a beneficio della vitalità tra giovani e anziani, tra persone conviventi, e la simbiosi tra sposi di età diversa, tanto giovevoli alla salute di chi è meno giovane.

Consideriamo, per un momento, i vari tipi di persone irradianti e di assorbenti e, in particolare, che cosa irradiano e che cosa assorbono, e tutto ciò in quale misura. C’è chi irradia energie benefiche e assorbe quelle negative: è l’azione dei veri guaritori. Gli irradianti positivi sono una benedizione per tutti perché diffondono benessere e serenità intorno a loro, e taluni perfino lontano; aiutano coloro che avvicinano.

Talvolta la loro presenza, senza che nessuno se ne renda conto, è benefica, portatrice di calma e quiete. Di Gerolamo Cardano si racconta che dove veniva a trovarsi si calmava come d’incanto ogni agitazione. Un giorno, a Milano, mentre due si stavano battendo alla spada, cessarono subito di battersi mentre il Cardano si trovava a passare di lì, e si riconciliarono. Quelli che emanano proiezioni ed energie positive sul piano fisico sono gli uomini sani ed esuberanti; sul piano psichico sono gli ottimisti; sul piano spirituale sono gli uomini progrediti nel cammino spirituale, i santi di ogni religione e gli yogi.

Ma purtroppo esistono pure gli irradianti negativi, quelli nocivi che spandono intorno a sé energie dannose e agitazione. Sono essi l’origine di tante disarmonie in certi ambienti e di malesseri anche fisici che affliggono chi li avvicina. Sono coloro che, mentre irradiano energie malefiche, assorbono dagli altri quelle positive. È un’azione vampiresca che si effettua dal piano fisico a quello psichico, nociva al massimo per coloro che ne sono le vittime.

Ogni individuo, anche senza averne coscienza, ha un duplice potenziale: positivo e negativo. C’è chi usa questo potenziale di emissione in combinazione con forze negative (superbia, ira, lussuria, ecc.) in modo dannoso nei riguardi di altri, i quali in tal modo assorbono negatività con le conseguenze funeste che esse producono. C’è chi attribuisce ciò al demonio e ricorre agli esorcismi.

Ma il demonio è una creazione dell’uomo che lo ha ideato nella propria limitazione, creando un simbolo del male e gli ha dato una forma sensibile. È necessario, invece, curare questa che è una vera malattia. Soltanto chi usa questo potenziale di emissione in combinazione con forze positive di bene e di amore può produrre effetti meravigliosi e benefici per sé e per gli altri. (Amadeus Voldben, Le influenze negative, SugarCo ed.)

martedì 4 dicembre 2018

Le irradiazioni



“Devi essere più forte dei pensieri
e delle suggestioni degli altri.”
(Paramhansa Yogananda)

Tutto ciò che vive, dall’atomo all’uomo e oltre, possiede in sé una energia intrinseca, una forza naturale di trasformazione e di evoluzione che, nello stesso tempo, agisce irradiando intorno. Inoltre, ogni essere subisce a sua volta le irradiazioni degli altri. È un’azione reciproca che nell’unità della natura, con le forze di attrazione e repulsione, lega in un insieme armonico tutte le forze del cosmo e le manifestazioni vitali dell’uomo, degli animali, delle piante, dei minerali e dei pianeti.

Noi siamo in comunione col tutto: la vita è ciò che si dà e si riceve, in uno scambio che è armonia dell’universo. Sono innumerevoli le influenze che si agitano o si esercitano intorno a noi e in noi stessi. Ognuno irradia la propria carica interiore, fatta del colore dei pensieri di cui ordinariamente si alimenta e dei sentimenti che lo muovono.

Noi siamo bombardati dalle radiazioni che l’umanità emana nei vari campi di attività. Le immagini, le parole sciamano in onde che s’incalzano, onde pensiero di miliardi di uomini che s’incrociano, si inseguono, si espandono dalle antenne radio e televisive, dalle telescriventi e dai nastri magnetici.

Sono influssi diretti e indiretti, provenienti non solo da persone, ma anche dalle cose, vicine e lontane, influssi volontari e involontari, dalle più diverse origini; onde psichiche di altri uomini, viventi e disincarnati, onde pensiero, elettromagnetiche, energie positive e negative che agiscono su tutti i piani.

La vita universale, degli uomini e delle cose, si mantiene per mezzo di queste influenze reciproche nell’equilibrio dei mondi fatto di azioni e reazioni. Si dà e si riceve. Nella natura tutto è vita e ogni cosa è viva; non esistono cose morte. La materia non è quella cosa inerte sulla quale un ottuso materialismo aveva basato le sue assurde teorie.

Le rocce stesse, i minerali, le acque sono viventi. La polvere, il cristallo, il ferro, tutto è vivo. Ogni oggetto, anche apparentemente inerte, racchiude una vita: è un’energia invisibile, impregnata di ultrasuoni, di infrasuoni, di vibrazioni capaci di essere captate da chi ha sensibilità da percepire le sensazioni sottili.

La psicometria lo ha dimostrato con tante esperienze, e ogni oggetto può narrare la sua storia, anche quella più remota al sensitivo col quale si mette in contatto. Non c’è molecola d’aria che non vibri di messaggi. Ne siamo investiti da ogni parte. E noi ci troviamo in mezzo a tutto ciò. I più sensibili ne risentono maggiormente.

Per questo, oggi come non mai, vi sono persone stanche, angosciate, nervose. Logorio? Presentimenti di qualcosa che incombe sull’umanità al limite della resistenza? L’emotivo vive in una sofferenza continua perché vittima di ciò che si agita fuori e nella parte interiore di sé, senza la capacità di domare queste forze, estranee a lui, né di uscire dal loro raggio di azione.

L’uomo, immerso in questo oceano di radiazioni che lo penetrano in ogni atomo fisico e psichico, ne viene influenzato in tutta la sua esistenza. Secondo Ramakrishna ciò che muove gli uomini ad agire ai livelli inferiori è “la femme et l’argent”, il sesso e il denaro. Su questi due perni si svolge in prevalenza ogni attività da parte di chi non ha ancora compreso i valori reali della vita.

In verità, sesso e denaro occupano gran parte delle menti umane. I pensieri irradiati e quelli ricevuti hanno per oggetto questi due meschini obiettivi. È necessario difendersi da tutto ciò per non essere fuorviati e travolti; è necessaria una difesa valida per rimanere se stessi. L’uomo non potrebbe resistere a questo immane bombardamento se non fosse protetto dalla corazza delle sue stesse limitazioni che sono pure, nello stesso tempo, il suo tormento.

Le antenne radiotelevisive, i parafulmini, gli impulsi elettronici non esistono soltanto nel mondo fisico. Non c’è da stupirsi che l’uomo sia stazione trasmittente e ricevente, collegata con tutti i piani della vita, quello fisico, psichico e spirituale, nei quali sono operanti le stesse leggi che agiscono in modo analogo.

L’anima, la psiche, lo spirito operano più e meglio di ogni strumento materiale. L’uomo è la più perfetta macchina che esista, immensamente più efficiente di quelle che lui costruisce, mentre la sua anima ha dimensioni infinite.

Le radiazioni che riceve sono delle più diverse qualità: deve difendersi da quelle che potrebbero nuocergli sia che vengano dalle cose come da quelle che partano dagli altri uomini, mentre, per il suo vero bene è necessario che si affidi in modo da trasmettere sempre radiazioni benefiche, le quali, per legge di natura, torneranno, poi, a lui.

Le relazioni dell’uomo con tutti i piani della vita sono continue. E non potrebbe essere diversamente. Certo, le stazioni trasmittenti sono tante, ma nella maggior parte trovano le stazioni riceventi incapaci di captarne i messaggi. (Amadeus Voldben, Le influenze negative, SugarCo ed.)

martedì 23 ottobre 2018

I pensieri degli altri



“I pensieri sono vibrazioni sottilissime
che si muovono nell’etere.”
(Paramahansa Yogananda)

Quando una persona pensa intensamente a un’altra, emette un’energia che scorre attraverso un filo telepatico fino alla persona pensata: è come una scia che arriva alla persona, scia luminosa se in senso benefico; corrente tossica se in senso malefico. Si stabilisce così tra i due un vero collegamento che li unisce. 

Il legame si accresce e il filo diviene più grande mano a mano che il pensiero aumenta di intensità e diviene continuo. Se sono più persone a pensare e operare, le proporzioni diventano maggiori e di un’efficacia notevole. Su questo principio è fondata l’azione di aiuto che molti danno in silenzio per la guarigione di malattie morali e fisiche, di conforto a sofferenti e di fiducia a sfiduciati. 

Sullo stesso principio è fondata l’azione opposta e negativa di coloro che operano proiezioni malefiche volontarie. Quando si ha a che fare con persone dalla mente ignorante e maligna, non c’è da stupirsi che esse proiettino sentimenti di rancore e di odio. 

Le proiezioni mentali da mente a mente possono avvenire anche in maniera inconscia. È la carica interiore che agisce senza che la parte cosciente ne abbia il minimo sentore. Chi usa la telepatia per incanalare il proprio odio, la propria vendetta nei riguardi di altri, usa sistemi che hanno una carica enorme, che arriva con intensità ed efficacia. 

Le influenze della mente sono tra le più potenti fra quelle che governano la vita. Certamente, non tutti gli stati depressivi, i disturbi di origine nervosa e gli altri mali sono causati dai cattivi pensieri degli altri; troppo spesso la causa sono i cattivi pensieri nostri. 

È un fatto ormai accertato che il pensiero dell’uomo ha il potere di agire in bene o in male quando è rivolto a qualche cosa. Il pensiero ha capacità creatrici e distruttive; può operare in ogni senso, soprattutto quando è manovrato coscientemente. 

Le persone che ci sono intorno possono indurci in uno stato mentale di bene o di nocumento, di vantaggio o di danno con la loro azione mentale cosciente o inconscia, possono anche influire sul nostro stato di salute o di malattia. In altri tempi, questo era chiamato ‘fascinazione’. 

Tra coloro che hanno affinità di sangue o di sentire, il pensiero non ha barriere, si comunica con facilità. Unica barriera al pensiero è la diversità! Ma attenzione! Questa barriera è infranta in senso positivo dall’amore, e purtroppo, in senso negativo dall’odio. 

Il legame d’amore, come pure quello d’odio, unisce come una catena che non si può spezzare. Chi ama e chi odia si lega con chi ama e chi odia, reciprocamente; stabilisce un’unione che li fa vicini, anche se fisicamente lontani. 

Questa realtà deve far riflettere profondamente per i suoi effetti: mentre il legame psichico e spirituale è superiore a ogni altro legame, perché nell’unità della vita è il più elevato e salutare, il legame dell’odio è il più basso e distruttivo, con enorme danno reciproco per coloro che vi sono avvinghiati. 

Soltanto l’indifferenza libera. L’odio crea forti legami che si risolvono sempre a danno, come un nodo scorsoio che uccide. Le emanazioni di pensieri di tanti uomini formano un immenso aggregato che col tempo costituisce una vera forza di pressione, che si accresce e si potenzia fino a produrre effetti di incalcolabile potenza. 

L’immenso aggregato di amore e di sentimenti positivi opera come potenza benefica che muove la vita nel senso creativo e costruttivo, e serve a controbilanciare le forze contrarie. Se si comprendesse appieno l’immenso potere dell’amore che salva se stesso e gli altri, l’uomo avrebbe trovato l’ancora più potente nella navigazione tra le tempeste della vita. 

Siamo in un’epoca di radiazioni. Non vi sono soltanto quelle benefiche, ma purtroppo anche quelle malefiche di chi pensa e proietta i suoi pensieri dannosi contro altri. Le forme di pensiero di amore e di odio, di cupidigia, di avidità, di desiderio sono ovunque, nei luoghi che frequentiamo, negli ambienti in cui ci rechiamo, per le vie e per le piazze. 

Coloro che hanno facoltà psichiche più sviluppate sono particolarmente sensibili ad esse. Questi pensieri, concreti più di quanto si possa immaginare, tentano pure di penetrare nella nostra mente, di influenzare perfino le nostre azioni. Se non sapremo porre una salda barriera a questo assalto di ogni momento, saremo loro preda. 

Vi sono, poi, coloro che deliberatamente abusano della potenza del pensiero per dominare gli altri, e allora avviene che le creature deboli sono succubi di queste forze. L’uomo che vuole conquistare armonia e serenità, e salvaguardare anche la salute fisica deve porre un argine alla marea invadente dei pensieri altrui, controllando e quindi dominando la propria mente. 

Deve difendersi da quello che riceve fino a che non si è abituato a selezionarlo, imparando a distinguere qual è la forma astrale di luce e quale la negativa, e soprattutto qual è la forma passiva. I pensieri negativi producono nelle menti immagini distorte, che provocano confusione intellettuale e mancanza di comprensione reciproca.

Per la propria salute psichica e fisica è necessario difendersi da queste emozioni malefiche. La difesa più efficace dalle radiazioni-pensiero nocive è quella fatta con l’arma potentissima dei pensieri d’amore, dinanzi ai quali nulla può resistere, anche se è un’arma difficile da manovrare per chi non è sufficientemente allenato a manovrarla. (Amadeus Voldben, La potenza creatrice del pensiero, Mediterranee ed.)

venerdì 25 novembre 2016

Vibrazioni



“Per i puri tutto è puro.”
(Amadeus Voldben)

“Dai corpuscoli, dagli elettroni, dagli atomi e dalle molecole fino ai mondi e agli universi, tutto è movimento vibratorio, nulla è statico. La materia apparentemente inerte è soggetta alla legge della vibrazione; le forme più grossolane sembrano in riposo. I piani di energia e di forza sono gradi varianti di vibrazione, così i piani mentali come quelli spirituali.

Più alta la vibrazione, più elevata la posizione del piano: nel punto massimo è tanto sublime da sembrare in quiete. Così, i due poli estremi si toccano. Il principio di polarità opera sul piano fisico dove è il grande e il piccolo, freddo e caldo, luce e oscurità, ecc.; sul piano mentale col positivo e negativo, tesi e antitesi, di natura identica, ma diversi di grado e di vibrazioni.

Nel mondo del relativo tutto è duale, così che ogni verità è mezza verità, poiché nello stesso tempo ha un aspetto di falsità. Amore e odio, simile e dissimile, sono i due poli della manifestazione, opposti ma eguali, di natura identici e solo differenti di grado. Per questo è possibile conciliarli, mutando la vibrazione di odio in quella di amore.

Il principio del genere, maschile e femminile, i due aspetti che nel mondo fisico si manifestano come sesso, operando nella direzione della generazione, sul piano mentale opera nella direzione della creazione e della rigenerazione. Per i puri tutto è puro.

Vi sono momenti, nell’esistenza umana, particolarmente duri: importante è conoscere come uscirne, qualunque sia la pesantezza delle condizioni. I Maestri hanno insegnato che ciò può avvenire mediante la trasmutazione mentale. Per farlo, si opera sulla mente perché essa determina i nostri stati d’animo.

La mente, come i metalli, può essere trasmutata da uno stato d’animo all’altro, da grado a grado, da polo a polo, da vibrazione a vibrazione. La mente può elevarsi al di sopra del piano ordinario di causa ed effetto, sollevandosi ad un piano superiore. Allora, si diviene causanti, dominando gli stati d’animo e il carattere, diventando motori, anziché pedine.

Obbedendo al principio di causalità dei piani superiori, dominando il proprio piano (emotivo e mentale), si realizza la liberazione delle cause esterne e inferiori. Quando sei portato a vibrare incompostamente, tu polarizzi la mente al grado che desideri. Per il principio di vibrazione, applicato ai fenomeni mentale ed emozionali, si ottiene un controllo delle proprie disposizioni d’animo e sugli stati mentali.

Puoi fugare, come ombre, timori e depressioni, distogliendo l’animo e la mente dallo stato vibratorio scomposto e violento, agganciandolo a uno stato più elevato e sereno. Puoi agire sulle menti e sui sentimenti altrui allo stesso modo, producendo positivi stati mentali e vibrazioni a volontà sul piano mentale come la scienza fa sul piano fisico.

A tutti è data la possibilità di passaggio dal piano più basso a quello più alto per sottrarsi alle condizioni dei piani inferiori. I piani e i mondi si corrispondono. Come in alto così in basso; ciò che è vero in alto, lo è pure in basso. Il piano fisico è riflesso dei più alti. Al di sopra di esso, nel piano dell’assoluto che è il piano dello Spirito, tutto è luce senza ombra.

Chi sa avvalersi delle capacità di usare una legge superiore per dominarne un’altra inferiore, potrà compiere questa Grande Opera. Anziché subire gli effetti nocivi di una condizione negativa, impara l’arte di neutralizzarla. Comincia a polarizzare la mente nel punto desiderato fermando l’oscillazione ritmica del pendolo che tenderebbe a portarla all’altro polo. Questa contro-azione va fatta dopo la scelta effettuata del punto da raggiungere, e va realizzata con volontà decisa.

Conoscendo il principio di vibrazione, puoi dominare gli stati inferiori cambiando le vibrazioni delle cose materiali e delle forme di energie. A questo fine, eleva la tua vibrazione sul piano dello Spirito, principio animatore di tutta la vita, polo estremo e sublime: in tal modo trascenderai la vibrazione grossolana della materia. Là, dopo esserti sottratto alle condizioni e ai dolori dei piani inferiori, nella purezza delle cose elevate, potrai gioire nelle sfere dove la vita è eterna.” (Amadeus Voldben, La Coppa d’Oro, Ed. Mediterranee)