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martedì 22 aprile 2014

Commiato: vietando il lamento



Come uomini virtuosi trapassano miti
e sussurrano alle loro anime di andare,
mentre fra i loro amici c’è chi dice,
ora se ne va il respiro, e chi dice, no:

così sciogliamoci, senza far rumore,
non diluvi di lacrime, non tempeste muoviamo di sospiri;

sarebbe profanazione delle nostre gioie
rivelare ai laici il nostro amore.

Il sommovimento della terra reca danni e paure,
gli uomini calcolano cosa ha fatto e significato;
ma la trepidazione delle sfere,
pur di gran lunga maggiore, è innocente.

L’amore dei rozzi amanti sublunari
(la cui anima sono i sensi) non ammette
l’assenza, poiché essa sottrae
quelle cose che ne erano gli elementi.

Ma noi, per un amore così affinato
da non saper noi stessi cosa sia,
in reciproca certezza delle anime,
meno ci curiamo che occhi, labbra, mani manchino.

Le nostre due anime, perciò, che sono una,
benché io debba andare, non subiscono
una frattura, ma un’espansione,
come oro battuto ad aurea sottigliezza.

Se esse sono due, sono due come
le rigide gambe gemelle del compasso sono due:
la tua anima, il piede fisso, non mostra
di muoversi, ma lo fa, se l’altra lo fa;
e anche se nel centro siede,
quando l’altra va lontano errando,
si piega e a quella tende l’orecchio,
e torna eretta, quando l’altra rincasa.

Tale sarai tu per me, che devo,
come l’altro piede, correre inclinato:
la tua fermezza fa il mio cerchio esatto
e mi fa finire dove avevo cominciato.

(John Donne)

sabato 15 febbraio 2014

Aria e angeli



Io ti avevo amato due o tre volte,
prima di conoscere il tuo viso o il tuo nome:
così in una voce, così in una fiamma senza forma,
spesso ci commuovono gli Angeli e vengono per adorati;
tuttavia quandoio venni dove tu eri,
non avevo visto ancora nulla che fosse così amabile e splendente;

E poiché la mia anima, il cui figlio è Amore,
prende membra di carne, che altrimenti non potrebbe fare altro,
l’amore non potrebbe diventare più rarefatto
di chi lo ha concepito, ma deve prendere anch'esso un corpo;
per questo invito l’Amore a chiederti,
cosa fosti prima tu, e chi fossi,

e gli concedo adesso d’assumere il tuo corpo
e di fissarsi sul tuo labbro, nei tuoi occhi e sulla tua fronte.

Mentre pensavo di caricare con una zavorra il mio amore
per avviarmi così più stabilmente
con mercanzie che avrebbero affondato lo stupore,
mi accorsi che avevo sovraccaricato il vascello dell’amore.

Confrontarsi perfino con un tuo capello per amore,
è davvero troppo! Si deve cercare qualcosa di più adatto,
perché l’amore non può risiedere nel nulla,
né in cose estreme oppure abbaglianti.

Allora, come un Angelo si veste di viso e d'ali
di aria, non così pura come lui, eppur vestita di purezza,
così il tuo amore può essere la sfera del mio amore;
e proprio questa disparità,
come purezza d’Aria e d'Angeli,
tra amor di donna e d'uomo, sempre ci sarà.

(John Donne)