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martedì 11 febbraio 2014

Civiltà antichissime



"L'uomo apprende dalla storia comune solo
una piccola parte degli avvenimenti vissuti
dall'umanità, e i documenti storici gettano
luce solo su alcuni millenni."
(Rudolf Steiner)

I teosofi dicono che la vita e l'umanità si evolvono insieme alla terra, e questa trasformazione spinge l’evoluzione. Così avviene che i popoli devono scomparire, però dalle loro ceneri sorgono delle nuove civiltà. Assieme alle civiltà che sorgono e evolvono vediamo coesistere i resti di altre civiltà che furono grandi, ma poi entrarono nella fase di decadenza.

Un caso simile avvenne dopo la distruzione di Lemuria. Solo una piccola parte dei Lemuri riuscì a sopravvivere fuggendo verso la salvezza della terraferma, e da costoro nacque Atlantide. Steiner dice che ogni razza radicale è destinata a sviluppare una qualità diversa. Ogni razza possiede una sua qualità peculiare che deve sviluppare in senso fisico, psicologico e spirituale.

Poiché i Lemuri avevano conquistato la memoria alla fine della loro civiltà, vediamo che gli Atlantidi sviluppano meglio questa qualità. Tutte le evoluzioni sono un intreccio di caratteristiche in progresso e di altre in regresso. Accanto alla cosa che cresce si affianca sempre l'elemento che è entrato in decadenza.

Questa è la regola fissa dell’evoluzione, perciò la vediamo nella vita, nei singoli e nel destino delle civiltà. Ogni razza radicale inizia a dimostrare le sue qualità in modo embrionale. Poi quelle qualità si sviluppano per avere la piena maturazione, infine esse declinano e degradano nello stadio finale.

Steiner dice che non si deve credere che le razze evolvono seguendo una linea separata e netta. Tutte le fasi di ascesa e le fasi di decadenza avvengono con l'intreccio di elementi che salgono e scendono. L’evoluzione di Atlantide originò dal ramo più evoluto dei popoli che avevano sviluppato la memoria, ai tempi finali di Lemuria.

Gli Atlantidi non avevano facoltà razionali di analisi e calcolo, ma avevano una memoria eccezionale. Questa fu la caratteristica più sviluppata che avevano. Ma, Steiner dice che è fatale che mentre si conquista una nuova facoltà si perda un’altra facoltà posseduta. Perciò ciò che declina può lasciare lo spazio necessario a ciò che si sviluppa.

Poiché l’umanità attuale, quella della 5° razza, deve sviluppare il potere della ragione questa conquista vedrà la perdita della memoria acuta degli antichi abitanti di Atlantide. Se oggi siamo abituati a pensare per mezzo di concetti, in quei tempi antichi, si pensava per mezzo di immagini che sorgevano nella mente.

Quando l’immagine sorgeva nella mente essa richiamava, per il potere evocativo della memoria, molte altre immagini dallo stesso significato e senso. Tutte quelle immagini si presentavano insieme, perché erano collegate dal significato simile. Questa capacità di associazione fu resa possibile dalla memoria che associava le immagini.

L’addestramento della memoria era basilare, infatti l’insegnamento avveniva per mezzo di una serie di immagini viventi che erano il modello da imitare. Quelle immagini presentavano l’esempio vivente che i futuri abitanti di Atlantide dovevano seguire. L’educazione avveniva in modo ripetitivo, perché s'insegnava sempre quello che si era insegnato.

L’autorità era una prerogativa concessa a chi aveva accumulato molta esperienza, perciò solo le persone che avevano molta età ed esperienza erano considerate autorevoli. Solo dopo una certa età si era adulti, perciò solo gli anziani entravano nei luoghi in cui si prendevano le decisioni. Si aveva fiducia di chi aveva molto vissuto e conosciuto, ma così non era nelle scuole dei misteri dei Lemuri.

Anche in Atlantide si conservarono le scuole dei misteri e per essere ammessi non contava età o genere, ma si studiavano le incarnazioni precedenti e si decideva se il soggetto poteva venire accolto. Chi entrava al servizio degli dei non veniva selezionato per origine, età, forza fisica o esperienza personale, ma perché aveva qualità speciali.

Questi uomini sacri agli dei erano molto rispettati e venerati, perché avevano accesso ad una sapienza antica e superiore che gli veniva rivelata dalle divinità. Gli abitanti di Atlantide sapevano come usare le energie della natura, perciò usavano la forza dei vegetali per estrarre l’energia che gli occorreva.

Delle piante si servivano sia per l’alimentazione che per l’industria come pure per la locomozione. Tutti gli utensili che gli Atlantidi usavano venivano alimentati con la combustione dei germi del grano. L’energia vegetale poteva muovere dei piccoli veicoli che volavano a bassa quota: e questo avveniva perché l’atmosfera terrestre era molto più densa di quanto non lo sia oggi.

Ma anche l’acqua è molto cambiata rispetto ad allora, perché anticamente l’acqua era molto più fluida di adesso: infatti l’acqua si è poi condensata molto di più. Perciò non potremo mai canalizzare le acque come fecero gli Atlantidi che assorbivano un’acqua diversa da quella odierna.

Da questa acqua, la forza vitale posseduta dal loro corpo sapeva trasformare le energie necessarie. Essi usavano le forze fisiche in modo diverso da come facciamo oggi noi uomini moderni. Avevano un concetto diverso di stanchezza e debolezza del corpo, perché sapevano usare il corpo a seconda di come gli conveniva e di come volevano.

Gli Atlantidi vivevano in colonie che abitavano in mezzo alla natura, e costruivano dei villaggi arborei che sorgevano sopra piattaforme fatte con rami intrecciati. Tutti gli utensili e strumenti che usavano erano ricavati dalla natura, perciò la loro vita scorreva in perfetta armonia con i ritmi naturali.

La natura era sentita come un bene comune che tutti dovevano proteggere e venerare, perché tutto ciò che avevano gli veniva dalla natura, perciò tutto quello che costruivano era considerato un bene pubblico. Tutti erano felici di contribuire al bene della comunità, perché non c’era il concetto di proprietà privata.

Gli Atlantidi avevano tutte le qualità interiori che erano presenti negli antenati di Lemuria, ma la prima sottorazza di Atlantide ebbe anche uno sviluppo di sensi e sentimenti che nei Lemuri era assente. In Atlantide si sviluppò l’attaccamento al ricordo di ciò che avvenne nel passato perciò gli Atlantidi svilupparono anche il linguaggio.

La parola fu prodotta per la necessità di voler comunicare quello che si sentiva interiormente. La capacità di condividere le esperienze fece sorgere la capacità di dare un nome alle cose che si erano provate o udite. Nei Lemuri si era sviluppata una memoria embrionale, però la prima sottorazza atlantica dei Rmoahals sviluppò anche il linguaggio.

Il linguaggio creò un legame più forte tra gli uomini per merito della comunicazione. I Rmoahals avevano sempre un profondo legame con la natura, perciò avevano anche una potente forza primitiva e istintiva. La loro forza interiore era molto potente, perciò le loro parole avevano un grande potere magico.

Per questo motivo, la loro parola aveva più valore che in sottorazze seguenti. Questo potere andò diminuendo per diventare sempre più debole. Ma, originariamente, le loro parole avevano il potere di guarire le malattie, favorire la crescita delle piante, domare gli animali feroci, e altre cose simili.

Il linguaggio dei Rmoahals era sacro, perciò non si potevano sprecare le parole sacre o abusare del potere che esse offrivano. Tutti sapevano istintivamente che approfittare del potere magico era una trasgressione che avrebbe causato un danno insanabile. Sul colpevole sarebbe caduta la rovina, perciò quella possibilità era impensabile!

Però l'equilibrio finì nella sottorazza successiva ossia nei Tlavatli, che svilupparono l’ambizione che nei Rmoahals era assente. Presso i Tlavatli si onoravano le gesta più gloriose del passato e chi le aveva compiute, perciò si chiedeva il riconoscimento del valore personale. Essi onoravano gli uomini più forti e ambiziosi, perciò elessero un capo che fu onorato con una dignità regale.

Nel popolo dei Tlavatli si cominciarono a onorare gli antenati. Presso alcune stirpi i morti erano ricordati dai discendenti, perché furono valorosi. Precedentemente, presso i Rmoahals, erano onorate solo le azioni che erano compiute al tempo presente. E se allora, le persone si riunivano per simpatia istintiva, dopo si riuniscono con quelli della stessa origine.

In quei tempi diventò possibile che, intorno al più potente si possa riunire un gruppo di uomini accomunati a compiere la medesima impresa. Questo tipo di unioni si praticò soprattutto nella terza sottorazza ossia presso i Toltechi. I Toltechi si riunivano in gruppi e poi in comunità che si associavano sotto il governo di una sorta di stato la cui direzione divenne poi ereditaria.

Il valore degli antenati si trasmetteva ai figli perciò la discendenza riceveva l’onore riservato ai suoi antenati, poiché le qualità erano ricevute dai nipoti. Steiner dice che, in quei tempi lontani, gli antenati avevano realmente il potere di trasmettere le qualità migliori riversandole nei discendenti, perciò le qualità familiari si trasmettevano davvero.

L’educazione rafforzava la venerazione, perciò le immagini delle persone e delle gesta gloriose venivano usate nella loro educazione che stimolava l’emulazione mostrando un modello esemplare. Quando un gruppo di Toltechi si segregava volontariamente portava con sé un ricordo vivente e tangibile di quello che avevano ereditato nella casa di origine.

La civiltà tolteca ebbe lo splendore che conosciamo, perché fu descritto nei racconti di Platone e nelle fonti occulte dei veggenti usate dai teosofi. La civiltà di Atlantide fu guidata da sovrani di saggezza superiore, perché avevano un potere e una saggezza che non si conquistano sulla terra.

Tutta la vita sociale di Atlantide fu governata dagli iniziati, perché il loro sovrano non doveva essere solo un condottiero, ma era anche il massimo iniziato. Ai sovrani fu riservato lo status di esseri superiori, perché erano messaggeri delle divinità che per loro mezzo governavano. L’arte di governare era riservata solo agli individui più avanzati che erano in diretto contatto con le divinità.

Gli dei si esprimevano per loro tramite, perciò i sudditi erano completamente sottoposti ai sovrani celesti. E lo erano, perché i sovrani di Atlantide erano dei signori celesti che venivano addestrati nei templi. In Atlantide non c'era bisogno di riconoscere questa realtà, perché ogni gesto del sovrano rivelava la sua natura divina.

Molti sovrani furono sia grandi reggenti e guide spirituali. Il valore e la saggezza dell'imperatore offriva un potere immenso e una venerazione assoluta. Gli insegnamenti che le guide divine ricevevano dagli dei non avveniva con linguaggio umano e neppure in forma terrena.

Si narra che la divinità veniva in “nubi di fuoco.” I messaggeri comprendevano quegli esseri celesti, perché anche loro non appartenevano completamente al mondo terreno. Molti sapevano di essere solo temporaneamente al livello terreno, perché solo temporaneamente vivevano una forma umana però la loro natura era sovrumana. Questi furono i tempi di cui si narra che gli dei potessero scendere a camminare sulla terra e potevano parlare con gli uomini.

A quei tempi, sulla terra vivevano degli esseri che avevano una doppia natura, perché avevano sia natura umana che divina. Il prestigio che scaturiva dal potere immenso del divino sovrano e sommo iniziato si può solo immaginare. Questo mondo crollò quando si sviluppò l’ambizione più sfrenata e il capriccio dovute all’esaltazione eccessiva della personalità.

Ma questo è fatale, dice Steiner, perché avviene sempre che lo stesso elemento che spinge verso l'evoluzione sia anche l’inizio della decadenza. Si arrivò ad esaltare la personalità fino a quando l’ambizione personale fù smodata, perciò non si seguì più il volere degli dei ma si volle dare soddisfazione al capriccio personale.

Si iniziò ad abusare del potere magico, e quanto più quel potere aumentava e tanto più si voleva avere altro potere. E tutto si fece solo per dare soddisfazione all'interesse personale. L’ambizione e l’esaltazione della persona causarono l'egoismo che degenerò in prepotenze e violenze dovute all’abuso del potere.

Ma gli Atlantidi avevano il potere di dominare le forze naturali, e questo fu l'errore che riuscì fatale. Fu abusato il potere magico e le leggi della natura furono perturbate. Si iniziarono a praticare le azioni più spregevoli usando la magia nera. Steiner dice che, soprattutto ai tempi della sottorazza seguente ossia tra i Turani primitivi si fecero tutte queste cose spregevoli.

I Turani furono un popolo abituato a seguire solo l'ambizione, il capriccio e l'arbitrio personale. Essi usavano con molta disinvoltura il potere che le forze occulte più oscure potevano offrire. Furono usate senza scrupolo le forze oscure, perciò queste forze si scontrarono tra loro. Questa fu la causa della distruzione di Atlantide che avvenne, secondo Platone, nel corso di un giorno e di una notte.

La teosofa Annie Besant racconta che, la Cina fu abitata anticamente dalla 4° sottorazza degli Atlantidi che si erano rifugiati sul continente asiatico per sfuggire alla catastrofe che aveva distrutto il loro continente. I Mongoli sono gli ultimi discendenti dei Turani primitivi di Atlantide, perciò anche la Cina ha un rapporto molto stretto con il continente perduto.

Il medico taoista del periodo Wu (222-227 d.C.) Ko Yuan o Hsuan, di cui si dice che fosse un grande taumaturgo e un uomo molto intemperante ed eccentrico, e che scrisse il “Ching Chang Ching” ossia il “Classico della Purezza” rivela l’origine della sua saggezza dicendo che le sue conoscenze le aveva avute direttamente dal Divino Governatore dell’Hwa d’Oriente.

Il Divino Governatore, a sua volta, le aveva avute dalla Reale Madre dell’Occidente. Va saputo che, Divino Governatore della Porta d’Oro, era il titolo dell’iniziato che reggeva l’antico impero dei Toltechi di Atlantide. E da questo si capisce che il "Classico della Purezza" fu importato in Cina dai Turani di Atlantide, e tutto avvenne quando i Turani si separono dai Toltechi fuggendo da Atlantide che veniva travolta dal mare.

Buona erranza
Sharatan

giovedì 6 febbraio 2014

Cronache visionarie




“Il pensiero contiene la possibilità
della situazione che esso pensa.
Ciò che è pensabile è anche possibile.”
(Ludwig Wittgenstein)

Gli aborigeni del Centro America, ai tempi della Conquista spagnola, dicevano che il loro popolo veniva dall’Oriente e che i loro antenati erano gli antichi abitanti di Atlantide. Le notizie più antiche su Atlantide sono contenute nel Timeo di Platone dove Crizia narra che Solone, il più saggio dei saggi di Grecia andò a Sais, sul delta del Nilo.

Solone interrogò i sacerdoti egizi sulle conoscenze possedute dagli antichi, e il più vecchio sacerdote del tempio della dea Neith che corrispondeva ad Athena, gli disse che i Greci di cose antiche ne sapevano ben poco avendo, al riguardo, la mente e l’ingenuità dei bambini. Nella loro anima non conservavano nulla che si potesse definire veramente antico.

I greci non sapevano che la terra e l’umanità devono affrontare delle distruzioni che si susseguono in lunghi intervalli di tempo con andamento ciclico. Infatti, gli dei periodicamente purificano e rinnovano la terra, e la ripuliscono per mezzo dei diluvi come avvenne spesso in passato.

Molti popoli non conservano le conoscenze antiche, perché non hanno delle tradizioni che vanno oltre la scrittura perciò, quando c’è il diluvio sono distrutti i popoli assieme alle loro memorie. Alle catastrofi sopravvivono solo i più ignoranti ed i più incolti, perciò ogni volta dobbiamo ricominciare tutto da capo. E questo avviene perché si ignorano le cose e soprattutto perché si dimenticano i fatti del passato.

I greci non sanno che, in passato ossia 9.000 anni prima di loro, esisteva il continente di Atlantide che sorgeva oltre le Colonne di Ercole. Il popolo di Atlantide aveva fondato un enorme impero che dominava non solo sull'Atlantide, ma governava anche in Libia arrivando in Egitto e in molte parti dell’Europa fino alla Tirrenia.

Poi vennero degli incredibili sconvolgimenti e terremoti che causarono la catastrofe del continente che sprofondò nel giro di un giorno e di una notte. Se cerchiamo le prove storiche dell’esistenza di Atlantide perdiamo tempo, perché dovremmo ricercare le tracce delle molte civiltà che precedettero la nostra, cioè la razza ariana che è la 5° razza radice dell’umanità.

Seguendo gli studiosi che cercano le tracce storiche vediamo le teorie di alcuni di loro, secondo i quali, le cime superstiti di Atlantide, che si inabissò circa 9.600 anni fa sono le isole Antille a ovest e le Azzorre, le isole Canarie e quelle di Capo Verde a est. Studiando le forme di vita di queste isole si sono trovate delle forme vegetali di tipo continentale, e non isolano come dovrebbe essere logico.

In quelle zone sono stati ritrovati dei reperti fossili risalenti all’epoca glaciale, e delle specie vegetali ormai estinte in Europa ma ancora presenti in Portogallo, e quelle stesse specie sono ancora viventi in quelle zone. Si è perciò ipotizzato che Atlantide fosse legata alla penisola iberica e all’Africa Occidentale nella zona della Mauritania, e che quel continente fosse esteso fino alle Andorre.

Le case degli dei del Messico, la grande Huacas del Perù, le mura ciclopiche amerindiane, le costruzioni nuragiche, le costruzioni micenee e le torri babilonesi hanno una tipologia che conferma una coerente fascia d’influsso e di civilizzazione. L’archeologo tedesco Enrico Schliemann il visionario delle scoperte eccezionali riguardo agli scavi sulla civiltà troiana e su quella micenea, ci ha lasciato un contributo importante.

Schliemann scrisse nei suoi taccuini di scavo che, mentre stava scavando sul colle di Issarlik con il tesoro di Priamo trovò un vaso fatto di una lega sconosciuta ai tempi, e mai usata da quei popoli. Il vaso era fatto di una lega di platino, alluminio e rame e aveva una incisione in caratteri fenici che diceva: “Dal Re Chronos di Atlantide.”

Nella letteratura teosofica troviamo molte testimonianze su Atlantide e altri come Steiner hanno lasciato la descrizione dell’evoluzione spirituale dei popoli che vissero in Atlantide. Nelle Cronache dell’Akasha, Steiner racconta che gli abitanti di Atlantide erano i superstiti sopravvissuti alla distruzione di un continente più antico che si estendeva a sud dell’Asia, e che era chiamato Lemuria.

Lemuria si era evoluta e poi era decaduta, perciò quando quel continente venne distrutto, quelli che sopravvissero si sparsero sulle terre vicine. Lemuria sorgeva a sud dell’Asia fra Ceylon e il Madagascar, perciò comprendeva l’Asia meridionale e anche parte dell’Africa. Steiner dice che quei popoli antichi erano molto diversi da quelli odierni, perché non avevano ancora sviluppato la memoria e non usavano il linguaggio.

I loro sentimenti venivano espressi con dei suoni, però essi avevano un'immaginazione molto istintiva e potente che li guidava nelle loro attività, e comunicavano in modo telepatico. La loro sensibilità era istintiva, perciò gli permetteva di vedere le proprietà della materia e le forze vitali che le dirigono, perciò conoscevano la forza germinativa della natura e il linguaggio degli animali.

I lemuri avevano anche un totale controllo del loro corpo fisico che potevano modificare a loro volontà. Per questo potevano sollevare degli enormi pesi, perché con la grande forza di volontà potevano potenziare le forze fisiche. Da questo punto di vista, dice Steiner, si potrebbe dire che il lemure fosse un mago nato, perché la forza della sua volontà sapeva dominare la natura.

Anche l’educazione che veniva impartita rafforzava alcune qualità nei maschi e altre qualità nelle donne. I maschi venivano sottoposti alle più dure prove fisiche per rafforzare il carattere, la forza fisica e la sopportazione al dolore. Le donne venivano educate con una dura disciplina simile, però nelle donne si potenziava la fantasia.

Le donne venivano esposte alle tempeste e imparavano a conoscere il potere della natura per renderlo familiare. Esse dovevano sviluppare una grande confidenza e una profonda venerazione per quelle forze e per la natura. Le donne dovevano sviluppare la loro tendenza naturale al sogno e alla fantasia, perché quelle qualità interiori erano molto apprezzate.

I lemuri costruivano degli edifici che usavano come scuole e luoghi di ricerca. Chi era considerato adatto ai misteri era accolto in queste scuole che potenziavano la naturale tendenza dei lemuri per la magia. Chi non poteva affrontare le fatiche e le difficoltà a cui veniva sottoposto era respinto, perciò il sapere occulto restava un mistero per la maggioranza.

Nei centri misterici si conosceva per veggenza e s'imparava a dominare le forze della natura, perciò quelle scuole addestravano i signori degli elementi. Chi usciva dai templi sapeva di essere dominato dalle forze divine, perciò gli iniziati si sentivano i servitori degli dei. Verso gli esseri consacrati agli dei c’era un'enorme venerazione, perciò tutti obbedivano agli iniziati che erano in relazione diretta con le divinità.

Soprattutto le donne erano addestrate in questo modo, infatti soprattutto loro avevano le qualità necessarie legate alla percezione interna. Nell’anima della donna nacque la memoria e con la memoria nacque la coscienza morale che è la memoria di ciò che è bene e di ciò che è male: questa è la verità sul mito di Eva che mangiò il pomo della conoscenza e che spinse l'uomo a mangiarlo.

Nell'anima della donna nacque l'amore per qualcosa e l'avversione per altro. Chi non capisce che l'evoluzione della vita interna dell’anima avvenne per merito delle donne, non potrà capire neppure l’evoluzione dell’umanità. La meditazione interiore e il culto della memoria sono il primo germe del diritto e della morale di cui la donna fu la prima interprete.

All’uomo toccò invece l'applicazione della forza magica della volontà per imporsi sulla natura. La donna era più influenzata dall’elemento interno dell’anima, mentre l’uomo era più sottoposto a dominare la volontà esterna dello spirito. Lo sviluppo del potere femminile di saper comunicare con le divinità sono il motivo per cui i Lemuri avevano una enorme considerazione per le loro donne.

Perciò Atlantide si sviluppò dai lemuri per merito e per l’influsso di esseri altamente evoluti ed esperti delle leggi che governano lo sviluppo delle razze, dice Steiner. Un gruppo di lemuri si isolò in luoghi torridi e in quei luoghi iniziò la direzione e il governo delle genti. Il comando di quei gruppi lemuriani venne affidato alle donne, perciò le prime società furono società matriarcali.

Le donne avevano il potere della conoscenza e dell'osservazione della natura da cui traevano l'ispirazione per applicare le regole alle comunità che governavano, perciò queste furono le basi del diritto. Le donne dirigevano le attività degli uomini vigilando affinché la volontà e la forza maschile non divenissero un dominio di prepotenza e prevaricazione.

Tutto questo accadeva in modo spontaneo e molto primitivo, perché l’influenza delle donne era riconosciuta spontaneamente e non imposta. La considerazione di cui godevano veniva tributata in modo spontaneo. La visione di queste sacerdotesse era molto inconsapevole e sognante, perché esse venivano travolte dall'elemento divino che le possedeva, come si dice avvenisse per le pitonesse di Apollo che vaticinavano nel santuario di Delfi.

Le donne che erano dedite ai misteri venivano spinte dalle “voci interiori” che sorgevano dall'interno, e dalle sensazioni che sentivano provenire dalle pietre, dalle piante e dagli animali. Esse sapevano come interpretare lo stormire delle foglie, la forma delle nuvole e capivano il verso degli animali, perciò questa enorme sensibilità interna ne accresceva il prestigio.

Molte donne ebbero un immenso potere, perché interpretavano, guarivano, governavano e rivelavano la volontà degli dei, perciò nacque un linguaggio che era simile al canto. Imitando la natura che risuonava per esprimersi, le donne veggenti iniziarono a cantare emettendo dei suoni melodiosi e ritmici da cui veniva emanato il grande potere delle forze divine che si esprimeva per loro tramite.

Iniziarono a tenersi delle funzioni sacre in cui venivano emesse delle parole che non avevano senso, ma che avevano un enorme potere risanatore e una melodia che incantava e assoggettava. Le sacerdotesse cantavano quelle melodie sacre per agire e per nutrire l’animo umano. Esse cantavano e ripetevano le melodie sacre, perché i suoni influivano sugli uomini e sulle donne che li sentivano.

Altre volte al canto univano una danza, perché l'imitazione delle movenze facilitava la fusione con le forze della natura. Le funzioni sacre avvenivano in luoghi adatti a favorire le attività sacre, perché avevano il potere di potenziare le forze della terra. Questa è la storia del popolo che, quando l'attività vulcanica causò la distruzione di Lemuria, fuggì e fondò la civiltà di Atlantide.

Buona erranza
Sharatan