domenica 20 gennaio 2019

Il mercato di sementi



Potete forse trovare un altro mercato come questo?
Dove, con la vostra unica rosa,
potete comprare centinaia di giardini di rose?

Dove,
con una sola semente,
ottenete un’intera foresta?

Con un debole respiro,
il vento divino?

Avete avuto paura
di essere assorbiti dal terreno,
o di essere soffiati via dall’aria.

Ora, la vostra goccia d’acqua se ne va
e si getta nell’oceano,
da dove proviene.

Non ha più la forma che aveva,
ma è pur sempre acqua.
L’essenza è la stessa.

Rinunciare non vuol dire pentirsi.
Vuol dire onorare
profondamente voi stessi.

Quando l’oceano viene a voi
come un amante, sposatelo subito,
fate presto, per l’amore di Dio!

Non rimandate!
L’esistenza non ha in serbo doni migliori.
Nessuna ricerca potrà trovarli.

Un falco perfetto, senza un motivo preciso,
vi si è posato sulla spalla,
e diventa vostro.
(Jalal-ud-Din Rumi)

Secondo una credenza molto diffusa, noi “veniamo al mondo”, di conseguenza continuiamo a far nostra l’idea che il nostro essere e la nostra provenienza siano completamente diversi … ma non siamo separati dal mondo, e invece di “venire al mondo” come un progetto di costruzione, in realtà, deriviamo dal mondo stesso.

Diamo un’occhiata a un susino ed esaminiamo come le susine compaiono al mondo. Si pianta un seme e l’albero cresce, poi fiorisce e infine dà frutti. L’intelligenza che c’è nella susina è anche in questo mondo, non solo, ma è anche nel seme, nel fiore, nella corteccia, nei rami e nelle radici. Ogni singolo elemento del susino ha in sé l’intelligenza della susina.

Così come un susino dà le susine, anche voi avete origine da questo mondo, con la medesima energia che è in ogni aspetto del vostro essere. Se guardaste la Terra da una certa distanza, osservereste che ha rocce, oceani, vegetazione e gente. Voi siete un frutto di ciò che l’universo sta facendo a livello conscio, così come l’onda nasce dall’oceano e la susina dal susino.

Siete un’intelligenza che, sebbene invisibile, è presente in ogni fase della vostra creazione ed esperienza di vita, e si trova, identica, anche in tutte le persone e in tutte le cose del mondo fisico. Alla maggior parte di noi è stato insegnato esattamente il contrario.

Quando si pensa alla creazione, in genere si tende a distinguere il regno spirituale dell’invisibile da quello fisico della materia. Si ritiene, inoltre, che noi siamo il risultato di un atto di costruzione, dunque qualcosa che non deriva dall’universo, ma viene invece introdotto in esso.

Quando riuscirete a vedere voi stessi come un frutto di questo mondo, vi risulterà chiaro che l’intelligenza innata contenuta nel seme della vostra procreazione è un’energia che fluisce attraverso ogni cosa nel vostro mondo. Voi e l’ambiente di quel processo di crescita siete distinti ma contemporaneamente legati.

Siete inseparabili come il vostro respiro e l’aria che respirate, il vostro atto di camminare e il suolo su cui camminate, il vostro pensiero e l’organismo con cui pensate. Come potete notare, tutti respirano la stessa aria, camminano sullo stesso suolo e pensano come un organismo, al pari di voi. E voi siete legati a tutti questi esseri.

Non è un caso che un individuo che vive in un paese lontano, con diverse caratteristiche fisiche esteriori, che parla un’altra lingua, possa, morendo, donare a voi il proprio fegato o i reni o la cornea, ristabilendo così il flusso dell’energia vitale in voi.

Se riteniamo che ciò che è al di fuori di noi non sia noi, e che noi non facciamo parte del processo di popolazione della Terra, coltiviamo un atteggiamento di estraneità e di ostilità. Questa mentalità ci conduce a parlare della nostra conquista dell’ambiente, il che significa che non possiamo trarre vantaggio dalla consapevolezza di essere legati a tutto ciò che esiste. Il bisogno di conquiste ci mette in contrasto con il mondo.

Gli Indiani d’America hanno un detto particolarmente profondo:«Nessun albero ha rami così sciocchi da combattere tra loro». Eppure questo è esattamente ciò che facciamo quando vediamo noi stessi come divisi da tutti gli altri che condividono con noi la stessa intelligenza divina.

Noi deriviamo da questo mondo e siamo il risultato di ciò che la divina intelligenza sta compiendo, e non possiamo mai perdere questo contatto. Potreste pensare a voi stessi come un sintomo dell’universo invece che a un estraneo di questo universo.

Ciò a cui tutti noi pensiamo come allo spirito che dimora dentro di noi, in realtà è la divina, invisibile intelligenza che è causa della nostra stessa esistenza e della nostra origine del mondo. È anche separabile dalla nostra essenza fisica, dal nostro ambiente, da chiunque e da qualsiasi altra cosa in questo universo. Nel momento in cui capite che avete origine da questo mondo come una mela nasce da un melo, vi identificate con l’essenza spirituale …

Non siete un lampo improvviso e momentaneo di consapevolezza incarnata in mezzo a tenebre eterne, siete un’essenza che continua a svilupparsi in questo mondo, un mondo in cui lo spirito e la manifestazione dello spirito appaiono diversi ai sensi, e in effetti lo sono, ma sono anche legati tra loro. Siete entrambi queste essenza contemporaneamente. (Wayne W. Dyer, Inventarsi la vita, TEA ed.)

giovedì 17 gennaio 2019

L’Io di gruppo umano



“L’Io dell’uomo si consuma nel suo proprio fuoco
mediante sé medesimo.”
(Aforisma ermetico)

L’essere umano sta facendo contemporaneamente una discesa e un’ascesa, dice Steiner, ma il percorso non viene compiuto in totale solitudine. Come per tutte le specie, anche per l’uomo il cammino evolutivo viene percorso insieme alla propria specie. Durante la vita fisica, l’uomo impara a modificarsi per sviluppare un’anima individuale.

Anticamente, gli uomini erano forniti di un’anima che viveva inserita all’interno di un’anima di gruppo che raggruppava molti individui, così come accade negli animali.L’insufflazione dell’anima da parte di Dio non avvenne in modo repentino, ma tramite un processo che si completerà in un lasso di tempo molto ampio.

Le forze spirituali furono inspirate dall’uomo con il respiro, ma gli uomini non erano maturi e non avevano la struttura adatta a ospitare l’anima cosciente. Quest'anima non sarà l’ultimo stadio di sviluppo dell'uomo, perché in futuro svilupperemo l’anima senziente che si evolverà per ospitare il Sé spirituale o Manas: questa è la nostra meta finale.

In origine gli uomini erano raggruppati in 4 tipi fondamentali, espressi dai 4 animali biblici messi ai 4 lati del Carro Divino che vengono associati ai 4 apostoli: toro, aquila, leone e uomo. Questi tipi sono i simboli  dei 4 ceppi originari da cui discende tutta l'umanità.

A loro vengono associati anche i 4 elementi: fuoco, aria, acqua e terra, e questi simboli mostrano la quadruplice natura dell’essere umano. Dai 4 ceppi principali si svilupparono le 4 razze umane: bianca, nera, rossa e gialla. Non esistono razze pure, perché l’umanità è una miscela di 4 tipi umani esistenti fin dall'origine.

Gli esseri umani seppero evolversi fino a sviluppare 4 involucri diversi per ospitare le 4 componenti dell'essere umano: corpo fisico, eterico, astrale e l’Io. Nel singolo “persiste” il ricordo delle vite precedenti che restano sotto forma di “doti” frutto di molte esistenze precedenti. Queste attitudini si manifestano in forma di talenti, attitudini, antipatie e simpatie.

La “persistenza” di caratteri derivati da esistenze precedenti produce una specifica struttura e sostanza che sintonizza gli accordi del singolo su una certa tonalità. un accordo nelle vibrazioni produce un’attrazione dell’anima verso altre anime a lei consimili, per cui l’anima viene “attratta” verso un gruppo familiare specifico.

E tanto più si va a ritroso nel tempo, tanto più si osserva che l’anima del singolo era inclusa nell’anima vastissima composta da molti singoli che condividono la medesima anima. L’anima singola non si percepiva come una volontà unica e individuale, ma percepiva come propria la volontà della grande anima in cui era incluso.

Il singolo amava solo chi faceva parte della stessa stirpe, perché prevaleva la forza del legame del sangue. Il sangue, dice Steiner, è un succo peculiare come afferma Goethe perché il sangue esprime la forza dell’Io. Invece il corpo fisico si esprime nella sua stessa forma fisica, il sistema ghiandolare si esprime nel corpo eterico, il sistema nervoso nel corpo astrale, e il sangue si esprime con l’Io.

Anticamente, il singolo era racchiuso all'interno di un gruppo che percepiva come suoi pari, e questa fu una necessità evolutiva. Il fine dell’esistenza terrena è la capacità di esprimere l'amore, ma l'apprendimento è difficile. L’amore richiede l’indipendenza dell’essere che ama e viene amato.

A quei tempi l’uomo non era autonomo, era immaturo, perché la sua coscienza doveva evolversi, perciò fu sviluppato solo l'amore verso i consanguinei e questo durò a lungo. L’amore per il proprio sangue spinse a conservare la stirpe con matrimoni tra consanguinei.

Il gruppo condivide la stessa forza che è infusa dallo stesso sangue, e il singolo sa che fa parte della stessa famiglia di anime. Anticamente c'erano solo le anime di gruppo i cui appartenenti si univano solo ai membri della loro stirpe. I singoli non sentivano il proprio Io come un Io personale, ma sentivano l'Io del gruppo a cui appartenevano.

E costoro, con il sangue dei loro padri, ereditavano anche i loro ricordi di vite passate, e tali ricordi erano tramandati e sentiti come se fossero esperienze vissute in prima persona, dice Steiner. L’anima di gruppo non era estesa nello spazio ma era estesa molto estesa nel tempo.

La vedremmo nascere in un certo punto, in una certa data e al piano eterico. Da quel punto in poi essa inizia a esistere e si manifesta come un’anima di gruppo a livello eterico, poi si trasforma, si sviluppa e finesce di esistere. L’anima di gruppo assume le caratteristiche dei 4 tipi originali e mentre si modifica per integrarne le qualità subisce una trasformazione.

Dietro alla forma fisica c’è sempre una presenza eterica, e così accade anche nell’anima di gruppo dell’uomo. L’anima di gruppo vive più a lungo del singolo essere umano, perciò il suo ciclo vitale è più lungo di quello del singolo individuo. Nascita e morte sono caratteristiche all’essere fisico, ma la trasformazione riguarda l'eterico e diventa una metamorfosi.

Anche un’anima di gruppo viene da esistenze precedenti, attraversa la gioventù, vive la maturità, affronta la vecchiaia e poi declina, ma la sua coscienza non muore: essa si trasforma. Quando la stirpe nasce è fatta da una raccolta di singoli, dice Steiner, perciò la stirpe si trasforma insieme ad essi.

La forza della stirpe cresce con il suo prestigio finché essa raggiunge l’apice e tramonta senza finire di esistere, perché sa risorgere dalle sue stesse ceneri. E quando torna a rivivere, si trasforma nell’anima di gruppo di un’altra stirpe.

L’insieme di molti forma una comunità umana che affronta uno sviluppo ascendente e uno sviluppo discendente per un tempo che fu stimato con calcoli esatti dagli antichi occultisti. Essi calcolavano l’età dell’uomo in 75 anni (espressi in anni lunari), e dicevano che la durata dell’anima di gruppo è di 14 età (in anni lunari), in cui i 4 tipi si incontrano lungo il percorso di ascesa e discesa fino alla prossima metamorfosi.

Calcolando le generazioni essi moltiplicavano il 75x7 (cioè gli anni di una generazione) e ottenevano l’età di circa 500 anni. Per questo l’antico occultista affermava che una stirpe viveva 500 anni, e poi moriva. Ma poi risorgeva dal rogo del suo fuoco interiore che distruggeva la vecchia forma per far posto alla nuova forma, e ciò avveniva senza perdere la sua coscienza.

Sappiamo che il tramite dell’Io è il sangue e il sangue è anche il mezzo di espressione del fuoco. Il corpo fisico è il mezzo di espressione della terra, il corpo eterico è il mezzo di espressione dell’acqua, il corpo astrale è il mezzo di espressione dell’aria. Quando l’uomo avrà superato la cupidigia dell’Io otterrà l’immortalità. Questa dottrina, dice Steiner, viene espressa dal simbolo della “fenice” che sa risorgere dalle sue stesse ceneri.

Buona erranza
Sharatan

domenica 13 gennaio 2019

L’Io umano alla ricerca di se stesso



La storia dell'evoluzione insegna
che l'universo non ha mai smesso
di essere creativo o inventivo.
(Karl Popper)

Fin dai primordi lo spirito umano anelava a diventare cosciente di sé. E’ questa la tensione evolutiva che ha infuso in lui lo spirito divino. Nella mente divina, il nostro spirito esiste da sempre, ma solo sulla terra può diventare consapevole di sé. Il mondo della materia è sorto proprio perché noi, osservandolo, ci si renda conto della nostra identità portandoci ad esclamare: io non sono materia, ma spirito!

Ognuno può conoscere se stesso solo distinguendosi dall’altro, da ciò che non è. Ogni identità presuppone un’alterità. Il lungo cammino della presa di coscienza da parte dello spirito umano dentro il mondo della materia, ha dunque come presupposto la “materializzazione” - se è lecito chiamare così la creazione - dello spirito divino.

Innumerevoli esseri spirituali, all’opera nella natura, mantengono costanti e sempre disponibili per l’uomo le condizioni della sua esistenza fisica. La sua caduta intellettuale, lo stato di coscienza più illusorio che si possa immaginare, sta nel supporre che la stabilità delle leggi di natura, quelle che la scienza va indagando con sempre maggior precisione, sia il prodotto di una casuale organizzazione della materia stessa.

E il senso di questa caduta intellettuale è proprio la sua futura inversione. Una sorta di ascensione che porterà l’uomo a iniziare lui stesso a dettar legge in fatto di natura ritrasformando tutto ciò che è materiale in una realtà spirituale. La sua responsabilità morale è vasta quanto la creazione divina.

E’ questo l’immenso campo d’azione che farà sorgere una nuova creazione a partire dalle forze interiori della sua libertà e del suo amore senza limiti. E la creazione che l’uomo è in grado di fare non è un fastidioso dovere, ma appunto una vera e propria “ricreazione” del suo spirito. L’egoismo è l’inizio della libertà.

E’ quell’amore di sé, infuso nell’uomo dal Creatore divino, affinché serva da modello per l’amore che lui può rivolgere agli altri. Egli ricrea interiormente il mondo secondo l’adagio: “Ama ogni prossimo tuo liberamente, così come naturalmente ami te stesso”.

La libertà umana deve passare per la cruna dell’ago dell’egoismo. Solo chi si sia prima chiuso in se stesso, chi si senta staccato dagli altri, ha la possibilità di vincere questa illusione prendendo coscienza di quanto profondamente gli altri intessano il suo stesso essere.

Nessun amore può diventare libero se prima non ha vissuto le mille strettoie e gl’infiniti limiti delle preferenze, dello schierarsi, del difendersi dall’invasore, dell’aver cura di pochi altri. Lo spirito umano sta attraversando in questa epoca una specie di pubertà.

Il singolo è ancora tutto intento - basti pensare al sistema del capitalismo - ad afferrare la sua autonomia, la sua piena indipendenza sia nel pensiero che nell’azione. L’umanità si è atomizzata in tanti voleri contrastanti, cominciando appena a rendersi conto di quanta poca libertà sia possibile se a ciascuno interessa solo la sua.

Dobbiamo ancora imparare che la libertà propria si consegue solo nella misura in cui si ama quella di tutti. La perfezione verso cui tende l’evoluzione è creare armonia, un equilibrio organico tra i due grandi valori morali dell’umano che sono da un lato le singole individualità, uniche e liberamente creatrici, e dall’altro la loro comunione che costituisce un organismo spirituale in cui nessuno può esistere senza gli altri.

All’inizio dell’evoluzione c’era la comunione, senza individuazione però - lo stadio a cui “l’altruista” naturale vorrebbe tornare. Nel suo bel mezzo, che è ora, ci ritroviamo con tante individualità desiderose d’affermarsi a scapito della comunione, perché non si sono ancora accorte che così facendo agiscono a scapito proprio - è la struttura dell’ “egoista” che vorrebbe restare allo stadio intermedio dell’evoluzione.

La perfezione dell’ordine morale non può essere che un equilibrio perfetto in cui ogni spirito individuale, e l’intero organismo dell’umanità, si danno vita a vicenda. La comunione di tutti con tutti può avverarsi solo grazie al crescere della forza pensante e amante di ogni individuo.

E diventare sempre più libero e creatore significa, per il singolo, ricomporre nella propria mente e nel proprio cuore l’umanità dispersa, sì da farne un organismo invisibile non meno meraviglioso di come l’ha concepito la fantasia divina ai primordi dell’evoluzione.

Ogni spirito umano rappresenta un’intuizione morale unica e insostituibile dello spirito creatore universale. E la Divinità stessa ha infuso in tutti gli Io umani il dinamismo interiore che tende a far di tutti gli uomini un solo cuore e un’anima sola, portando così a compimento - e non annullandoli - la libertà e l’amore di ogni singolo.

Nella terminologia del cristianesimo, l’Umanità in quanto organismo unitario viene chiamata “il corpo mistico del Cristo”. In ogni organismo ciascun componente ha la sua identità e una funzione specifica che gli permette di contribuire alla salute degli altri organi e dell’organismo intero.

Più ogni essere umano diventa se stesso e più si scopre come un elemento vivente, che per quanto lo riguarda infonde salute alla complessa struttura dell’umanità. (Pietro Archiati, L’equilibrio interiore, Edizioni Archiati Verlag e K.)

martedì 8 gennaio 2019

Anime in evoluzione



“L’umanità è un fiume di luce che scorre
dall’esterno verso l’eterno.”
(Khalil Gibran)

Sarebbe un grosso errore credere che l’uomo possieda un’anima individuale già formata, e che nasca nell’esistenza terrena già fornito di un’anima individuale completa e che quest'anima venga incorporata in un corpo fisico nelle varie esistenze terrene, dice Steiner. L’uomo dei tempi attuali rappresenta uno stadio di passaggio da un’anima di gruppo che, anche l'uomo possedeva in un tempo lontano, e un’anima individuale compiuta e perfetta.

Al momento presente, l’uomo è sulla via di inserire completamente l’anima individuale dentro il suo corpo fisico. Siamo ancora in cammino per raggiungere questa tappa evolutiva che sarà conclusa quando l’uomo avrà terminato la sua esistenza sulla terra. Per la maggior parte degli uomini, il loro Io è un prodotto intermedio tra l’Io di gruppo degli animali e l’Io individuale e, tanto più si risale a ritroso nel tempo, e tanto più questo fatto diventa evidente.

All’inizio dell'evoluzione umana, cioè all’inizio dell’esistenza dell’uomo, al tempo in cui l’anima iniziava a scendere sul piano fisico, anche le anime degli uomini erano degli Io collettivi. Un gruppo di uomini apparteneva a gruppi di uomini che formavano un’anima collettiva. A tale riguardo, dobbiamo sapere che l’uomo è composto da 4 parti: corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e Io individuale, e che l’Io o anima individuale è costituito da 3 parti: anima senziente, anima razionale e anima cosciente.

L’Io individuale inizia a distinguersi nell’anima senziente e nell’anima razionale, ma solo nell’anima cosciente comincia a divenire un Io autocosciente. A questo stadio si inizia a percepire un’altra parte dell’essere umano: il Sé Spirituale o Manas. Riassumendo, allo stadio evolutivo attuale, l’uomo ha le seguenti parti: corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale che contiene l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente che sono inserite una dentro l'altra e, infine, Sé Spirituale che è l’Io vero e proprio.

Di questi 7 corpi, la parte più perfetta è il corpo fisico che, attualmente, è al massimo della perfezione. E con questo non si deve capire che sia la parte più evoluta, ma solo che il corpo fisico è arrivato al massimo sviluppo funzionale. Il corpo fisico mostra la migliore opera di ingegneria, di genetica, di chimica e di fisica osservabili in natura, perché nel corpo fisico, con il minimo dispendio di sostanza si ottiene il massimo risultato e rendimento.

Il cuore umano, dice Steiner, è un miracolo della natura e lo sarà ancor più quando avrà raggiunto una perfezione maggiore. Se facciamo un confronto con il corpo astrale che è colmo dei desideri e degli istinti umani, si vedrà che tale corpo è molto lontano dalla perfezione del corpo fisico perché istinti e passioni sono posti su di un gradino evolutivo inferiore.

L’avidità e la cupidigia dimostrate dall’uomo e il suo disinteresse per le necessità dei suoi simili lo pongono a un livello evolutivo infimo. Anche dai piccoli esempi notiamo quanto il nostro cammino evolutivo sia ancora lungo. Sappiamo che il corpo fisico fu formato quando la terra attraversava il suo primo stadio di evoluzione, lo stato di Saturno che non riguarda affatto il pianeta omonimo.

La terra ha attraversato quattro stadi di sviluppo, e mentre essa li attraversava, avvenivano anche delle trasformazioni evolutivo nell’essere umano. Mentre avveniva il secondo gradino evolutivo terrestre, cioè lo stadio del Sole, al corpo fisico venne aggiunto il corpo eterico, perciò l'eterico è posto a un gradino evolutivo inferiore rispetto al corpo fisico.

Al successivo gradino evolutivo della terra, lo stadio della Luna, fu aggiunto il corpo astrale per cui il corpo astrale ottenne solo lo stadio evolutivo prodotto durante lo stadio della Luna. Perquello che riguarda l’Io, esso fu aggiunto solo nel quarto stadio evolutivo; la Terra attuale. Per questo motivo l’Io va pensato come un neonato, per cui l'età e la maturità dell'uomo è quella di un essere che è appena nato.

Riflettendo in questo modo è chiaro il motivo per cui il corpo fisico abbia raggiunto il massimo grado di perfezione, e quando la terra avrà raggiunto la sua meta, tutta la materia fisica si spiritualizzerà e passerà alla condizione astrale. Lo stadio evolutivo successivo, detto di Giove vedrà il corpo eterico sviluppato al massimo grado; com'è oggi il corpo fisico.

Nell’evoluzione terrestre detta di Venere, sarà il corpo astrale a raggiungere il massimo grado di sviluppo. E, nello stadio successivo, quello di Vulcano sarà l'Io che raggiungerà la perfezione completa e si troverà allo stesso livello di completezza mostrata attualmente dal corpo fisico umano.

Giunto a questo stadio, il nostro Io sarà colmo di tutte le migliori caratteristiche che vengono lasciate dai vari stadi evolutivi che ha attraversato. Nell’occultismo, dice Steiner, l’antica Luna era detta il “Cosmo della Saggezza” e su di essa venne colmato di saggezza il corpo fisico.

Il corpo eterico sarà colmato di Amore quando raggiungerà lo stadio di Giove così come il corpo fisico, sulla terra è oggi ricolmo di Saggezza. E, in futuro sarà ammirato un bel corpo eterico così come oggi viene ammirato un bel corpo fisico. Da tutto ciò che si è detto emerge con chiarezza perché solo il corpo umano abbia raggiunto la perfezione del livello “Uomo”.

Per ciò che riguarda il grado di sviluppo del corpo eterico sappiamo che ha raggiunto lo sviluppo dell’animale e che il corpo astrale ha raggiunto il grado di sviluppo simile a quello del regno vegetale. Questo è ancora più evidente nel sonno, quando il corpo astrale esce dall'involucro, mentre il corpo fisico e quello eterico cadono in un sonno privo di sogni: questa è la condizione del mondo vegetale.

Il corpo astrale rispetto al suo stato di coscienza è ancora al gradino del vegetale, mentre il corpo astrale è al gradino vegetale riguardo alle sue condizioni di vita. E se il corpo astrale, occupa oggi il gradino del vegetale, l’Io è ancora più in basso, ossia al livello minerale.

Tutte le attività umane mostrano quanto sia vero quello che si è detto, perché l’uomo comprende solo le leggi fisiche del mondo minerale, infatti le usa per costruire le sue strutture. Se valutiamo il suo atteggiamento verso il mondo vegetale e verso gli altri esseri viventi vediamo che il suo intelletto non sa comprenderli.

È necessario che l’uomo abbia sviluppato una sensibilità per gli occulti del mondo. Infatti, nel futuro sapremo capire anche il regno vegetale e le piante così come oggi comprendiamo il mondo minerale, ma purtroppo ancora non abbiamo conquistato questa maturità morale.

Nel futuro la coscienza umana sarà sensibile alle vibrazioni che sono prodotte dai corpi eterici e sarà elevata dalla mera condizione della vita minerale diventando una coscienza vegetale. A quel punto l’uomo capirà che non può scindere il suo benessere da quello degli altri, e non potrà più ricadere nell’illusione che si possa staccare il nostro bene da quello del nostro prossimo.

Oggi, solo il corpo fisico ha il livello evolutivo di “Uomo” e l’eterico possiede uno sviluppo animale, l’astrale ha il livello della pianta, mentr e l’Io è come il minerale. L'eterico dovrà passare dal livello animale alla condizione umana, ma lo farà solo se impara l'amore per il prossimo, ma finché non smette di cercare il suo benessere a scapito degli altri non avrà alcuna evoluzione di coscienza.

Buona erranza
Sharatan

giovedì 3 gennaio 2019

Anima umana e anima animale



“Stando semplicemente ad osservare
gli insetti, le formiche, le api,
tutti questi animali innocenti,
molto spesso provo una forma di rispetto
nei loro fonfronti. Per quale motivo?
Essi vivono in armonia seguendo la legge
dell'esistenza, la legge della natura.”
(Gyalwa Tenzin Gyatso, XIV, Dalai Lama)

Se vogliamo capire la differenza tra l’uomo e l’animale dobbiamo capire la differenza tra anima e spirito. L’anima è legata alla nostra percezione interna, alla nostra interiorità e alla nostra sensibilità interiore. Lo spirito fa riferimento al mondo esteriore, a quello che ci circonda e al modo con cui il mondo esterno ci viene incontro affinché lo possiamo comprendere e accogliere interiormente.

In ogni cosa che ci circonda vi è qualcosa che dobbiamo saper filtrare al nostro interno, così che la conoscenza del mondo penetri nella nostra interiorità: è così che lo spirito umano può comprendere lo spirito del mondo. Parliamo di spirito quando riconosciamo l’aspetto spirituale che appartiene a tutti i regni della natura. Parliamo di anima quando sentiamo lo spirito di tutto ciò che vediamo nel mondo esterno e lo rispecchiamo nella nostra interiorità.

L’uomo è l’essere più complesso della natura, poiché è composto da quattro parti: la parte fisica che percepisce il mondo, il corpo eterico o vitale, il corpo astrale e l’io. Il corpo eterico è il portatore di tutte le nostre funzioni vitali e si distacca dal corpo fisico solo nel momento della morte, perché il corpo vitale regola l’insieme delle forze fisiche e chimiche che rendono possibile la vita.

Con ciò vediamo che il corpo eterico va attribuito anche alle piante, perché la pianta è un’entità formata di corpo fisico e di corpo eterico. Se parliamo dell’animale vediamo che al corpo fisico ed eterico dobbiamo aggiungere anche il corpo astrale. Al corpo astrale dobbiamo il fatto che lo spirito possa diventare creativo e possa differenziarsi.

Nel minerale lo spirito si esaurisce nel dare una forma fisica, mentre nell’animale lo spirito diventa attivo per merito del corpo astrale e quindi l’animale possiede una sua percezione interiore. La vita interiore dell’animale è dovuta al fatto che possiede un corpo astrale che consente l’attività dello spirito. Nell’uomo avviene un fenomeno diverso, perché il corpo astrale umano include il corpo dell’io. Lo spirito si mostra nell’uomo come intelligenza, perché è l’intelligenza creatrice caratterizza l’essere umano.

Negli altri regni della natura vediamo che l’intelligenza viene irrigidita dalla forma e la regolare attività della sostanza rende possibile la comprensione della natura del mondo da parte dell’uomo. Il corpo fu detto “astrale” perché l’uomo anticamente vedeva negli astri del cielo la manifestazione delle leggi che reggono l’universo. In effetti nell’animale vediamo un’intelligenza che ogni animale condivide con gli altri animali della sua stessa specie.

Se ci chiediamo se l’animale sia intelligente dobbiamo pensare che le diverse specie animali hanno diverse capacità, dice Steiner, che possiamo considerare come provenienti da un’esperienza di anima di gruppo. Gli istinti possono diventare anche superiori all’intelligenza umana, perché nell’animale alcuni comportamenti sono già strutturati e pronti ad essere usati.

L’animale nasce già predisposto in un certo modo, perciò l’animale porta in sé un patrimonio genetico che gli dà la possibile di viere secondo le regole della sua specie. L’intera organizzazione delle piante e degli animali mostrano che nella loro linea ereditaria esiste un’organizzazione precisa e definita. nell’animale l’esperienza dello spirito si manifesta in modo che il corpo faccia da mediatrice con l’anima di gruppo.

L’anima animale è legata più strettamente con il corpo di quanto non lo sia l’anima dell’uomo. Nell’animale, l’attività dello spirito viene percepita tramite il corpo, infatti la vita dell’anima animale è legata alle espressioni dell’organizzazione fisica dell’animale. E, poiché la vita dell’anima delle varie specie presenta caratteristiche diverse l’animale porta in sé venendo al mondo tutte quello che gli è necessario e tutto ciò che la sua specie gli consente.

L’animale percepisce la sua specie dalla nascita fino alla morte ma, essendo così legati con la loro specie, non si possono liberare dai vincoli che la sua specie subisce. Invece, l’uomo può modificare il suo volere, il suo sentire e il suo pensare e, pur subendo le leggi dell’ereditarietà, può costruire qualcosa che non viene trasmesso con l’ereditarietà. L’uomo può imparare sempre nuove cose e mostra esperienze e manifestazioni dell’io che non ha portato con sé e che non potrà cedere ai suoi eredi.

L’uomo, dice Steiner, sviluppa qualcosa che non può essere assimilato nel genere e che non può trasmettere. Il fatto di appartenere al genere umano ci fa ereditare tutte le caratteristiche degli esseri umani, ma una parte restante va conquistata come individualità. Tutto quello che l’animale percepisce come individualità gli proviene dall’ereditarietà, che gli proviene dal passato e che resuscita nella specie. La singola individualità animale sperimenta lo spirito della sua specie e del suo genere.

L’uomo invece è in un diverso rapporto con lo spirito, perché sperimenta sia quello che gli proviene dal passato, ma sperimenta anche gli eventi della sua vita che gli mostrano un certo rapporto con lo spirito. L’uomo è in grado di avere un rapporto molto particolare con lo spirito, perché - anche nel suo corpo eterico - si tramanda qualcosa che gli viene dal passato ossia il seme della sua vita precedente. E che diventerà il seme per la prossima vita.

L’interiorità umana si distacca così dalla sua specie, perché sviluppa una parte immortale che si cristallizza nell’anima della vita corporea. Nell’uomo si sviluppa qualcosa che non dipende dalla sua ereditarietà e che procede verso il futuro. Possiamo vedere una prima differenza tra anima umana e quella animale, nel fatto che l’animale può godere a pieno della sua corporeità. E lo vediamo nell’animale che gode della digestione sdraiato e beato, perché sta assaporando un godimento che fa parte della sua organizzazione.

Nell’uomo vediamo tutt’altro. L’uomo può liberarsi dai vincoli del suo corpo e questo è sia un male che un bene, perché così diventa insicuro. Nell’uomo l’esperienza dell’anima si libera del godimento interiore, dice Steiner, ma questo ha un prezzo. L’uomo può separare la sua anima dal suo corpo, invece l’animale percepisce il suo corpo con molta intensità e l’anima animale si manifesta tramite le azioni del corpo eterico in cui è inserito il corpo astrale.

Se ci chiediamo se l’animale ha la capacità di soffrire, dobbiamo rispondere che l’animale sente il dolore fisico in modo più intenso rispetto all’uomo, perché non possiede rimedi per il dolore fisico. Similmente avviene nei bambini nei quali la capacità di soffrire è molto più intensa che nell’adulto. L’adulto soffre meno perché il dolore fisico può essere ridotto con il controllo della mente che riesce a estraniarsi dal corpo fisico. Il dolore sia nell’animale che nei bambini è molto più intenso che nell’uomo adulto.

Non possiamo dire neppure che la vita umana è più progredita di quella animale, perché nell’animale si cristallizza una forma di intelligenza che è uguale a quella umana. Nell’animale avviene solo che la specie limita le caratteristiche dell’individualità alle caratteristiche della sua specie, e fissando lo sguardo dell’animale vi vediamo lo spirito della sua specie. Nell’uomo non vediamo tale riflesso, perché lo sguardo umano riflette il suo io autocosciente.

L’io si pone tra il corpo dell’uomo e lo spirito perciò le espressioni dell’anima umana sono così differenziate e personali. Nell’uomo vediamo che i gesti, il movimento, il modo di pensare dimostrano come l’interiorità si è strutturata nel tempo. Lo spirito lavora all’interno dell’organizzazione corporea, mentre l’io autocosciente si contrappone al lavoro dello spirito perché vuole strutturarsi come desidera.

Buona erranza
Sharatan

lunedì 31 dicembre 2018

Le anime compagne



“La mia vita come l’ho vissuta mi era spesso apparsa
come una storia che non ha né inizio né fine …
Riuscivo benissimo a immaginare di essere vissuto
nei secoli passati e di avervi incontrato domande a cui
non ero in grado di rispondere; che dovevo nascere
nuovamente perché non avevo portato a termine
il compito che mi era stato dato.”
(Carl Gustav Jung)

Secondo il filosofo greco Platone, gli esseri umani ricercano un loro omologo perché, anticamente, l’essere umano era diverso da oggi. In origine la creazione vedeva tre tipi di creature: uomini, donne e individui che racchiudevano entrambi i sessi. Ognuno di questi esseri aveva quattro gambe, quattro braccia, quattro orecchie, due facce e due tipi di organi genitali. E fu a causa di questa completezza che gli esseri umani divennero troppo arroganti e cominciarono a pensare di poter usurpare il posto degli dei.

Questa idea sovversiva mise in allarme gli dei e il potente Zeus convocò un consiglio divino in cui si discusse la questione: gli dei avrebbero potuto facilmente distruggere tutti gli uomini, ma erano abituati ai loro omaggi, quindi non volevano restare senza i loro sacrifici e senza le offerte che l’umanità tributava. Alla fine al potente Zeus venne l’idea di dividere in due le creature umane che sarebbero diventate deboli la metà di quanto fossero e in più, con quel trucco, avrebbero moltiplicato la massa di coloro che li adoravano.

L’idea fu applicata e gli uomini furono divisi e furono create delle creature con una testa, due braccia, due gambe due orecchie, un volto e un unico organo genitale: maschio o femmina. Ma l’operazione di divisione aveva lasciato nelle creature il desiderio dell’altra metà che gli era stata strappata. Zeus vide l’infelicità del genere umano e concesse il desiderio sessuale per consolare gli uomini di quello che avevano perduto.

Gli esseri che era stati due maschi cercarono un maschio da amare, quelli che erano state due donne cercavano una donna da amare e quelli che erano stati sia maschio che femmina cercavano l’altra metà del sesso opposto per ricongiungersi e moltiplicarsi. Anche nella Genesi è detto che Adamo nacque uomo e donna e che, durante il suo sonno, Dio trasse la donna dalla sua costola, perciò anche Adamo ebbe due facce come disse Platone.

Un’idea simile si trova anche nel mito dell’amore tra Osiride ed Iside che erano sia fratello e sorella che marito e moglie. I due dei erano destinati a stare insieme fin dalla nascita, infatti erano gemelli e, fin dalla nascita, l’uno fu amato dall’altra. La dedizione di Iside verso Osiride non diminuì neppure quando la dea dovette percorrere tutto il mondo per ritrovare e ricomporre i pezzi del corpo del suo sposo per farlo ritornare in vita. L’amore che nutrirono l’uno per l’altra non potè essere spezzato neppure dalla morte.

Senza dubbio questi miti ci aiutano a capire perché le anime si sentono attratte tra loro, e come l’intreccio del destino di alcuni può essere spiegato. Spesso non sappiamo spiegare il legame che esiste tra alcune persone, sia nel bene come nel male. Non sappiamo capire le dinamiche che si intrecciano tra alcune persone, e non comprendiamo quali effetti abbiano queste forze sulle persone che le vivono. È utile capire perché alcune anime sono connesse con altre anime, e capire come mai questo accade.

È utile capire, perché uno dei concetti più ridotti e più strumentalizzati è il concetto di “anima gemella” che sfrutta, in modo strumentale, il desiderio di evoluzione dell’anima che avverte una forte tendenza ad una crescente integrazione e completezza. Nel senso limitato che è comune a molti si crede che l’anima gemella sia il partner perfetto con cui si trova l’appagamento fisico, psichico e sessuale esclusivo: ma nulla è più falso e riduttivo di questo modo di vedere la questione.

Dobbiamo ricordare che, essenzialmente, siamo degli esseri spirituali che fanno un’esperienza fisica sulla terra. Siamo un’anima che viene sottoposta ad una lunga serie di esistenze fisiche necessarie per capire di non essere un semplice corpo fisico. Lo stadio finale della nostra evoluzione sarà quello di diventare spirito ma, nel frattempo, la creazione ci lascia la libertà di scegliere come esprimere noi stessi.

La vera natura dell’anima è quella di essere una “cercatrice” cioè di essere alla ricerca della propria identità. La sola domanda a cui siamo obbligati a rispondere sarà: «Chi sono io?». Alla domanda, si può rispondere in modi diversi, e ognuno sceglie il modo che crede essere il migliore per se stesso. Già da questo si capisce che, nella vita, non esiste una soluzione unica ed univoca che va bene per tutti, ma esistono molte possibilità e opportunità a cui si può rispondere in modi diversi.

Questa comprensione non si raggiunge facilmente e neppure con la conoscenza intellettuale, ma dimostrando amore, gentilezza, sopportazione e pazienza per noi stessi (quando non riusciamo a essere migliori di quello che siamo) e verso gli altri (quando non sono come vorremmo che fossero). Applicandoci, giorno dopo giorno, possiamo ampliare le nostre qualità e la nostra capacità di comprensione. La crescita della nostra consapevolezza sarà completa quando impareremo ad esprimere - in tutti i nostri rapporti - la misericordia e l’amore fraterno.

Ma, nel frattempo viviamo molte vite e, nel tempo che passa tra la morte e la nuova nascita, l’anima compie un lungo lavoro di ricapitolazione durante il quale essa esamina lo sviluppo spirituale a cui è pervenuta. Considerato che l’obiettivo dell’esistenza fisica è quello di esprimere l’amore verso gli altri esseri viventi, l’anima fa una valutazione. Una volta che tale processo si è concluso, l’anima conosce le prossime lezioni del suo programma di apprendimento e aspetta il tempo giusto e le opportunità migliori per fare una nuova esperienza di se stessa.

In sostanza, le anime sono vincolate solo a sottostare a due leggi: la legge di causa ed effetto e la legge di affinità secondo cui il simile attrae il simile. Gli individui non subiscono negativamente o in modo passivo nessuna delle due leggi, perché la legge di causa ed effetto viene per restituire ciò che abbiamo fatto agli altri, mentre la legge di affinità lavora con il principio del magnete, per cui attiriamo solo quello che ci somiglia.

La lezione che le due leggi ci offrono sono racchiuse nei due principi evangelici: dobbiamo fare solo ciò che vorremmo ci venisse fatto, e se amiamo saremo amati. Più che valutare gli aspetti negativi delle leggi dovremmo essere consapevoli delle potenzialità positive che esse offrono. Dobbiamo imparare a lavorare su queste leggi sfruttandole a nostro vantaggio, e il rapporto tra anime compagne dimostra che viene stretto un patto in cui delle anime sfruttano queste regole per rendere più veloce l’evoluzione reciproca.

Le anime si raggruppano perché sanno che la vita diventa più fruttuosa se agiamo con creatività e se usiamo le potenzialità evolutive che ci vengono offerte invece che imprecare per le carenze. Nonostante tutto quello che ci è accaduto in passato, in ogni incontro dobbiamo vedere l'aumento delle opportunità e il ricordo che viviamo per imparare ad amare. La legge dell’amore, vista con questo punto di vista inconsueto, diventa una legge che ci spinge a sviluppare un sano egoismo spirituale soprattutto se vediamo emergere dei vantaggi reciproci.

Il periodico rinnovarsi di incontri tra anime che si assomigliano è uno degli scopi per cui viviamo sulla terra, perché l’amore si può imparare solo amando altri esseri. Amare chi ci assomiglia è molto più facile che amare chi avvertiamo come troppo diverso da noi, per questo il fatto di riuscire ad amare il nostro nemico viene indicato come l’ideale più elevato. Le anime simili si attraggono e si ricercano, perché si comprendono meglio e sanno come aiutarsi a diventare degli individui migliori.

Tutti noi abbiamo più di un’anima compagna con cui ci siamo ritrovati in più di una esistenza. Tutti abbiamo delle anime con cui ci sentiamo in maggiore assonanza e che vediamo come nostre anime complementari e con cui abbiamo rapporti migliori. Lo scopo di questi incontri tra anime affini è quello di aiutarsi, e non si tratta mai di semplice attrazione fisica ma dobbiamo intenderla come una profonda affinità mentale e spirituale.

Le anime diventano compagne quando si aiutano a risolvere problemi, oppure quando si aiutano a creare nuove consapevolezze, perché si vogliono aiutare reciprocamente nel loro sviluppo spirituale. Nelle relazioni tra le anime non esistono dei rapporti perfetti tra anime perfette che rendono la vita reciproca perfettamente felice. Questa idea è un falso modo di pensare che viene svenduto per sfruttare la fragilità e la dipendenza emotiva delle persone.

I rapporti perfetti non esistono, ma si possono creare dei rapporti duraturi basati sul reciproco aiuto e sostegno, cioè possiamo creare dei rapporti pieni di amore reciproco. Che siano state buone o cattive, le nostre relazioni ci seguono nel corso di più vite terrene, soprattutto se c'è una continuità di schemi, di scopi e di ideali. Le attrazioni che sentiamo provengono a livello di anima e l’attrazione può continuare a ripresentarsi anche nella vita presente, e se questa attrazione non è positiva per il nostro sviluppo è molto meglio saperlo vedere ed evitare.

Nei rapporti tra anime vi possono essere problemi, perché un’anima si dimostra affidabile se ci fa riflettere e ci fa confrontare con i nostri punti di forza e con le nostre debolezze. Ma il carattere che contraddistingue le relazioni di questo tipo è il fatto di dare e di ricevere un reciproco vantaggio dalla relazione che intratteniamo, e che nel rapporto uno dei due non voglia guardare e coltivare solo i propri vantaggi.

Molto spesso troviamo anime compagne ritrovarsi all’interno dello stesso gruppo familiare, perché non è un caso se si nasce all'interno di un certo contesto familiare. La scelta della famiglia avviene perché si nasce in osservanza del concetto che ci viene offerto solo quello che ci serve e che è necessario per assolvere al nostro scopo di vita. Non è raro che anche i legami familiari vengano riproposti perché una situazione offre il migliore potenziale evolutivo che l’anima possa trovare.

L’anima non è interessata ai particolari, ma solo al contesto generale che troverà ovvero al programma di studi che avrà l’opportunità di affrontare. Questo accade anche se la nascita avviene in un contesto familiare violento e questo ci può fare dubitare che il meglio sia proprio quello. Un’anima sensibile può nascere in un certo ambiente anche per aiutare un altro essere, ad esempio il genitore violento che deve risolvere i suoi problemi di violenza.

Non sono soltanto i figli naturali che scelgono i loro genitori, ma anche i figli adottati fanno lo stesso processo di selezione. I figli adottati si possono permettere di scegliere ancora più liberamente senza curarsi del posto e dell’individuo fisico che sarà il loro futuro genitore. I genitori fisici possono scegliere i loro figli solo a livello di qualità dell’anima, mentre l’adozione prevede che anche la scelta fisica oltre che quella spirituale.

Molte volte i rapporti tra anime compagne si rivelano come forti amicizie che dimostrano che quelle anime  si sono amate molto anche nel passato, perché l’amore è l’unica forza che può superare il tempo e lo spazio. Nell’amicizia l’affetto diventa più discreto e l'amore si mostra nell'aspetto più disinteressato rispetto la passione fisica. Tutti i nostri rapporti più significativi del presente hanno origine nel passato, per cui le persone che divengono molto importanti non le incontriamo solo una volta.

Molto spesso incontriamo anime inserite in gruppi più grandi di quello familiare; sono anime che si incontrano per fare qualcosa che coinvolge contesti più vasti di quello familiare. In questo caso lo scopo che devono avere questi incontri è maggiore di quello che implica lo sviluppo del singolo individuo. In questi casi si vedono degli effetti che coinvolgono dei fatti di portata nazionale o mondiale (come nel caso di persone che vengono coinvolte nei grandi disastri naturali).

Spesso alcuni gruppi di anime nascono in un paese e in un tempo specifico per preparare eventi che si vedranno maturare solo in futuro. E in alcuni casi non è detto che questi gruppi nascono solo per assolvere a dei compiti o delle missioni positive, perché alcune volte ci sono associazioni che si creano e che agiscono solo a fini malefici e vengono a scatenare dei conflitti religiosi o razziali. Anche gli schemi negativi restano attivi come avviene per quelli positivi, almeno finché l’entità non impara a trasformare il negativo in positivo.

In ogni modo, anche i fini collettivi che vengono perseguiti sono assonanti con il nostro modo di pensare. Spesso veniamo attratti dallo stesso gruppo di anime con cui ci siamo uniti anche nel passato. Il ricordo di una forte esperienza di gruppo può avere un effetto molto potente per cui possiamo volere ripetere l'esperienza. Le anime restano attratte dai chi hanno conosciuto e da ciò che hanno fatto in passato, perché il principio resta sempre lo stesso: il lavoro deve continuare dal punto in cui è stato interrotto.

La componente che unisce maggiormente le anime tra di loro è avere una comunione di intenti. Il fatto di creare dei rapporti così intensi tra gruppi di anime è uno degli scopi per cui siamo chimati a vivere sulla terra. Viviamo dei rapporti intensi, perché tutti i rapporti più forti hanno un maggiore potenziale evolutivo che possiamo attivare. Noi impariamo in modo più veloce se vediamo l'esempio degli altri e se impariamo dall’esperienza degli altri.

Le relazioni vengono ripetute finché non avremo trovato il modo di sanarle, perchè molti rapporti tra anime compagne possono avere una forte componente di rabbia e risentimento. Le relazioni problematiche nascono dai conflitti non affrontati o non risolti che l’anima deve imparare a risanare se vuole continuare la sua evoluzione. I rapporti umani più significativi riguardano sempre l’impegno di anime che vogliono condividere un processo di apprendimento e di crescita reciproca: e la crescita implica di dover affrontare dei conflitti.

A volte la situazione non riguarda il fatto di eliminare un rapporto difficile che comporta dei problemi, ma riguarda la capacità di coltivare l'affetto e accrescere la nostra autostima malgrado tutto questo, quindi riguarda la capacità di crescere malgrado le difficoltà. E ogni volta che la nostra risposta riguardo una persona o la situazione è troppo emotiva questo è il segno che dobbiamo approfondire meglio ciò che la persona o la situazione stimolano. Spesso il problema non sono gli altri, ma siamo noi stessi e gli atteggiamenti che assumiamo: è questo che crea i problemi.

Gli altri ci consentono di affrontare le situazioni e di ricevere le lezioni di cui abbiamo bisogno per la crescita della nostra anima e per la nostra evoluzione spirituale. In realtà, più l’anima diventa integra e maggiore sarà la sua capacità di stabilire dei rapporti armoniosi, per questo fatto il concetto di “anima gemella” non può pensarsi nel modo riduttivo e grossolano con cui siamo abituati a pensarlo. Invece dovremmo pensare che, quando saremo diventati molto più evoluti di quanto siamo, tutti diverremo anime gemelle per le altre anime.

Buona erranza
Sharatan