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martedì 6 settembre 2016

Prima che il sole tramonti…



“La voce umana è lo strumento più potente.”
(Paramhansa Yogananda)

“Si racconta che un uomo andò, un giorno, da Maometto e gli disse: «Sono molto infelice, ho accusato ingiustamente un amico, l’ho calunniato, ed ora non so come riparare.» Maometto lo ascoltò attentamente e poi rispose: «Ecco quello che devi fare: va a mettere una piuma davanti alla porta di ogni casa della città e domani ritorna da me.»

L’uomo se ne va e fa quello che Maometto gli ha detto: mette una piuma davanti a ogni casa della città e l’indomani ritorna. «Bene - dice Maometto - ora va a riprendere tutte le piume e portale qui.» Dopo qualche ora l’uomo ritorna tutto triste; non aveva ritrovato una sola piuma. Allora Maometto disse: «È lo stesso per le parole: una volta pronunciate, non è più possibile ritirarle, ormai hanno preso il volo.» E l’uomo se ne andò molto triste.

Ora voglio commentare questo aneddoto. Supponiamo che qualcuno venga a chiedermi come riparare ad accuse, maldicenze e insulti. Io gli risponderei la stessa storia, ma aggiungerei qualcosa di molto importante. Gli direi: «Bisogna che tu parli di nuovo di quella persona, ma dicendo il contrario; parlerai cioè delle sue qualità, delle sue virtù e delle sue buone intenzioni. Poiché c’è sempre qualcosa di buono in ogni creatura, cerca di scoprirlo e lo troverai.»

«Ma in questo modo riparerò il male che ho fatto?» Gli risponderei: «No, questo non è possibile, perché le parole pronunciate hanno già provocato guai nelle regioni invisibili, ed anche in quelle visibili, ma creerai qualcosa di diverso, che rimedierà in parte alle tue parole precedenti. E quando verrà il momento in cui il karma ti obbligherà a pagare per le tue cattive parole, poco dopo verranno anche le conseguenze delle parole buone che hai pronunciato, e avrai delle consolazioni.»

Che cos’è una parola? È un razzo che attraversa dei mondi nei quali scatena forze, coinvolge entità e provoca conseguenze irreparabili. Sì, le conseguenze sono immediatamente irreparabili. Certo, se si potesse rimediare subito alle cattive parole, non vi sarebbero conseguenze dannose, ma più tempo passa, più queste parole producono danni.

«Sì, ma ho rimediato, perché subito dopo ho detto tutto il contrario!» Io gli direi: «Infatti, per le tue buone parole sarai ricompensato, ma per le tue cattive dovrai pagare cioè sarai punito.» Ecco quello che non sapete. Credete che si possa riparare ogni cosa? No, non è così, perché il bene ed il male che si fanno, vanno in due regioni diverse, in due strati diversi.

Queste regioni si sovrappongono e non si possono riprendere le parole dette, perché si trovano già in altre regioni terrestri o sovra-terrestri. Il tempo è quindi un fattore di primaria importanza. Supponete di aver dato l’ordine di tagliare la testa a qualcuno e che coloro che devono eseguire il vostro ordine siano già partiti…

Cosa potete riparare, una volta che la testa è stata tagliata? Potete rincollarla? Quando un ordine è stato dato, che si può fare? Dare un contrordine, cioè inviare altri messaggeri che impediscano l’esecuzione. Ma se è trascorso troppo tempo, non c’è più niente da fare. Ecco perché è stato detto: «Prima che il sole tramonti, va a riconciliarti con tuo fratello.»

Questo significa che si deve riparare immediatamente al male che si è fatto agli altri. ma il sole che tramonta simboleggia anche la fine della vita: la morte. Quindi non bisogna aspettare di essere dall’altra parte per pensare a riparare i crimini o i guai provocati, poiché la giustizia cioè il karma entra in azione e bisogna pagare fino all’ultimo centesimo.

Tuttavia dovete sapere che esiste una forza ancora più efficace e rapida della parola: il pensiero. Se vi mettete immediatamente al lavoro col pensiero, potrete riafferrare le vostre parole. Certo, questo è difficile, perché il pensiero e la parola appartengono a due regioni diverse. La parola appartiene al piano fisico, è una vibrazione, uno spostamento d’aria; mentre il pensiero appartiene già al piano più sottile, superiore al piano eterico. Se volete rimediare alle conseguenze delle vostre parole, potrete concentrarvi e chiedere a certi servitori del mondo invisibile di impedire che il male si produca.

In questo modo, non potrete naturalmente annullare del tutto l’effetto delle vostre parole, ma eviterete peggiori conseguenze. Dovete però essere molto rapidi ed il vostro pensiero deve essere molto intenso. Altrimenti l’ordine di esecuzione sarà dato e la vittima sarà decapitata -simbolicamente parlando- e un giorno sarete costretti a pagare per tutto il male che avete fatto.”(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

giovedì 18 agosto 2016

Il lato migliore



“C’è un altro all’interno grazie al quale
questi occhi sfavillano.”
(Jalāl al-Dīn Rūmī)

Gli uomini dovrebbero nutrire gli uni per gli altri solo pensieri di sacralità, grazie ai quali aiuterebbero tutti i loro fratelli e sorelle ad evolvere e santificherebbero al tempo stesso anche se stessi. È un concetto questo che contrasta con l’abitudine adottata dalla maggioranza delle persone, di non vedere che il lato negativo della gente e delle cose.

Quando si notano le lacune e le debolezze degli altri, si passa per molto intelligenti ma, poiché esiste una legge secondo la quale ciò che vediamo negli altri è la proiezione di ciò che abbiamo in noi stessi, colui che alimenta questo atteggiamento critico rivela in realtà le proprie deficienze.

Ma lasciamo da parte questo argomento e soffermiamoci piuttosto sulle conseguenze dell’altro atteggiamento, che è di gran lunga preferibile: fare degli sforzi per vedere negli altri sempre solo il lato buono. Certamente molti diranno che , illudendosi di riuscire in questo intento si rischia di cadere in trappola e di pagarla molto cara: l’essenza della natura umana è malvagia; lo dice pure la religione! Allora perché illudersi?

Ebbene vi risponderò che non avete affrontato bene il problema e che vi siete fermati al male; infatti è vero che nell’uomo il male esiste, ma l’uomo ha anche un’anima, uno spirito. Questa anima e questo spirito non si manifestano spesso, ma esistono e sono quindi suscettibili di esprimersi, sempre che si predispongano a tale scopo delle buone condizioni.

Non è comunque decretando una volta per tutte che l’essere umano è malvagio, che si possono predisporre le condizioni migliori affinché si manifesti nell’uomo la sua condizione divina. Non crediate che un saggio non veda il lato negativo degli uomini; per vedere questi aspetti dell’uomo ha degli occhi molto sviluppati. Comunque non ci si sofferma, perché sa che non potrà mai aiutare qualcuno limitandosi a considerarne soltanto vizi e difetti; con un atteggiamento del genere, li aggraverebbe soltanto.

Un saggio, sapendo che uomini e donne sono tutti figli di Dio, si accosta a ogni essere con tale consapevolezza; si tratta di un lavoro creativo, e sviluppando il lato divino in tutti coloro che incontra, egli stesso si sente felice. Credetemi: è il modo migliore di comportarsi verso gli altri: cercate di scoprire le loro doti, le loro virtù, le loro ricchezze, concentrandosi su di esse. Qualche volta, questi aspetti sono così nascosti che la persona stessa non suppone neppure di averli.

Bisogna abituarsi a gettare uno sguardo nel profondo degli esseri, invece di soffermarsi sulle loro manifestazioni superficiali, che possono ingannarci enormemente. I difetti sono troppo facili da trovare. Per scoprire invece certe virtù che non si sono ancora manifestate, bisogna conoscerne tutta la scienza. Ciascuno di voi possiede in sé delle qualità divine, che attendono solo il momento per emergere e io, che mi occupo di ciò, cerco in voi tutte quelle qualità che non sono ancora affiorate.

In questo modo lavoro su di voi e su di me, ed è così che voi pure dovete lavorare. Ecco perché è bene nutrire pensieri di benevolenza gli uni verso gli altri. Alimentando tali pensieri, non vi fermerete più su dettagli poco brillanti, ma coglierete l’aspetto divino degli esseri. Infatti, perché non si dovrebbero avere dei sentimenti di sacralità per tutto ciò che è divino, immortale ed eterno nell’uomo?

Agendo in questo modo, farete un buon lavoro su di voi stessi e aiuterete anche gli altri. occupandovi dei loro difetti invece vi danneggiate, perché vi nutrite di impurità e ne frenate l’evoluzione? Quanta ignoranza! Si pensa di aiutarli a correggersi sottolineando i loro difetti, mentre in realtà avviene tutto il contrario. Gli uomini sono cattivi, crudeli e tutto quello che volete; questo è vero, tuttavia non è una buona ragione per trascorrere la vita non vedendo che quell’aspetto.

Certo, dovete tenere gli occhi aperti, ma si tratta solo di una metà del vostro compito. Se continuate a sminuire qualcuno, dimostrando di avere di lui una cattiva opinione, non solo non vi si manifesterà più il suo lato buono che comunque possiede, ma cercherà perfino di nuocervi; se invece mostrate di credere in lui, cercherà di non deludervi.

Inoltre, qualche volta, bisogna dare l’impressione di avere un’ottima opinione di qualcuno; così facendo, toccate il suo amor proprio ed egli cercherà di superare se stesso; in questo modo riuscirete a migliorarlo. Ecco la vera pedagogia. Non ci si deve illudere di poter migliorare gli altri sottolineando continuamente le loro imperfezioni e trattandoli da incapaci, perché sentendosi considerati tali, non faranno più neppure il minimo sforzo per migliorare.

Se avete un’opinione così negativa di loro, perché dovrebbero fare degli sforzi? Alla fine, diventano veramente degli incapaci, perché si tratta di un’influenza magica che avete esercitato su di loro, per cui ne sono rimasti ipnotizzati, soggiogati e paralizzati. Bisogna che sappiate finalmente che si tratta del metodo peggiore…

Non è giusto adottare un atteggiamento critico nei confronti delle persone, perché così facendo le paralizzate e, al tempo stesso, le incitare a cercare il modo di potersi un giorno vendicare. Spesso è preferibile tenere le proprie opinioni per sé. Ciò non significa che dobbiate tenere gli occhi chiusi e non vedere quando qualcuno vi sta svaligiando o mandando in rovina. Non bisogna essere ciechi, ma dirsi:

“Poveretto, per il momento è così, perché non ha avuto il tempo per evolvere, ma se mi concentro sul suo spirito, sull’aspetto divino che è in lui, un giorno cambierà.” Si tratta in ogni caso del lavoro che un Maestro fa con i suoi discepoli, ed è così che accelera la loro evoluzione. Consacratevi anche voi a questo lavoro; è questo il momento per voi di svegliarvi alle attività spirituali…

So benissimo che tutto ciò che vi sto dicendo non può essere ancora accettato, ma in futuro tutti impareranno a proiettare col il pensiero nei mondi di luce, i loro genitori, i loro amici e tutti gli esseri che incontrano. Non proveranno più godimento alcuno nel deprezzarli e nel mettere in evidenza i loro lati negativi, ma troveranno motivo di gioia nel considerare unicamente la loro natura superiore, la loro natura divina.

D’altronde, quando parlare delle virtù di qualcuno, sebbene abbiate l’aria di esagerare un po’, in effetti non esagerate affatto, perché bisogna vedere di quale parte di lui parlate. Spesso, quando parlate di qualcuno, non si tratta di lui ma, in realtà, dei suoi intestini, del suo sesso, del suo ventre e dei suoi piedi.

Ma lui, nella sua essenza, è una divinità. È detto nelle Sacre Scritture che siamo dei. E perché questi dei non si manifestano? Sono sotterrati, sommersi da strati di impurità; non riuscite a scoprirli, ma sono presenti e sono proprio loro quegli dei che bisogna far apparire. (Omraam Mikhael Aivanhov, Creazione artistica e creazione spirituale, Prosveta ed.)

sabato 21 febbraio 2015

La legge del perfezionamento



“Per fare ciò che è difficile, occorre
innanzitutto imparare a fare ciò che è facile.
Non si può cominciare dal più difficile.”
(Georges I. Gurdjieff)

Un giorno chiesero a Gurdjieff se fosse possibile impedire la guerra e Gurdjieff rispose che non era possibile perché le guerre sono il prodotto della schiavitù in cui vivono gli uomini. Le guerre avvengono a causa di influenze planetarie a cui gli uomini non riescono a sfuggire perché non vi sanno resistere. Non potendo o non sapendo sottrarsi a queste forze, gli uomini non sanno resistere all’impulso di uccidersi tra loro. Quando gli fu chiesto se fosse possibile che quelli che comprendono questo fatto potessero opporsi e potessero influenzare gli altri, Gurdjieff rispose che il tentativo era vecchio come l’umanità.

Fin dalla creazione del mondo si era tentato, ma non si era mai riuscito a farlo, perché il problema è che gli uomini non vogliono pensare a se stessi. Gli uomini non vogliono lavorare su loro, e non pensano ad altro che a sviluppare i mezzi per costringere gli altri uomini a fare ciò che vogliono loro. Anche se esistesse un gruppo di persone che vogliono impedire la guerra, disse Gurdjieff, costoro dovrebbero combattere contro quelli che vogliono la guerra.

La guerra ha moltissime cause e molte restano sconosciute, a cominciare da quelle che si nascondono nella stessa natura umana. Va saputo che la guerra è facilitata da alcune forze interne all'uomo e da altre forze e influenze esterne da cui l’uomo non riesce a liberarsi. Se non riusciamo e liberarsi da tutto quello che ci ostacola, non potranno finire le guerre.

Questo è lo scopo primario dell'uomo: liberarsi dalle influenze incontrollabili e rendersi cosciente. Questa è l'unica via d’uscita per l’essere umano. Se l'uomo resta schiavo interiormente ed esteriormente, non potrà mai governarsi e rimarrà schiavo di tutto ciò che ha il potere di agire su di lui. Senza la conoscenza di se stesso e dei suoi meccanismi interni, l’uomo non potrà essere mai libero. Perciò la guerra vedrà milioni di uomini addormentati che uccidono milioni di uomini addormentati. Solo il risveglio ci permette di vedere che l'umanità giace in un stato di sonno profondo che viene indotto e mantenuto dall’intera vita circostante e dalle condizioni dell’ambiente in cui si vive.

Ad esempio, spiegò Gurdjieff, la religione cristiana dovrebbe essere la religione che protegge la vita e proibisce l’omicidio. Ma tutti i progressi che abbiamo fatto sono stati progressi basati sull’omicidio, perché abbiamo ottenuto il successo con l’uccisione di altre forme di vita. Perciò tutti questi progressi sono stati contrari ai principi cristiani che la maggioranza delle persone dice di seguire. Ma avviene lo stesso fenomeno con tutte le altre credenze religiose e con le concezioni politiche quando i dogmi si sostituiscono alla consapevolezza e alla coscienza del singolo. Secondo Gurdjieff, tutte le guerre, le rivoluzioni e le grandi migrazioni di massa sono causate dall'insieme delle forze che sanno imprimere un impulso a cui l'apparato ricevente umano non sa resistere.

L’uomo può captare molte influenze diverse perciò le masse sono sottoposte al controllo di molte influenze planetarie. Oggi l’umanità è composta da milioni di automi che obbediscono meccanicamente a tutti gli stimoli esterni a cui non riescono a ribellarsi. Essi non sanno muoversi seguendo la loro volontà, la loro coscienza oppure le loro tendenze individuali perciò subiscono tutte le influenze che vengono da vicino oppure da lontano.

Il maestro Aivanhov dice che l’umanità ha lo scopo di rendere più bella la terra, perciò l’uomo deve imparare a vibrare all’unisono con il mondo divino. Quando l’uomo avrà imparato a farlo, la terra verrà trasformata perché la trasformazione della terra è collegata con l’apprendimento umano e con la trasformazione del corpo fisico. Il corpo fisico è il prodotto dell’attuale fase evolutiva terrestre, infatti è il prodotto della quarta fase di evoluzione della Terra. Perciò quando sarà avvenuta la trasformazione dell’uomo avverrà anche la trasformazione della terra. La terra verrà trasformata, e la sua trasformazione avverrà quando il corpo dell’uomo sarà diventato una materia vibrante e luminosa.

Dopo la metamorfosi umana anche il nostro pianeta diverrà puro, vibrante e luminoso. La terra sarà bella e luminosa come l’essere sottile, vibrante e luminoso che l’avrà prodotta. Il mondo cambierà quando saranno cambiati gli esseri umani che ci vivono. E va saputo che, il lavoro che gli uomini fanno su di loro per cambiare il loro corpo fisico, per cambiare il loro cervello e la loro mente non sono utili soltanto per il loro progresso personale.

Chi lavora al suo risveglio e al suo perfezionamento, non lavora solo per se stesso ma lavora per aiutare tutta l’evoluzione generale. Sulla terra tutti lavorano per aiutare la trasformazione generale del nostro pianeta. Solo quando gli uomini avranno svolto questa missione potranno andare in altri sistemi planetari e vivere in altre dimensioni, ma non possono farlo prima!

Attualmente la terra è tanto grossolana e opaca che avrà bisogno di milioni di anni e di milioni di creature per essere trasformata: e la metamorfosi della terra avverrà mangiandola. Questo concetto è una questione strana per la scienza medica che non comprende, e non riesce a collegarla al vero motivo per cui noi uomini mangiamo. Se ci riflettiamo meglio, comprendiamo che il cibo non è altro che “terra.” Il cibo è un prodotto del sole che viene rielaborato dalla terra, ma resta sempre terra. La "terra" contenuta nel cibo passa attraverso di noi perché viene ingerita, rielaborata, digerita, e poi espulsa dall'uomo. Questo processo è continuo, perciò la terra si riempie delle emanazioni e vibrazioni prodotte dai nostri pensieri e sentimenti.

Una volta che la terra sarà impregnata tutta dai pensieri e dai sentimenti più luminosi e trasparenti, diverrà anch'essa un pianeta fatto di materia pura e luminosa. La terra riceve e dona continuamente, ma dà sempre qualcosa che è diverso da quello che diede in passato. Il senso della vita è lavorare alla trasformazione della materia.

La materia densa e pesante deve essere spiritualizzata, perciò tutti quelli che sostengono l'evoluzione vengono aiutati e sostenuti. Tutti affrontano l'evoluzione anche se qualcuno è più lento, perché la forza che sta lavorando in loro per far apparire tutte le loro qualità e virtù è lenta, perciò avanzano con più fatica e sembra che evolvano in modo impercettibile. La legge della vita è avere uno sviluppo verso la perfezione, perciò la legge del perfezionamento non può venire ostacolata senza dover subire le conseguenze. Questo è il senso della nostra missione individuale e collettiva, e sebbene gli uomini siano ancora abbrutiti, tutta l'umanità avrà un perfezionamento.

Molti continenti sono scomparsi perché vi si opposero, e oggi pochissimi lavorano coscientemente per scongiurare il pericolo. La maggior parte degli uomini lavora per dominare meglio, per avere sempre di più e per godersi la vita a danno degli altri. Prova ne è che, quando essi hanno ottenuto qualcosa, cercano di avere sempre più, e tengono tutto quello che hanno ottenuto solo per loro. Agiscono così perché il fine del loro lavoro e dell'agire è egoista. E non si creda che il perfezionamento provenga da fuori ossia dal mondo esterno. E se c'è qualcuno che ci promette di poter avere tutto senza dover fare degli sforzi, ci sta ingannando.

Al contrario di quanto si crede, quando otteniamo qualcosa senza doverci sforzare troppo, ne veniamo danneggiati e diventiamo sempre più infelici. Ma perché accade così? Perché se non abbiamo faticato per avere una cosa non abbiamo costruito il senso del valore di essa. Tutto quello che è ottenuto senza dover fare fatica non sappiamo apprezzarlo. È normale che non si sappia apprezzare ciò che si ottiene senza faticare, dice il maestro Aivanhov, perciò non stupisca se l'evoluzione richiede tanto lavoro, tanto tempo e tanta fatica.

Buona erranza
Sharatan

giovedì 4 dicembre 2014

L’essenziale è la vita



“All’inizio c’è la vita. Osservate le creature: dapprima hanno la vita, e solo più tardi, poco alla volta, riescono ad avere delle sensazioni, a pensare e ad agire con efficacia. La vita… parola che riassume tutte le ricchezze dell’universo, anche quelle tuttora indifferenziate, disorganizzate, in attesa che una forza venga a portarvi ordine e a metterle all’opera. Nella parola “vita” sono quindi compresi tutti gli sviluppi del futuro.

In una cellula sono già esistenti in potenza tutti gli organi che un giorno dovranno formarsi, esattamente come avviene per il seme che, dopo essere piantato, innaffiato e curato, dà i suoi frutti. Quindi, dopo un certo periodo, come per il seme, da quel magma, da quel caos, da quella realtà indeterminata che è la vita, tutto comincia a emergere e a prendere forma. È in questo modo che sono apparsi gli organi che già possediamo ed è così che appariranno i molti altri che si formeranno in futuro…

Poiché il corpo fisico è fatto a immagine del corpo astrale, il corpo astrale a immagine del corpo mentale, e così di seguito fino al piano divino, ne consegue che, possedendo cinque sensi sul piano fisico, ne possediamo cinque anche nel piano astrale e nel piano mentale: tatto, gusto, olfatto, udito e vista…

Negli altri piani gli organi dei cinque sensi non sono ancora sviluppati, ma esistono in attesa del momento di manifestarsi. Quando saranno completamente formati, avremo delle possibilità oggi impensabili di vedere, sentire, udire, gustare, agire e spostarsi. La vita, l’essere vivente, la cellula viva, il microscopio, contengono tutte le possibilità di sviluppo, ma occorreranno ancora migliaia di anni prima che riescano a manifestarsi completamente. Questo è il mistero e lo splendore della vita.

Osservate gli esseri umani: lavorano, si divertono, corrono a destra e a sinistra, si dedicano a ogni genere di occupazioni, ma intanto la loro vita si indebolisce e si deteriore, perché la tengono in nessuna considerazione. Pensano infatti che, dal momento che la possiedono, possono servirsene a loro piacimento per ottenere ciò che desiderano: la ricchezza, i piaceri, la conoscenza e la gloria…

E così consumano e consumano … e quando non è rimasto più nulla, devono per forza cessare ogni loro attività. Non ha senso agire in questo modo, poiché quando si è persa la vita si è perso tutto. L’essenziale è la vita, per cui la si deve proteggere e santificare; si deve eliminare tutto quello che la ostacola e la blocca, in quanto è grazie a essa che si ottiene la salute, la forza, la bellezza, la potenza e l’intelligenza.

Nella conferenza sulle cinque vergini sagge e le cinque vergini stolte ho spiegato che l’olio di cui parlava Gesù è il simbolo della vita. Quando l’uomo non ha più una goccia di vita, la sua lampada si spegne ed egli muore. L’olio trova la sua corrispondenza in tutti i campi: per le piante è l’acqua, ma per l’essere umano è più particolarmente il sangue; nel mondo degli affari è l’oro e l’argento; per l’automobile è il carburante etc…

La vita è la materia primordiale, il serbatoio da cui scaturiscono ogni giorno nuove creazioni che avranno le loro ramificazioni fino all’infinito. Partendo da quella vita indifferenziata e senza espressione, che esiste come mera possibilità, lo spirito crea continuamente nuovi elementi, nuove forme …

Ma purtroppo le persone si occupano di tutto salvo che della vita: se pensassero alla vita, a mantenerla, a proteggerla e a conservarla nella più grande purezza, avrebbero possibilità di ottenere ciò che desiderano, in quanto è proprio quella vita illuminata, splendente e intensa la sola che può dare loro tutto. Non vivendo sulla base di questa filosofia, finiscono con lo sprecare la loro esistenza, pensando che, dato che loro sono vivi, tutto è loro concesso.

Ciascuno dice a se stesso: “Dal momento che possiedo questa vita, bisogna pure che ne faccia qualcosa …” Ma quanti riescono davvero a realizzare quello che desiderano? Molto pochi; i più hanno sperperato tutto. È necessario dunque avere un’altra visione della vita e sapere che già il vostro modo di pensare agisce sulla vostra vita, sulle sue risorse, sulla quintessenza del vostro essere e che, quando pensate male, guastate tutto.

Facciamo l’esempio del figlio di un padre molto ricco che sta compiendo i suoi studi. Suo padre oltre a mantenerlo gli dà un sussidio mensile ma, a un certo punto, il ragazzo comincia a commettere delle sciocchezze e a sperperare in divertimenti tutto il denaro che riceve. Di fronte a questo fatto, il padre gli taglia i viveri e non gli dà più nulla … Qual’è l’errore del ragazzo?

Ha commesso l’errore più grande cioè quello di compromettere la sua esistenza: le condizioni, le sue energie e le sue correnti, il cui simbolo, in questo caso, è il denaro. E noi, se facciamo la stessa cosa logorando e abusando della nostra esistenza così come la intendiamo noi, permettendoci di trasgredire tutte le leggi, esauriamo le nostre riserve e cadiamo in miseria, forse non quella materiale e fisica, ma certamente in uno stato di miseria interiore.

La vita è il solo bene che esiste, e qualunque sia il nome che le si attribuisce: ricchezza, aiuti finanziari, olio, energie oppure quintessenza, il risultato non cambia in quanto la parola “vita” può essere sostituita da tutti quegli altri termini. Ciò nonostante, gli uomini passano il loro tempo sprecandola, rincorrendo acquisizioni che non sono tanto importanti quanto la vita stessa.

Lavorano degli anni per soddisfare tutte le loro ambizioni e si ritrovano poi talmente esausti, talmente indifferenti e apatici che, se mettessero sul piatto della bilancia ciò che hanno raggiunto e ciò che hanno perduto, si accorgeranno di aver perso tutto e di aver guadagnato ben poco. […]

Ecco perché è molto importante che sappiate con quale fine e per chi lavorate, in quanto, a seconda del caso, le vostre energie prenderanno una determinata direzione. Dunque, ciò che conta è sapere a che cosa consacrate le vostre energie, in quale direzione lavorate, perché da ciò dipenderà il vostro futuro: o vi impoverirete o vi arricchirete.

A loro insaputa gli esseri umani, nella maggioranza, lavorano per un nemico nascosto in loro stessi, che li spoglia e li impoverisce. Un vero spiritualista è più intelligente; egli compie un lavoro interiore e dedica tutte le sue energie a quel qualcuno che è se stesso, e ovviamente è lui che ci guadagna. Questa è intelligenza: sapersi arricchire e non impoverire, il che non è interesse personale e neppure egoismo, ma è il contrario.

Quando lavorate per voi stessi, cioè per il vostro sé mediocre, le vostre energie si disperderanno e non riceverete niente di buono. Il vostro sé personale, separato ed egoista è come una voragine per cui, lavorando per lui gettate tutto nella voragine. Coloro che lavorano soltanto per se stessi anziché lavorare per l’immensità si impoveriscono; in seguito nessuno penserà più a loro, nessuno li amerà, neppure la loro famiglia, proprio perché sono troppo egocentrici.

Coloro che invece sono colmi d’amore, di bontà e di spirito di abnegazione, sebbene all’inizio si abusi della loro disponibilità, perché li si trova ingenui, bonaccioni e un po’ sciocchi, col passare del tempo si riveleranno esseri veramente eccezionali e, un giorno, tutti li apprezzeranno, li ricompenseranno e li ameranno. Hanno lavorato per l’universo intero e riceveranno la ricompensa. Non subito naturalmente.

Ma non scoraggiatevi; se vi perdete di coraggio, significa che non avete compreso bene le leggi che reggono la vostra vita quotidiana. Se le conosceste, capireste che dovete aspettare. In seguito le ricchezze vi pioveranno da tutte le parti e, anche se cercherete di proteggervi sarà impossibile. L’universo intero farà piovere su di voi delle ricchezze straordinarie, perché voi stessi le avevate provocate. La giustizia è così!” (Omraam Mikhael Aivanhov)

venerdì 25 luglio 2014

In silenzio



"Per cesellare la tua giada, usa la pietra
cavata da un'alta montagna."
(Xiao Ya, Il Classico della poesia)

Non è facile godere di condizioni di silenzio interiore, perché il mondo esterno ci sommerge di rumori, di contrasti e di agitazioni perciò il silenzio interiore è un vero sollievo. Molti credono che il silenzio sia un annullamento della persona oppure l’assenza di interessi, ma il silenzio ha un forte valore spirituale.

Solitamente siamo abituati a disperdere le nostre energie e ci comportiamo come se fossero inesauribili, ma noi sappiamo che una delle leggi spirituali più importanti è il fatto che il nostro destino dipende da un buon uso delle nostre risorse.

Non è vero che possiamo fare ciò che vogliamo con le nostre energie, perché dobbiamo imparare ad usarle in modo utile per il nostro prossimo. I Maestri insegnano che dovremo render conto di come usiamo le nostre risorse, in quale direzione e in che modo le abbiamo utilizzate.

Quando leggiamo le concezioni delle scienze iniziatiche si dovrebbe metterle subito in pratica, altrimenti crederemo che anche le più grandi verità siano solo parole prive di forza. Dobbiamo usare le nostre conoscenze spirituali e sperimentarle nella vita concreta per migliorare la nostra condizione e quella degli altri.

Quando si legge che i pensieri ed i sentimenti collettivi formano una forza enorme detta “eggregora” noi ci dobbiamo immaginare la creazione di un essere spirituale dotato di grande potenza. Quando meditiamo e ci raccogliamo nel silenzio interiore anche noi lavoriamo per formare una eggregora che è fatta di luce e di pensieri gioiosi, positivi e benefici.

Il silenzio contribuisce a rinforzarci e ci aiuta a creare questa realtà di luce e di amore. Quando sentiremo veramente nostra questa realtà sapremo che il tempo che abbiamo passato in meditazione nel silenzio della nostra mente sono stati momenti preziosi che hanno contribuito al benessere generale.

Abbiamo bisogno di silenzio per disintossicarci dal rumore e dalla disarmonia del mondo, ma soprattutto abbiamo bisogno di passare più tempo nella natura, perché la natura è la nostra vera radice. Se passeggiamo in mezzo alla natura facciamo un tuffo nel più remoto passato degli uomini, quando sapevamo ancora vedere e comunicare con le forze degli spiriti della natura.

Adesso il nostro occhio spirituale è diventato ottuso, ma sentiamo ancora il benessere interiore che il contatto con il sole, con l’acqua e con gli altri ambienti naturali ci offrono. I suoni della natura non sono suoni sgradevoli come il frastuono del traffico, perché lo scorrere di un ruscello aumenta il nostro silenzio e la tranquillità interiore.

Molti confondono il silenzio con la solitudine, perché temono il silenzio avendo paura di restare soli con se stessi. In realtà, il vero silenzio è sempre pieno di presenze, perché tutto è abitato da forze spirituali. Se non vogliamo restare mai da soli dobbiamo amare il silenzio, perché questa condizione è la migliore per le forze spirituali che scappano dal frastuono e dal rumore.

La nostra mentalità materialistica ha posto le condizione peggiori per un rapporto con lo spirito. Le entità spirituali scappano dai luoghi dove vivono persone che non hanno rispetto, che sono grossolane e prepotenti, perché lo spirito ama i miti, i modesti e chi non ostenta il valore di se stesso.

Le mitologie che rappresentano la montagna come la sede degli dei affermano questi concetti. È chiaro che c’è sempre anche un significato simbolico ma, sostanzialmente, il fatto è vero. Più saliamo in alto e più aumenta il silenzio interiore, perché il silenzio aiuta a riflettere su cose profonde e complesse.

Le cime dei monti sono come grandi antenne, perché sono il luogo in cui il cielo e la terra sono vicini. Per questo motivo esistono luoghi che sono impregnati di luce e di potere spirituale in cui si può attingere il benessere fisico e psichico. L’ascensione al monte è sempre il simbolo dell’ascensione alle maggiori altezze spirituali.

Salire è come levare il peso di ciò che ci ingombra e ci limita finché, arriviamo al silenzio e alla pace del divino, dice il maestro Aivanhov. Discendere è l’immagine del ritorno al rumore, alla confusione e alla disarmonia dei conflitti interiori.

Quando siamo in mezzo alla natura possiamo avvertire la presenza di forze eterico-spirituali a cui dobbiamo avvicinarci con rispetto, amicizia e amore. Queste forze sentono l’atteggiamento interiore di chi le avvicina e lo ricambiano offrendo la pace, la luce e la loro energia.

Le forze della natura sono molto generose, perciò ritornando alla vita di tutti i giorni riporteremo con noi tanto benessere. E così non soltanto avremo guadagnato nuove energie, ma avremo anche contribuito a trattenere quegli esseri luminosi e potenti in mezzo a noi.

Buona erranza
Sharatan

giovedì 19 giugno 2014

Un’idea bizzarra



"Io sono la via, la verità e la vita;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me."
(Giovanni 14,6)

Il maestro Omraam Mikhael Aivanhov dice che, da molti secoli, i cristiani riflettono sulla resurrezione dei morti e sul Giudizio finale, ma l’argomento resta sempre più oscuro. La maggioranza pensa la resurrezione come il fatto che, quando si muore, si viene sepolti e da quel momento, nel chiuso della tomba, aspettiamo che venga la fine dei tempi. A quel punto, al suono della tromba dell’Angelo del Giudizio, tutti i morti riprendono i loro corpi e si presentano al Giudizio finale per essere giudicati. In sostanza, si crede che tutti gli uomini morti nella storia umana risorgeranno nei tempi finali. Ma l’idea è bizzarra e illogica per una serie di motivi.

Innanzitutto, dice il maestro Aivhanov, quando l’uomo muore vengono gli Spiriti degli elementi e prendono l’acqua, il fuoco, l’aria e la terra che compongono l’involucro fisico. Il corpo si decompone per questo motivo, poiché le particelle degli esseri elementali concorrono a creare nuove forme materiali. E allora, da dove prenderemo la materia per rifare i corpi di tutti quelli che sono risorti? Poi riflettiamo sul fatto che la valle del Giudizio sarà un posto pieno di tante strane tipologie di uomini, perché sarebbero tutti risorti. Dove metteremo tutti quelli che sono ritornati?

Vedremo le persone fare una fila infinita per essere giudicati, mentre i giudici divini saranno oberati dalle richieste e dalle lamentele dei condannati. Tutto deve essere ricostituito perciò è necessario portare le prove a nostro discarico oppure porteremo i corpi del reato, mentre i giudici celesti dovranno ascoltare le peggiori miserie e i dolori più grandi dell’umanità intera. Se pensiamo ai mostri e agli assassini vissuti in tutti i tempi immaginiamo che sarà difficile resistere per quei giudici, benché divini, il dover ascoltare tante miserie e tante brutture sarà un lavoro tremendo. E poi, riflettiamo sul fatto che l’attesa del giudizio, rinchiusi nella tomba, sarà di una noia mortale!

Gli uomini più sfortunati sono quelli nati nei tempi preistorici, perchè dovranno aspettare più a lungo di tutti gli altri. E già questa mi sembra un’ingiustizia bella e buona, anche se tutti devono aspettare con pazienza il loro turno. Immaginiamo la dose di pazienza che sarò necessaria per restare immobili nella bara per millenni? E poi quanto spreco è il tenere l’umanità inattiva nelle tombe, mentre l’economia generale prevede che tutti devono essere attivi. Dio è molto operoso e creativo, perciò come può aver ideato una cosa così illogica?

La risposta di Aivhanov è che la resurrezione dei morti e il Giudizio finale, per come la pensano i cristiani, è un'idea inverosimile e contraria alla logica, alla giustizia e al buon senso. Pur ammettendo che i morti possano risorgere dobbiamo pensare che non c’è giustizia nell’essere giudicati in base a una unica vita. Anche vivendo come Matusalemme, il tempo è troppo ridotto rispetto all’eternità. Tutti sarebbero giudicati in base a una esistenza limitata che può essere di mesi o giorni. In assurdo, quasi tutti avrebbero più dormito che vissuto e, avendo dormito, hanno vissuto come esseri inutili. E l’essere inutili è la condizione di sterilità spirituale che costituisce il peggiore peccato degli uomini.

Il Giudizio finale, per come lo si gira non funziona per nulla, e resta un fatto ingiusto e illogico. Le persone sono chiuse per millenni nelle tombe e non hanno la possibilità di riscattare e riparare i loro errori. Si muore e si viene sepolti senza altre possibilità in alternativa: la cosa è ingiusta e va pensata diversamente. Se dirigiamo un’azienda che vuole avere sempre in ordine i suoi conti, dobbiamo fare dei controlli periodici dei bilanci dell’impresa. Un tesoriere è tranquillo se fa verifiche periodiche del denaro che è in cassa. Un buon amministratore non aspetta certo i millenni per controllare l’andamento economico della sua impresa.

Ogni volta che c’è un controllo di cassa viene emesso un giudizio sull’andamento dell’impresa: lo stesso avviene nel regno celeste. Sarebbe troppo crudele far aspettare per millenni i poveri figli di Dio per aggiustare i loro debiti e saldare i crediti, perché non si permette di accumulare troppo lavoro. Se i nostri bilanci karmici fossero derogati per millenni, saremmo oberati dal lavoro. Infatti, quando si muore c’è il giudizio su quella vita. Quando, in alto, si pensa che l’uomo abbia vissuto abbastanza e si crede che l’individuo abbia concluso il suo lavoro… gli si dice di fare i bagagli, di partire e di ritornare a casa.

Per aiutare gli uomini, l’Intelligenza cosmica, nel corso della vita, ci sottopone a delle prove e anche queste prove sono paragonabili a dei piccoli giudizi. Queste forme di giudizio non sono mai dei giudizi finali, perché non ci sono mai condanne definitive, perciò tutti i giudizi divini vanno pensati come penultimi giudizi. E se ci illudiamo che morendo si resta nella tomba, tranquilli e distesi a riposare, ci illudiamo. Certamente si deve lasciare il corpo a decomporre, ma si continua a crescere e imparare a un livello diverso. Poi il nostro spirito ritorna sulla terra per l’apprendimento, perché la vita continua sempre. Si sappia che nessun morto torna, perché non c’è vita nella morte: solo la vita può dare la vita e la resurrezione, come disse Gesù. Considerato il nostro grado evolutivo, dice il maestro Aivhanov, gli uomini hanno bisogno di molti cicli di reincarnazione per diventare perfetti.

Gesù disse: “Io sono la via, la verità e la vita” perciò sappiamo che possiamo risorgere. Sappiamo che possiamo accelerare la nostra trasformazione e la nostra resurrezione avviene se accelleriamo il processo lavorando sui nostri pensieri, sui nostri sentimenti e sulle nostre azioni. E non solo, infatti la resurrezione fu insegnata nei templi dei misteri dagli iniziati per millenni. Tutti quei grandi maestri insegnarono che non è necessario aspettare di essere nella tomba per combattere le nostre debolezze, i nostri vizi e le nostre malattie. Insegnarono che dobbiamo fare un miglioramento interno per avere la resurrezione del corpo nel corso della vita.

Per risorgere dobbiamo cercare di diventare perfetti, secondo il maestro Aivanhov, perciò dobbiamo conquistare una purezza perfetta e una vibrazione molto intensa. Tutti quelli che hanno un’intensa vita spirituale sono esseri che si preparano a risorgere. L’uomo diventa una tomba quando le sue cellule sono spente e inattive, perciò per aprire la tomba dobbiamo ritrovare il calore e l'acqua ossia luce e amore. L’acqua è simbolo di ciò che offre la vita, mentre il calore è il sole che ci dà l’impulso alla crescita. L’acqua è veicolo di vita, perciò se le cellule vengono risvegliate, l’essere si espande e non resta più lo stesso. La tomba si apre quando l’anima rinasce alla vita.

Un’immagine molto usata per descrivere l’anima resuscitata è quella della farfalla, perché la farfalla è una creatura resuscitata. All’inizio la farfalla era un bruco perciò era un verme privo di grazia e bellezza che sa fare il bozzolo. Dopo averlo fatto, si addormenta e dal bozzolo esce una farfalla. Ma cosa è avvenuto durante il sonno della crisalide? E' successo che il bruco è diventato farfalla perché aveva già avviato una trasformazione, anche se quella metamorfosi non si vedeva. Lo stesso fenomeno accade agli uomini che, per molte ragioni, si possono paragonare a bruchi.

Come i bruchi, gli uomini sono creature non troppo belle che strisciano al suolo, e che mangiano foglie. Come i bruchi, anche gli uomini sono esseridannosi, perciò si cerca di contenerli finché non sono diventati farfalle! La natura offre molte ispirazioni per capire cos’è la resurrezione. Anche la meditazione assomiglia alla creazione del bozzolo che sta preparando una metamorfosi. Se non siamo ancora diventati farfalle è perché il lavoro fatto non è stato sufficiente. Forse siamo ancora troppo attaccati alla nostra vita prosaica, e amiamo vivere come bruchi che strisciano e che brucano foglie.

A volte ci racchiudiamo nel bozzolo e tessiamo un filo di spiritualità, ma poi la vita ci chiama e corriamo fuori. L’indomani riprendiamo quel rituale e così via, fino al giorno che ameremo diventare farfalle. Il maestro Aivanhov dice: “A quel punto non avrete più bisogno di mangiare foglie: vi nutrirete del nettare dei fiori, attingerete cioè a quello che vi è di più sottile nel cuore e nell’anima di tutte le donne e di tutti gli uomini. Perché ogni essere possiede in sé qualcosa di delizioso, un po’ di nettare… e se potete attingere a questo nettare senza sciupare i fiori, sarete felici e volerete nella luce.”

Buona erranza
Sharatan

domenica 11 maggio 2014

Cercare un maestro



"Vorreste imparare il violino; allora comprate lo strumento, il quaderno di esercizi e cominciate a suonare. Per i primi giorni suonate un'ora o due, ma in breve tempo perdete la vostra determinazione e vi fermate. Una settimana dopo riprendete il violino, e nuovamente vi fermate...

Così il tempo passa con un'alternanza di attività e pigrizia, secondo i vostri capricci. Invece se aveste un professore, vorreste meritarvi la sua approvazione, la sua stima e lavorereste assiduamente per essere pronti il giorno della lezione. Il professore correggerebbe i vostri errori, vi incoraggerebbe ed è così che sotto la sua guida diverrete dei virtuosi. Non si è mai sentito dire che un grande musicista sia arrivato al culmine della sua arte senza un insegnante.

La stessa cosa avviene nel campo spirituale. Se non avete un Maestro è molto difficile perseverare. Pensate che per voi sarebbe bene meditare, vi impegnate, ma ben presto vi lasciate andare alle vostre vecchie abitudini...

Qualche mese dopo vi ricordate delle vostre buone intenzioni, fate nuovamente qualche esercizio... finché cadete definitivamente nell'inerzia. Invece con un Maestro vi sentireste continuamente stimolati; con le sue parole e il suo esempio egli non smette mai di incoraggiarvi. Tocca i vostri sentimenti, e poiché lo amate e lo ammirate, sarete spinti a lavorare per migliorarvi.

certamente, ciò non vi impedirà di ricadere nei vostri errori, ma ogni volta che prenderete delle buone risoluzioni, esse produrranno una forza tale che un giorno prevarranno. La cosa più grave non è tanto quella di ricadere nei propri errori, ma di abbandonare la speranza di vincerli e di non fare più alcuno sforzo per correggersi.

Bisogna conoscere la potenza di una decisione. Dal giorno in cui un uomo decide sinceramente di cambiare, in quanto il suo Maestro gli ha mostrato i pericoli della strada che sta percorrendo, la decisione viene inscritta e pone in lui un nuovo punto di partenza. Anche se non si vede ancora nessun cambiamento, esso è stato inscritto e, un giorno, darà dei risultati. Ecco l'utilità di un Maestro.

Ciò che soprattutto vorrei farvi comprendere è che, data la natura del mondo spirituale, è meglio non penetrarvi piuttosto che farlo senza una guida, come è accaduto ad alcuni per loro sfortuna. [...] Ecco perché ci sono tanti squilibrati tra i cosiddetti spiritualisti. Si sono lanciati senza una guida e si sono persi.

Non si produrrebbero cose spiacevoli se gli spiritualisti avessero compreso fin dall'inizio una cosa essenziale, cioè che bisogna predisporsi a lavorare su se stessi attraverso la pratica di alcune qualità e virtù come l'amore, la dolcezza, la purezza, la sottomissione al mondo divino, poiché in questo campo la volontà non è sufficiente.

L'errore di molti spiritualisti e di non sapere dare una base solida alla propria attività. Si lanciano senza alcuna preparazione, pensando che sia sufficiente sperare, desiderare che il mondo invisibile si riveli loro, che gli angeli vengano a servirli e che tutti i poteri cadono nelle loro mani.

La questione è, quindi, quella di trovare un Maestro che vi dia i metodi di lavoro migliori per avanzare nella vita spirituale. L'essenziale non è essere intelligenti, ricchi o potenti; l'essenziale è essere ben guidati, poiché a quel punto sarete sicuri di riuscire.” (Omraam Mikhael Aivanhov, Che cos'è un maestro spirituale, Prosveta, 2000)

domenica 13 aprile 2014

Riconoscenza



“State camminando per strada e, senza una precisa ragione, all’improvviso vi sentite pervasi da una sorta di dilatazione che rende il vostro passo più leggero. Allora, non solo provate un interesse, un fascino in tutto ciò che fino a quel momento non avevate neppure notato, ma inoltre i passanti vi sembrano così simpatici che avete voglia di sorridere per condividere con loro quella gioia e l’allegria improvvisa che è venuta a visitarvi.

Non cercatene la causa, perché la gioia senza una causa è la vera gioia, così come la tristezza senza una causa è la vera tristezza. Non dico che non ci siano delle ragioni obiettive per essere allegri o per essere tristi, ma la vera allegria è una disposizione dell’anima la quale, al di là delle difficoltà, degli ostacoli e dei dispiaceri, sente la vita come un dono di Dio e trabocca di riconoscenza, la vera tristezza, invece, è una disposizione psichica che rende l’essere cieco a tutte le cose belle e buone, a tal punto che egli trova ovunque unicamente dei motivi per affliggersi.

Se volete ricevere spesso questa visita dell’allegria, coltivate la riconoscenza: riconoscenza verso il Creatore, verso la natura e gli esseri umani. Allora, anche se non avete alcun motivo per rallegrarvi, la gioia verrà a cogliervi di sorpresa, come quando degli amici vi fanno una bella sorpresa di una visita inaspettata.

Direte che per provare il bisogno di ringraziare bisogna avere un motivo. No. Ringraziate… e basta, senza porvi domande sulle ragioni di quel “grazie.” Se volete provare quella gioia senza causa che dà alla vostra esistenza un sapore, un colore e una luce, imparate a ringraziare anche senza motivo.

Sicuramente i motivi per ringraziare non mancano: potete ringraziare Dio per la vita che avete ricevuto, quella vita che vi permette di scoprire tante ricchezze: potete ringraziare per la gioia di avere la salute, una famiglia, degli amici … Pronunciando la parola “grazie” è come se faceste scaturire una sorgente di luce, di pace e di gioia dalla vostra anima, e quella sorgente inonda tutte le vostre cellule.

A poco a poco sentite che qualcosa in voi si vivifica, si fortifica, si rischiara; e se un giorno doveste affrontare grandi prove, non solo non crollerete ma sarete ancora capaci di continuare a ringraziare, e sarà questa capacità di ringraziare nelle prove che vi aiuterà a superarle. Quante buone cose provengono da un sentimento di riconoscenza, e quante cose cattive derivano dall’ingratitudine!

Perché tutto questo va molto più al di là del sentimento che provate in un dato momento. Dall’istante in cui introducete in voi un sentimento di riconoscenza e lo conservate per accrescerlo, esso non si limita ad esistere passivamente. A causa della legge di affinità, con le sue vibrazioni attira delle impressioni, delle sensazioni che gli assomigliano. Tutte le benedizioni vi giungeranno dunque da questa piccola cosa: un moto di gratitudine.

In tutto ciò che vi accade, nelle pene come nelle gioie, c’è qualcosa da scoprire per la vostra evoluzione, per la vostra comprensione della vita; e la gratitudine è la chiave che apre le porte del vero sapere. […] La verità è che nel momento in cui gli avvenimenti si verificano, non possiamo sapere se questi col tempo si riveleranno per noi buoni o cattivi. Quante circostanze, che le persone ritenevano fortunate, sono state alla fine la causa della loro rovina, mentre certe prove, alla lunga, si sono rivelate assai benefiche!

Non è immediatamente che possiamo giudicare della fortuna e sfortuna; per pronunciarsi, bisogna aspettare le conseguenze a lungo termine di ogni avvenimento. La saggezza consiste dunque nel considerare le difficoltà e le prove come degli inseguitori che sono mandati dalla Provvidenza, e che ci stanno alle calcagna per obbligarci a percorrere dei sentieri lungo i quali faremo grandi scoperte. Senza questi inseguitori non ci muoveremmo, e resteremmo ignoranti e deboli. Quanti tesori ci attendono così!

Chi di fronte ad ogni inconveniente inizia a lamentarsi o a ribellarsi, passerà accanto a quei tesori senza vederli. Questa filosofia deve diventare la vostra seconda natura. Di fronte ad ogni situazione sgradevole o dolorosa, prendete l’abitudine di dire a voi stessi che forse, in fondo al cammino, c’è una gioia che vi attende. Siccome per ora non sapete quale sarà il seguito, non perdete il vostro tempo a lamentele e ribellioni, ma ringraziate piuttosto il Cielo.

Dicendo “grazie” liberate in voi stessi delle energie che vi aiuteranno a tener testa. Ecco la potenza del ringraziamento: esso già attacca l’ostacolo che stava sorgendo e neutralizza i veleni che la vostra tristezza e il vostro scoraggiamento cominciavano a distillare. Niente è più difficile a pronunciarsi sulla natura di avvenimenti che si stanno verificando.

Ciò è vero sia per quello che capita a noi che per quello che capita agli altri, perché non conosciamo né il passato né l’avvenire. […] Siccome non conoscete le ragioni di ciò che vi accade, prendete l’abitudine di ringraziare il Cielo. Bisogna che questo vi venga naturalmente, senza che dobbiate far intervenire la vostra volontà, esattamente come respirate.

Coscientemente o meno, ringraziate perché in ogni caso questo si registra. Ringraziando, purificate e rischiarate l’atmosfera in voi e intorno a voi. Perciò, ringraziate subito, spontaneamente, automaticamente; avrete in seguito tutto il tempo di ricordarvi perché e come avete ringraziato. Sì, ringraziate sempre e per tutto … anche per il bene che fate.

Vi dicevo che non dovete mai aspettarvi che le vostre buone azioni vengano riconosciute. A volte è difficile: anche se non vi aspettate di ricevere qualcosa in cambio, sperate almeno che venga riconosciuto il fatto che avete agito bene. Tuttavia, non sempre è così; anzi, talvolta si fa di tutto per rivolgervi dei rimproveri.

In tal caso supererete la delusione e la tristezza che potete provare, sentendovi riconoscenti per aver potuto rendervi utili. Quindi, quando fate qualcosa di buono per gli altri, non sono tanto questi ultimi a dovervi ringraziare: siete voi a dover ringraziare loro per avervi dato l’occasione di manifestare non solo la vostra bontà e la vostra generosità, ma anche la vostra saggezza, la vostra intelligenza e ancora altre qualità e capacità che devono essere messe in atto allorché si vuole rendere un servizio.

Saper ringraziare è la prova che si è coscienti, che si è visto, che si è compreso. Ecco perché la gratitudine è una virtù così essenziale. Se gli esseri umani non sanno ringraziare è perché sonnecchiano, perché non hanno imparato a guardare, ad ascoltare, a sentire gli esseri e le cose. Psichicamente, i loro cinque sensi sono addormentati. […]

Tutti gli esseri che vivono accanto a voi, come quelli che incontrate, sono là per farvi riflettere, per affinare la vostra sensibilità. Quando imparerete a gioire e a ringraziare per tutte le inesauribili ricchezze della vita, così da diventare voi stessi più vivi? Chi sa gioire raccoglierà un sasso lungo il cammino e dirà: “Guardate cosa ho trovato!”

Per lui, quel sasso è un testimone della creazione del mondo: stringendolo nella sua mano, egli sente i miliardi di anni che sono trascorsi e le forze che hanno agito su di esso fino a farlo diventare quella pietra lungo la via. Ecco le esperienze da fare!” (Omraam Mikhael Aivanhov)

giovedì 7 novembre 2013

Un luogo armonioso



“Mutando riposa.”
(Eraclito di Efeso)

Se parliamo di pace è certo che tutti diranno che la pace è una cosa meravigliosa e che andrebbe stabilita sulla terra. È sicuro che la pace è un bene auspicabile per tutti e che l’umanità ne ha bisogno più di ogni altra cosa. Ma dove possiamo cercare le condizioni per realizzare questa condizione magnifica?

La pace è come la storia dei topi che si radunarono per discutere su come trovare il modo di proteggersi dalla ferocia del gatto. Dopo aver discusso a lungo, il topo più saggio disse: “Bisogna appendere un campanello al collo del gatto. In questo modo, quando lui verrà per mangiarci, noi sentiremo il suo suono e potremo scappare!”

I topi possono essere molto intelligenti, infatti l’idea era veramente geniale. Ma, quando si venne al dunque, cioè quando si trattò di decidere chi dovesse andare dal gatto per attaccargli il campanello, non si trovò nessuno disposto a farlo. Ecco, la storia della pace nel mondo assomiglia alla storia del campanello del gatto, dice il maestro Omraam Mikhael Aivanhov. La pace è uno stato mentale, e se le persone non trovano la pace nella mente, nessuna pace potrà arrivare.

La pace non è uno stato che si può comandare o avere in modo meccanico, perciò si potrebbe convenire sul fatto che non può giungere veloce ciò che non si conosce o comprende. La pace è il risultato della nostra sintesi di qualità e di virtù, perciò la pace è il segno che tutte le nostre funzioni e attività sono equilibrate ed armoniose. La pace è la conseguenza dell’armonia interiore, perciò se viene dal buon funzionamento dell'interno, è sicuro che non si può trovare all’esterno.

Se cerchiamo la pace non possiamo mantenere degli affanni interni o delle afflizioni che ci fanno essere tristi o in continua agitazione. La pace è una condizione interiore e dipende dall’atteggiamento dell’individuo, perciò verrà quando tutti gli uomini conosceranno se stessi e renderanno il loro mondo interiore un luogo armonioso.

La pace è il prodotto di un duro lavoro interiore, perciò bisogna conoscere gli elementi, i mezzi, i metodi che possono produrla in realtà, perché costruire la pace è una vera scienza. Cristo, nel Sermone della Montagna, disse che i costruttori di pace avranno la beatitudine perché costruire la pace è un’arte molto difficile.

La pace è una condizione interna perciò non si ottiene facendo la guerra all'esterno, infatti è dentro di noi stessi che dobbiamo eliminare le condizioni che ci mantengono in guerra. Il vero campo di battaglia è sempre il mondo interno, perciò per essere in condizioni di pace è necessario pensare bene, sentire bene e bene agire. L’uomo è quello che mangia, diceva Feuerbach, un grande filosofo materialista dell’Ottocento, e anche nella spiritualità si crede la stessa cosa.

Il nostro organismo deve essere nutrito da cibi di buona qualità se vogliamo che le sue funzioni siano sane, perciò anche i desideri, i pensieri e le azioni devono essere buone come cibi sani. Non possiamo digerire dei cibi tossici, infatti il corpo ne sarebbe avvelenato, perché causano disordine nel nostro sistema: ecco come si perde la pace!

Per capire come costruire la pace dobbiamo pensare a come si costruisce una casa. Dobbiamo pensare che la casa si costruisce pensando al progetto cioè con l’idea dell'architetto. Si costruisce prima nel mondo delle idee perciò nel mondo invisibile, e poi si disegna il progetto sulla carta perciò si materializza il disegno della casa sul piano fisico.

Chi potrebbe pensare che questa cosa così ovvia possa avere una sfumatura così profonda e ricca di implicazioni tanto utili? Dunque, fatto il disegno si devono scegliere i materiali e poi si trovano gli operai per costruire e mettere in opera il progetto. Tutto questo avviene in tre momenti: il piano, la ricerca di materiali e la costruzione.

Iniziando a costruire si gettano le fondamenta e poi si procede erigendo le mura e finendo con il tetto. Per fare l’esterno della casa si procede dal basso e poi si procede verso l’alto. Ma poi, rifinendo gli interni si procede all’inverso, perché si rifiniscono i soffitti e le pareti e poi si procede fino ai pavimenti.

E così avviene anche quando si ripulisce e arreda una casa prima di abitarla, infatti si ripulisce dall’alto e poi si pulisce in basso. Il maestro Aivanhov dice che la tecnica architettonica è una tecnica di lavoro spirituale, infatti Dio è chiamato anche il grande Architetto.

La costruzione insegna come lavorare sulle due correnti dell’evoluzione e dell’involuzione. Questa tecnica è suggerita anche dai due triangoli che s’interpenetrano e formano la stella a 6 punte del Sigillo di Salomone. Esso mostra che, come Dio ha proceduto per costruire l’universo, così dobbiamo lavorare noi: insegna che non dobbiamo applicare gli stessi principi alla vita esteriore e alla vita interiore. Nel piano fisico dobbiamo lavorare procedendo dal basso verso l’alto. Invece, nella vita interiore, dobbiamo lavorare cominciando dall’alto e andando verso il basso.

Concretamente, si vuole insegnare che, nel piano fisico, dobbiamo usare le leggi dell’evoluzione, perciò vedere il lato solido e materiale per giungere a vedere, poco a poco, le cose più sottili. Per contro, sul lato psichico e interiore dobbiamo cominciare dal lato più sottile e luminoso, dal lato divino, per finire con ciò che è più visibile, tangibile e concreto.

Questo è l’ordine che va dato al nostro lavoro. Per riuscire, nella vita materiale, dobbiamo costruire concretamente. Sulla terra vanno costruite cose dalla base solida e resistente, perché per costruire nel mondo invisibile dobbiamo avere una struttura solida altrimenti tutto crolla.

Come vediamo, le regole costruttive del mondo materiale e del mondo invisibile funzionano con movimento opposto. È certo che, per costruire progetti spirituali di ampio spessore è necessario che le cose siano costruite per anni e anni, nella nostra testa, prima di essere attualizzate e riconosciute. E quanti casi di geniali inventori e di scienziati pionieristici possono confermare questo?

È necessario molto tempo perché le grandi cose siano realizzate, perciò bisogna lavorare molto affinché, un giorno giunga una pace meravigliosa. Bisogna lavorare molto a lungo e agire con molto anticipo, perché il nostro movimento assomiglia a quello che fece Dio per attualizzare la sua creazione.

Secondo i grandi saggi, l’Assoluto si è manifestato uscendo da Se Stesso, perciò Egli uscì manifestando l'involuzione del processo di discesa. Poi avvenne il movimento di ritorno e si avviò il movimento contrario. Con il moto ascendente, Egli rientrò in Se Stesso, e questo movimento è quello che vediamo nell’evoluzione.

Questi due processi avvengono in milioni di anni, infatti periodicamente avvengono entrambi i movimenti. Entra in azione un movimento che parte dal centro e si dirige verso la periferia, poi avviene un secondo movimento che, parte dalla periferia e si dirige verso il centro. Il primo movimento è lo stesso con cui fu creato l’universo con i suoi centri e poteri, con tutti i suoi pianeti e i suoi soli. Cosmicamente vediamo che l’involuzione è precedente all’evoluzione.

L’involuzione è un processo di materializzazione, invece l’evoluzione è un processo di smaterializzazione. Questi due processi sono la base di tutti i cicli naturali, infatti si susseguono uno con l’altro e si producono continuamente. Nell’incontro dei movimenti di discesa e ascesa, vediamo tutti i fenomeni della vita con le sue forme.

Non esiste alcuna opposizione tra spirito e materia, perché esistono solo delle forme diverse di vita. Gli esseri dotati di coscienza e di sentimento sono collocati su una scala che va dall'essere più alto al più basso, essi si diversificano solo per la loro distanza dal centro. Le forme di vita diventano sempre più sottili, mano a mano che andiamo verso il centro, e diventano sempre più materiali, mano a mano che andiamo verso la periferia.

Tutte le forme circolano, sia quelle che si spiritualizzano che quelle che si materializzano. E questo meccanismo spiega l'evoluzione e l'involuzione che coinvolge le due correnti che formano l’uomo. La forma del corpo possiede lo stesso movimento del cosmo, perché la testa è legata al segno zodiacale dell’Ariete. Poi vediamo che il collo è legato al Toro, e così fino ai Pesci che governano i piedi. Perciò vediamo che la forma del corpo mostra il movimento cosmico dell’involuzione.

Quando lo zodiaco risale, nel punto vernale, dai Pesci va in Acquario e così via mostra la risalita evolutiva. Tutto il cosmo segue la discesa della materializzazione e l'ascesa della smaterializzazione. Tutto in noi è perenne movimento, perché le costellazioni interne sono anche i campi psichici interni. Anch'essi governano perché ci condizionano le assonanze e dissonanze, perciò condizionano le nostre strutture e funzioni mostrando l'intreccio degli influssi cosmici con l'interiorità umana.

Il corpo fisico non ha una disposizione statica, perché siamo sempre percorsi dal movimento del sangue, degli umori e delle correnti nervose che attraversano il corpo. Nello stesso modo le nostre forze ed i sentimenti vengono più o meno eccitati oppure indeboliti a seconda del movimento delle correnti che ci percorrono andando verso il cuore e il cervello. È nel cuore e nel cervello, in cui le correnti s'incontrano, che dobbiamo fare la sintesi. Solo allora quelle forze si compenetreranno reciprocamente e armoniosamente, perciò smetteranno di fare la guerra, e avremo la pace.

Nel mondo invisibile è necessario lavorare continuamente sulla nostra natura, senza vantarsi e senza essere orgogliosi di quello che raggiungiamo. Avere una casa interiore significa avere certezze interiori. Se siamo saldi interiormente possiamo essere comprensivi, amabili e umili, e anche acuti, intelligenti e un po’ psicologi perciò diventare superiori alle stupidità che vediamo e sentiamo.

Dobbiamo imparare a cedere davanti a quelli con cui non ha senso arrabbiarsi, perché restiamo agitati e smagnetizzati per tutta la giornata. Perciò usiamo l'intelligenza e l'indulgenza nelle discussioni, perché sono qualità impagabili. Perlopiù prevale l'orgoglio e si dice che essere cedevoli è umiliante, perciò si preferisce essere nervosi e agitati. Invece dovremmo pensare che si guadagna meglio a cedere piuttosto che diventare rigidi e ottusi.

La costruzione della casa insegna che le parti alte vanno arredate per prime, perciò i lampadari sono la luce dell’intelligenza. Perciò lavoriamo per costruire la saggezza, l’intelligenza e la conoscenza che sono doni dell’alto, poi coltiviamo il sentimento e, quindi si potrà agire. Nella vita bisogna pensare prima di fare, perciò dobbiamo valutare, idealmente, le conseguenze delle azioni. Solo dopo una profonda riflessione si traggono le conclusioni e si agisce al meglio.

Attualmente si vedono molti materialisti che non apprezzano il valore del pensiero puro e nobile perché non vedono i valori invisibili, ma si vedono anche molti spiritualisti che vogliono conquistato il piano superiore per dirigere il piano inferiore. In futuro, dice Aivanhov, saremo persone che sapranno lavorare con entrambi le correnti, perciò saremo beati sia in Cielo che in terra.

Buona erranza
Sharatan